Sentirsi fuori luogo

Sensazione sgradevole, prima o poi provata sicuramente anche dalla maggior parte di voi.
Mi rendo conto che se anche gli anni passano, certe sfaccettature  del mio carattere non cambiano e non cambieranno mai.

Una cosa quasi ironica a pensarci, per non dire grottesca, ma se gli anni passano per me, passano anche per chiunque mi circondi, anche per chiunque stia leggendo queste parole.

Tuttavia certe situazioni, certi ambienti possono cambiare forma, possono sembrare diversi, ma nella sostanza sono la solita minestra riscaldata.

Anche a distanza di anni ed anni.

Il tutto nasce venerdì sera.
Classica ed intoccabile serata mascula, senza mogli, morose, amanti… “Serata gay” come piace definirla a noi.

Non sono mai stato un animale da compagnia enorme.
In genere si è sempre usciti in 3-4 persone. Già 5 erano troppe.
“Pochi ma buoni” credo possa essere un concetto che racchiude perfettamente ciò che penso delle mie amicizie.

Si va ad un pub un po’ fuori città, si fanno due chiacchiere, si beve una birretta.

Poi però (per fortuna) raramente, si decide di cambiare aria… e di andare in centro a Cremona.

Non so come sia la situazione venerdì/sabato sera nelle vostre città, ma Cremona è piccola, il centro lo è ancora di più e, quasi per esasperare maggiormente il concetto di provincia-microscopica, i locali “di tendenza” si contano sulle dita di una mano e si concentrano in due piazze a pochi metri di distanza l’una dall’altra.

Che ci faccio in un locale di tendenza non lo so nemmeno io.

A differenza dei miei amici, che ogni tanto non disdegnano questo tipo di ambienti, personalmente li trovo irritanti sotto qualsiasi punto di vista.

Musica assordante, impossibilità comunicativa, ragazze vestite come se dovessero partecipare ad una sfilata di moda, ragazzi che si depilano le sopracciglia e che si giocano ogni asso nella manica nella speranza di scopare le appena citate pulzelle, persone che si dimenticano di vivere a Cremona, ma si autoilludono di abitare in una succursale di Beverly Hills. Ma Cremona non è così.

Che c’entra ciò con i videogiochi? Ora ci arrivo.

Ebbene, non vi nascondo che in mezzo a queste situazioni mi sono sempre trovato a disagio.
“Disagio” è un termine perfetto, perchè rappresenta in maniera ottimale il mio stato d’animo. Non è che stia male, non mi metto a piangere e a cercare la mamma, ma sono quei tipici contesti in cui non vorresti finire neanche dipinto.

Sono un vecchio di merda? Può essere. Il problema è che ero un vecchio di merda anche a 16 anni.

Attenzione però.
Perchè giunti a questa condizione di inadeguatezza, si compie un errore. Automaticamente si crede di essere migliori di chi passa la serata seguendo i classici rituali pre-utopico-accoppiamento. E’ un errore che in gioventù spesso ho commesso.

Ora, utilizzando un francesismo, mi scialacquo le balle di ciò che gli altri fanno, tuttavia certi atteggiamenti mi lasciano tuttora…. a disagio.

Ecco che quindi una persona di 31 anni suonati, in un contesto assolutamente fuori dal proprio habitat naturale, cosa fa?
Non si può parlare.
Posso guardare quattro fighe che passano… ascolto i commenti degli amici.

Poi?

Automaticamente la mente si dirige a pensieri più consoni alla mia persona, costretta ad ingannare il tempo pensando all’ultimo savepoint di Tomb Raider raggiunto nel pomeriggio, ad un passo dal boss finale, nella speranza di poter riprendere il titolo al più presto.

Patetico? Sì abbastanza, soprattutto se penso a quanti anni ho.
Ma, come disse quel guru spirituale che ben conoscete anche voi “Siamo fatti così, siamo proprio fatti così”.

Vi siete mai sentiti così in situazioni similari?
Scommetto di sì, ma mi piacerebbe leggere le vostre storie.

 

 

 

 

Prova a cercare ancora!

