Spingersi oltre la pila

Pile-of-Shame-Video-Games-02

So che in molti piangeranno.
So che in molti andranno a confessarsi per aver letto tale blasfemia.
I deboli di cuore sono avvertiti: sto per scrivere una frase composta da 5 parole che farà sussultare i cuori di molti di voi.

Oggi i videogiochi costano meno.

Booooooom! La bomba è stata sganciata.
Per quei pochi che fra voi hanno retto il colpo, posso passare oltre? Spero di sì.

Anche qua sull’Angolo abbiamo parlato centinaia di volte riguardo il prezzo dei videogiochi.
Per alcuni troppo alto, per altri no.
Per alcuni troppo alto rispetto al passato, per altri no.
Per alcuni “che cazzo me ne frega tanto uso steam”, per altri no.
Per alcuni “vaffanculo a Zavvi perché non paghi l’iva, meglio comprare chiavi dai siti russi”. Per altri no.
Per alcuni infine “Vaffanculo, tanto io scarico tutto”.

Delineate bene o male tutte le correnti di pensiero dei videogiocatori di oggi e non trovando necessario dirvi in quale o in quali categorie io mi senta di appartenere (ritengo sia superfluo), credo che sia sotto gli occhi di tutti la volontà di chiunque di voler far risparmiare i videogiocatori, specialmente se ci concentriamo sulle potenzialità dei (relativamente) recenti store digitali.

La solita frase “70 euro per un giochi sono troppi” a parer mio ha fatto il suo tempo.
Ormai tutti dovremmo sapere che spendendo 70 euro non solo godi del gioco che vai a comprare ma del “privilegio” di giocarlo al dayone… ed ormai è quest’ultimo aspetto a farla da padrone.

sì, bambini. Con Steam si spende molto meno. Non vi ricordate quanto tempo è passato dall’ultima volta che avete speso più di 30 euro per un gioco al dayone. Lo sappiamo. 

Chi bazzica il mondo dei videogiochi SU CONSOLE ormai dovrebbe essere piuttosto scaltro nel sapersi muovere nelle giuste direzioni, sia riguardo il fattore “tempismo”, sia riguardo il fattore “prezzo”, sia infine riguardo il “dove comprare i miei giochi? In che formato?”. Ma questo è un altro discorso.

Tutto questo preambolo per dire che, secondo me, oggi è molto più probabile che un giocatore compri più giochi nel corso di un anno rispetto a 10-15 anni fa. O quantomeno ha più potere d’acquisto rispetto al passato: con la stessa cifra oggi giochi di più, magari non al dayone, magari sfruttando più offerte sul digitale, ma ha comunque più possibilità di comprare un numero maggiore di titoli.
In poche parole, le probabilità che oggi ognuno di noi disponga dell’ormai famosa pila di giochi, accaparrati grazie ad offerte e mai giocati in seguito giocati, sono sensibilmente più alte rispetto al passato.

Su questo credo non si possa controbattere, sbaglio?
Ovviamente se così fosse, controbattete facendo esempi concreti e sappiate che la vostra madre agita la borsetta sul lungomare.

Ora però voglio ricollegarmi a ciò di cui parlavo qualche giorno fa riguardo l’autoinganno dei videogiocatori, parlandovi in prima persona, visto che si tratta di un fenomeno in cui mi ritrovo pienamente.

Il quesito che vi voglio porre oggi infatti parte da ciò che abbiamo già analizzato commentando quell’articolo, in cui mi avete dato le vostre impressioni riguardo le occasioni in cui interrompete un gioco, promettendo al Signore di riprenderlo “più in là nel tempo” ma sapendo già che non lo farete mai. Sappiate che finirete all’inferno per aver ingannato “il pezzo grosso”.

