Quando la violenza non è mai abbastanza

IshPZ0V

Ammetto le mie colpe, se di colpe si deve parlare.

È un periodo in cui i videogiochi che sto giocando mi stanno suggerendo numerosi spunti per scrivere articoli qua sull’Angolo.
A mio avviso, tra l’altro, si tratta di qualcosa di mai affrontato in questa sede, quindi.. Perché non parlarne con voi, oh popolo dalle gote alla crema di nocciole.

Come forse sapete (utilizzo “forse” perché dipende dall’ordine in cui pubblicherò gli articoli) ho appena giocato a Call of Juarez Gunslinger.
Di come mi sia piaciuto e di come ne avrei migliorato alcuni aspetti ve ne ho già parlato QUI.

Mentre giocavo però pensavo alle carneficine che stavo compiendo, classifiche di uno sparatutto in soggettiva.
Partiamo da una premessa: per chi non lo sapesse, gli sviluppatori di Ubisoft che si sono dedicati alla realizzazione di Gunslinger hanno scelto come stile grafico il fumettoso e l’ormai abusato cell shading, una scelta abbastanza inusuale e coraggiosa per questo genere (soprattutto se ambientato nel vecchio west) ma che in passato abbiamo già visto funzionare egregiamente in titoli come Borderlands o The Darkness 2.
Sappiamo tutti che si tratta di una scelta che porta più ad una connotazione quasi fumettosa piuttosto che al voler puntare su qualcosa di realistico, tuttavia anche in un gioco di pistoleri biascicanti l’effetto funziona in maniera più che convincente.

Tranne che per un elemento. Le uccisioni.

Quali sono gli fps che riconosciamo tutti come i più violenti/truculenti?
Call of duty? Battlefield? Francamente non credo, ma non ho paura ad ammettere che non ne ho idea.
Sono fuori dal giro fps da un bel po’, mi farete esempi voi.
Tuttavia per “fps violenti” intendo i giochi in cui la violenza sembra essere più simile alla realtà, in cui la componente sanguinolenta sia più realistica, quindi non necessariamente gli inni al gore più estremo. Per fare un esempio: trovo molto più “violenta” la missione famosa di Modern Warfare 2 in cui puoi uccidere i civili all’aeroporto nei panni dell’agente infiltrato, rispetto ad un appena citato The Darkness e ai poteri splatter della tenebra.

Call of Juarez Gunslinger non entrerebbe nemmeno lontanamente in questa categoria, in quanto le uccisioni, compresi gli headshot, si risolvono in una semplice nuvoletta rossa di sangue che scompare all’istante, cosi come (quasi) all’istante scompaiono i cadaveri che abbiamo seminato lungo il nostro cammino.

La domanda che vi voglio porre è quindi questa: sulla base di cosa gli sviluppatori decidono quale sia il livello di sangue, e di conseguenza di violenza, più adatto al proprio gioco?

Come sappiamo tutti, la violenza tira e aumenta le vendite. Un po’ come la passera.
Ne abbiamo parlato mille volte anche qua sull’Angolo e per quanto ognuno possa avere un’opinione diversa in merito alla presenza giustificabile o no della violenza nei videogiochi, tutti siamo convinti che spesso un gioco vende proprio perché troppo violento o perché viene condannato dai telegiornali e dall’opinione dei “non addetti ai lavori”, anche quando il titolo in questione non si dimostra qualitativamente eccelso.

Ma se tutti sappiamo che la violenza vende, perché limitarla?
Sappiamo che la violenza deve sottostare a tre tipi di limitazioni:

1. quella del rating, che se rappresenta solo un’indicazione destinata ai genitori dei videogiocatori, in un mondo perfetto in cui i genitori si preoccupano di cosa giocano i loro figli, più un rating è alto, più esigua è la fascia di videogiocatori a cui è destinato;

2.limiti tecnici, ma più che di “limiti” bisognerebbe parlare di “sbattimento degli sviluppatori”, nel senso che lo studio del sangue e dei movimenti effettivi di un corpo morente andrebbero studiati, calcolati e ricreati in maniera verosimile, ergo maggior lavoro per gli sviluppatori rispetto ad una nuvoletta rossa che esce dal corpo del soggetto crivellato;

3. la decenza. Perché a tutto c’è e ci deve essere un limite. Se anche stessi giocando al gioco più violento mai creato, vedere un bambino di 10 anni che trapassa con un bastone il torace di un cadavere di un soldato senza gambe e braccia mentre una prostituta tossicodipendente mangia merda di un cane che piscia e caga sul corpo del soldato… beh, forse sarebbe un po’ troppo anche per un videogioco 18+.

Tuttavia siamo nel 2014.
Ormai siamo abituati ad assistere ad uccisioni iper realistiche, reiterate all’inverosimile e soprattutto presenti in moltissimi videogiochi.
Perché quindi, secondo voi, un gioco oggi dovrebbe proporre meno violenza rispetto ad un concorrente appartenente allo stesso genere?

farenz

 

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  1. Semplicemente perchè anche la violenza deve essere contestuaizzata alla storia e soprattutto allo stile narrativo che gli sviluppatori adottano. Esempio: un gioco sopra le righe come lo è Doom, DEVE optare per uno stile splatteroso e gore, in un bioshock ad esempio, questo stile sarebbe fuori contesto. Sono fps entrambi, ma per tutto il resto sono agli antipodi.

    • Un conto è non creare un gioco splatter, che con un CoJ non avrebbe senso, ma togliere (quasi) del tutto il sangue… che senso ha? che tu sia nel Far West o nei giorni d’oggi se ti piantassi una pallottola in testa credo che gli schizzi di sangue si noterebbero a prescindere dal contesto.

      • Si Farenz ok, ma ha uno stile abbastanza fumettoso, e questo rende sufficiente a giustificare l’odiata nuvoletta rossa, è tutto il titolo ad avere un aspetto non realistico, perchè dovrebbe essere diversamente per questo dettaglio, che a questo punto credo serva a porre ancor di più l’accento sullo stile cel-shed/fumettoso.

