Stop ai videosballi

Fans play video games at the premiere of the video game "Call of Duty: Modern Warfare 3" in Los Angeles, California

Anche oggi si parla del lato oscuro dei videogames.
O del lato oscuro di chi osserva, giudica e parla pubblicamente di videogames, a volte senza cognizione di causa.

La notizia arriva dalla Corea del Sud: il politico Shin-Eui-cinciullà ha “confezionato” una proposta di legge riguardante le più gravi dipendenze di cui soffre il popolo, includendo quindi alcol, gioco d’azzardo, droga e naturalmente videogames. Più precisamente videogames online.

Facente parte del partito conservatore, Shin-ecceteraeccetera propone una regolamentazione col fine quindi di limitare, se non sconfiggere del tutto, le suddette piaghe della società.

“Bu. Bu. Bu.”
Lo so, è quello che han pensato tutti, compresi chi i videogiochi li sviluppa: software house sudcoreane hanno attaccato questa proposta di legge, scandalizzato dall’aver messo sullo stesso piano la droga e i videogiochi.

Mi sembra naturale.

Ma ragioniamo un momento.
Così come nessuno mi impedisce di bere ogni sera 4 bottiglie di Jack Daniel’s, così nessuno mi vieta di bruciarmi lo stipendio al casinò, così nessuno mi dovrebbe impedire di giocare 24 ore al giorno a WoW o a Cod.
Ed infatti nessuno me lo vieta.

Tuttavia mi chiedo, siamo proprio sicuri che i videogames non possano generare dipendenze?
Secondo me assolutamente sì e la prova di ciò la possiamo notare in qualsiasi bar/tabaccheria dotata delle odiose macchinette.

Certo, noi non cadremo mai (si spera) in queste dipendenze, condanneremo sempre chi passa tutta la giornata la bar ad inserire euro in una macchinetta che non li farà mai vincere, bla bla bla…
ma se consideriamo queste persone malate, videogiocatori che giocano per più di 14 ore online al giorno (non d’azzardo, ok) non sono altresì da considerarsi disturbate?

Vi ricordate? Esattamente come per il discorso trito e ritrito sulla violenza virtuale che in alcune menti può dar adito a fenomeni di violenza reale, credo che su menti inclini a disturbi psicologici, effettivamente i videogiochi potrebbero facilmente “far presa” e diventare dipendenza, ossessione, mania.

Ovviamente non sono d’accordo con chi cerca di limitarne la fruizione, perchè ciò andrebbe a ledere chi ha il buon senso di sapersi regolare autonomamente, tuttavia non mi sento di condannare in toto chi include sul fronte delle dipendenze anche i videogiochi.

Voi da che parte vi schierate? E, per pura curiosità, se anche voi considerate i videogiochi potenzialmente pericolosi per certe tipologie di patologie mentali, come vi comportereste in merito, vestendo i panni di Mr. Shin-El-Bim-Bum-Bam?

farenz

 

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88 Più commentati

  1. A tutto c’è un limite, ma che non per forza deve essere imposto sempre da leggi, ma piuttosto dalla propria coscienza. E questa deve essere educata, cosa che mi sembra la società non faccia nel migliore dei modi. Bisogna essere “auto-didatti” ormai per sviluppare un serio e personale spirito critico. Comunque, sono assolutamente in disaccordo con la proposta di legge (così come per me non si dovrebbe vietare fumo e droghe leggere, anche se non ne farò mai e poi mai uso), ma so che a partire dalla famiglia bisogna insegnare a porsi dei limiti, come è stato insegnato a me, anche nel campo dei videogiochi. Anche loro creano dipendenza, quindi bisogna sapere autonomamente quando ci si deve fermare. Poi uno è libero di fare quello che vuole, ma il libero arbitrio deve essere accompagnato da una buona dose di coscienza.

    • Concordo.
      Il troppo storpia é un dato di fatto.
      Ognuno poi ha dei limiti diversi a seconda di tantissime variabili che sono la situazione mentale (in caso di stress, ansia, depressione i limiti si abbassano) la condizione fisica ed altre variabili..
      A prescindere dunque dall’oggetto di cui si vuole abusare, il risultato sará una poca godibilità di quest’ultimo e a lungo andare porterà a problemi di diverso tipo variabili a seconda dell’individuo.
      Questo secondo me è valido per tutto.

