Questione di feeling

Avete presente quando una giornata inizia male? Quando l’assenza ingiustificata della vostra brioscina preferita a colazione trasforma in una piccola tragedia ogni minimo avvenimento nel corso del resto della giornata?

Bene, oggi a colazione mancava la mia brioche, e l’insostenibile leggerezza della conseguente girata di genitali mi ha curiosamente portato in un proficuo stato di riflessione, che mi ha aiutato a formulare un interessante quesito quando ho aperto la posta elettronica.

La posta in arrivo celava il messaggio giornaliero del fidato spacciatore dell’OpenGames. Solita solfa di gadget e giochi appena arrivati, niente di che.. poi la sezione rientri: in prima fila, Halo Reach. “Andiamo bene,” ho pensato “come cacchio si fa a ridare dentro Reach neanche dopo 20 giorni che è uscito?”. Non vi nascondo che il mio stato d’animo oscillava fra l’incredulo e il disgustato, portandomi inevitabilmente a ragionarci su ben più del dovuto.

Visto che, chiunque questa persona fosse, ha fatto lo sforzo di comprarlo, logica escluderebbe a priori la triste figura dell’hater da forum, ma quindi perché riportarlo al negozio neanche due settimane dopo? Le ipotesi sono due, semplici più che mai: nel primo caso non gli è piaciuto (ma quindi perché non restituirlo prima?) oppure si è accontentato di fare i canonici 1000 punti e l’ha ridato indietro.

Quando mi sono soffermato su questa seconda ipotesi, non vi nascondo che mi ha preso un vero e proprio attacco di sconforto: possibile che un gioco che merita tutto l’amore degli appassionati della saga possa subire lo stesso triste destino di un qualunque mediocre giochino da “una botta e via”?

E non è l’unico caso che mi viene in mente, alla memoria infatti mi torna il mio alquanto assurdo cugino (che ha tutti gli obbiettivi sbloccati di LOST: Via Domus) e all’orrore che mi aveva suscitato affermazioni del calibro di “Eh insomma, oramai Heavy Rain l’ho finito -in un giorno e neanche col finale migliore-, domani lo riporto al Gheimstop e lo cambio con Battlefield..” oppure ancora “Ma l’hai preso MGS4?” e lui “Ah no no, ora come ora sono preso con l’ultimo Tiger Woods.. poi dopodomani lo ridò dentro..“.

Gli esempi si sprecherebbero, è inevitabile, non siamo tutti uguali. Non posso fare a meno di stupirmi, tuttavia, di fronte a tanta leggerezza, e se vogliamo, anche superficialità. In un epoca in cui il videogioco fa i salti mortali pur di compiacerci e di stupirci, si può mostrare così tanta indifferenza nei confronti anche di autentici capolavori allo stato dell’arte? Capisco che è impossibile che un gioco piaccia a chiunque indiscriminatamente, ma per dire, perfino God of War 3, nonostante per me sia stato un’esperienza paragonabile ad una torta di Nutella farcita di Gutalax, è li nel mobiletto fra Rockband e Motorstorm, a perenne memoria e ricordo di ciò che mi ha fatto passare e dei bei momenti di squartamento che mi ha concesso.

Ed ecco che quindi l’interrogativo finale sorge quasi spontaneo: è possibile distinguere fra giochi che possono o non possono venire trattati come cazzatine da 30 euro? E come vi sentite quando vedete il vostro amato gioco buttato nel cestone del “TUTTOACINCUEURO”? Sclerate o non ve ne cale assolutamente?

(nota bene: visto che un pochino vi conosco, vi sconsiglio di mettervi a fare “il mio capolavoro ce l’ha più lungo del tuo” nei reply. Non so se si è capito, ma stamattina non c’era la mia brioche. Non è proprio giornata.)

Prova a cercare ancora!

viper5

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