        • eh ma è la stessa cosa che penso io. tu farenz dici, immagini un fps non realistico come resistence o halo, come mi hai detto. in effetti escludendo questi esempi, gli altri rimangono abbastanza realistici, tipo far cry. ma credo che sia tranquillamente possibile creare un fps che si riconduca alla realtà ma che presenti degli elementi volutamente irrealistici, come questo coj :/

    • Perfettamente d’accordo con Drummer.
      E’ un’attimo finire nel gore e nel trash abusando di questa componente, per cui al di là del rischio rating, fai presto a perdere ogni straccio di serietà e credibilità (anche se lo scopo è ti ottenere maggiore realismo) qualsiasi cosa tu stia facendo, perchè in definitiva la ridurresti ad una splatterata.
      Sarebbe l’analogo di prendere il signore degli anelli e dare a ciscuna delle differente razze, un dialetto regionale nostrano: sulla carta può sembrare una buona idea che ti permetta un certo grado di differenziazione, ma il risultato finale sarebbe qualcosa di ridicolo e privo di gusto (proprio perchè questo genere di soluzioni vengono scelte per filmacci di terza categoria tipo Vanzina).

      • Come han fatto nella traduzione italiana di World of Warcraft, ottima, grandi doppiatori del calibro di Pino Insegna, Marco Balzarotti, Mario Zucca etc. …e han dato una caratterizzazione regionale nostrana alla razza dei troll che ha demolito il livello qualitativo generale dell’opera (non per lo specifico dialetto usato, ma la sola scelta l’ha portato da un buon livello fantasy ai Vanzinia in una mossa).

        • questa cosa della traduzione in linguaggio dialettale è forse l’unica idea veramente inutile partorita da Pasolini.
          ci sono state “vittime” famose come la versione italiana di Solaris capolavoro della fantascienza sovietica,strano che non abbiano ancora capito quanto sia un idea stupida

  2. secondo me ti sei risposto da solo , per sbattimento da parte degli sviluppatori.
    la violenza tira sempre quindi metterne meno non é fatto per evitare di turbare l’utenza, ma più per pigrizia.
    poi deve essere fatta che sia realistica e non fine a se stessa.
    sparare in testa a un soldato che sta in piedi vicino a un muro ,e vedere gli schizzi di sangue imbrattare la parete è realistico e ti immerge nella situazione.
    gli sbudellamenti invece possono anche evitarli, per quel che servono.

  3. innanzitutto bisogna analizzare il motivo per cui la violenza tira. ed è presto detto, uccidere da la sensazione di controllo e potere, di dominio, e per quanto la gente si giustifichi (autoconvinzione) che non è così, è un pensiero nascosto della mente, che con tutta probabilità una persona non sa nemmeno di avere.
    perchè un gioco dovrebbe contenere meno o più violenza? ricordiamoci che i videogiochi sono una forma d.arte, e misurare un elemento come la violenza basandosi su criteri convenzionali come le vendite, il mercato, la richiesta del pubblico, è una stronzata, che scaturisce la morte dell.arte e dell.espressione di un artista. La violenza deve avere un SENSO all.interno di un gioco, deve essere inserito con cognizione di causa. metal gear è l.unico finora che è riuscito a farlo, mette i fucili in mano al giocatore, gli fa uccidere i nemici, e poi gli toglie punteggio per far capire che è meglio non usarle (non volevo far notare la riflessione pacifista di Kojima, era per fare l.esempio giusto di come la violenza può/dovrebbe avere motivo di esistere in un gioco)

    • Attenzione, perché associare il concetto di “arte” a “videogioco” è sempre un po’ come camminare sulle uova, specialmente in un articolo che riguarda tutt’altro argomento.
      Anche perché se mi parli di arte nei videogiochi, riesci a far rientrare COJ in quella categoria di giochi che in genere vengono inquadrati come “artistici”?

      • TUTTI i giochi sono artistici, casomai ci sono quei giochi in cui gli sviluppatori non sanno nemmeno che il videogioco è una forma d.arte, e di conseguenza ne esce un gioco che di artistico non ha nulla…
        se si vuole escludere quindi i “giochi artistici” (quanto mi sta sul cazzo chiamarli così, o meglio, doverli differenziare, ma vabbe) il discorso diventa totalmente indirizzato ad esigenze di mercato e tutte le regole e convenzioni che esso si porta dietro…

        • wait. anche io credo che il potenziale artistico esista nei videogichi. ma non tutti i giochi sono arte, come non lo sono alcune canzoni e alcuni disegni. in ogni caso se si parla di arte la violenza deve essere contestualizza e non la diminuisce: la gioconda di leonardo è arte quanto guernica di picasso.

        • ecco il punto,il media videogioco è arte,anche se chi fa videogiochi sembra non accorgersene.
          deve ancora arrivare il momento della nascita di una Politica degli Autori,come diceva Truffaut “Non ci sono opere, ci sono solo autori”

          “la decenza. Perché a tutto c’è e ci deve essere un limite. Se anche stessi giocando al gioco più violento mai creato, vedere un bambino di 10 anni che trapassa con un bastone il torace di un cadavere di un soldato senza gambe e braccia mentre una prostituta tossicodipendente mangia merda di un cane che piscia e caga sul corpo del soldato… beh, forse sarebbe un po’ troppo anche per un videogioco 18+.”
          non è troppo,io un gioco così lo comprerei,certo che un livello di violenza del genere dovrà essere giustificato da una scelta precisa dell’autore.
          ci sono film e libri che parlano di violenza sessuale,pedofilia e tortura in futuro ci arriveranno anche i videogiochi e credo non sarà per scelte commerciali

          • Non credi male, allora.
            Perché se vuoi creare un videogioco in cui parlare di pedofilia (per esempio), o sei un indie e rischi i tuoi investimenti per creare un gioco che valga la pena di essere giocato e che tratti con cognizione di causa l’argomento, oppure un tripla A che parli di pedofilia… beh… credo lo faccia solo per vendere.
            Magari non volontariamente, ma la situazione sarà quella.

            Mi spiace tornare al solito esempio della missione all’aeroporto in MW2. Se fossi una persona particolarmente ingenua, difenderei la scelta di inserire quel livello, sviluppato in quella maniera, per soli motivi narrativi. Ma tutti sappiamo che non è così.
            Quel livello è stato inserito semplicemente perché il mondo ha poi parlato (solo) di quel livello, calamitando l’attenzione sul gioco e pompando le già stellari vendite del capitolo di COD di quell’anno.
            Chi sviluppa i giochi, così pure i publisher, non sono persone stupide. In genere.
            Sanno cosa serve per smuovere l’attenzione e soprattutto sanno come batter cassa.