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  1. Dire che la situazione che hai dipinto non mi rappresenti sarebbe come dire che il sale è dolce, tuttavia non credo sia da “vecchi di merda” anche e visto il fatto che ho 19 anni e la cosa da te citata l’ho sempre provata in mezzo a tanta gente che non conosco.
    Diciamo che la mia situazione e la tua Farenz, sono identiche, pochi amici ma buoni, serate tranquille, odio viscerale per le discoteche con musica a palla.. Non sono uno che disdegna le feste a prescindere, ma sicuramente non sono uno di quelli che riesce a stare dentro una festa senza mai uscire o staccare col pensiero a cose a me più congeniali :D :D

  2. Premessa: giuro che non voglio fare il Troll, voglio solo esprime la mia opinione.
    Purtroppo l’uomo è un animale e, come per gli animali, esistono i branchi, i capobranco e le femmine più fertili. Siamo fatti e programmati per riprodurci: punto e stop, chi lo nega nega la propria natura, il che è un paradosso poichè per poter negare bisogna essere uomo. Esistono maschi alfa e maschi beta, non sto dicendo che chi videogioca sia un maschio beta, ma chi vive la propria vita in funzione dei videogiochi sì: non è lo scopo per cui viviamo, respiriamo e ci nutriamo tutti i giorni. Quel che penso è che chi si sente a disagio, chi invidia i maschi che riescono a portarsi a letto le donne più belle (il bello è l’oggettivazione della fertilità: ogni epoca ha i propri canoni di bellezza, che in qualche modo riconducono al concetto di fertilità), chi dice di non voler niente a che fare con quella competizione (naturale) che si instaura tra i vari maschi per avere le suddette donne, faccia parte del gruppo dei maschi beta. Sto generalizzando e schematizzando concetti di cui si potrebbe parlare per ore (mi piacerebbe farlo): non esistono solo gli alfa e i beta, il nero e il bianco ma c’è anche il grigio.
    QUINDI, ripeto: secondo me, il disagio è normale se ci si trova in una condizione di inferiorità: non sto dicendo che quei soggetti che molti di voi non tollerano siano persone migliori a prescindere, ma non mi piace che tutti voi le insultiate a priori: esistono anche persone squisite che amano vivere la propria vita in funzione dello “scopare”, dei locali in ecc… e sono persone alfa (da un punto di vista biologico e sociale, non morale, la vera virtù che ci distingue dagli animali). Così come esistono persone beta con mille virtù e pregi ma sono beta: non è un difetto, è una condizione in cui nasciamo e che ci creiamo crescendo e interagendo con l’ambiente.
    PER CHIOSARE: non siamo come gli altri animali (lungi da me dire ciò) ma abbiamo alcune cose in comune con loro, tra cui la divisione gerarchica della figura maschile; grazie a Dio abbiamo molte altre doti, tra cui la morale, che ci distinguono da cani, gatti et similia.
    Spero di essere compreso, di non apparire un Lombroso versione 2 e di far nascere una discussione sana e UTILE.

  3. Il disagio può essere dovuto al fatto di ‘sentire’ di dovere per forza fare qualcosa nel weekend piuttosto che volerlo fare davvero. Poi quando sei lì, dici: “E adesso che cazzo faccio?”. Come se bisognasse necessariamente uscire il sabato sera, per legge.
    Recentemente ho preso Hitman Absolution e, non avendo tempo durante la settimana, me lo gioco il sabato e la domenica, spesso e volentieri la sera tardi.
    I miei coetanei a quell’ora fanno ‘serata’ in discoteca o bevono senza ritegno (o entrambe le cose contemporaneamente).
    Io uccido le persone e nascondo i corpi in casse o armadietti. E sono felice.

    Poi accendo la PS3 e gioco a Hitman.

