Povero cervello

L’altro giorno ero in auto e alla radio parlavano di un sondaggio svolto su un campione composto da -non mi ricordo quanti- ragazzi italiani tra i 15 e i 20 anni.

Il fine ultimo del test era capire in media quanti, quali e come vengono utilizzati i vocaboli della nostra tanto amata -quanto bistrattata- lingua italiana.

I risultati sono sconcertanti.

In media un ragazzo tra i 15 e i 20 anni dovrebbe conoscere all’incirca 14.000 parole del nostro vocaboli.

Bene. Dal sondaggio cos’è emerso? Quanti ne utilizziamo?

12.000?
No.

10 mila?
Nemmeno.

8.000? Neanche.

Un ragazzo in quella fascia d’età oggigiorno non utilizza più di 800 parole…

Un risultato veramente interessante.
La domanda che ci si è posta di conseguenza è… come mai? Siamo tutti semi-analfabeti?

No, a quanto pare.
Ciò che man mano ci sta facendo perdere confidenza con le parole è la tecnologia.
L’utilizzo sempre più diffuso di cellulari, sms, pc, mail sta pian piano riducendo all’osso la nostra innata propensione all’utilizzo vario di termini diversificati.

C’è chi può essere più o meno d’accordo con questa conclusione.
Io sono più che d’accordo, perchè in prima persona mi rendo conto che rispetto ad anni fa mi capita molto più frequentemente di abbreviare, accorciare, stringare ciò che vorrei esprimere in periodi potenzialmente molto più complessi.

“La tua battuta mi ha fatto molto ridere” = “LOL”

“Ma che cazzo è ‘sta cosa?” “WTF?”

eccetera…

Voi vi ritrovate con i risultati di questo sondaggio?

P.s. sì, lo so… state pensando agli articoli di Matyas che dovrebbero rialzare la media italiana… ma Maty è l’eccezione che conferma la regola!

farenz2

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viper5

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