Sports Sports Sports!!!

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Cari ragazzi, una notiziona per tutti coloro che al liceo venivano sbeffeggiati dai loro compagni atletici e muscolosi a causa del loro essere videogiocatori:

il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)  ha recentemente riconosciuto in modo ufficiale l’e-sport e di conseguenza noi videogiocatori come sportivi.

Cito da una fonte concorrente:

” L’Asi (Associazioni sportive e sociali italiane), ente riconosciuto dal Coni, ha dato infatti vita al settore Gec, Giochi elettronici competitivi. Per la prima volta, quindi, i giocatori di videogiochi saranno riconosciuti degli sportivi e saranno tesserati come tali. Ma cosa sono i Giochi elettronici competitivi? “E’ il primo settore riconosciuto istituzionalmente – spiega Pietro Soddu, direttore operativo di Gec – e nasce dalla presentazione dell’eSport sotto tutti gli aspetti, dall’agonismo, la competizione e la dedizione che i giocatori usano per competere, che sono gli stessi di qualsiasi altra disciplina sportiva”.

I principali titoli presenti su Giochi Elettronici Competitivi sono: League of Legends, Fifa, Heroes of the Storm, Dota 2, Hearthstone, Starcraft 2, Street Fighter, Tekken, The King of Fighters.

Voi che ne pensate?

Quale potrebbe essere l’impatto sul grande pubblico di questa “novità”?

E quale tipo di cambiamento potrebbe apportare nell’industria videoludica?

E prima ancora: credete veramente che  campioni di videogiochi competitivi possano essere considerati atleti?

omegashin

 

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  1. E’ una bella domanda che prende in ballo davvero tanti aspetti.
    Sta di fatto che per certe tipologie di sport, qualsiasi dedizione si metta nell’allenamento, o si è portati oppure non si faranno faville a livello agonistico. Mentre nei videogiochi, chiunque, dopo un centinaio di ore dedicate per qualsiasi titolo, può diventare un grande giocatore (o almeno potrebbe cavarsela facilmente).
    Le skill che si acquisiscono nel videogioco sono prevalentemente visuo-spaziali e logiche.
    Negli sport “ufficiali” invece la questione è diversa.
    Prendiamo ad esempio le Freccette. Sembrerebbe uno “sport” da trogloditi, visto in sé (con tutto il rispetto per il Farenz & compagni).
    Effettivamente non è di certo riconosciuto da noi amici del divano come uno sport richiedente chissà quali preparazioni agonistiche… ma facciamoci caso: in un videogioco (di freccette) hai la possibilità di mirare, di essere preciso al millimetro, e dove miri, la freccia va. Nella realtà è diverso: la percezione visiva deve poi far conto con quella motoria, ed è qui che entra in gioco l’allenamento fisico vero e proprio, la maturazione cerebrale nei confronti dello sport.
    Prendo un altro esempio: i simulatori di guida.
    Prendiamo i piloti di F1: loro si allenano anche tramite simulatore… in tali allenamenti vengono messi sotto stress in diverse prove e diverse situazioni di gara. Ma i tempi che tengono in tali allenamenti, non sono MAI identici a quelli che poi, nella realtà, riescono a tenere.
    Perchè l’esperienza logico-visiva avuta tramite un simulatore non basta.
    Giocare tramite uno schermo, seppur anche in 3D, fa sempre uso di escamotage “pittorici” che rendono l’idea di tridimensionalità dell’ oggetto… ma la disparità binoculare e la parallasse di movimento NON ci sono (salvo eccezione per Oculus Rift.. ma chi tra noi lo ha e lo usa?!) .
    Il nostro stesso cervello, per maturare la costruzione dello spazio di azione, ha necessità di percepire attivamente il movimento del soggetto guardante. Quindi il solo guardare (attività passiva), non matura pienamente il cervello se nel mentre il nostro fisico non esegue quegli stessi movimenti (Esperimento di Held ed Hein, due psicologi della percezione, anni ’60).

    Quindi no, in tutto e per tutto, per me il videogiocare resta effettivamente un solo passatempo (fino a che la realtà virtuale non prenderà di più il sopravvento, ovviamente!)

