Sono troppo giovane per queste…..

lolplayer - Copia (2)

… stronzate! Questo recitava il buon Danny Glover in Arma Letale. Aspetta no, forse mi sbaglio… era “vecchio”, non “giovane”! Eppure, il problema di cui voglio parlare sono i videogiocatori giovani. Per intenderci: non intendo giovani anagraficamente parlando, ma più che altro “forgiati dal mondo videoludico attuale”; un mondo fatto di checkpoint infiniti ogni due passi, di livelli corridoio, di difficoltà bassissima, di sfida quasi nulla.

Lo so, probabilmente lo intenderete come il classico discorso trito e ritrito sulla difficoltà dei giochi di un tempo, sul “si stava meglio quando si stava peggio”, etc… Ma vi assicuro che la situazione è preoccupante e ci è proprio sfuggita di mano.

I giocatori più vecchi, che hanno vissuto “l’era dei giochi difficili” si sono messi le pantofole dimenticando cosa fosse la vera sfida. Me ne sono accorto mentre scrivevo su Telegram ai colleghi Angolari: “Certo che Ori è un po’ bastardo come gioco!”. E ragionandoci a mente lucida il giorno successivo, mi sono accorto invece che si trattava del classico grado di sfida che un tempo era pane quotidiano e che sapeva regalare soddisfazione ad ogni ostacolo superato.

lolplayer - Copia (3)

Titoli simili sono da ricercare col lanternino, ormai. Oppure, se si è diventati pigri e svogliati come me, non li si cerca nemmeno e ci si accontenta della passeggiatina in città su Assassins Creed.

Proprio pochi minuti fa  ho trovato in rete le immagini che vedete a corredo dell’articolo, che testimoniano l’approccio dei giocatori odierni con quella pietra miliare senza tempo di nome Super Metroid.

lolplayer - Copia (4)

Sconfortante, non credete?

Come reputate il livello di sfida in un videogioco? Importante o trascurabile?

omegashin

 

 

Prova a cercare ancora!

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26 Più commentati

  1. Ori è difficile poche storie. anche in relazione ai giochi dell’epoca. è meno bastardo di un souls ma è più difficile.

    la fuga dall’albero della vita l’avrò fatta almeno 50 volte e necessita di imparare le mosse a memoria come un Ghouls’n’Ghosts, che era un gioco difficile all’epoca.

  2. Bella domanda. Sono uno di quei vecchi che si è adagiato sugli allori “dimenticando” il livello di sfida medio dei vecchi titoli. Non saprei come giudicare di per sé la difficoltà di un gioco, non la reputo una discriminante, ponendo in primo piano altri fattori quale gameplay, trama ecc, ma non nascondo che quando porto a termine un gioco di una certa difficoltà (non so se superiore o inferiore ai vecchi titoli, dovrei andare a rigiocarmeli per paragonarli) provo comunque una certa soddisfazione e riassaporo certe sensazioni di tempi passati.

  3. Il dilemma è, secondo me, essenzialmente questo: ma quando ero bambino morivo tanto perché ero un bambino o perché i giochi erano più difficili (e con bambino intendo anche bambino videoludicamente parlando)? Mi viene in mente un gioco per PS1 che, a suo tempo, ci misi un’infinità per finire: Tai Fu. All’epoca mi ricordo che fosse un gioco non impossibile, ma che mi diede grosse gatte da pelare, soprattutto il maledettissimo penultimo boss. Nel ricettacolo dei giochi difficili c’è anche, nel mio caso, Crash Bandicoot, Metal Gear e Resident Evil. Bene, questi giochi li ho rigiocati quando ho scoperto il fantastico mondo degli emulatori per PC e, porca puttana, ma quanto sono facili? Cioè, Tai Fu l’ho finito in due/tre ore a difficoltà massima, come cazzo ho fatto a finirlo in due mesi a livello facile? Secondo me sarebbe così per tutti i videogiocatori, se rigiocassero ai giochi dell’infanzia anagrafica/videoludica: è vero che la politica del checkpoint facile ha abbassato di molto il livello di sfida (che si tramuta, se ci penso bene, a sfida a non stufarsi/incazzarsi di dover rifare tutto daccapo), ma essenzialmente si cresce e si diventa abituati a ragionare in termini di videogioco. Omega, ricordo che in un qualche commento dicevi che non rigiocavi i titoli già finiti (magari ricordo male però, non volermene). Secondo me, se rigiocassi i titoli dell’infanzia potresti contare le morti sulle dita di una mano, mentre prima le morti neanche le contavi, talmente erano frequenti. I videogiocatori attuali sono la stessa cosa: ho visto ragazzini morire in GTA 5, cazzo è difficile morire così eh! Io sarò morto sì e no due-tre volte, questi qua muoiono due-tre volte solamente quando esplorano la mappa, come è possibile?? Lo è, se si considera che, se sono nati con la console a casa, hanno dieci anni di differenza di esperienza videoludica rispetto a me. Ricapitolando, tutto è relativo. Probabilmente, se avessimo dodici anni, anche noi diremmo “minchia zio Assassin’s Creed non è un gioco semplice! Il secondo l’ho finito in un mese!”