          • bisognerebbe capire anche cosa sono gli indie e i tripla A.
            tripla A è per me solo un modo per dire che un gioco ha grossi investimenti e aspettative,indie vuole dire che è indipendente da un editore,quindi può tranquillamente esistere un indie tripla A ( Torment: Tides of Numenera può essere un esempio)le due cose non si escludono.
            un libro come uomini che odiano le donne o un film come Schindler’s List sono violenti per vendere o sono violenti per scelta artistica e hanno venduto perché fatti bene?
            tutto sta lì,MW2 ha venduto tanto perché era un bel gioco o perché la gente compra alla ceca prodotti violenti?

    • Cerca l arte nei vg secondo me è stupido, perche di solito i giochi che puntano verso il lato artistico come gamplay sono scarsi.Che poi dietro un vg ci possono lavorare tanti artisti è vero ma i VG non sono arte e non devono esserla!

      • inchiniamoci di fronte ad una tale perla…

        • Be è tipico elevare a livelli superiori le proprie passioni,mi spiace per te che come molta altra gente non riesce a prendere i vg per quello che sono :D delle semplici fonti di intrattenimento ;)

          • elevare? no! tu, credo, per ARTE intendi probabilmente journey ico ecc. giochi che gli ignorantoni elevano come “qualcosa di profondo e toccante” perchè è semplicemente la creazione di un team più autoriale che loro anno visto. e non è così. per arte si intende una creazione appunto di INTRATTENIMENTO. la musica è arte, il film è arte, l.illustrazione è arte, e il GIOCO è arte, perchè sono tutte creazioni. CREATIVITÁ.
            tu hai probabilmente creduto che facessi parte di quelli che per arte intendono qualcosa di profondo, ma così sottolinei che tu stesso interpreti il termine arte allo stesso modo. mi dispiace ma è così

          • lo dimostra il fatto che io abbia, secondo te, “elevato” tale forma d.espressione. non ho elevato assolutamente nulla, perchè i libri i film i giochi i disegni sono arte allo stesso livello (che poi gli sviluppatori non siano coscenti di ciò è un altro discorso) e come passione io non ho una maggiore dell.altra. quindi non ho proprio per niente elevato i videogiochi perchè sono una mia passione, ma ho dato il giusto significato al termine arte, che in tanti non capiscono, compreso farenz che ha detto “è un po come camminare sulle uova” perchè coloro che credono che ARTE sia un parolone sono gli stessi che non sono capaci di capire una cosa tanto semplice

          • È molto strano essere accusato di non capire il significato di arte videoludica, quando basta ascoltare una delle numerose puntate di GameFathers in cui abbian parlato di ciò per sapere come la penso in merito, e francamente credo di avere una concezione di arte videoludica non dissimile dalla tua, o come almeno suppongo.
            Mi piace però distinguere tra videogiochi in cui la componente artistica venga sottolineata da stili, scelte cromatiche, scelte di design, scelte auditive, piuttosto che (riassumo, ma neanche tanto) esprimermi come hai fatto tu con “TUTTI i giochi sono artistici, casomai ci sono quei giochi in cui gli sviluppatori non sanno nemmeno che il videogioco è una forma d.arte”, frase tanto ambigua quanto di poco significato.
            Se per te tutti i giochi sono arte, in quanto (suppongo) generati dalla mente umana, allora mi chiedo se per te sia arte anche un clone di Flappy Birds, o una delle migliaia di versioni di giochi per Single giapponesi. Mi chiedo anche se per te sia arte un doppino telefonico, una vite o un adesivo da mettere sotto le sedie per non far rumore quando le spingi.

          • ma, ci sono i giochi che vengono fatti esclusivamente per creare trash, tra prodotti commerciali e altri come flappy bird che non hanno senso. ma un coj come questo rientra di diritto tra prodotti artistici, non è che i giochi sono artistici solo quando si parla di journey ico sotc e altri con questimpronta. un autore, o un gruppo di autori stanno esprimendo il loro concetto artistico/intrattenimento attraverso una forma, una forma che il videogioco è tranquillamente riconoscibile tra le tante. quindi il distinguere coj dai “giochi artistici” mi fa pensare, come è lecito che sia, che non si ha una chiara visione del giusto concetto artistico, senza il quale non si può procedere in un qualsivoglia ragionamento legato ad un titolo, come ad esempio questo riguardo coj.

          • riguardo l.ultima frase (l.adesivo sotto le sedie ha vinto xD nonostante la battutina non era azzeccata perchè ero gia stato piuttosto, credo, chiaro) , ovviamente mi riferisco all.intrattenimento, come già detto. un autore che vuole esprimersi non lo fa con la copia di flappy bird, o con un giochetto qualunque. se invece ha creato quel giochetto qualunque per ESPRIMERSI, per creare un intrattenimento sincero senza secondi fini allora è da considerarsi artistico, assolutamente.

          • Mmm…
            Prima hai detto: “TUTTI i giochi sono artistici, casomai ci sono quei giochi in cui gli sviluppatori non sanno nemmeno che il videogioco è una forma d.arte”.

            Ora: “ci sono i giochi che vengono fatti esclusivamente per creare trash, tra prodotti commerciali e altri come flappy bird che non hanno senso”

            Quindi ora ti chiedo: un gioco come il primo gears of war è artistico, perché secondo il tuo ragionamento è una forma d’espressione del team di sviluppo. Ma un gears of war judgment cos’è?
            Un prodotto artistico? Un prodotto commerciale che non ha senso? Stando al tuo ragionamento è un prodotto artistico, ma è anche commerciale… visto che è il quarto gears of war creato solo per portar avanti il brand. In maniera bieca, a parer mio.
            E se si tratta di un prodotto commerciale, allora il primo Gears non è commerciale?

            Mi viene il dubbio che forse chi ha idee un po’ confuse non sia io. Ma soprattutto mi domando chi stabilisca quando un prodotto sia artistico e quando commerciale? Probabilmente tu.