  4. Purtroppo neanche io sono “omologato”(non apprezzo le discoteche o cazzi vari) il problema nasce quando, mio malgrado, mi ritrovo in queste situazioni e mi sento a disagio.
    Non perchè sia un sociopatico o un hikikomori, semplicemente crescendo apprezzo più “tranquillità” (relativa, magari ci si trona come scimmie lo stesso) di un ambiente con pochi intimi (amici soci o gente con cui si sta bene) piuttosto che il classico:andiamo li perchè c’è un botto di gente/ è un locale che fa figo; o più in generale tento di evitare gli ambienti sovraffollati dalla “massa che fa tendenza”.
    Però mi sento sempre in fottuta minoranza… bha sarà che sono estraneo alla massa…

  5. Condivido ogni cosa scritta da Farenz, non si poteva spiegare meglio.
    C’è solo un caso in cui però frequento ben volentieri le truzzodisco, quando c’è qualche bel concertino metal.
    Il prossimo ad es sarà quello degli Stratovarius (lo so che non c’entra una fava con i videogames, ma mi andava di dirlo).

  6. Ognuno ha i suoi gusti e preferenze su come trascorrere una serata o qualsiasi altra cosa,non vedo perché definirlo patetico: penso sia normale vagare con la mente altrove se ci si trova in una situazione non consona al proprio stile

  7. anche io penso come te quando esco, che non vedo l’ora di tornare per continuare.

  8. Viva le maledette birre con gli amici per dio!
    Però devo dire che capita di andare anche in posti così e nonostante tutto non mi dispiace alla fine. Certo la musica mi fa cagare a manetta, però ormai ci rido su. E poi vedere il tipico tronista con occhiali da sole alle 2 di notte è sublime.. XD
    Poi c’è da dire che le persone non sono tutte come quelle descritte da farenz o come i tronisti e le veline, ci sono anche persone normalissime in questi posti.
    A me interessa stare con i miei amici di fiducia e sono a posto, il dove non importa.
    per dare una risposta dico che non mi sento assolutamente a disagio, se però dovessi scegliere direi pub metal tutta la vita.
    Voglio solo dare un consiglio ai più giovani: la vita non è un videogame, le esperienze provatele prima di giudicare, un po’ come i videogiochi. Come fai a recensirli se non li hai giocati??

  9. Credo che la descrizione di “Farenz-sedicenne” rispecchi pienamente la mia situazione attuale: non riesco seriamente a comprendere il divertimento che deriva dallo spararsi nelle orecchie un casino infernale e nell’agitarsi come individui che ardono vivi(anche se questa è una situazione che ha preso tendenza forse nell’ultimo decennio).
    E un errore che effettivamente si commette e sentirsi superiori a tutto ciò!

  10. Insomma ,in soldoni sei un cazzo di nerd XD
    Con simpatia eh…

  11. Mi sono quasi commosso. So di esagerare ma è così, mentre leggevo l’articolo del Farenzo non potevo fare a meno di immedesimarmi nella sua stessa situazione che è la classica situazione d merd, con cui convivevo anni e anni fa. Adesso ho 19 anni e come Farenz sono ” un vecchio di merda ” già dall’età di 16.

    In gioventù non avevo mai gradito questo tipo di uscite con gli amici e per molto tempo ” ho cercato di farmele piacere ” sperando di conformarmi con la massa o addirittura di essere l’elemento di spicco in situazioni di quel tipo. Provengo da una città del sud e nel mio paese se non bevevi, non ti pirsingavi, non avevi un locale, non andavi a ballare il sabato sera … era difficile fare amicizie. Quindi pensavo di non avere scelta, non ci pensavo nemmeno, era ” normale e giusto uscire e ubriacarsi “, non che ci sia niente di male, sopratutto se a uno piace, ma più avanti ho capito l’importanza della frase ” Se uno fa una cosa è perchè gli deve piacere farla “.
    Parlo specialmente delle uscite in discoteca, un’ambiente che non mi è mai piaciuto, giusto l’inebriante quantità di alcol che ingurgitavo mi faceva cambiare idea sul momento, per poi farmi pentire di nuovo l’indomani con una sbornia allucinante non ben digerita. mi sentivo figo all’epoca ? probabilmente si. Quando si è molto giovani cos’è che conta ? fumare, bere, farsi un sacco di ragazze. Chi di voi sotto i 18 anni riusciva a fare a meno di ciò per la propria autostima sarebbe da applaudire.
    Io solo adesso a 19 anni, dopo vari fatti che mi hanno fatto ” maturare ” ho imparato a fregarmene altamente di tutto ciò per dedicarmi sinceramente a ciò che MI PIACE ! All’epoca mi vergognavo a far sapere certe mie passioni, non ne parlavo con nessuno, sopratutto con le ragazze, e quindi facevo il finto figo della situazione. Ora invece non me ne fotte altamente più un cazzo, mi sono trasferito e le mie amicizie si contano sulle dita di una mano e il Farenzo fa benissimo a dire ” pochi ma buoni ” cadrò nel banale ma i veri amici sono davvero qualcosa di raro da trovare.
    Comunque adesso la mia teoria di vita è ” sono fatto così, mi piacciono i videogiochi, gli anime, i fumetti ecc … va benissimo così, anzi sono felice di poter amplificare questa mia passione ora che sono diventato sincero con me stesso e con gli altri “. Io ho questa passione, se non ti sta bene pace, se ti sta bene meglio e da quando vivo secondo questo stile di vita, vuoi anche per un sacco di altri motivi, stò veramente meglio e sopratutto è molto più gratificante stare con persone che condividano e ammirano queste tue passioni.
    Morale della favola, sono fiero di me per quello che sono. Delle opinioni della maggior parte della gente ho imparato a fregarmene altamente e va benissimo così :D
    In fine grazie di cuore a Farenz e a tutti quelli dell’angolo, perchè se ho imparato a raggiungere questo enorme rispetto per le mie passioni ( e per me ) è stato anche grazie a voi. Grazie di cuore.