  4. I giocatori più vecchi, che hanno vissuto “l’era dei giochi difficili” si sono messi le pantofole dimenticando cosa fosse la vera sfida.
    E’ una naturale conseguenza sia dell’invecchiare che di come sia evoluto il mondo videoludico.
    Oggi hai sempre più titoli cinematografici in cui la curiosità per la trama è intrinsecamente un contenuto di valore per il giocatore, mentre il grado di sfida risulta secondario e non l’unica cosa offerta, come invece avveniva ai bei tempi che furono.
    Non ti aspetti chissà che sfida in un Assassin Creed o chissà che storia in Broforce, per contro bashi il primo se la storia ti fa cagare, pure se tecnicamente avresti altri punti da colpire, e il secondo se non è ben fatto tecnicamente.

    Dal canto mio non mi aspettandomi in un gioco un livello qualitativo di trama e giocabilità che siano di pari (alto) livello, provo ad essere selettivo a seconda del tipo di intrattenimento che ricerco in quel momento (dopo 12 ore di lavoro non avrò di certo voglia di mettermi a fare qualcosa di altamente competitivo e che consumi energia che non ho, viceversa nei periodi – pochi sigh – di disimpegno cercherò qualcosa di più aggressivo).

  5. Dipende dal gioco, ma in linea generale lo reputo IMPORTANTISSIMO.
    Se devo passeggiare e basta mi guardo un buon film e via.
    In un videogioco pretendo di dovermi impegnare e superare varie sfide, anche a costo di morire più e più volte in uno stesso punto, bestemmiare come un folle e a forza di provare vari metodi trovare quello giusto. Che sia un equipaggiamento migliore, un diverso tipo di difesa ed attacco, qualche punto debole del nemico e un’altra infinità di cose.

    Quando inizio un gioco metto sempre la massima difficoltà possibile alla prima run, eccezion fatta solo per alcuni RPG. Se ci stanno 4 difficoltà, metto la penultima, ma giusto perchè quelle estreme di solito sono riservate a chi conosce già bene nemici, equip perfetti ecc ecc

    In adventure, FPS, TPS, action ecc ecc setto sempre la più alta che posso e se il gioco è troppo facile mi dispiace, ma me ne lamento, seppur con una storia buona, personaggi buoni, level design buono, sonoro buono ecc ecc, la difficoltà la ritengo una delle cose fondalmentali e importanti per un videogioco.

    Io non sono più giovanissimo, ho iniziato col Commodore 64, poi passando per l’Amiga 500 e via via, però il livello di sfida continuo a mantenerlo alto.

    Ora passerò per antipatico, ma io non sopporto e non ho mai sopportato la gente che dopo due-tre morti nello stesso punto inizia a piangere, dire: “che gioco di merda! Non è possibile! blablabla” e magari abbandonano del tutto. No, questa tipologia di videogiocatori mi è sempre stata sui coglioni, non parlo di chi parte a difficoltà bassa, alla fine ognuno è abilite a modo suo, ma proprio di chi sbologna e critica un gioco in base alla propria incapacità ed invece di imparare il metodo giusto finisce per mollare.
    Non sono mai stato abituato nemmeno da bambino, ci posso sbattere la testa, ma ho l’orgoglio del videogiocatore, costi quel che costi c’è sempre un modo per passare un pezzo e fino a quando non lo si trova, non si molla mai.