  2. Ci cascai anch’io, certo. Nostale fu quasi una droga. Poi, un bel giorno, ne fui privato (fine della partizione del disco del mio Mac dovuta a… problemi di spazio se non ricordo male) e mi resi conto di come fosse vano, inutile e inconcludente come videogioco. Non vedevo la fine, perché non c’era. Fu così che mi “disintossicai” (che brutto termine) dai giochi online. Chiaramente ogni tanto ne comincio di nuovi, ma non ho più sofferto di… dipendenza da allora. Sì, anch’io parlo di dipendenza. Inutile dire che i videogiochi migliori, quelli veri, sono quelli fine a se stessi, quelli che, prima o poi, finiscono, ma che rimarranno per sempre scolpiti nella nostra memoria.

  3. Sono d’accordo che il videogioco possa provocare dipendenze, soprattutto quando si tratta degli mmorpg…tuttavia sono d’accordo con chi sostiene che non è con la proposta di legge che si potrà attenuare il fenomeno.
    Del resto le dipendenze sono dovute al cattivo uso che si fa di qualunque cosa, ma in questo caso reputo che l’interferenza dello stato sia da rimproverare.

  4. certo stare 14 ore al giorno,o piu’,davanti a uno schermo a ripetere all’infinito sempre le stesse azioni bene bene non fa di certo.Ma rimango del parere che fin quando una persona non arreca danno agli altri e’ liberissima di fare il cavolo che gli pare,anche friggersi il cervello facendosi una maratona di 96 ore consecutive di modern warfare,world of warcraft o giulia passione mistress….

  5. Lo diceva già Aristotele:il giusto sta nel mezzo;nel senso non bisogna permettere ai propri cittadini di rovinarsi con delle dipendenze quali droga,videogames ecc. ma non bisogna nemmeno fare di tutta l’erba un fascio.
    Per quel che mi riguarda io sarei per un provvedimento tipo quello proposto per le slot e per i distributori di sigarette:per accedere al servizio c’è bisogno del codice fiscale se sei minorenne o hai una dipendenza riconosciuta la macchina si blocca

  6. Oh, conosco uno che a causa dei giochi online (in particolare LoL) non solo ha rotto ogni ponte con la società, ma ha speso anche migliaia di euro sugli shop online di armi e potenziamenti vari (tipici dei free to play).

    Non sono minimamente contro i giochi online (genere che personalmente odio), però bisogna ammettere che, come tante altre cose, crea dipendenza e può risultare dannosa fino a sfociare nella patologia.

    Certo, ci sono forme di dipendenza ancora più gravi, i giocatori di slot machine o i drogati sono assai peggio, però secondo me sarebbe giusta anche una limitazione, tipo i giochi che si disattivano dopo un tot di ore consecutive, non sarebbe male.

  7. Eccome se creano dipendenza :) capitò anche a me quando provai i primi mmo, il sabato ci passavo tranquillamente tutta la giornata tranne due ore di pausa per pranzo e cena, per fortuna ora non mi capita più. Pensavo ci fossero già delle limitazioni in Corea e Cina, ma forse era solo una vecchia proposta.. su questo argomento si discute da molti anni, ogni tanto spunta la notizia di un coreano/cinese morto dopo aver giocato per giorni ad un mmorpg senza staccarsi dal pc.

    • Enough Experience

      cosa ci sia di bello in questi mmo proprio non lo capisco.

      • In parte dipende dal fatto che ti cali in un mondo molto più vasto di un gioco normale, poi la crescita del pg è fatta in modo tale da spingerti a voler livellare sempre di più, e quando arrivi al massimo iniziano solitamente i raid che ti danno pezzi sempre più forti ed entri in un circolo vizioso :) ad ogni raid nuovo riparte il farm dei boss per i pezzi nuovi.. è facile perdersi in giochi del genere. Per fortuna ormai la maggior parte di quelli nuovi sono tutti simili ai vecchi Everquest/WoW quindi hanno annoiato.