  2. Facciamo una cosa: contestualizziamo e storicizziamo le definizioni da vocabolario. E impariamo a prenderle con le pinze. Perché se il Devoto-Oli ci parla dello sport come di un’attività fisica e/o mentale tendenzialmente salubre e atta a sviluppare intelligenza e fisico, è anche vero che la definizione risale a un periodo storico in cui NESSUNO si sarebbe sognato che, un giorno, saremmo stai in poltrona a videogiocare davanti alla TV e ci saremmo definiti “sportivi”.
    Chi ha contribuito alla crescita delle discipline sportive (dal calcio agli scacchi) sarebbe stato d’accordo nell’includere anche la nostra sudatissima attività videoludica in quella cerchia olimpionica? Penso proprio di no.

    Probabilmente la frase citata da non so chi:

    “L’insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità…(etc)”

    tra qualche anno verrà aggiornata secondo canoni diversi, più idonei ai tempi che viviamo e agli “sport” che pratichiamo, ma che sicuramente differirà molto dal concetto di sport di 100, o anche solo di 50 anni fa.

    Questo per dire che la gente è abituata a stravolgere dogmi e tradizioni come gli pare e quando gli pare, e per questo motivo ritengo che una buona dose di pensiero raziocinante sia necessaria, prima di abbracciare qualsiasi nuova idea ci venga proposta.

  3. Abbiamo capito che il concetto di sport è soggettivo. Il fatto che i videogiochi vengano considerati o no come uno sport mi lascia indifferente. Io videogioco e videogiocherò indipendentemente da questo fattore finché non creperò.

  4. Per me chi accosta il termine sportivo a queste categorie non ha mai praticato nessuna disciplina SPORTIVA.
    Si è mai sentito dire :”è una persona molto sportiva” ad uno che ha come velleità primaria quella di fare una kill streak di 20 nemici a COD?
    E non ci vedo nulla di male a chiamare COMPETITIVO il gaming,anzi!!
    Ma per favore lo sport è un altra cosa.
    Ps quoto pauly

    • esattamente.
      Il gaming è ed è sempre stato competitivo. Anche quando giocavo a Mario bros sull’Atari ero io contro “il computer”.
      E’ sinonimo di competizione: contro il computer, contro gli amici di fianco a te, contro gli amici in rete. O contro te stesso, al fine di migliorare le tue “prestazioni”, i tuoi record.
      Ma ripeto. E’ pura competizione, non è puro sport.
      O almeno non lo è per me.

      • Quoto Farenz.
        Vogliono tirar a far ciccia con la scusa dell’eSport… tesseramenti, pubblicità etc.
        I videogiochi sono si competizione ma lo sport è altra roba.
        Aggiungo che vedere a Lucca il torneo di LoL con tanto di commento alla Pizzul mi ha un pò stranito.

  5. per le prime due domande la mia risposta è che da oggi a domani non cambierà nulla, magari tra un paio d’anni sentiremo la differenza ma per il resto niente.
    La terza domanda mi sembra piuttosto soggettiva in quanto concerne nella definizione di sport che uno ha, uno che considera sport solo colui che svolge un’attività fisica ha ragione ma secondo me anche alcuni sport olimpionici non premiano il solo sforzo fisico, basti vedere il tiro al piattello, ok che un fucile non è leggero e che devi gestire il rinculo, ma alla fine si basa solo sui riflessi dell’individuo, come molti videogiochi “sportivi”.
    La questione è comunque molto delicata e soggettiva e non credo che ci sia una definizione precisa.

  6. Da atleta e videogiocatore posso dire che a mio parere è una boiata! Sono 2 cose molto diverse lo sport e i videogiochi. Sicuramente questa cosa sarà stata proposta con lo scopo di lucrare a più nn posso.

  7. 1) Se con “grande novità” intendi questo riconoscimento del CONI, direi che l’impatto sarà pressocchè nullo. Solitamente il pubblico inizia a interessarsi quando iniziano ad apparire tornei, competizioni serie ed eventi mediatici più o meno specializzati. Inutile dire che comunque vada un torneo di VG interesserà solo a una fascia poco numerosa di pubblico, e non potrà mai competere nell’immediato futuro con le folle richiamate dagli “sport” più tradizionali.