          • ma commerciale vuol dire diretto al commercio. anche mgs 4 è comnerciale, ma “commerciale” non vuol dire che non sia artistico. una persona vuole esprimersi? ok, crea un videogioco, che poi vuole vendere, diventando commerciale? in questo modo diventa solo commerciale? è ovvio che il lato artistico rimane.
            riguardo gears, non saprei, non lho giocato, quindi non so dire, ma cmq sono dell.idea che anche un prodotto partito da una necessità economica, quindi che punti a vendere, includa nel proprio sviluppo delle persone che ci hanno messo passione e che lo abbiano voluto fare per farlo bene, e non mi sorprenderei se ciò accadesse per un cod, ad esempio, che seppur in tanti lo considerino commerciale potrebbe comunque mantenere una parvenza di naturalezza, creato per passione. che poi un titolo meriti o meno di essere “categorizzato” ( brutta parola T.T) come artistico, beh, è un altro discorso

          • Mi intrufolerò un attimo nel discorso per dire la mia.

            Io credo che, come dice nolan, tutti i giochi siano una forma d’arte, come lo sono i film, i libri, i disegni o la musica.
            Come negli altri casi però, significa che OGNI singolo gioco (o libro o film etc) sia un capolavoro? No, ogni tanto ne salterà fuori uno che verrà decretato come “opera d’arte”, ma questo accade di rado.

            Poi sul chi sia incaricato di decidere cosa sia veramente arte o meno, beh ritengo che questo sia un discorso alquanto complicato per qualsiasi tipo di media, non solo per i videogiochi.
            Per quanto mi riguarda, ognuno è libero di dare la sua opinione in merito, non significa che tutti debbano necessariamente condividerla.

          • beh si.
            ma cmq “opera d.arte” è appunto un elevazione della qualità di un prodotto, è sostanzialmente un modo di dire. io ripeto, tutte le creazioni di questo tipo sono da considerarsi artistiche. anche uno che scolpisce un uomo che caga merda lo è. CHE POI FACCIA CAGARE è UN ALTRO DISCORSO. quanti quadri o appunto sculture o composizioni sono conosciute per aver fatto cagare? avoja quante ce ne sono, ma sono artistiche, che siano brutte o no…

          • ok, sono un coglione per aver ripetuto “far cagare” mille volte. se doveste reputarmi un idiota per questo commento, me lo merito ^^’

          • Sono d’accordo, specialmente con le ultime due righe.
            Il fatto è che anche io, quando prima dicevo di “camminare sulle uova” quando si parla d’arte in un videogioco, intendo dire che prima di capire se un videogioco sia “opera d’arte” oppure no, sia necessario capire cosa sia “un’opera d’arte”.
            Perché, ripeto, se per opera d’arte intendiamo qualsiasi cosa creata dall’intelletto umano, allora mi sta bene che tutti i videogiochi lo siano, esattamente come (credo) lo siano per ilovechrisnolan. Poi però sono nate delle discriminanti sul commerciale o no che francamente non reputo inerenti al discorso, esattamente come il concetto di capolavoro.
            E comunque, andrei cauto col reputare opera d’arte qualsiasi cosa.
            Se cago sul cactus di mia moglie e definisco ciò come “la mia opera d’arte”, tutti sarete concordi con me sul reputarla tale, immagino. Perché proviene da una mia idea messa in pratica defecando sulla povera pianta grassa.
            E guai al primo che mi dice il contrario. Perché OGNI cosa è opera d’arte.
            Non ci può essere soggettività anche in questo caso…. perdonatemi… ma non sono d’accordo minimamente.

          • ma se lhai fatta perchè volevi davvero creare quella composizione è ok xD

          • Mi intrometto anch’io che sta diventando interessante
            Premetto che concordo con il concetto di arte di ilovechrisnolan e che mi sono venuti in mente due spunti di riflessione dai vostri commenti

            Il primo dalla discussione sul “clone di flappy bird” che mi ha fatto venire in mente subito la gioconda coi baffi che anch’esso può essere considerato un “clone” (oltre al fatto che non ci vuole chissà quale dote artistica per fare una cosa che avranno fatto tutti i bambini alle medie sul libro di storia dell’arte)

            Il secondo spunto di riflessione mi è venuto da beh… il farenzio e il cactus
            che può sembrare una stupidaggine (e sicuramente lo è) ma vengono fuori sempre più opere d’arte stimate diversi milioni di persone che si limitano a bucherellare una tela o a spruzzarci sopra vernice a caso
            e non ci vuole un genio per capire che spesso vengono valutate non tanto per il valore dell’opera in sé, ma per chi le ha realizzate (già famoso in precedenza)
            (ma il farenz non è abbastanza famoso forse quelle di berlusconi…)

          • Anche se non l’ho vista di persona, credo di poterti giurare che la mia “m” assomiglia a quella del non-più-cavaliere.

          • Visto quello che passa come arte moderna non mi stupirei che il “Cactus Farenziis” possa venir esposto in qualche galleria d’arte da qualche parte.

            Se non sbaglio qualcuno aveva detto che “una tua opera diventava arte se riuscivi a far dire a qualcuno che era arte” o qualcosa di simile.
            Da quello che so io, visto che non esiste una “vera” definizione di arte, più o meno tutto può entrare. Il fatto che questo venga condiviso più o meno largamente dipende da quelli che sono i gusti personali delle persone e un’opera farà ovviamente più successo in base a quante persone riuscirà ad attirare.

          • piu che dall.opinione di chi vede quell.opera, dipende da come l.autore si approccia alla sua creazione. se lo fa per fare il coglione ok, è un coglione. se lo fa perchè vuole davvero farla così, perchè è così che vuole esprimersi allora anche il cactus infarcito può essere arte.

