To Boldly Go

star-trek-1Spazio, ultima frontiera..

Ricordo ancora il suono del testo in italiano. L’originale è recitato da William Shatner, nella trasposizione italica non si sono nemmeno sforzati di prendere il doppiatore di Kirk, ci hanno messo uno che assomiglia vocalmente al cronista delle partite di Mila e Shiro.

Quanti anni. Adesso lo vedo solo col doppiaggio originale, tutta un’altra cosa.

Comunque, ho probabilmente giocato al più bel gioco di Star Trek di sempre.

Vi racconto.

Se da una parte siamo ormai abituati ad accogliere i giochi da franchise con un moto di orrore, dall’altra automaticamente iniziamo a sperare una serie di cose strettamente collegate: la fedeltà all’opera da cui deriva il gioco, la presenza di volti a noi noti, la continuità temporale e la coerenza di trama. Se parliamo del più grande brand di fantascienza della storia dell’uomo, è semplicissimo farci tutti i giochi che si vuole.

Un episodio, una storia. Alcuni fra i più grandi scrittori di fantascienza del secondo dopoguerra hanno prestato la penna ai viaggi dell’astronave Enterprise, dando luogo ad una serie di fenomenali cortometraggi dall’aria teatrale e squisitamente drammatica. A questo punto, che ci vuole a farci un gioco? Prendi un episodio, prendine 5, mettili giù in linguaggio binario e hai fatto.

Lo Star Trek a cui ho iniziato a giocare ha tutto ciò che si può desiderare da uno dei giochi più ben realizzati e brillanti della sua epoca: un doppiaggio incredibilmente ben pensato (con TUUUTTI i doppiatori originali) con innumerevoli linee di testo, un’interfaccia a prova di bomba, una trama fedele e ricca di suspance e colpi di scena, un motore di gioco che ci catapulta al centro dell’azione con frenetici combattimenti spaziali e pesanti scelte morali.

A mio insindacabile giudizio, un titolo da possedere assolutamente a tutti i costi.

Anche perché in ogni caso si scarica gratis (legalmente, poiché si tratta di software abandonware) dai numerosi portali abandonware che costellano il world wide web. Se la trovate, prendete la versione CD, che sennò il doppiaggio non c’è.

Trailer!

 Bellissimo.

E comunque questo mese ho anche giocato ad un altro gioco di Star Trek. L’ultimo, ovviamente.

Cosa dire a proposito? In poche parole, non è stato un granché.

Mettiamo subito in campo le attenuanti generiche: il gioco è realizzato dall’equivalente di una software house indie con una barca di soldi, ovvero gente che non ha mai compilato un gioco prima d’ora, ma con un sacco di ambizione e buona volontà. Secondariamente, questo gioco non fa per voi. Meglio: non è proprio pensato, concepito per voi. Non è uno shooter in terza persona di qualità scadente, è un gioco di Star Trek in terza persona.

Antologicamente entrambe le affermazioni sono valide, ma la differenza è cruciale: un gioco così, nelle mani di un appassionato, ha sufficiente senso per arrivare ai titoli di coda, nelle mani di uno qualunque, no.

Si vede che alla Paramount si sono sforzati, comunque. Il titolo propone una trama da tipico episodio X, un doppiaggio di buon livello e una qualità visiva alquanto pregevole. Il percorso è più lineare di una pista di pattinaggio di velocità, tuttavia nei vari livelli si compiono tante cose diverse e la narrazione (almeno fino al finale) non è affatto male. Parecchie sezioni suggeriscono un approccio furtivo, ci si getta in caduta libera per notevoli distanze, alcuni livelli richiedono di risolvere alcuni semplici enigmi e alcuni offrono delle interessantissime ispirazioni ambientali (tipo il vascello Helios 1 e le sue sezioni a gravità relativa).