    2) Secondo me, l’era d’oro degli e-sports ha già apportato molti cambiamenti, solo che ce ne siamo accorti poco. Se non consideriamo le sponsorizzazioni e la nascita di godzillioni di server competitivi, ci sono comunque cambiamenti molto più terra-terra di cui ci possiamo accorgere, se ci facciamo caso. Faccio due esempi: prendete CoD. Shitstorm a parte, negli ultimi anni c’è stato un cambiamento di gameplay abbastanza impressionante, che punta sempre di più a rendere il gioco “frenetico” e veloce, tanto che a volte per la paura dei cosiddetti camperoni si è preferito creare orde di sprayer e un sistema di gioco bastao sul “zac, ti ho visto prima”, portando a scivoloni (tipo il multi di BO2, imho). Il cambiamento c’è stato perchè ai capoccia il brand gli scompfiffera di più così, ci credo, ma siamo sicuri che non sia anche stato perchè rende molto meglio per i tornei e-sports, con partite rapide, con pochi giocatori e piene di momento? Cristo, vabbè che sono abituato a CoD UO, ma anche se si paragonano gli ultimi CoD a MW2 la differenza si vede nella partite online. Oppure, StarCraft 2: dopo il successone di WoL si è inserito a forza negli e-sports, riscuotendo un grandissimointeresse. Risultato: con l’espansione HotS il multigiocatore è stato ribilanciato pesantemente, e molte “idee” creative sono state sostituite con delle… diciamo caratterizzazioni pragmatiche. Anche lì, posso credere che sia stato fatto per buona volontà, ma se poi vai a vedere che le nuove unità o le nuove abilità ribilanciano le fazioni andando a tappare proprio i buchi delle loro debolezze facendo sparire delle meccaniche un po’ più stravaganti… Beh, il sospetto viene. Imho, ovviamente.
    Inoltre, il fatto che questi e-sports attirino pubblico grazie ai vari youtubbari e gameplayers, sta facendo spuntare alcune categorie di gioco che vanno per la maggiore come funghi. Prendiamo ad esempio i Dota-like: cristo, siamo in overdose! E c’è gente come Blizzard che li fa rientrare nella categoria degli e-sports anche PRIMA che il gioco sia uscito (vedi Heroes of the Storm). Se non è un rigirio di soldi e accosti questo…

    3) Bella domanda. Più che atleti, direi professionisti. Ora si entrerebbe in un sacco di questioni semantiche, con un sacco di interpretazioni diverse (come si vede nei commenti qua sopra). Personalmente, credo che ora come ora nonostante esistano degli “sport mentali”, definire un campione di uno di questi ultimi come “atleta” o “sportivo” con la concezione attuale di queste parole sia un po’ fuorviante… Ma penso anche che questi “sport mentali”, come gli scacchi o gli e-sports, condividono di fatto un sacco di caratteristiche con gli sport “tradizionali” e ci vanno vicino, e chissà, magari fra 20 anni non ci sarà nemmeno differenza fra le due categorie. Una cosa è certa: i campioni in questi frangenti esistono. Gente che lavora duro, che fa delle sclete rinunciando a delle cose, e che con una vittoria di squadra si porta a casa robe tipo 4-5 milioni di dollari (ultimo torneo mondiale di Dota 2)…

  8. io penso che da adesso, dato che è riconosciuto come sport, sarà obbligatoria una bella assicurazione per ogni giocatore e delle belle tasse da pagare per ogni torneo, come si addice ad ogni manifestazione sportiva.

  9. Non esageriamo… Considerare chi partecipa ad un torneo come un atleta è alquanto inopportuno.

    I tornei dovrebbero essere considerati nient’altro che l’estensione della passione che i videogiocatori hanno per un determinato gioco (seppur in maniera competitiva) e non c’è niente che riguarda lo sport nel senso classico del termine: inserendo il “videogiocare” nella categoria sport, non si fa altro che dare un motivo in più ai suddetti videogiocatori per non alzare più il culo dalla sedia.