  6. Ciao ragazzi. E’ la prima volta che scrivo ed è da un pò di tempo che seguo l’angolo ma solo di recente mi sono iscritto. Riguardo al tema in questione, anche io devo ammettere di essere uno di quei vecchi videogiocatori che si è adagiato sugli allori a causa della bassa difficoltà a cui tendono la stragrande maggioranza dei videogiochi odierni. Inoltre, noto che ricominciando i titoli passati, spesso non riesco a rifinirli poichè mi blocco su un’enigma che magari prima sapevo ma che ho dimenticato nel tempo. A proposito di questo, mi piacerebbe sapere se anche a voi è capitato oppure sono solo io

  7. dipende dal gioco!

    c’è gioco e gioco.. c’è The Order e c’è Dark Souls

    uno mi piace il genere ma è troppo facile e da TeleTubbies,
    l’altro non mi piace il genere ed è giusto a livello di sfida.

    purtroppo la capisco l’evoluzione che oggi abbiamo…

    oggi sono più semplificati,
    lo fanno per non sputtanare il gioco dalla critica che rovinerà il gioco,
    per inglobare molto più utenza, cosi vendono di più,
    per non rendere frustante troppo il gioco altrimenti l’utenza si lamenterà lo abbandonerà o lo venderà e riprenderà i soldi spesi… ecc ecc
    purtroppo internet ha portato molto del bene, ma a “castrato” e rovinato molte altre.

  8. Una cosa è difficile e un’altra e’ impegnativo.
    Non per forza per godere di un gioco bisogna assaporarlo solo a livello ultra mega difficile.
    Io gioco sempre a livello normale,essendo il livello standard pensato da chi ha creato il gioco.

    Giocare è un intrattenimento e bisogna goderselo
    il gioco e non bestemmiarci sopra.
    Questa mania del voler dire di giocare solo a livello difficile è simile a quella cosa di guardare i film solo in lingua originale.
    Potrei capire il giocatore he compra un gioco ogni 4-5 mesi e quindi vuole un esperienza duratura,ma qui leggo che giocate a 4-5 titoli al mese.
    Quindi facendo 2+2 o molti dicono stronzate per fare i fighi nei commenti o non fate altro al giorno che giocare per riuscire a tenere sto passo con il vostro mega level hard

  9. Anche io vecchio adagiato.. non me ne faccio certo un problema. Il media videoludico si è evoluto e con lui anche noi stessi, oggi preferisco godermi spesso una bella trama ed un gameplay sì avvincente, stimolante ma non punitivo nè eccessivamente difficile.
    Le ore di tempo libero diminuiscono, non sopporterei di fermarmi troppo su una singola fase di gioco senza far “progressi” in quella data sessione videoludica.
    Voglio divertirmi, rilassarmi ed esperienziare più giochi piuttosto che spendere ore preziose tirando bestemmie a più non posso..
    Detto questo, ci sono fasi in cui magari riesco ad affrontare meglio un gioco attira bestemmie perchè ho la giusta predisposizione mentale a farlo e lo spender tempo in quel modo pesa meno, vedi periodi prolungati di ferie e simili