  12. Caro sensei, a quanto pare abbiamo scoperto un altro tratto comune dell’Homo Sapiens Sapiens Nerdensis. E tutto grazie a quella stronza di Cristina d’Avena che non arrivava più sul palco!

    Anch’io ho avuto i 16-17 anni da schiavo del ‘presunto trendy’, di giorno a disquisire coi compagni di scuola su quanto fossero fichi i Nirvana, il sabato sera in discopub per cercare di sedurre l’amica di turno, nonostante avrebbero potuto scrivermi FRIENDZONED sulla fronte col pennarello. E giuro che una volta mi sono messo davanti alla TV per cercare di memorizzare i passi di Bust’a’Groove.. vedi la vita, a volte.
    E pensare che il senso di inadeguatezza mi perseguitava già allora, circondato di gente che si divertiva a fare il cercopiteco mentre io non vedevo l’ora di tornare a casa.

    Bere o fumare cose strane? I postumi mi distruggevano l’intestino per una settimana, ho smesso prima di iniziare. Musica house? A 14 anni ascoltavo Cranberries, Clapton e Skynyrd, andare a ballare mi scatenava gli stessi postumi dell’alcool.
    Gente che si raduna per tirarsi storna con abiti pagati uno stipendio, fare l’imbecille e darsi botte? Ci farei dei test sugli effetti della decompressione.
    Il punto di svolta senza dubbio è stato capire che mi interessava più sollazzarmi con giochi e balocchi che perdere tempo dietro all’inutile questua della patata. Adesso o si va da qualche parte e ci si prende un tavolo per strafogarsi di panini mentre si parla di achievement o periferiche, o si fa serata in casa a D&D, Descent o direttamente ciascuno dal proprio PC. Poi tra l’altro ho capito che, se proprio deve, la patonza ti cade in braccio quando meno te lo aspetti, per cui sento di aver fatto bene due volte. Fiero e a testa alta.

  13. Ti comprendo perfettamente…Ma proprio in toto!
    Non ho nulla da aggiungere a quel che hai detto perché la sentirei come mera ripetizione.
    L’unica mia fortuna era che fino a qualche tempo fa avevo una compagnia che la pensava come me ed evitavamo certe cose, poi la vita porta altre sfide.

  14. Come te, Farenzone, faccio parte dei vecchi dentro (anche un po’fuori, visto che a 22 anni posso vantare qualche capello bianco…tanto Rogue non passa mai di moda): uscire con non più di 3 amici in luoghi calmi (o a casa, così si cucina), concerti rock/metal, serata VG, oppure non uscire per un cazzo – il giorno del mio compleanno l’ho passato iniziando e finendo non stop tomb rider perchè 0 voglia di organizzarmi-. E sto benissimo. L’ultima volta che mi sono sentita a disagio è stata alla festa di un’amica, pieno di gente sconosciuta in un pub con il proprietario 40enne molesto che ci ha provato tutta sera, gente ubriaca e ragazze menose (con la lesbica che mi diceva che ho dei begli occhi però :D). Viva gli orsi

  15. “di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti.”