          • i videogichi sono arte (sempre se si accetta che sia arte una qualsiasi unione di altre forme di arte,in caso contrario nemmeno il cinema è arte),anche la scultura è un arte ma non tutte le sculture sono opere d’arte di pari dignità,ugale per i videogiochi.
            il discorso sull’arte moderna ormai post-moderna(defeco su un cactus=arte)è più complesso,entrano in campo questioni come il rifiuto del passato,la provocazione e il concetto.
            non è questione di quanto sia famoso l’artista ma di quanto ci sia di vero dietro all’opera,tranquilli che Farenz alla biennale con il cactus verrebbe sbugiardato subito(anche se alcuni finti artisti furbacchioni se la sono cavata benissimo tipo Cattelan)
            ora giuro che smetto perché credo si stia uscendo dal tema e non credo che un elettrotecnico come me sia in grado di aggiungere molto al pensiero artistico dell’ultimo secolo XD

          • un elettrotecnico come me ahahahahah
            cmq si, si è sviato. tornando a coj, è l.autore che decide il modo in cui vuole sviluppare il suo titolo, se vuole metterci una nuvoletta rossa al posto del sangue, che al pubblico possa piacere o meno, è assolutamente normale. certo, noi possiamo solo dare una nostra interpretazione su come mai abbia fatto tale scelta, può essere per pigrizia del team, o semplicemente perchè non hanno inteso il titolo come qualcosa di realistico.

          • “Se cago sul cactus di mia moglie e definisco ciò come “la mia opera d’arte”, tutti sarete concordi con me sul reputarla tale, immagino. Perché proviene da una mia idea messa in pratica defecando sulla povera pianta grassa.”

            Beh Farenz forse saresti il primo a defecare sulle piante grasse in maniera artistica, ma ti ricordo che qualche “luminare” vendeva la sue feci in scatolette…. Eh già, quelli si sono artisti.

            Boh io sarò ignorante, chiuso mentalmente, quello che volete, ma non potete venire fuori che tutto è arte. Cioè non potete dirmi che i film dei Vanzina, certi giochi come Grezzo 2, o certi libri, tipo quelli di Moccia (non Dario, l’altro) siano arte.
            Possono essere divertenti, irriverenti, saltati fuori da una serata alcolica, ma non arte.

            Altra cosa che non capisco, di come se sei vivo non caga nessuno, se sei “6 feet under” sei un artista eccezionale. Se tutto è arte come dite, perchè non te ne accorgi prima ma solo nel momento del trapasso diventi sto artista eccezionale?

            Cmq tornando all’argomento principale, secondo me il limitare la violenza è fatto apposta per abbassare il PEGI e cercare di prendere la fetta più larga di pubblico.
            Al contrario aumentarla a bomba (anche in maniera esagerata) serve apposta per far parlare di se, e attirare l’attenzione (e pubblico).
            Probabilmente ogni casa si fa i suoi conti e valuta se essere il buono o il cattivo della situazione.

          • RicHunter, non vorrei sbagliarmi, ma l’autore della “M… d’artista” (non mi ricordo come si chiama) fece quella sua opera per protesta contro il fatto che qualsiasi cosa facesse i critici d’arte la elogiavano e ci spendevano un sacco di paroloni.
            In pratica il suo pensiero fu questo: “Mah questi sopravvalutano le mie opere, a me sembrano solo delle cagat…EUREKA!”

          • Mi intrometto solo per consigliarvi di prendere con 120 pinze la parole “arte” e “artista”. Purtroppo, da ben prima dei videogiochi, ciò che è arte lo decide un giudice solo: i soldi. Quindi caro RicHunter, comprendo la tua indignazione, ma purtroppo finché ci sarà un pubblico e un commitente per il Grezzo 2 e Moccia ci sarà sempre chi potrà chiamarli “arte”. Ecco perché, personalmente, ho sempre preferito la pura soggettività, l’istinto, il sentimento, l’empatia che ti provoca, in questo caso, un videogioco.

          • quindi se io vengo da te e ti dico “fammi questo, così così e cos’à, e ti pago totmiliardi” e tu lo fai…non è arte?

          • RicHunter,raskolnikov state prendendo un abbaglio,confondete l’opera d’arte con la disciplina artistica.
            la letteratura è un arte(intesa come disciplina)un libro di Moccia non ha invece la stessa dignità artistica di Il pendolo di Foucault di Eco.
            stessa cosa per tutte le altre discipline
            poi per quanto l’arte sia dipendente dal mercato il gioco che per me ha raggiunto una delle vette dell’arte videoludica non è mai entrato in commercio e l’artista che lo ha creato non ci ha guadagnato nulla,quindi non sempre il mercato fa l’artista

          • alleluja. l.arte è una disciplina, santo dio!
            non un giudizio positivo.

          • se l’italiano non fosse un’opinione ti dire che un’opera d’arte È frutto di una disciplina artistica.

            Comunque state facendo un pappone allucinogeno.

          • Kimimaro911 chi ha detto il contrario? ; )
            cercavo solo di far capire la differenza tra le due cose,mi sembrava che a qualcuno non fosse chiara.

          • pardon, comunque vorrei aggiungere alla discussione che che:

            “opera” è qualsiasi cosa che sia partita dalla mente e ralizzata dall’uomo, anche le sedie dell’ikea se vogliamo.

            “opera d’intrattenimento” esplica la funzione dall’opera, in questo caso intrattenere

            partendo da questo l’ “opera d’arte” DOVREBBE essere un’opera PER l’arte, al fine di fare arte, che può comportare pocessi involutivi, continuativi o EVOLUTIVI, quest’ultimo processo ovviamente viene portato avanti dal “capolavoro”, un’altra parola sulla bocca di molti ultimamente ma sempre meno presente nella pratica.

            Quindi l’opera d’arte cos’è? è un’opera per l’arte, ok ma cos’è l’arte?

          • scusate il doppio post ma oltre ad avermi tagliato un pezzo mi ha cambiato l’ordine di qualche lettera e quindi lì è “l’opera d’arte”

            e quella finale è una domanda retorica a cui mi sono dato questa risposta:

            l’uomo, l’arte è la rappresentazione dell’essere. Meglio lo fà e meglio questa rappresentazione sarà completa o particolareggiata.

          • cos’è l’arte?
            e chi lo sa! XD
            di sicuro non io ; )
            si entra ora in un campo minato,ci sono molte correnti di pensiero su cosa sia l’arte e che caratteristiche deve avere,non credo di essere in grado di entrare in una discussione così profonda.
            in tutte le mie risposte mi sono basato solo nell’eccezione di espressione di forma ed estetica e per la definizione di disciplina alla classificazione “classica”.
            tutto cambia se si usa un altro codice per definire l’arte,ma in semiotica sono un asino e non ci tengo ad infilarmi in un cul de sac dal quale non saprei uscire XD

          • Norlamin io capisco il gesto dell’artista, ci può stare, però su Wikipedia è scritto che quelle scatolette valgono tipo 70 000 cadauna.