  10. Per me la difficoltà conta, soprattutto perchè aggiunge un gusto particolare alla giocata, ma dipende dal genere. Se ad esempio un RPG ha un certo livello di sfida per tenermi sulle spine bene, ma non ci voglio ridipingere la casa a madonne. Cioè, un Mass Effect in cui le sparatorie per superarle le devi rifare 10 volte sarebbe inutilmente frustrante. Al contrario, ad esempio, in un survival o un platform più si alza la sbarra meglio è, perchè sono generi che implicano un certo livello di sfida da raggiungere. A volte, cambia anche da gioco a gioco nello stesso genere: mentre, che so, della difficoltà di un CoD me ne sbatto abbastanza, perchè punta molto sulla storia, la frenesia e l’azione hollywoodiana, sono invece ben contento di trovare fasi più toste in un Wolfenstein TNO o TOB, che è un genere più classico e ragionato, con tanto di componente stealth.
    Io sono un giocatore ventenne, quindi il periodo che rimpiangi non l’ho vissuto, ma con il livello di difficoltà mi trovo abbastanza bene per vari motivi. Primo, come dice alemutasa, bisogna tener conto che da bambini eravamo più pippe, mi è capitato di riprendere giochi che mi facevano smadonnare e di finirli rapidamente. La nostalgia che potrei avere dunque è solo un’illusione. Secondo, con tutte le varie impostazioni per regolare la difficoltà e con il fatto che l’offerta videoludica sia talmente vasta che si trovano tranquillamente titoli e generi tosti per definizione, non ho quasi mai avuto problemi. Voglio dire, mi vengono in mente giochi che mi hanno deluso perchè o erano troppo easy o inutilmente tosti (mi viene in mente StarCraft 2), ma si contano sulle dita di una mano. Bisogna sapere cosa aspettarsi e da chi. Ovviamente se ti aspetti una grande sfida da titoli come AC o Beyond allora sei uno stolto, perchè il mercato videoludico si è evoluto in queste tipologie partciolari e non ti puoi aspettare chissà cosa da questi generi “cinematografici”.
    Ultimissima cosa, non sono d’accordo sul tuo “sconforto”… mi spiego meglio: indubbiamente un calo MEDIO della difficoltà c’è stato, ogni tanto ho provato i giochi bittati e credo sia innegabile… però, rimanerci di sasso perchè la gente rispolverandoli chiede aiuto online, non mi sembra corretto. Questo è quello che internet ha offerto, la possibilità di avere soluzioni di per sè toste facilmente a portata di mano. Poco onorevole? Concordo. Ma magari, per le 6 persone che hai citato quassù ce ne sono altre 6 che hanno giocato senza aiuti… e magari, ce ne sono altre 6 che hanno giocato il gioco appena uscito ma che se avessero avuto internet e ciò che offre oggi avrebbero fatto lo stesso. Mi dici: “in media la difficoltà sta venendo regolata per i bimbiminkia”? Sono d’accordo. Ma non mi venire a dire che se a suo tempo aveste (“voi” generazione) avuto l’occasione di vedere le soluzioni, nessuno l’avrebbe fatto in onore a un non meglio specificato codice comportamentale. Il mondo cambia, la gente non sempre…

  11. proprio qualche giorno fa ho scaricato da steam il primo half-life. non dico che sia difficile a livello di gameplay dato che si tratta di un fps e che quindi basta sparare, quello che mi mette in difficoltà é il farsi strada per passare al livello successivo: non lo trovo poi così intuitivo e poi la totale assenza di una mappa non fa altro che peggiorare le cose, o mi perdo o non so dove andare :(

    mi sento uno di quei nabbi che descrivi tu

  12. Non è sempre vero che i giovani non sono capaci di giocare titoli difficili. Io sono un videogiocatore giovane, sono cresciuto tra un gamecube e una ps2 (anche se ho avuto l’occasione di giocare spesso ad un nintendo 64) e ovviamente conosco abbastanza bene gli anni 2000 dal punto di vista videoludico. Certamente i giochi del cubo e della ps2 sono meno semplici dei giochi ps3/360 ma più semplici di quelli del N64/PS1 e dei vari SNES, NES etc. Nonostante ciò, ora uccidetemi, anni fa usavo emulatori e ho recuperato qualcuno dei cosiddetti “giochi difficili”, riuscendo a ampliare la mia cultura videoludica in modo secondo me importante. Ho giocato i primi donkey kong, i primi mario, i primi zelda etc. I giochi in questione hanno un livello di sfida altissimo, mi hanno divertito parecchio e, in modo graduale, li ho portati tutti a termine.
    Oramai i giochi, come ha scritto omegashin, puntano molto sul lato tecnico e narrativo e talvolta trascurano o danno un’importanza minore al livello di sfida, elemento che ritengo determinante e che è fonte di divertimento. Ho però trovato un buon livello di difficoltà anche in alcuni titoli “recenti”, come gli stealth (hitman, deus ex…) e i souls, in particolare dark souls, l’unico che ho giocato, titolo che visibilmente antepone il gameplay alla trama ma che è anche abbastanza ricercato graficamente e che ha un livello di difficoltà sicuramente molto superiore alla media. E non è un titolo eccessivamente frustrante e né impossibile, che sia chiaro. Su internet viene ritenuto il gioco del diavolo ma è meraviglioso e, complessivamente, ha una difficoltà giusta e non eccessiva come crede il popolo del web.

  13. Ricordo chiaramente che ai tempi della ps1 i giochi erano molto più difficili di adesso, ma spesso a causa di un sistema di controllo limitato. Pensa anche solo ai primi tomb raider, senza script anche con un centimetro di anticipo sul salto non riuscivi a prendere la piattaforma.

