Povero Stanley

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Visto che nessuno si caga queste prime righe non vi dico nulla, brutti cattivi.

Ultimamente sull’internet non si parla d’altro, The Stanley Parable, il giocone con voti da capogiro su Steam a 11 euri e qualcosa.

Non potevo fare a meno di provare questo titolo. Quindi sono andato a casa dell’unico pirla che conosco in zona che gioca al pc, il Costella.

Tralasciando i commenti sulla sua reggia incantata mi preparo alla prova del gioco del secolo, ora state attenti, per parlarne in maniera minimamente decente dovrò fare qualche spoiler, quindi non continuate l’articolo se siete interessati alla prova, se invece siete tra i milioni che hanno visto i video di PewDiePie traaaanqui.

Il gioco inizia in maniera classica, un narratore e un protagonista di cui non vediamo il volto, come al solito il narratore racconta la storia, tuttavia è possibile evitare di seguire la sua storia e farsi i cazzi propri all’interno dell’edificio.

E qui inizia la cosa interessante, il narratore giustamente si stupirà ed incazzerà vedendoci fare quello che vogliamo e l’ambiente di gioco cambierà a seconda del suo volere, creandoci così un gippone mentale sul significato dei videogiochi, di giocatore reale e personaggi non giocanti.

Nei giochi abbiamo veramente una scelta? Come facciamo a sapere che non sia tutto previsto? In The Stanley Parable tutto questo è messo a nudo per darci da pensare.

Ci ho giocato per un’oretta e ho visto circa una decina di finali, ma basta cambiare un attimo le decisioni e tutto ricomincia in maniera diversa, il gioco viene ravviato in un loop in continuo mutamento.

In alcune parti può decisamente rompere il cazzo, sopratutto per via della ripetitività di certi momenti, ma per il resto è un’esperienza dal mio punto di vista fantastica.

Mi ha ricordato un ibrido tra Portal e Amnesia, non so neanche spiegarvene il motivo, ma la sensazione era proprio quella.

Infine vi consiglio l’acquisto? Mah, sono pur sempre 11€ per un titolo che potreste “completare” (vedendo i vari finali) nel giro di pochissime ore, il mio consiglio è di prenderlo solo se vi intriga il gippone mentale, altrimenti il Costella può ospitarvi tutti per farvelo provare con mano a casa sua.

Voi lo avete provato? Cosa ne pensate?Firma_gatto_3

Prova a cercare ancora!

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23 Più commentati

  1. Avevo provato la demo l’altra settimana (? forse più, non lo so, il tempo è relativo ) e avendomi incuriosito l’avevo acquistato. La trovo un’esperienza davvero divertente che consiglierei a tutti. Se cercate gameplay non è il gioco per voi in quanto The Stanley Parable è da considerarsi più un’esperienza videoludica che non un gioco vero e proprio. ( lo bisbiglio sottovoce: non guardate i video del gioco da pewdiepie perfavore, è una brutta persona… giocatelo di persona, ne godrete molto di più )

  2. Io l’ho giocato in quanto,molto tempo fa,vidi il video di Pewdiepie sulla prima versione di questo gioco(quando era semplicemente una mod fighissima di Half Life 2).Avendo poi visto il video della demo(sempre da Pewds)mi sono incuriosito al punto di giocarlo da solo senza spoilerarmelo con i video.Il gioco è fantastico e ti spinge a provare a scoprire tutti i finali che vanno dal cazzone al trip mentale,dal finale classico a quello nosense.E dopotutto è un pò una metafora sui videogiochi moderni,ossia avere libertà di far quello che vuoi e allo stesso tempo non averla.Così è questo gioco,puoi scegliere di fare come ti pare,ma sempre si dovrà seguire un copione.Io lo consiglio per la sua qualità ma non per la sua durata perchè nonostante abbia un sacco di finali e segreti da trovare,nessuno di questi dura parecchio.

  3. è una bella esperienza per il prezzo, qualche ending è assolutamente geniale

  4. Interessante! Non vedo l’ora che zeb ne parli nel prossimo episodio di ‘Indie di merda’

  5. Io non l’ho ancora esperienziato, però aspetto i saldi natalizi di Steam, magari ci scappa il prezzone! Mi piacerebbe anche uno sconto di State of Decay…

  6. Più che altro spoileri gli argomenti dei futuri podcast/dirette. Nella prossima diretta si parlerà appunto del gioco, dissertando sulla sua conformazione nell’attuale panorama videoludico

  7. I Serpenti Non Vivono In Alaska

    il gioco non l’ho provato e di conseguenza non posso scriverne le mie impressioni ma una cosa ci tengo a dirla: è il secondo articolo di fila del gatto in cui non compaiono giovincelle svergognate nelle foto. inizio a preoccuparmi gatto, che ti sta succedendo?

  8. voi del pc vi accontentato di poco ora questo è un capolavoro?come quella botto di prometheus dove non si fa un cazzo?
    un gioco che si finisce 10 volte in un ora è esperienza si ma di merda!siete la rovina del gaming

  9. Devo preparare una sessione di D&D per stasera secondo te quanti della tua razza posso infilarci in un dungeon senza annoiare i miei giocatori?

  10. io l’ho provato e giuro che il programmatore (penso sia un team altrimenti è impossibile fare un gioco così dal punto di vista degli accorgimenti e narratore che sa tutto) HA PENSATO AD OGNI Più MINIMA VARIAZIONE DELLA TRAMA……NON esiste, ripeto NON esiste, modo di fregarlo…pazzesco, vorrei conoscerli di persona

    • Non concordo sul fatto di non poterli fregare. Se scrivi in console “changelevel freedom 0” durante una partita puoi esplorare l’esterno senza che nessuno ti dica niente. Il messaggio quindi diventa “non puoi fregare un videogioco finchè rimani sotto le sue leggi”. E’ un titolo divertente ma non mi sento di consigliarlo con fervore. Tra l’altro trovo discutibile il mettere solo scelte dicotomiche(dx o sin? porta blu o rossa?): una più ampia scelta avrebbe dato un maggior senso di libertà(fittizia ovvio).

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