            Mi domando il pazzo che le compra….

            ah quando si dice cagate d’oro

  4. fallout 3 ad esempio é stato realizzato più o meno violento, a seconda della nazione in cui é stato venduto.

  5. travis89touchdown

    A proposito di violenza, proprio ieri mi è successa una cosa strana; giocavo ad Assassin’s Creed, un gioco che non viene mai citato per eccessiva violenza o crudezza, nonostante le montagne di cadaveri che ci portiamo dietro.

    Venivo osservato da un amico di famiglia, sulla sessantina e totalmente estraneo al mondo dei videogiochi, che era lì per caso e si è messo a guardare mentre assaltavo un forte. In quel momento ho iniziato a provare una specie di imbarazzo ad oggi uccisione, nonostante lui stesse lì in silenzio, ma era come se telepaticamente mi stesse dicendo: “Ma ti rendi conto che in questo gioco ammazzi decine di persone con una naturalezza impressionante, per di più vigliaccamente alle spalle?”

    Non sono mai stato contrario alla violenza nei giochi, anzi, la apprezzo quando è ben contestualizzata (come in AC), eppure mi rendo conto che vista da fuori ha in certi suoi versi qualcosa di “malato”, per usare un termine volutamente eccessivo.

    • non è che sei tu che hai messo in bocca a quel vecchio cose che non avrebbe detto? alla fine eri in imbarazzo perchè avrebbe potuto pensarlo, ma così stai dicendo che lui ha pensato quello…è non è certo…

      • travis89touchdown

        Certamente, è proprio questo il punto centrale. Che ero io a pensare per lui, e che un discorso del genere, fatto da questo tipo di persona, mi sarebbe sembrato coerente e giustificato al punto da farmi provare imbarazzo verso una cosa che adoro fare, cioè giocare ai videogiochi. Non so se mi sono spiegato XD

  6. Non vedo perchè dovrebbe.
    In casi come Call of Juarez sarebbe abbastanza insulso avere delle morti spropositatamente violente, dato che stiamo parlando di un titolo con grafica cell-shading – sebbene ci siano eccezioni simpatiche, tipo MadWorld, anche se non è un FPS. Ma a parte questi casi limite, trovo sensato che in giochi come call of duty/battlefield/compagnia cantante le morti siano più realistiche possibile.. non mi piacciono gli fps e non ho mai giocato a un call of duty/battlefield, ma suppongo che entrambi puntino al realismo: in giochi in cui lo scopo è ammazzammazzammazzammazzammazzammazza, le varie morti sono ovviamente una parte importante della sensazione di realismo che può darti il gioco. In sostanza, dipende dal contesto.

    …….ah, mi piacerebbe sapere cosa pensi di Manhunt. :D

  7. esattamente come dici tu, tempi di lavoro molto più alti per creare qualcosa di realistico e violento e non dimenticare ottimizzazione del motore del gioco per reggere… metti che fai fuori 10 nemici insieme a schermo il framerate deve tenere… e poi per un titolo da vendere come coj a 14 euro al d1 non ne valeva la pena.

  8. ma scusate, necessariamente un gioco deve essere voluto come realistico riguardo la violenza, e se non lo é allora è perchè non si sono voluti sbattere a lavoraci sopra? bah…

  9. credo che le uccisioni più realistiche siano in sniper elite… gli organi che si spappolano e le ossa che si frammentano sono realistiche da farti salire a volta un brivido lungo la schiena…

  10. Secondo me si tratta anche di una questione stilistica, l’impatto visivo che si avrebbe vedendo un nemico che, ucciso da un esplosione, è semplicemente sdraiato per terra è completamente diverso rispetto a quello che si avrebbe vedendo i vari pezzi di corpo che volano via con l’esplosione, penso per esempio a una saga come Halo, in cui nonostante tu posso usare armi in grado di distruggere eserciti interi con un con un colpo solo, anche scaricando tutto l’araenale su un singolo grunt non vedrai un solo pezzo di arne staccarsi dal suo corpo, ma a me va bee così, perchè se penso a un Halo con sventramenti mi sembra quadi “sbagliato” a livello stilistico

  11. Beh, Hotline Miami ha dimostrato che la violenza gratuita può avere successo, anche se un conto è uccidere in un mondo pixelloso, un altro sarebbe farlo in un gioco next gen realistico spaccando crani e sventrando gente a 1080p e 60fps.
    Un po’ come GTA: finchè era in 2d, nessuno si faceva troppi problemi, ma una volta varcata la soglia del 3d con ambientazione (all’epoca) realistica, tutti a condannare la violenza.
    Vedo impossibile un eventuale Manhunt 3 proprio per questo motivo, mentre Hotline Miami 2 è dietro l’angolo.

  12. “un bambino di 10 anni che trapassa con un bastone il torace di un cadavere di un soldato senza gambe e braccia mentre una prostituta tossicodipendente mangia merda di un cane che piscia e caga sul corpo del soldato”
    Avrò gli incubi per settimane..

  13. non so voi ma per me la violenza vera è quella che non si vede , magari legata a una trama sviluppata in maniera impeccabile , il dover ammazzare in un gioco splatter orde di demoni o di soldati non mi fa effetto perchè non mi da nessun imput emotivo.
    in the last of us grazie a una narrazzione magistrale ho avuto in un paio di occasioni un senso di orrore verso alcune scene spoilerino Edit by Farenz: Se anche -ino, preferirei non si spoilerasse nulla. Grazie.