        Anche se poco fa ho visto il secondo trailer di Monster Hunter Online e ho sbavato abbastanza, se lo fanno bello tosto e senza istanze potrei perderci abbastanza tempo :D

        http://youtu.be/getOgAqCPSk

  8. Allora … premesse …

    Se fossi al posto di Shin-Bim-Bum-Bam, per egoista come sono io … me ne fregherei dei soldi, me ne fregherei dell’economia, cercherei di mantenere la situazione neutrale e immutata … e penserei a godermi i soldoni e basta !

    MA ! Se fossi una persona dalle sincere e nobili intenzioni nei confronti del mio paese ( come la domanda del Farenzo, ci invita a immedesimarci ) … … … credo proprio che droga, videogiochi e gioco d’azzardo siano l’ultimo dei miei problemi ( anche perchè, vedetela come volete, ma sono cmq parte dell’economia del paese ) … piuttosto mi preoccuperei del mio cugno della corea del sud le cazzate che spara ahhahah !
    Penserei all’economia cristo, penserei ad’eliminare il debito pubblico e affronterei temi come il signoraggio bancario, le banche private ( vero nocciolo della crisi mondiale ) eccetera … o cazzo ne so io … ma togliere gli svaghi al popolo, per quanto sbagliati essi siano … non spetta a me farlo in quanto uomo …
    Per’esempio in’america hanno il diritto di portare armi, ma non hanno il diritto sanitario e in corea penso che la situazione sia similare XD Questi sono i veri problemi di un paese … al vecchietto che spende i risparmi di una vita per giocare a una cazzo di slotmachine … me ne può interessare relativamente … mi dispiace dirolo, ma … fatti suoi … è una sua scelta … può decidere di non farlo, può decidere di non drogarsi, può decidere di non giocare d’azzardo.

    Quindi la risposta è ovvia … non sono d’accordo. I veri problemi sono altri. L’unica cosa sensata è la lotta contro la droga, ma ripeto fa girare l’economia pure quella, quindi bho … posso parlare solo in merito ai videogiochi e chiudere delle case di produzione è ASSURDO ! NO! NO! e NO!

  9. Conosco gente che guarda la tv anche per 5 ore al giorno, io li definisco teledipendenti, otre al fatto che si bruciano passivamente il cervello guardando la peggio roba, però tra le persone parla della dipendenza dalla tv solo perché loro stesse ne fanno uso ( magari non smodato) mentre attaccano i videogiochi perché non li conoscono.
    Tutto questo per dire che trovo esagerato questo continuo attaccare i videogiochi a prescindere, un uomo può diventare dipendente da qualsiasi cosa ( c’è gente che si droga di sport, chi di mangiar sano, chi di mangiar male, chi guarda troppi film etc.) tuttavia questo “stato” di dipendenza non si determina dicendo semplicisticamente ” ci passi troppo tempo” bensì bisognerebbe indagare se la suddetta persona videogioca molto perché si diverte oppure perché “non ne può fare a meno” senza “stare male”. Inoltre chi è dipendente verso un qualcosa di soito ne sviluppa altre di dipendenze (dal parallelismo sigarette/droghe ad altri come gioco d’azzardo e alcool) il problema non è nel’oggetto della dipendenza ma nella persona che ne dipende, insomma il tutto deriva da problemi di individui non da pericoosità di oggetti.

    • Fino ad un paio di anni fa era più che normale vedere “almeno” 5 ore di TV, ora con Internet (e Videogame evoluti) sono solo i più anziani a seguire di più la TV.

      Per quanto riguarda quella parte di discorso non stai dicendo assolutamente niente di particolare, e poi basta fare due calcoli, 1-2 h il pomeriggio, il film o il programma della sera, ecco che 5 h ti volano subito.

  10. Dico solo una cosa, e la dico da uno che di sociologia ha studiato.
    Il proibizionismo non serve a un cazzo.
    Appena proibisci una cosa, se ne crea il mercato nero.
    Anzi, per le menti più deboli hai aggiunto il fascino del proibito, che tanto gusta ai ragazzini.