Ho apprezzato particolarmente l’utilizzo del Tricoder: oltre a mostrarvi la posizione di nemici e alleati lo si utilizza per svolgere a suon di minigiochi le varie operazioni (terminali da hackerare, porte da aprire e così via), per impartire gli ordini al buon vecchio goblin dal sangue verde e fare la collezione di oggetti scansionati. Altrettanto peculiare è la presenza di un sistema di coperture ‘automatiche’, con cui si punta il nascondiglio e alla pressione del tasto relativo il nostro personaggio ci va da solo, senza dovergli dare alcuna ulteriore indicazione. Per la cronaca, nella recensione di IGN di cui parlavo giorni fa non era menzionata nessuna delle due feature. E, dopo aver visto i titoli di coda, confermo quanto già detto: se ci si lamenta della monotonia cromatica di una prigione Gorn, vuol dire che del brand si capisce abbastanza poco.

Per il resto nel gioco si spara parecchio e si possono aggiungere delle fichissime opzioni personalizzate al nostro equipaggiamento in modo da renderlo più sgravo, gli ambienti sono ben realizzati e nell’insieme si percepisce abbastanza il gusto autentico di Star Trek. Sono più che convinto che nelle mani di un team capace sarebbe diventato una GRAN figata.

.. tuttavia nelle mani di questi coraggiosi debuttanti con un sacco di soldi da investire si è trasformato in un mezzo gioco con diversi glitch, Gorn troppo ammodernati (per i miei gusti), un finale da mattone sul parabrezza e un difetto dalle proporzioni catastrofiche.

È troppo, troppo, troppo facile.

I nemici tendenzialmente dimostrano di avere l’intelligenza di un secchio di acqua fredda, ma non è solo questo: dopo un paio di livelli basta acquistare il giusto punto talento per il phaser e si può finire il gioco senza lanciare neanche una granata. Ritengo che qualora fosse stato quattro volte più difficile di come realmente è, il giudizio del titolo sarebbe stato molto meno brutale, così com’è lo finirebbe alla difficoltà più alta anche un pimpino di 10 anni.

Un vero peccato perché è un altro gioco con un grande potenziale non sfruttato, soprattutto grazie alla cooperativa a due giocatori e alla assoluta fedeltà alla nuova timeline cinematografica. E stavolta è un gioco di Star Trek.

Se consiglio di comprarlo? A me è piaciuto abbastanza, ma ad una simile domanda risponderei: non direi. A meno di trovarlo sotto i 30 euro di essere talmente Trekkie da essere abbastanza bendisposti anche nei confronti di produzioni di categoria inferiore, questo gioco non incontrerà i vostri gusti da sopraffini gourmet di titoli quadrupla A dorata con cerchio infuocato fluorescente.

Oppure aspettate che esca un add-on con le skin retexturizzate in tema Classic Series. Comunità di modder, lunga vita e prosperità a voi. Non deludetemi.

In ogni caso trovatevi Judgment Rites, quello è un gioco per gente cazzuta.

Maty, out.

Firma Maty 2

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9 Più commentati

  1. era il lontano 1995! avevo una twilight o simile con su questo e zac mccraken!!!! Spettacolo.
    facevo le medie e ci giocavo con il vocabolario! non mi ricordavo più delle scelte morali

    Il resto dell’articolo non lo commento

  2. a volte ci sono giochi indie o con budget basso non solo più divertenti di quelli con budget multimilionario, ma a volte anche piu’ grandi e ambiziosi. Anche se non ho capito se quello di cui parli all inizio sia un indie o un vecchio gioco. in tal caso perché è gratis?

    (a tal proprisito tra l’ altro matyas ti ho inviato una mail su dwarf fortress perche pensavo fossi l’ unico sull angolo a potremo apprezzare, potevi anche rispondere .-. )

    • Hai ragione! Ho letto la mail, le leggo sempre tutte, ma aspetto di accumularne abbastanza per fare una sessione di risposte live tipo Bim Bum Bam su Iutiub!

      Star Trek Judgment Rises è scaricabile gratis perché è del 1993, la software house che l’ha prodotto non ci guadagnerebbe più niente e quindi in un ultimo gesto d’amore rilascia il gioco al pubblico. L’abandonware è il tesoro archeologico del retro gaming!

  3. Ricordo di essermi molto appassionato ad un gioco che ti metteva letteralmente al comando dell’Enterprise (TNG). Bridge command o qualcosa del genere. Molto bello. L’hai mai giocato?

  4. A me è piaciuto anche Voyager: elite force….sarà che sono un extra-mega fan di star trek voyager, ma mi è piaciuto un bel po’ anche quello

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