    Però scusate ma non capisco come possa essere divertente provare e riprovare un pezzo e continuare a morire senza fare alcun progresso.
    Sarò strano io, ma dopo una giornata passata sui libri non ho proprio voglia di stare attento a non fare il minimo errore per non dover rifare tutto.
    Voglio rilassami, non incazzarmi come una iena perchè continuo a morire..
    Se non ci fosse la possibilità di scegliere la difficoltà avrei già abbandonato i videogiochi da un pezzo.

  14. Dipende da quanto la difficoltà importi in relazione al gioco.

    In un gioco come i souls o bloodborne, c’è gente che compra il gioco solo perché è difficile. Altri, di conseguenza, non lo comprano proprio perché è difficile. Ma alla fine from software con questa strategia dei souls=difficili ci ha guadagnato, Nonostante il primo dark souls avesse dei controlli legnosi e il fatto che andavi alla cieca per la mappa.

    In un gioco come assassin’s creed non ha alcuna utilità la grande sfida (anche se unity ha alzato un po’ il livello): vi è una trama e una miriade di missioni open world.

    Secondo me, dipende quanto la difficoltà c’entri e sia usata in maniera intelligente. Ossia, se a volte è più difficile il gameplay della difficoltà stessa, è più probabile crepare proprio per scelte di gameplay. Sono piuttosto sicuro di essere morto in The Last of Us, a difficoltà Realismo, proprio perché un comando non funzionava o non prendeva il bersaglio.

    Quindi, in un souls/bloodborne la difficoltà è importante, in altri giochi meno. Quindi, mi sembra stupido fare dei paragoni o elevare i giochi difficili a giochi “migliori”

  15. A nessuno piacciono le cose difficili. Se uno smania per fare qualcosa di difficile è perché vuole dimostrare qualcosa a se stesso o agli altri. L’unico tipo di sfida che mi abbia mai dato qualche soddisfazione è quella “intellettuale” dei giochi romicapo basati sulla logica (non di quelli basati sul pensiero laterale, tipico della maggior parte delle avventure grafiche), in quanto la difficoltà degli enigmi è una sfida anche per gli sviluppatori, che non possono aumentarla semplicemente variando qualche parametro. Trovo invece che la sfida basata sull’abilità nelle esperienze singleplayer non abbia alcun valore, in quanto non oggettiva: sono gli sviluppatori a decidere cosa significano facile, medio e difficile, se volessero potrebbero rendere qualsiasi gioco talmente difficile da essere praticamente impossibile (mi torna in mente la modalità veterano dei primi COD, sarebbe bastato raddoppiare ulteriormente il rateo di fuoco e la resistenza dei nemici per renderli impossibili, ad esempio). Invece nel multigiocatore la sfida è con altri umani, quindi oggettiva (salvo eventuali cheaters).
    Ritengo che un gioco debba garantire un livello di sfida sufficiente a mantenere viva l’attenzione del giocatore, senza stressarlo; i giochi aaa moderni mi sembra lo facciano bene.

    Sono un grande fan dei checkpoints: più ce ne sono meglio è. Una difficoltà basata sulla scarsità dei checkpoints è stupida e/o fasulla.

    Ricordo bene il periodo ps1 e super NES/game boy, i giochi erano generalmente meno longevi di quelli attuali e quelli ben fatti avevano una difficoltà che andava dal basso al medio-alto, quelli veramente difficili lo erano perché fatti male (Tomb Raider, Bubsy 3D).

    Basterebbe giocare tutti i giochi a difficoltà elevata per avere una sfida adatta alle proprie necessità. E smettiamola di tirare in ballo AC, non esiste solo lui.

    Perché “sconfortante”? Forse perché uno preferisce utilizzare la moderna tecnologia per chiedere aiuto e risolvere più velocemente un problemino insignificante anziché sprecare un sacco di tempo a fare da solo assecondando il sacro orgoglio del videogiocatore? Una volta comunque c’erano i trucchi e le soluzioni nelle riviste e la gente li usava.

    I giovanissimi e in generale i neo-giocatori giocano per divertirsi e non si fanno seghe mentali.

    I tempi cambiano e questi discorsi iniziano a diventare noiosi ed irritanti. Come irritante è la storia che ci propinano sempre più giochi tunnellosi, cosa semplicemente falsa visto che da ormai un sacco di tempo si vanno di moda gli open world/free roaming e stanno tornando in auge i metroidvania.