    Se uno comincia a pensare “ah io sono un atleta perchè partecipo al torneo mondiale di Tekken”, come il presidente di ‘sto GEC, allora si merita un calcio nei coglioni… Io, come tutti quelli che seguono l’Angolo, amo i videogiochi, ma considerarli addirittura sport significa snaturare il concetto principale di “gioco”.

  10. L’articolo è uno spunto di discussione interessante però a me questi discorsi hanno sempre detto poco e niente. Un po’ come quelli che dicono “questa è musica, questa non è musica…questa è arte questa non è arte”. Come vogliamo definirlo poco importa. Io sono uno di quelli che ha sempre considerato lo sport come una competizione di caratteristiche FISICHE, ma non sarei assolutamente contrario ad una evoluzione del termine. Alla fine a prescindere da come la definiamo, se sport o meno, la competizione videoludica sta diventando un fenomeno sempre più grande che attira “atleti” spettatori, ma soprattutto SOLDI e credo che questo sia il motivo principale per cui abbiano deciso di definirla sport.

    Ciò che invece è certo è che alle varie competizioni mondiali di questo genere vedremo sempre e solo vincere dei fottuti bambini cinesi.

  11. Per me un videogiocatore non sarà mai uno sportivo e un videogioco non sarà mai uno sport.Può essere il CONI, può essere chiunque a dirlo, ma non accetterò mai una definizione del genere.

  12. Per me la parola sport è collegata ad un’attività fisica, ci deve essere una preparazione atletica dietro. Dire che i videogiochi siano uno sport per me è troppo, riconosco che ci vogliano grandi abilità e un’ottima concentrazione, ma lo sport è fisico. Io metterei i videogiochi sullo stesso piano degli scacchi, che allo stesso modo non considero sport ma gioco di abilità.

  13. Allora anche le carte, i cruciverba e il sudoku sono uno sport.
    Ah si, pure le biglie e il gioco dei tappi (lo stellone sampellegrino vale 10).

  14. Per me non e’ un discorso semplice da fare… per molti il termine SPORT e’ associato all’attivita’ fisica ma non e’ cosi, ci sono sport che non ne fanno parte assolutamente.

    Ci sono Sport che fanno dei riflessi, tecnica, precisione, etc etc la loro parte predominante e non ci vedo nulla di male ad affermare che dei videogiocatori possano farne parte… ovviamente con delle limitazini.

    Chi videogioca non e’ uno sportivo automaticamente, esattamente come la persona che gioca a calcetto una volta a settimana non e’ uno sportivo, semplicemente GIOCA a calcetto, essere uno sportivo e’ ben altro, richiede costanza, un allenamento quotidiano (non obbligatoriamente fisico) e dedizione.

    Ci sono SPORT riconosciuti come ufficiali che fanno del fisico una parte trascurabile, basti pensare al biliardo sportivo, tiro al piattello (che oltretutto e’ specialita’ olimpica) o perche’ no, gli scacchi (anch’essi olimpici).. c’e’ gente che si allena per ore ogni giorno della loro vita per eccellere in queste discipline percio’ perche’ un pro player (figura che vedo piu’ vicina a questi sportivi) che spende le sue giornate a creare la sua combinazione vincente non puo’ essere accostato a loro? Soprattutto quando viaggia e sacrifica tanto per seguire la sua passione?

    Ma ripeto, c’e’ differenza tra un giocatore di videogiochi, che posso essere considerato io, e uno che vive di videogiochi e ci si dedica cosi tanto da poter essere considerato uno sportivo di videogiochi

    • Forse una differenza sta nel fatto che uno sportivo è lui stesso a mettersi in gioco in prima persona. Per esempio quando calcio il pallone, guido un auto/moto, colpisco la pallina da tennis/ping pong/golf ecc sono io a farlo veramente, non simulo la realtà come invece avviene con il pc/console.

      • invece per me e’ uguale… come dici tu negli sport convenzionali tocchi te le cose in prima persona ma comunque anche qua qualcosa tocchi, un pad, una tastiera, un volante e alla fine, seppur il personaggio a schermo e’ un’immagine digitale ha comunque bisogno di una tua precisione per fare i movimenti, una tattica, un allenamento costante e perche’ no, una cattiveria agonistica per sopraffare magari chi e’ piu’ abile di te.