    Tornando su questo tema.
    La definizione scientifica di droga è “Sostanza psicoattiva” vale a dire che influisce e altera il normale funzionamento del cervello.
    Il videogioco provoca l’emozione di divertimento, che fa rilasciare al cervello sostanze coincidenti a questa emozione e in sostanza ci sentiamo meglio.

    Il videogioco non è una droga, nel senso scientifico del termine.

    Può creare dipendenza?
    Si, come tutte le cose che ci divertono.
    E c’è chi effettivamente diventa dipendente da un tipo particolare di cosa che lo diverte particolarmente.
    Conosco gente malata che gioca a calcio in continuazione senza annoiarsi mai, per ore.
    Eppure nessuno dice che il calcio è una droga.

    Può questa dipendenza essere un problema per l’individuo…SI
    Ovvio.

    Ma se dovessimo trattare anche solo pratiche di divertimento come delle vere e proprie droghe, allora proibite tutto ciò che è piacevole, proibite la felicità stessa, e non cagate il cazzo.

  11. Vietiamo il collezionismo di francobolli perché c’è chi spenderebbe 5000€ per un singolo pezzo e si ridurrebbe sul lastrico, magari all’oscuro della propria famiglia.

    Vietiamo l’acquisto degli iPad, perché un ragazzo in un paese orientale si è venduto un rene per comprarne uno e sono certo che non è stato l’unico.

    Vietiamo l’apertura di una società a persone con un quoziente intellettivo basso, altrimenti potrebbero rovinarsi data la loro scarsa preparazione.

    Vietiamo le scuole calcio, perchè ci sono ragazzi che sfondano ma molti altri che non lo fanno e questi ultimi avranno buttato tantissimi anni preziosi alla ricerca di un obiettivo che non avranno raggiunto.

    So benissimo che gli esempi fatti qui sopra sembrano delle stronzate, ma se immaginate quegli scenari, fino in fondo, comprenderete che con gli eccessi e la stupidità si può gettare la vita senza drogarsi.

    Non ho mai preso una pasticca, non ho mai bevuto molto, gioco ai videogiochi con moderazione, ed ho una vita sociale / affettiva semplice, buona. Non sono Einstein, ma neanche un coglione ed i miei genitori, se fossi caduto negli eccessi, me lo avrebbero fatto capire, così come lo hanno fatto quando ho cominciato a fumare (sigarette).

    Cultura, educazione, senso di responsabilità, le cose da vietare tassativamente sono pochissime, si contano sulle dita di una mano (armi, fanatismo religioso, etc).. per il resto basta voler bene ai propri figli ed insegnare loro cos’è giusto e cosa è sbagliato..

  12. Andrò controcorrente, ma sono d’accordo con lui.

    Ricordiamoci che non stiamo parlando della nostra realtà, ma della Corea del Sud, dove Starcraft è praticamente un’istituzione, e esistono vari casi patologici di individui che spendono la “vita” a videogiocare.

    A queste persone serve aiuto, perché sono entrate nel tunnel della dipendenza. Credo sia, e parlo da ignorante in questi termini, più sopra c’è un utente sociologo magari lui ne sa di più in merito, lo stesso caso della dipendenza da Gioco d’Azzardo, o Slot Machine, che costa, e qui faccio il paragone con la nostra Italia, allo Stato Italiano ben 2000€ a individuo. Quindi credo prevenire sia meglio che curare.

    Mi ricordo che tempo fa, anche qui sull’angolo, si parlò del ragazzo che morì di trombosi perché giocava 14 ore al giorno ad Halo. Queste cose non dovrebbero succedere. I suoi genitori, se vi ricordate, fondarono poi un’associazione per aiutare e denunciare la presenza di queste “larve” attaccate al pad, e mi sembrò la cosa più giusta da fare. Non dico che i videogiochi dovrebbero essere proibiti, e non credo BimBumBam voglia far questo, ma regolamentati e legislati, dando più informazioni e facendo una politica in questo senso di “terrore” su cosa può accadere se si arriva all’abuso del media ludico. Magari anche la creazione di “centri di recupero” non sarebbe male.