    Omegashin, ti sei fatto il PC? Hai iniziato ad usare Steam? Ti spiego come fare a scoprire titoli nuovi simili ad altri: vai alla pagina di un gioco che già conosci, tipo Ori; vai in fondo e trovi altri 3 titolo consigliati, a quel punto clicca su “altri” o su uno dei 3 per scoprirne altri 3, e via in una inception infinita!

    Prova Axiom Verge, Rex Rocket, Apotheon o Dex.

  16. Io gioco dai tempi del C64 e ZX Spectrum e mi piaceva mettermi alla prova, ricordo che non stavo a guardare se un gioco fosse più o meno difficile, ci giocavo e basta.
    Adesso punto a rilassarmi ed a giocare a qualcosa di piacevole che mi faccia evadere da una realtà fatta di lavoro e rotture di scatole, i giochi alla dark souls (o peggio) non fanno per me in questo momento (magari li avessi avuti a quindici anni).

  17. Vorrei che qualcuno mi facesse un elenco di almeno 10 giochi AAA usciti dal 2010 fino ad oggi che anche se giocati alla difficoltà massima offrono una sfida “quasi nulla”. Non valgono gli Assassin’s Creed.

    Vorrei inoltre un elenco di almeno 10 giochi a tunnel usciti nello stesso periodo e un parere su quali di questi facciano schifo proprio per questa caratteristica. Io intanto me la rido immaginandomi Max Payne che nel suo disperato tentativo di salvare Fabiana riesce comunque a trovare il tempo per spacciare un po’ di droga col furgoncino dei gelati o cazzeggiare con un elicotterino radiocomandato.

  18. Se per qualcuno la sfida nei videogiochi ha un’importanza rilevante rispetto ad altri aspetti, semplicemente cerchi altrove invece di lamentarsi della facilità dei giochi odierni. Su PC ci sono un’infinità di platforms, puzzles, roguelike, strategici, gestionali e avventure grafiche (il genere più difficile e stressante imho) che nella maggioranza dei casi non necessitano di PC da gaming. Ne ho parecchi che mi funzionano su un iMac del 2008.

    Parlando dei giovani: quelli delle immagini saranno anche nabbi, ma intanto a Metroid ci giocano.
    I Souls, giochi notoriamente difficili, sono la moda del momento e ci giocano prevalentemente giovani.

    Personalmente: ho vissuto il cambiamento dal NES ad oggi e non rimpiango nulla. Non solo il livello di sfida medio dell’intera offerta videoludica mi sembra aumentato, ma è anche molto meglio bilanciato e adattabile alle esigenze di ognuno.

  19. da piccolo finivo ninja gaiden su NES…… ora rabbrividisco solo a vederne il gameplay

  20. Molti vecchi giochi sono difficili (fino ad arrivare al ridicolo spesso e volentieri) per compensare il fatto che se fossero facili durerebbero 20 minuti o sbaglio?
    Ma fare un gioco infame è facile. Uno gioco difficile deve essere onesto invece. Se i controlli sono fatti male/la telecamera ha problemi/per superare una determinata area devi avere fortuna e basta/la differenza tra la difficoltà minima e quella massima è che i nemici sono dei muri indistruttibili e tu non puoi permetterti un errore/per sconfiggere un nemico devi morire finchè non memorizzi alla perfezione una sequenza di azioni/etc… allora c’è qualcosa che non va direi.
    Poi non è detto che non debbano piacere ste cose eh, a me piace giocare a MGS: Revengeance a difficoltà massima, dove tu muori in due colpi e la telecamera è il nemico più pericoloso.

  21. Io non mi lamento. Ho vissuto l’epoca dei giochi difficili (ho la veneranda età di 35 anni) su NES e SNES. Ho giocato ad un po’ di tutto all’epoca e sapete che vi dico? Tolti dal contesto degli anni 80 fanno piuttosco schifo. Mi diverto più ora con i giochi maggiormente basati su esplorazione, trama e narrativa.
    L’età dell’oro è adesso e voi non ve ne accorgete. Avete la scelta, infinite possibilità, miriadi di titoli. Belli anche da vedere. Divertenti e meno frustranti. Se un gioco non soddisfa basta girarsi e guardare altrove. Ce n’è per tutti.