        Come ho scritto prima l’importante e’ non soffermarsi al fatto che “chi videogioca e’ uno sportivo” perche’ e’ una puttanata, una cosa non determina l’altra, io videogioco e lo faccio con gusto ma c’e’ gente che passa anche 6,7,8 ore al giorno davanti ad uno schermo con lo stesso titolo solo per affinare tattiche e migliorarsi di quel millesimo di secondo, che scelgono il loro equipaggiamento (mouse, tastiera, pad, etc) esattamente come un tennista sceglie la sua racchetta, per avere il miglior feeling possibile… ecco, queste persone per me non si discostano da sportivi completamente dedicati alla loro disciplina

        • Invece secondo me è diverso proprio perchè è con un simulatore che ti destreggi. Inoltre, come dici tu, con un pò di allenamento tutti potrebbero farcela, questo è il problema. Io potrei essere portato per il basket ma non per la boxe, mentre con un simulatore della realtà potrei fare entrambe le cose con il giusto “allenamento”. Mettiamo che esista un gioco/app del tiro a piattello. Tutti in poco tempo siamo capaci di fare centro (anche perchè ti semplifica le cose), ma nella realtà c’è chi è portato e chi no. Il tempo di allenamento, quello quantitativo per essere capaci nella disciplina, è enorme rispetto a un simulatore.

          • eh no invece… togliendo il fatto che ci saranno discipline “elettroniche” che faranno parte della cerchia “sportiva” e altre che non ne faranno parte, e considerando che piu’ o meno da sempre sono gli mmo, sportivi (come fifa) e in alcuni casi picchiaduro, quando ci sono i tornei (non parlo di quelli del quartiere) guardacaso ad arrivare alle finali sono quelli che alla fine ci si aspetta, e non e’ un caso.

            Tutti possono diventare bravi col tempo ma pochi, esattamente come con lo sport, fanno quei gradini in piu’ perche’ c’e’ chi e’ portato, chi ha talento, per alcune cose e c’e’ chi non ce l’ha, puo’ si diventare bravo ma non uno dei migliori

  15. Secondo me questa querelle riguardo lo sport è solo una questione di semantica, cioè capire cosa ognuno di noi vuole racchiudere all’interno della definizione di sport e di sportivo.

    Se guardiamo alle definizioni istituzionali, queste comprendono sotto attività sportive anche quelle maggiormente mentali, come gli scacchi, da cui ovviamente i videogiochi rientrerebbero altrettanto facilmente nella definizione.
    Ovviamente alla disciplina si aggrega il fatto che per essere definita “sport” la si pratichi non per semplice diletto, bensì con intenti competitivi, agonistici, per il conseguimento di un risultato, sotto un set di regole ben definito.

    Per far questo lo scacchista o il videogiocatore si allena, si prepara per il conseguimento di questo risultato, non gioca tanto per passare il tempo.

    Detto questo è chiaro che per diffusa consuetudine e derivazione stessa del termine sport, siamo abituati a concepire come “sport” quell’attività che richiede sforzi fisici di notevole caratura.

    Però è una definizione che, sebbene di facile comprensione dal punto di vista pratico, lascia aperte troppe porte all’interpretazione, in base alla quantificazione dello sforzo fisico.

    Io che gioco a racchettoni posso essere qualificato come sportivo alla stessa stregua di un centometrista o di un maratoneta?
    E se i racchettoni sono sportivi, il ping-pong lo è?
    E se lo è il ping-pong, lo è anche il tiro con l’arco o il golf?
    E se lo sono il golf e il tiro con l’arco, non lo sono forse il biliardo e le freccette.

