Riflettiamo ancora sui Riflessi

Come dicevamo l’altro giorno, è figo quando un gioco riesce ad impegnarci. Se da un lato è brutto vedere la pozza di fiamme che si allarga sotto i nostri piedi a suon di imprecazioni ed insulti vari, dall’altro credo che un videogame che riesce a sfidarci e a spingerci a tirare fuori il meglio di noi, sia una delle cose più belle che possono capitare.

Per la questione della difficoltà in un gioco, sono assolutamente d’accordo con Marco.  Ad esempio con MW2, quando arrivavo in un punto di morte istantanea ripetuta mi capitava di cercare di modificare le mie azioni di volta in volta, proprio perché imparare a memoria le posizioni dei nemici mi metteva troppa tristezza.. o addirittura arrivavo ad aspettare di venire colpito la prima volta, per ricreare l’effetto sorpresa del primo tentativo!

Tuttavia penso che la difficoltà di un gioco sia da considerare inversamente proporzionale alla durata dello stesso.

Mi spiego, se il primo Metroid per NES era mostruosamente difficile, probabilmente era perché in realtà per finire il gioco bastano 30 minuti di gameplay. La domanda quindi sarebbe, che senso ha realizzare un gioco con una campagna di 15 ore se poi è talmente difficile che al finale non ci arriva nessuno?

Inoltre andrebbero fatte delle opportune precisazioni.

La famigerata modalità Veterano merita un discorso a se: come detto sopra, ho riscontrato anch’io dei momenti particolarmente atroci, ma c’è da dire che durante la missione in cui dovevo fuggire da interi plotoni di russi incazzati, l’elevata difficoltà ha richiesto uno sforzo immane per arrivare alla fine, e il dover saltare da un albero all’altro, schivando centinaia di proiettili senza nemmeno potermi voltare mi è piaciuto molto.

Un altro esempio può essere Metal Gear Solid: qui la difficoltà non va ad interferire con la qualità dei nemici, ma sulla situazione a livello globale: aumentano le guardie, sparisce il radar Soliton, insomma, il grado di sfida aumenta armoniosamente.

Discorso all’opposto invece per due titoli come Halo 3 e Resistance 2. Sia a livello Leggendario per il primo che nell’online simil-MMORPG del secondo, la difficoltà del titolo aumenta secondo me un po’ a sproposito, ovvero con nemici che diventano tutti semi-dei e che richiedono 7 caricatori a ciascuno per finire a terra. Ovvio, sono modalità estremamente impegnative concepite per giocare online, tuttavia temo che in tal modo si vada un po’ perdendo quella che è la trama di fondo, portandola ad essere un mero pretesto mentre ci concentriamo solamente sui nemici da sconfiggere.

A me piace un gioco in grado di farmi sudare per arrivare alla fine, però probabilmente l’abbassarsi della difficoltà che riscontriamo va di pari passo con l’evoluzione delle storie che ci propongono i videogiochi.

Se una volta lo scopo era di arrivare alla fine di una caterva di livelli massacranti, ora il gioco cerca di intrattenere l’utente con la sua trama, la storia che ci vuole raccontare, che probabilmente non sarebbe altrettanto godibile con gli standard di difficoltà di una volta.

Voi che ne pensate?

matyas

Prova a cercare ancora!

viper5

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