    Così cantava circa 10 anni fa il signor Caparezza. La morale é: far finta di divertirsi è la cosa peggiore. Molto meglio fare ciò che si ama, in barba a ciò che la gente potrebbe pensare.

  16. io non ho ancora capito cosa figa c’entra tutto questo con i videogiochi.
    Starà mica diventando un forum per disadattati!

  17. Ciao Farenz, con questo articolo tocchi un nervo scoperto! Ormai mi sto accorgendo sempre più che uscire in bar/ pub con musica assordante, che non permette nemmeno di scambiare due parole, mi lascia davvero insoddisfatto. Se a questo aggiungiamo che sono io a guidare quasi tutte le sere e che al posto di serate come queste, potrei finire ni no kuni (che con l’inizio del semestre non viene più spolverato da un po’), mi chiedo come facciano ancora i miei amici a convincermi ad uscire, forse la paura dell’abbandono, chi lo sa! Sono contento di sapere di non essere il solo a sentirsi così! :)

  18. Marco, ho 30 anni e credimi..
    E’ un piacere leggere che qualcuno sia, sotto questo punto di vista, identico a me.
    Stessi pensieri, decisamente.
    Stima Farenzo. Stima.

  19. Farenz, io ho 20anni, e da quando mi sono trasferito al nord (causa studio), ho piano piano abbandonato quel mondo. Inizialmente non lo sdegnavo, ma da quando sono qui, ho imparato a conoscere il mond nerdoso che ci circonda. Il Nerd che era in me è subito sbocciato! Ed ora delle volte mi chiedo… Ma cosa ci potevo trovare di affascinante in un mondo così noioso e superficiale, dove la cosa più importante è l’apparire e non l’essere. Tirando le somme dico che, essere dei nerdosi bavosi è meglio…. Oh Figa!

  20. I Serpenti Non Vivono In Alaska

    Come ti capisco farenzo. Nei locali “serali” della mia città posso dire di trovarmi a disagio praticamente ovunque tranne che in un bar/osteria dove la musica presente e le persone che lo frequentano mi fanno sentire davvero a casa, altrimenti, come te, mi ritrovo a pensare ai miei cazzi isolandomi dal resto della folla. Per tutti gli altri locali ho perso le speranze, in un locale che ero solito frequentare ora non metto piu piede perché d’un tratto mi sento vecchio e fuori luogo (troppi bambini, come una sorta di cambio generazionale avvenuto da un giorno all’altro) e l’ultima semi-delusione mi è arrivata qualche anno fa all’apertura di un irish pub (“Si! Figata, birra buona e musica buona”, dicevo illudendomi) che si è rivelato essere l’ennesimo pub/discoteca da magliette attillate e sopracciglia depilate. In sostanza gli unici locali in cui mi sento e mio agio sono bar e osterie frequentati al 99% da ultra trentenni (io ne ho 22). Anche io con le solite 3-4 persone, anche noi “póchi ma boni”.

  21. 18 anni, il mio compleanno passato con altre quattro persone. È così che deve funzionare, secondo me… Pochi ma buoni; conosciuti (più o meno) o perlomeno compatibili sotto molti aspetti. Tutti i miei amici escono in gruppi di 15/20, vanno in discoteca, bevono-fumano (spero non si droghino), poi ne pagano le conseguenze… Oddio, non nascondo di essermi aggregato ad alcuni di questi eventi, ma la maggior parte di essi non mi ha lasciato ricordi che sarei fiero di raccontare. Perché andare a ballare dovrebbe essere più divertente di guardare un film, di giocare a carte o semplicemente di passare una serata al bar?