    • retifico il commento che non si capisce il senso :I
      per quanto mi riguarda la vera violenza è quando in un media qualsiasi ti creano un personaggio (primario o secondario) te lo fanno apprezzare per alcuni suoi aspetti dandoti quasi un senso di affezione per quello che fa o come si comporta e te lo ammazzano in maniera inaspettata.
      un po’ come succede con il trono di spade :(

  14. “Quali sono gli fps che riconosciamo tutti come i più violenti/truculenti?” Di fps violenti non mi viene in mente nulla (a parte i vecchi Doom e Wolfenstein), MA Prototype e Prototype 2 secondo me rappresentano al meglio la violenza estrema ed esagerata. Dopo aver preso Infamous ero molto curioso di provarlo, ma cosa mi sono trovato in mano? Un action in cui devo combattere contro: gli infetti (e fin qui ok), l’esercito (sti cazzi stanno solo svolgendo il loro lavoro, mi sento uno stronzo ad ucciderli) e poi i civili (mi sento ancora più stronzo ad assorbire o ammazzare gente a caso per recuperare energia). Il tuuuuuuutto condito con fiumi e fiumi di sangue. Dopo due ore di gioco avevo già la borsa piena, sono tornato al gamestop e l’ho rivenduto

  15. la violenza é presente almeno nell’80% dei videogiochi odierni anche in quelli destinati ai bambini, dove il lato violento é edulcorato ma pur sempre presente. il combattimento, lo sconfiggere avversari sempre più potenti diverte a tutte le età. Magari ad un adolescente piacerà giocare a gta, mentre un bambino di otto anni preferirà fare a botte con goku o naruto. Sempre di violenza si parla.

  16. io sono dell idea che un gioco se lo richiede DEVE essere violento senza se e senza ma altrimenti non ha senso,e cmq suvvia chi non ama lo spattler :D

  17. i videogiochi sono per lo più a scopo di svago è vedere scene troppo cruente al limite della pazzia ( a me) farebbe passare la voglia di video giocare.

  18. E pensare che non gioco ad un videogioco violento ormai da tempo immemore XD

  19. Credo che il limite più importante sia quello della decenza, specialmente nel caso si voglia usare
    una grafica “fotorealistica”.
    Anche se gioco da una vita a giochi violenti ammetto che la missione di MW2 ha toccato qualcosa dentro di me, il mio primo pensiero è stato “non voglio uccidere dei civili innocenti, voglio sparare ai terroristi armati c…o!”.
    Anche se è un gioco quella missione proprio non mi è andata giù, mi ha fatto sentire uno schifo come quando senti certe notizie assurde di sparatorie nei campus americani.
    Invece un gioco come Carmageddon mi ha fatto solo divertire perchè è una violenza “finta” e volutamente ridondante.
    Per me il videogioco deve sottostare a certi limiti e trovo ancora divertente impersonare un paladino del bene che sconfigge e punisce i malvagi piuttosto che ricreare certe tristissime realtà della vita, dalle quali mi voglio allontanare appunto con un videogioco.

    • “Anche se gioco da una vita a giochi violenti ammetto che la missione di MW2 ha toccato qualcosa dentro di me, il mio primo pensiero è stato “non voglio uccidere dei civili innocenti, voglio sparare ai terroristi armati c…o!”.
      Anche se è un gioco quella missione proprio non mi è andata giù, mi ha fatto sentire uno schifo come quando senti certe notizie assurde di sparatorie nei campus americani.”

      se lo sceneggiatore di MW2 potesse leggere questa frase sarebbe commosso,perché era proprio questo che voleva,smuoverti le budella e farti provare una sensazione forte.
      questa è la violenza utile,quella che ti fa soffrire e desiderare che le cose fossero andate in un modo diverso,uccidere tonnellate di anonimi soldati nemici in un gioco ad orde è invece un esperienza molto meno “fisica”

  20. Dipende dal contesto, secondo me. Non tanto dalla decenza, dallo sbattimento o dal rating. Se ha senso metterci della violenza esplicita lo fai, altrimenti pace. Mi viene in mente l’ironia splatter di Fallout 3.

    Ecco: prendiamo Fallout 3.

    Gioco adulto, gioco che fa del sangue, del gore, degli scervellamenti una firma che però è stupida, tarantiniana, non si prende sul serio. Eppure il livello di smembramento è altissimo.

    Io ammetto di esserci rimasto MALISSIMO a vedere che i signori Bethesda, in Skyrim, hanno fatto un passo indietro. Solo decapitazioni. Ma niente più esplosioni, braccia che partono, etc… ma come?! Spade e niente affetta affetta? Errore. Errorissimo! Qui il contesto era perfetto! Ma loro non lo fanno, perché Skyrim è un gioco “serio”.

    E vorrei aprire parentesi anche sui GTA, che sono andati via via verso una censura alla violenza sempre più improbabile. Avete mai preso in mano GTA3 o Vice City? Lanciate una granata in mezzo a un gruppo di persone, ora guardate i resti che si sparpagliano in giro. E tutto questo SENZA FISICA. Oppure inseguiteli con una catana o motosega, o sparate alle loro gambe con un M-16, li vedrete saltellare sul posto con una gamba sola. GROTTESCO. MA REALISTICO. Entro certi termini, ovvio.

    San Andreas? Solo decapitazione.

    GTA IV e V? Fine dei giochi. Tutto sparito. Spari granate, spari con lo snippo. E il massimo che vedi è uno zampillino e la gente che scappa. Nessun pattume di sangue e frattaglie in giro.

  21. La violenza può essere il tratto distintivo decisivo per un brand, specialmente se il gioco in questione non introduce alcun elemento innovativo originale.

  22. bhè ma dipende dal genere narrativo non da quanto venda la violenza, hai saltato un passaggio logico nel tuo ragionamento, ci sono generi narrativi che vendono, in alcuni di questi generi è inserita una componente “violenta”, che poi il gioco venda perché violento è una puttanata, casomai la violenza nel complesso, all’interno del gioco, affiancata ad altri elementi, fa funzionare o meno un gioco, e questa comunque può essere centrale o meno, ovviamente andandosi a comprare un gioco Splatter questa sarà esagerata e ridicola, andando sul “””realistico””” anche se molto meno eccessiva farà molta più impressione, ecco perché giocare per 12 ore a Madworld al limite ti annoia mentre farti la “famosa” missione di CoD in cui ammazzi i civili ti DOVREBBE (sì perché è raccontato di merda…) suscitare un senso di disagio, ma questo non và a pregiodicare la qualità di un gioco, anzi, se una quasiasi opera d’intrattenimento riesce anche minimamente a smuoverti qualcosa, che sia essa odio, disgusto, gioia o disagio, ha perfettamente raggiunto il suo scopo, e a tal proposito cito due giochi “Splatterhouse” e “Far Cry”, rispettivamente un gioco splatter(appunto) e “realistico” molto ben fatti che fanno bene il loro lavoro, ovvero, il primo diverte e il secondo fa veramente impressione.