    Vengono tutte riconosciute come discipline sportive perchè non è solo lo sforzo fisico a determinarne la definizione, ma anche le altre abilità: riflessi, precisione, intelletto…

    A questa si aggiunge la questione della competizione che dicevamo prima, che non va tuttavia intesa in senso stretto.
    Il biliardo è sportivo quando attenendomi a regole, istituzioni, partecipo ad una competizione e mi alleno per il raggiungimento di un risultato.
    Ma allora la palestra, il jogging? tutti noi li riconosciamo come sport, anche se praticati in solitudine senza alcun fine di partecipazione a competizioni sportive.
    Ecco che allora sport non deve obbligatoriamente sottintendere una competizione regolamentata, ma anche il semplice raggiungimento di un obiettivo, e che l’allenamento la pratica sia rivolta a questo.
    Nel caso del Jogging mantenere un peso forma, mantenersi in salute…

    Ora veniamo agli sport motoristici come richiesto da Farenz.

    Farenz vorrebbe che emergesse la bravura, la prestazione, il talento, quando si tratta di sport.
    E se gli sport motoristici possono adombrare questi aspetti, facendo prevalere il mezzo al pilota, per Farenz questi non dovrebbero essere definiti sport.

    Procediamo allora a ritroso questa volta nella nostra escalation.

    Se la Formula 1 non è uno sport perchè non vince per forza il pilota più bravo, l’equitazione lo è?
    A chi va attribuibita la vittoria, al cavallo o al fantino?

    E nel ciclismo?
    Correre con una bici da 10.000€ o con una da 1000€ quanta differenza fa?

    E lo sci?
    Il Bob?
    Il tennis?

    In ogni sport qualsiasi dettaglio esterno al corpo umano può fare grandi o piccole differenze, ma le fa.

    Non solo le fa l’attrezzatura con cui si gareggia, ma se è il lato economico a dover essere preso in considerazione, la differenza può farla l’allenatore che ogni atleta può permettersi, le strutture dove può allenarsi, una scienza dell’alimentazione molto spinta (che rimanga nei limiti e non sfoci nel doping).

    Tutti noi, idealizzando lo sport, vorremmo che a prevalere fosse sempre e comunque chi, per meriti fisici, mentali , per dedizione ed allenamento, se lo merita.

    Ma così non è, e secondo me è inevitabile non contemplare solo bianco o nero, ma anche tutte le sfumature di grigio, più o meno marcate.
    Accettando che il vincitore non per forza sarà il più meritevole al 100%.

    Lo stesso dicasi per la definizione di sport: se per tutti noi è facile stabilire che l’atletica è uno sport, e che richiede sforzi fisici ben maggiori del Ping Pong, altrettanto dobbiamo adattarci e pensarli entrambi come discipline sportive.

    Poi quello che ad una persona “gli piace pensare” diventano questioni soggettive.

    A me piace pensare che anche il tiro di sperma possa diventare una disciplina sportiva: vince chi raggiunge la maggiore distanza con l’eiaculazione.
    C’è la competizione, ci sono le regole, di sicuro richiederebbe parecchia preparazione ed allenamento.

    • Beh negli sport motoristici è ovvio che i piloti sono atleti ed è ovvio anche che ci sono 2 scuole di pensiero (e quindi tipi di campionati), ovvero quelli orientati al pilota (nascar su tutti) e quelli orientati alla macchina (F1 su tutti) dove si vuole si premiare il pilota ma anche i meccanici, progettisti e ingegneri che stanno dietro al mezzo perché evidentemente la filosofia di partenza è un’altra. Guarda a caso però non consideriamo gli ingegneri come sportivi sebbene facciano uno sforzo mentale enorme, competano etc etc, questo perché secondo me lo sport come ho detto sotto deve includere un gesto tecnico di alto livello o uno sforzo fisico intenso e sinceramente non credo che i vg necessitino di particolari gesti tecnici, ma piuttosto di particolari skill (riflessi, coordinazione occhio-mano etc) se no dovremmo considerare sport anche la morra cinese dove uno potrebbe prevalere sempre grazie a “tecniche” particolari.