  13. Mi trovo d’accordo con chi afferma che i MMORPG possono creare una dipendenza tale da diventare dannosa (sia per la salute, che per il distacco dalla realtà); ho visto/conosciuto individui che hanno speso oltre 300 giorni di “real life” rimanendo incollati a tastiera e mouse solo per expare, campare e farmare.
    Molti di loro sono arrivato a considerarli dei sociopatici, considerato il livello di intensità raggiunto in game tale da averli portati a rinunciare ad un lavoro, allo studio o, peggio, alla famiglia.
    Ora, però, pensare di regolamentare attraverso leggi o divieti di sorta il gaming in generale, non lo vedo come soluzione ideale.
    La SE aveva introdotto in FFXIV il sistema di “fatigue” che limitava de facto l’acquisizione degli exp point oltre un certo tempo ben definito di gioco; FFXIV è però praticamente fallito ed ora siamo in attesa della nuova versione “reborn” (attualmente sto partecipando alla beta closed), che non include questa forma di limitazione.

    Questo per dire che certamente qualche SH sta quantomeno prendendo in considerazione la problematica della dipendenza da videogame (la scritta che campeggia all’avvio di ogni MMORPG la dice lunga: “Remember, don’t forget you real life, your family and friends” etc…), ma credo che valga il detto “uomo avvisato”…poi se uno vuol fottersi allegramente il cervello, credo sia libero di farlo.

  14. è stato dimostrato scientificamente che l uso del cellulare crea dipendenza, al tal punto che dimenticare il cellulare a casa fa entrare in uno stato di ansia e stress, la stessa cosa con internet, c’ è chi è internet addicted e che non può star a meno di informarsi sugli ultimi meme del momento.

    Queste sono solo alcune delle patologie scoperte negli ultimi anni.

    Non entrando nel merito delle proposte di shin-sala-bin che non conosco, può benissimo essere che i giochi on line creino dipendenza, questo potrebbe essere un grave problema nel momento in cui un individuo per questo possa avere dei problemi a badare a se stesso, diventando non più autosufficiente (e quindi rientrando nella categoria di disidattati che hanno bisogno di aiuti esterni per sopravvivere).

    Ovviamente parlando di video giochi ci sono 2 categorie, i minori e il non più minorenne (che in italia corrisponde al quarantenne).

    Nel primo caso la colpa ovviamente è dei genitori, e dovrebbero venir puniti per aver un figlio disgraziato che
    non mangia perchè deve farmare o fraggare assolutamente (come è veramente successo in america al ragazzino che è morto dopo 36 ore consecutive davanti al computer), mentre nel secondo caso la colpa ricade sull’ individuo che non riesce, per problemi cognitivi o meno, a dare la corretta priorità ai bisogni della vita.

    Nel primo caso essendo i genitori la causa di tutti i mali ©, vuol dire che sei inadatto al mantenimento del figlio, per cui si può operare, mediante evirazione del capofamiglia, per impedire che il problema si possa estendere in futuro.

    Nel secondo caso non vedo uno stato debba mantenere una persona che invece di andar a lavorare e scavar oro vero o coltivar pannocchie preferisce scavar oro nei mmorph o arare il campo in farmville, per cui la persona viene presa e la si costringe a far veramente ciò che prima faceva solamente in maniera virtuale.

    Ovviamente sto scherzando, ma il discorso è serio, il problema evidentemente esiste e la soluzione se esiste non è sicuramente semplice.

  15. Ma effettivamente come intenderebbe agire per evitare al videogiocatore di turno di usufruire di un mmorpg?
    E anche trovando il modo, sono realmente convinti di arginare il problema con una “sana” dose di proibizionismo?Non mi pare che questo abbia avuto in passato grandi risultati…non per chi proibiva almeno.