  22. Caro Farenz ti leggo e ti rispondo.
    Ma cercherò di essere breve. Devo dire che mi rispecchio nel tuo disagio. Sin da giovanissimo (15-16 anni) l’ambiente mondano non mi ha mai attirato ne coinvolto. Ma non l’ho mai schifato.
    Il tuo messaggio è molto importante. Spesso si rischia di snobbare amici e serate di questo tipo in modo altezzoso. Quando molto semplicemente si deve accettare, o meglio, rispettare la diversità altrui. Come molto spesso vorremmo noi appassionati di videogames (o nerd) essere rispettati dagli altri. Che ci giudicano e etichettano come infantili, data la nostra passione.
    Il mondo sarebbe migliore se rispettassimo l’indole e le passioni altrui. E perchè no anche incuriosirci per le passioni altrui. Provare a comprenderle e conoscerle.
    La parola razzismo, di qualsiasi genere, perderebbe di valore.

  23. Ti dirò Farenz, leggendo il tuo articolo mi sembrava di “sentir pensare me stesso”. Anche io sono dell’idea che sia meglio avere pochi amici ma fidati. Non ho mai sopportato questi locali con musica assordante (sempre ammesso che sia possibile definirla musica) dove le persone essenzialmente non fanno altro che bere e “ballare”(muoversi a caso) fino all’alba del giorno dopo. Sarò io, e forse anche tu, ma non vedo come questi ambienti possano in qualche modo essere definiti divertenti, anche tralasciando l’argomento videogiochi. Il 90% delle persone sicuramente ci andrà con l’intenzione di conoscere esponenti del sesso opposto, il che mi sembra un ottimo motivo per soffrire, ma se una persona, come me, non trova particolarmente stimolante questo stile di vita, seppure dovesse riuscire a rimorchiare in un posto del genere, si tratterebbe comunque di una ragazza/o “di quel genere”. Probabilisticamente parlando troveremmo sicuramente donzelle più disinibite (il che potrebbe essere positivo) ma con una metalità di spessore pari a quello della carta velina, roba da una botta e via, non certo una relazione duratura. Questa considerazione mi fa perdere qualunque tipo di interesse per questi posti, parlo ovviamente del mio punto di vista, sono io che non trovo divertenti queste serate, e sono sempre io a non andare d’accordo con quel genere di persone, gli altri sono gli altri. Quando sei fuori luogo, e magari anche con le persone sbagliate, è ovvio che gli argomenti di conversazione vanno a 0 e non vedi l’ora di tornartene a casa XD

  24. Io ho risolto ormai da tempo questo problema. Sono anni che non mi presento più in una discoteca/locale gettonato, in favore dei miei adorati, sudatissimi e caciaronissimi concerti. Almeno uno al mese, frequenza che assorbe tutto il budget mensile per le uscite (e ne sono ben felice)

    Di pub e locali per far serata invece ne frequento uno soltanto. E lì, per sentirmi a mio agio, mi basta dire “Il solito” al mio fidato barista.

    [Nota: “Il Solito” consiste in un Hot Dog con più senape che wurstel. Rigorosamente dopo la mezzanotte.]

  25. Questa è la mia storia:
    Da piccolo, fino ai 12-13 anni, mi divertivo come un matto e non avevo praticamente nessun disagio. Una volta superata quell’età (coincidente con l’inizio delle scuole superiori) sono iniziati i disagi: quasi tutti i miei amici/coetanei iniziarono ad interessarsi al gentil sesso. Si ingellevano i capelli, iniziavano a vestirsi da novelli tony manero, ascoltavano musica orrenda, parlavano di motori, discoteche ecc. Insomma, le solite cose. Io invece ero rimasto ancora “indietro”. Volevo continuare a giocare per strada, costruire case sugli alberi, giocare con i videogame ecc. Ecco così che iniziavo a sentirmi pesantemente a disagio con gli altri e, di conseguenza, molto solo. Purtroppo gli amici erano quelli, e quindi cercavo di adattarmi il più possibile al modo di vivere degli altri. Ma ogni volta che mi trovavo ad una festa o ad un locale, non facevo altro che pensare al videogame che mi attendeva a casa o alla chat/forum in cui parlavo. Crescendo, grazie a Dio, le cose cambiano. Sei più autonomo, conosci meglio il mondo. Quindi ho trovato persone più simili a me, con cui condividere passioni in comune. Infatti le serate attuali vengono passate tra film sotto le lenzuola, giochi di ruolo, videogame e tutte quelle passioni che negli anni ho sviluppato. Non dico di stare da Dio, ma sicuramente oggi mi sento molto soddisfatto della vita che conduco. Mentre all’epoca soffrivo parecchio.