  16. Visto che sport deriva dal termine deporte, ovvero gita fuori porta, mi sembra ovvio ciò che si vuole annoverare in questa categoria di attività, e no non sono inclusi videogiochi o scacchi. Vorrei anche sottolineare come invece ciò non elimina la competizione da alcuni giochi che possono anche diventare non semplici giochi se il fine di giocarli non è il puro e semplice divertimento (gamers professionisti) così come giocare a calcio al parchetto con amici per quanto salutare non può essere considerato sport, parola che include a mio modo di vedere 3 elementi chiave : sforzo fisico o gesto tecnico ad alto livello, agonismo e infine obbiettivi da centrare (gioco per vincere vs gioco perché mi diverto).

  17. Comunque questo discorso crea un paradosso, dal momento che esiste una categoria di videogiochi chiamati “giochi sportivi”. Inutile che vi dica che sto parlando dei soliti Fifa, NBA 2k eccetera, ma quindi, se esistono videogiochi basati su competizioni sportive, e i videogiochi stessi sono uno sport, cosa sono i videogiochi sportivi? Quindi la EA sports un domani potrebbe creare un videogioco con la licenza ufficiale della federazione di LoL, dove sono presenti tutti i team professionisti, con tanto di modelli poligonali degli “sportivi”. O meglio ancora, un gioco manageriale, dove dobbiamo gestire il nostro team di 5 persone e magari fare anche trasferimenti di mercato. Ovvio che non succederà mai, ma allora come ci comportiamo? I videogiochi sono stati, nel corso della storia, in grado di simulare ogni tipo di competizione, e persino quelli che stentano ad essere definiti sport (il golf ad esempio, come diceva Viper poco sopra) hanno ricevuto la loro controparre videoludica. Ma quindi, si potrà fare un videogioco che simula l’e-sport? Oppure è l’ennesima riprova del fatto che i videogiochi sono un format a sé stante, e che, come si distacca da libri e film, pur essendo un format di intrattenimento, si stacca anche dagli altri sport, pur essendo a tutti gli effetti uno sport? Oppure è tutto piú semplice e tra la categoria “videogiochi sportivi” rientrano solo simulazioni realistiche di sport con la palla? A mio parere? Boh…

  18. Ciao ma è vero che Avo è in realtà Big Ed di Twin Peaks?

  19. C’è da dire che i videogiochi sono considerati sport da parecchio tempo, almeno fuori dall’Italia. I videogiocatori sono considerati veri atleti con tanto di sponsor ecc. Basti pensare al torneo di Dota 2 che c’è stato a luglio in cui il premio per la prima squadra classificata era di 5 milioni di dollari.

  20. marcellosantucci

    negli anni il termine “sport” ha subito grandi cambiamenti. Ma secondo me questo genere ora come ora può essere considerato tale. Sò bene che non ha nulla a che fare con attività fisiche ma, (passatemi questo paragone) se fare equitazione, ovvero allenarti e comandare un animale, è considerato sport, perchè non potrebbe easerlo avere un team in league of legend o altei giochi.
    questo è il mio pensiero, che ne dite?

  21. Personalmente penso che come dice il buon Viper, il videogiocatore seppur “professionista”, ricada nelle varie tonalità di grigio della parola Sport. Dunque francamente che il coni l’abbia riconosciuto o meno fregacazzi.

    Tanto la valutazione è quasi sempre soggettiva dell’interlocutore. Quello su cui vorrei soffermarmi è un’altro aspetto: Ci sarà qualche “vantaggio” per noi avendo ottenuto questo importante status symbol?

    Sarebbe bello, tipo una tessera per poter avere sconti al cinema o sui giochi convenzionati, o magari sui componenti gaming? accessori? cazzi e mazzi?
    Se avere il lustro di chiamarsi sportivi serve solo a riempirsi la bocca di “minchia zio vado a fare sporti davanti alla plaistascion” allora francamente come detto sopra

    FREGACAZZI

    (ps: quanti soldi entrano nelle casse del coni dall’indotto calcistico? e quanti ne vengono reinvestiti?… e per i videogiochi come funzionerebbe?… meditate)

  22. In effetti ci pensai qualche anno fa..!non so se definirlo sport a tutti gli effetti,comunque è una bella prova di abilità!.
    Considerando che lo sport è un mix tra automatismi,tempistiche,gesto atletico,cooperazione,direi che un bel videogame cazzuto può essere definito “sport”.

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