Ma se io (autoingannandomi o no) interrompo e non riprendo più un gioco, questa mia scelta autoinflitta in percentuale quanto è causata effettivamente dal gioco stesso? 30%? 50%?
Mi spiego meglio facendovi un esempio concreto.
Decido di interrompere Ni No -hai rotto i coglioni con ‘sto gioco- Kuni.
I motivi ve li ho detti.
Ne ho parlato già per almeno 2-3 articoli. Basta.
La mia scelta di interromperlo è da ritrovarsi solamente nei (gravi, a parer mio) difetti di gameplay e di trama del gioco, oppure in parte è data dalla mia volontà a passare ad un altro titolo?
La nostra decisione di non proseguire più con un gioco la si deve in parte anche alla voglia di voler sfoltire la pila?
Il prossimo gioco della pila che esperienzieremo sarà quindi in parte la causa dell’interruzione di quello precedente?

E questa parte è UNA BUONA parte?

Avanti, date le vostre percentuali o dite la vostra al riguardo.
Nel frattempo piango lacrime amare pensando che nel bene ma soprattutto nel male, continuo a tirare in ballo ‘sto maledetto Ni No Kuni, anche se non lo tocco da più di 2 settimane.

Perché lo riprenderò più in là nel tempo.

farenz

Prova a cercare ancora!

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51 Più commentati

  1. Dire che uno paga 70€ non per il gioco, ma per giocarlo al day one, è una delle cose più stupide che io abbia mai sentito.
    Allora se un domani gli sviluppatori mettono a 110€ un gioco per i primi 10 giorni dal lancio, ti andrebbe bene?
    Eh, il “privilegio” di giocare al day one…
    Poi, se contiamo che quel gioco costerà 70€ ancora per 3-4 mesi, sto discorso non regge proprio.
    Parlando invece del potere d’acquisto, del modo diverso di “percepire” i soldi insomma… anche questo è un discorso che non regge.
    E’ vero che abbiamo più potere d’acquisto rispetto agli anni 80-90, ma allora perchè paesi che hanno un potere d’acquisto ancora maggiore del nostro, vendono giochi nuovi al day one per console a 40-50€?
    La verità è che tu non paghi 70€ al day one per il “privilegio” di giocarlo subito, ma li paghi per mantenere questi politici di merda che ci ritroviamo.
    Non è un segreto che l’iva abbia raggiunto valori alti in Italia e non è nemmeno un segreto che i negozianti siano costretti ad alzare i prezzi.
    Puoi dire quello che vuoi, puoi autoconvincerti che 70€ per un gioco sia un giusto prezzo, ma non è così.
    Vi stanno inculando a sangue e la cosa più triste è che non lo capite o forse non lo volete capire.
    Capisco la passione per i videogiochi, capisco la voglia di avere titoli sempre nuovi da giocare, ma così è autolesionismo.

  2. Non ho mai comprato un gioco a prezzo pieno, nonostante ne abbia presi 2-3 al d1, sfruttando le varie promo delle catene, quelle tipo “dai dentro un rene e tua zia, e paghi il gioco solo 9.90€”, sacrificando magari un “chiodo UK” (cit.). In generale, credo che i 70€ del d1 siano una cosa per pochi, quei pochi veramente appassionati, e particolarmente noncuranti del portafoglio, che aprono la strada a tutti gli altri, in sostanza definendo il successo di un gioco. Per tutti gli altri, le occasioni di giocare spendendo poco, ci sono. Basta cercare.

  3. La domanda che poni, o caro Farenz, è molto interessante.

    Innanzitutto voglio dire che ciò che hai detto nell’introduzione dell’articolo è verissimo: questa primavera, ad esempio, mi sono abbonato per la prima volta al PSN Plus (complice anche il fatto di aver acquistato una PS4) e mi sto già ritrovando, forse per la prima volta nella mia vita, con una pila di giochi non indifferente. Sarà anche lo scarsissimo tempo che ho a disposizione per videogiocare (questo è l’anno della maturità e porca vacca spero di riuscire ad uscirne indenne, senza problemi cerebrali irreversibili), ma, tra PS3 e PS4, ho già accumulato quattro/cinque giochi nella “pila”.