    • In realtà la pensano tutti allo stesso modo. Solo che lamentarsi fa figo, ci dà l’illusione di essere un’élite al di sopra della “massa”. Se si considerasse obiettivamente la realtà ci si renderebbe conto che mai come ora non c’è stato dato motivo di lamentarci riguardo a offerta e varietà (e pure difficoltà se vogliamo).

  22. anch’io credevo di essermi adagiato ai giochi facili, anch’io credevo che ormai il capitolo sfida era chiuso da anni e non avevo voglia di difficolta’ (anche se non capivo se era questione di tempo per giocarci oppure di troppa stanchezza) ma mi sono smentito categoricamente giusto in questi 2 mesi….
    indovinate come…..

    ma si giocando ai 2 capitoli di dark souls….

    giusto in questi 2 mesi ho avuto un calo di lavoro e mi sentivo piu’ fresco, piu’ libero.

    e in fin dei conti mancavano poco di 2 mesi ad arrivare alle ferie, e li ho preso una decisione….
    VOGLIO VEDERE se sono cosi impossibili da finire sti DARK SOULS

    e devo dire che appena li ho comprati avevo dei dubbi, non ero sicuro di come sarebbe andata a finire,

    se il gioco poi non mi sarebbe piaciuto oppure sarebbe stato troppo difficile per me dopo anni di fancazzeggio con i giochi di adesso…

    e invece non solo il gioco mi e’ piaciuto ma quel ritornare ad alzarsi ed affrontare i fottuti boss….
    mi dava voglia e determinazione (no anch’io posso finire i dark souls, chi sono gli altri confronto a me che si permettono di dirmi IO HO FINITO DARK SOULS e tu vecchio no)
    e vi diro’ il gioco che e’ puntato ala sfida mi e’ piaciuto tantissimo mi sono divertito e ho bestemmiato allo stesso tempo, arrivando a finire tutte e due i capitoli in 2 mesi di gioco…

    il problema e’ stato dopo averlo finito, ci metti un po’ a staccarti a quell’ottica di sfida che i giovani di adesso si perdono. si perche’ infondo noi da giovani c’ervamo abituati a quel senso di dificolta. noi sapevamo che quando compravamo il gioco era difficile di suo e sarebbe stato arduo finirlo.
    ora invece il livello di difficolta’ per i giovani e’ basso percio’ non potranno mai dire come me (mi sono rammollito )

  23. Per fare un esempio concreto il primo need for speed underground (che ho finito per la prima volta giusto ieri) giocato a difficile è una vera sfida, difficile al punto giusto e senza quel cazzo di “riavvolgi” che tanto odio e che ha funestato la maggior parte degli attuali giochi di guida. Oggi purtroppo nei giochi (di guida, ad esempio) ci vengono offerti troppi aiuti, semplificazioni che siamo tentati di utilizzare perchè è tipico dell’uomo rendersi la vita più semplice. Con ciò non voglio dire che i giochi automobilistici di oggi siano peggiori di quelli per ps2, ma certamente, è innegabile che presentino un grado di sfida minore.

  24. Eh oh, ormai la gente è abituata a tutorial su tutorial che gli devono dire anche come pulirsi il culo, sennò figurati se provano a mettere minimamente in moto il cervello! :/
    Bah, brutta cosa i videogiochi di oggi.
    Troppo facili e con 3000 tutorial che già dopo il secondo ti fan rotolare le palle oltre il divano e ti fan perdere la voglia di giocare.
    Un esempio?
    The Witcher 3.
    Quando arrivi al villaggio che ogni passo che fai ti fà un bel pop up di tutorial a pieno schermo, ccheppalle! D:
    Il tutorial ci deve essere in un gioco, ma deve essere skippabile, perchè se non lo voglio nel gioco…non lo gioco!
    Deve essere scritto tutto nel manuale….ah ah…manuale….poveri giochi di oggi -.-
    Mi ricordo i vecchi manuali dei giochi snes e game boy…belli mattoni (tipo in 5 lingue diverse, raramente in italiano) e tutti pieni di colori…che belli che erano! *__*
    Oggi invece?
    Solo immondizia digitale, o sottilette craft di 2 pagine se tutto va bene, bello schifo.
    Ma ehi, tanto abbiamo i tutorial a rompere i coglioni! :D

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