    Ma fateci caso, vi fà più impressione Halloween 2 o una qualsiasi scena d’operazione in Doctor House?

    Perché per esempio GTA smuove tanto l’opinione pubblica e piace così tanto e quindi VENDE così tanto? Perché è un bel gioco, e la violenza è inserita in un contesto realistico che quindi suscita molte più emozioni che in un Saints Row o un Postal, che essendo molto poco realistici puoi anche far fuori un’asilo nido con uno lanciafiamme me non faranno MAI scalpore ne susciteranno in chi li stà giocando alcuna sensazione.

  23. c’è lo stesso problema in Elder Scrolls Online…uno spruzzino invisibile di sangue ogni tanto

    tutto questo dopo quelle belle cinematic kills con decapitazione di Skyrim

  24. Per me dipende da quanto il gioco ti riesce a coinvolgere per dire se è violento o meno e da come un giocatore si approccia. Per esempio come citato sopra in gta passavo ore a cecchinare la testa della gente ma quella non la considero violenza gta è fatto apposta per cazzeggiare e fare stronzate , invece il personaggio di vass di far cry 3 mi ha colpito molto e alcune scene mi hanno dato da pensare come quando ci butta legati con un masso appeso ai piedi da un dirupo per farci annegare .

  25. Secondo me per distribuire le dosi di viulenza nei loro giochi gli sviluppatori guardano due fattori: il genere e il realismo. Il primo è abbastanza self-explanatory: se vuoi creare un supersplatter con orge di sangue ci metti violenza a sfare, se vuoi creare un gioco ciccipuccioso stile Nintendo non ce ne metti punta. Se poi vuoi creare un gioco che magari implementa scontri a fuoco o all’arma bianca in cui però ciò che conta non è il massacro, allora invece ne metti una dose scarsa o equilibrata: in un GTA con diecimila particolari e cose da fare, che senso ha mettere tanta violenza? Passerebbe in secondo piano, sminuita da tutti gli altri elementi free roam su cui il gioco si concentra. In un RTS che senso ha vedere carneficine in HD negli scontri col nemico? Tanto le unità sono poco più che pedine, sarebbero dettagli inutili. E poi c’è il realismo, soprattutto per quanto riguarda gli shooters. Attenzione: io con realismo non intendo necessariamente la ricreazione affidabile di un evento storico realmente accaduto, ma la “plausibilità” che si vuol dare alle situazioni in cui ci si ritrova giocando un titolo. Quindi non è che se CoJ è un gioco ambientato nel Far West anziché su una nave spaziale deve puntare assolutamente al realismo, così come un TLOU ambientato in un fittizio mondo di infetti non deve puntare per forza a scene di smembramenti continui con budella di pseudo-zombies ovunque. Esempi di shooters realistici sono per me i Red Orchestra e gli Sniper Elite, ma la violenza realistica si inserisce perfettamente nel contesto che gli sviluppatori volevano ricreare, ossia azioni di guerra plausibili con la balistica e gli effetti derivanti verosimili.
    Oltre a questo bisogna considerare i target a cui ci si rivolge: come dici tu, gli sviluppatori sanno che la violenza tira un sacco, ma sanno anche che non devono esagerare, perchè se mirano a un pubblico più giovane o ad avere un certo successo con la critica sono consci di non potersi permettere un’overdose di violenza che vada a sciupare il concept di gioco che avevano pensato (a meno che, come ho già detto, esso non comprendesse fin da subito tale demenziale overdose, come in Mortal Kobat o in Borderlands).

  26. Uncomunevideogiocatore

    Esattamente come dice MannyX95, anche io ho sempre pensato che dietro ci siano esclusivamente motivi commerciali.
    Se un gioco, seppur violento, non presenta totale realismo oppure esagerazioni riguardo il sangue e/o non ingloba la possibilità di mutilare il nemico, esso potrà essere acquistato da fasce più ampie di videogiocatori. Anche ragazzi che tecnicamente non dovrebbero comprarlo perchè hanno un’età inferiore da quella consigliata dal PEGI, sono invece invogliati a farlo visto che il livello di violenza non è così marcato.
    Un esempio può essere dato ripensando alla scelta che è stata fatta in MGR, dove le persone normali sono state sostituite da Cyborg. Così facendo hanno evitato polemiche, ed hanno aumentato il numero di potenziali compratori.
    Io ritengo che sia questo il motivo centrale.
    Una cosa che si dimentica sempre quando si analizzano dettagli come questi, è che la maggior parte dei videogiochi sono creati con la consapevolezza che non solo i maggiorenni avranno la possibilità di acquistarli e provarli.
    Quelle case che invece non danno peso a ciò, o lo fanno perchè sanno che il loro pubblico è composto da una fascia di età ben precisa, oppure perchè sanno che i loro giochi sono acquistati proprio per quelle caratteristiche di incredibile realismo.

  27. Come probabilmente già accennato da qualcun altro, oltre che per (ovvi) motivi commerciali, la violenza, in un gioco o in un film, dovrebbe essere usata come strumento per raccontare una storia.
    Prendendo ad esempio i film di Paul Vehroeven (Atto di forza, Robocop ecc.) o John Carpenter, le scene in cui la violenza fa da padrona servono a sottolineare un passaggio fondamentale nella storia o un particolare tratto dei personaggi coinvolti, oltre che a creare un determinato tipo di atmosfera.

    Per quanto riguarda i giochi la situazione è abbastanza simile, tuttavia risulta più complicato raggiungere l’obbiettivo di uno storytelling efficace senza cadere nel grottesco o nella violenza gratuita.
    Gli sviluppatori di COJ a mio avviso hanno cercato di rimanere fedeli al genere di storia che volevano riprodurre, in quanto in gran parte dei western classici, nonostante le frequenti sparatorie, raramente ci si abbandona allo splatter riscontrabile in altri generi cinematografici.

  28. Super Noah Ark 3D!!

    O è Super 3D Noah Ark?? [cit.]

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