  26. Farenz tu non invecchierai mai,tanto se vai troppo in sù con gli anni puoi sempre ricaricare il salvataggio XD!

  27. leggendo quest`articolo e i commenti a seguito ,ora capisco e non mi stupisce più il fatto che certe persone bollano chi videogioca come un flippato,fallito senza vita sociale.Se prima trovavo stupide tali persone ora non posso fare a meno di dare loro ragione.

  28. mah.. io dico solo questo, una fabbrica abbandonata, una bella sound che picchia, liberta’ assoluta… ecco dove ci si trova a proprio agio! io ho saltato i pub e le disco e sono sempre finito sotto le casse il sabato sera..
    ma anche li e’ successo il casino! e da luogo strabello e’ diventato come (O QUASI) il pub che diceva farenzo… il problema e’ la finzione che c’e’ in certi luoghi (e anche in certe persone). Il goal per me e’ questo: stare bene in qualsiasi luogo e in qualsiasi posto, almeno bene con se stessi, sentirsi a disagio e’ una cosa umana, ma non e’ sicuramente una bella situazione…
    come ti capisco farenz anche io vivo in provincia, centro con localini e gente che pensa di essere a beverly hills quando a 1km in linea d’aria ci so le vacche e i campi coltivati.. maremma maiala! io gli darei la zappa o la motozzappa a sti POTTONI

  29. io ho 18 anni e gia sono un vecchio di merda.. discoteche e locali “di tendenza” li ho sempre evitati come la peste.. il mio ideale di serata è 2 chiacchere al pub in totale tranquillità.. più volte mi sono trovato in situazioni che mi hanno fatto sentire fuori contesto. se devo fare un esempio mi viene in mente quando in 3 media durante un campo scuola, i professori come sorpresa organizzarono insieme all’hotel dove eravamo, la serata discoteca.. per evitarla finsi un malore e me ne tornai in camera a giocare al ds..
    per quanto riguarda il pensare ai videogiochi e il voler tornare a giocarci al piu presto, non la vedo una cosa tanto patetica.. la sensazione di patetico è dovuta al fatto che in italia i videogiochi vengono bollati come cosa da bambini, e se io a 18 anni vengo visto da molti miei coetanei come uno sfigato, immagino come possa essere per un trentenne.. però i videogiochi possono essere una passione come tante altre; sinceramente credo che in età “adulta” manterrò questa mia passione cosi come è adesso..

    • “io ho 18 anni e gia sono un vecchio di merda.. discoteche e locali “di tendenza” li ho sempre evitati come la peste.. il mio ideale di serata è 2 chiacchere al pub in totale tranquillità.. più volte mi sono trovato in situazioni che mi hanno fatto sentire fuori contesto. se devo fare un esempio mi viene in mente quando in 3 media durante un campo scuola, i professori come sorpresa organizzarono insieme all’hotel dove eravamo, la serata discoteca.. per evitarla finsi un malore e me ne tornai in camera a giocare al ds..
      e se io a 18 anni vengo visto da molti miei coetanei come uno sfigato””

      Dopo quello che hai fatto in hotel non stupirti e fatti qualche domanda se ti definiscono come tale

  30. Frequento praticamente qualsiasi posto nel fine settimana, ho conosciuto un sacco di persone molto diverse tra loro negli ultimi dieci anni, ho bevuto litri e litri di alcolici alle feste e ai concerti (e basta: mai fumato e mai andato oltre agli alcolicil), ho avuto ragazze, ho giocato tanto, lavorato altrettanto e in NESSUN caso mi sono mai sentito a disagio, e mai mi riterrò superiore a qualcuno che non sia chi viene a dirmi che fare un lan party è da sfigati.

    Per quelli che pensano di vivere a Beverly Hills: buon per loro, a me non danno nessun fastidio, così come i luoghi descritti nell’articolo. Se trovo che il volume in un locale sia troppo alto non mi ci siedo neanche. L’importante è che nessuno venga a rompere le palle.

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