    Ora risponderò direttamente alla tua domanda.
    Prima di acquistare PS4, tra le altre cose, stavo cercando di platinare GTA 5. Mi mancavano tre trofei online, quelli naturalmente più ignoranti e stronzi da fare (raggiungi il livello millantadue nel multiplayer, classificati primo in tutte le trentatrecento modalità di gioco…), ma decisi comunque di abbandonare temporaneamente il gioco per provare MGSV: Ground Zeroes ed inFamous Second Son sulla console nuova di pacca. Senza nemmeno finire il secondo definitivamente, ripresi in mano GTA 5, ritrovandomi una bella sorpresa. Degli aggiornamenti molto recenti (o mezzi recenti?) avevano ridimensionato notevolmente la quantità di esperienza ottenibile in un determinato tipo di partita, che io utilizzavo non tanto per “boostare”, ma per cercare di salire di livello a un ritmo per lo meno decente. Per ridimensionato intendo ridotto di 16 volte.
    Porca merda.
    Ho rimesso sullo scaffale GTA 5 e non credo che lo riprenderò troppo presto. Ho ancora l’obiettivo di platinarlo (dai cazzo, tre trofei mi mancano!), però (per rispondere finalmente alla tua domanda) quelle modifiche sostanziali al gioco online mi hanno fatto veramente cascare i coglioni. Mi sono rotto il cazzo e sono passato al gioco successivo della pila.
    A volte capita di rompersi il cazzo anche con un gioco che ti è piaciuto una madonna. :D

  4. Allora, io non sono più giovanissimo: ho 37 anni, e posso confermare che i videogiochi 15/20 anni fa costavano molto di più. Attualmente acquistando qualcosa al day-one quando la scimmia mi possiede e molto in offerta (di recente ho trovato Catherine a 9.99 – intatto e incellofanato – in un centro commerciale) di media spendo circa 25 euro a gioco. Mi sembra una cifra più che ragionevole.

    In generale mi permetto di aggiungere che i videogiochi sono sempre stati un passatempo economico: chi fa sport (anche a livello amatoriale) è abituato a spendere anche 50 € e più per una singola sessione (250/300 € al mese). E mi riferisco, ovviamente, a sport abbordabili: non all’iscriversi al campionato italiano turismo o al mantenere una barca in un porto.

    IMHO il problema dei videogiochi è che attirano un certo tipo di pubblico che poi scrive le cose più deliranti in rete. Si va dai ragazzini in piena crisi ormonale a gente che sarebbe più a proprio agio in altri ambiti (messe nere, microcriminalità, etc…)

  5. (è un po’ ot ciò che sto per dire) nonostante io sia un videogiocatore su PC ammetto di NON comprare giochi su Steam perchè mi sento come se non mi dessero niente in mano. E a conti fatti è così, perchè non mi danno scatola manuale e CD… bho, sarà perchè colleziono videogiochi da tanto tempo, però… Inoltre mi fa piacere dare più soldi al DayOne per capire quanto io abbia creduto e sperato in un videogioco.

  6. South park, lo apettavo con ansia, l’ho acquistato al day1, ci ho giocato per un giorno, poi il buio, altri titoli nella pila stuzzicavano di più il mio interesse, le battute erano ok ma la maggior parte delle citazioni erano giá sentite e a volte anche anticipate, lo riprenderó piu avanti, magari durante il momento di calma piatta videoludica che di solito arriva dopo febbraio(sempre se la pila non avrá qualcosa di meglio). Per rispondere alla tua domanda nel mio caso la voglia di interrompere il titolo è sicuramente dovuta alle uscite contemporanee e ai giochi che avevo accumulato, ma in buona parte al gioco stesso che non ha saputo coinvolgermi o non ha saputo tener testa alle mie spettative prima dell’uscita,infatti è capitato che con 7\8 titoli nella pila uno piú interessante dell’altro, spendessi piú di 250 ore su un unico gioco senza togliere il disco dalla console..

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