    Se si tratta invece di definire se un videogame può essere considerato una droga il discorso invece cambia radicalmente.Da videogiocatore abbastanza incallito facente parte di un gruppo di videogiocatori abbastanza incalliti non posso che constatare come alcuni facciano di una passione una ragione di vita.Comprendo quindi che per alcuni il videogioco(per svariate ragioni ed esperienze personali) possa diventare un vizio ma nonostante questo non riesco ad accostarvi il termine “droga”.Certo riconosco che vi siano dei casi limite in cui perfino qualcosa come un gioco può rappresentare l’ennesimo ostacolo su un percorso di maturazione/emancipazione/chipiùnehapiùnemetta ma come per la percezione della violenza e dei contenuti più forti dubito che una determinata patologia possa generarsi esclusivamente e/o principalmente dal videogioco.

    Nonostante non mi trovi d’accordo con una scelta proibizionista( per quanto questa voglia garantire il benessere dei cittadini in esame)comprendo come delle evidenti differenze culturali tra noi videogiocatori occidentali e i videogiocatori asiatici rendano difficile la valutazione anche solo della buona fede del politicante dal nome Dragonballiano.Sappiamo infattii che in un contesto come quello coreano i videogames sono maggiormente diffusi e quindi probabilmente l’incidenza di problematiche ad essi relativi sono maggiori.Non giusitifico la demonizzazione del videogame nella maniera più categorica e non accetto che mi si voglia impedire di trascorrere il mio tempo come meglio credo ma considerando lo scarto generazionale e quanto poco gli over /inserisci un dato numerico a tua discrezione/ capiscono cosa ci piace fare e perchè lo facciamo non mi sorprenderei se anche l’ignoranza sul tema sia proporzionale al quantitativo di videogiocatori del paese in questione.

    Se ci pensate bene però… un Mercato Nero Dei Videogiochi rappresenterebbe sicuramente la nemesi perfetta del Gamestop.
    -Iddio ci protegga-

  16. bisogna bandire solo i giochi per il pc,mai sucesso un caso di dipendenza su console,il pc è il male dei videogames vedesi wow e i simpatici giochi su dvd teclonogia del 1995 venduta a 50 euro VERGOGNA

    • sarei curioso di vedere la tua reazione se la mammina ti vietasse di giocare con la steiplescion.. (scritto così di proposito..)
      Il problema, come sempre, non sono i videogiochi ma le persone, se tu (bambino) fai qualcosa di sbagliato dovrebbero intervenire i genitori a punirti e spiegarti il perché; una volta cresciuto tu dovresti avere un cervello che ti permette di essere consapevole, purtroppo esistono casi di “inconsapevolezza” ma l’intervento da parte dello stato con proibizionismo e multe non cambia un cazzo, se dipendi da una droga e la vietano troverai semplicemente un altro modo per averla comunque..
      Il videogioco non è altro che la sua definizione stessa, un gioco a video, un passatempo, un qualcosa con cui svagarsi e divertirsi ed è ovvio che, come con qualsiasi altra cosa, l’abuso (o uso eccessivo) crea problemi per chi ne fruisce, deve essere il fruitore stesso a darsi ad esempio uno stop dopo 2h (tempo casuale che non dovrebbe provocare dipendenza o danni di sorta..) e passare a fare altro (altro che non sia mettere un altro gioco in un altra console/pc o guardare un qualsiasi schermo acceso) nel caso il fruitore non sia capace di darsi una regola deve intervenire un genitore (o chi per lui..) dando delle regole (esempio: finisci i compiti; esci a giocare con gli amici; vai a far la spesa; etc..) e lo stato non deve intervenire in nessun modo..

      • c’è una differenza enorme su gioco su console e su pc,su console si gioca e stop il pc nasce per altro e si va su internet tra una pausa e l’latra e questo crea ancora piu dipendenza xke nn devi muoverti x fare quello che vuoi

        che poi io gioco anche 10 ore di fila robe tipo ni no kuni(solo per ps3) ma non vado a lanciare magie alla gente,su pc con tutte le pubblictà in game si è molto piu psicolabili

        • Forse non ti rendi conto, il problema non è il cercare di trasporre nella realtà ciò che fai nel videogioco, il problema in questo caso è la “dipendenza” dallo stesso, giocare su console/pc/smartphone o che altro è la stessa identica cosa, si tratta sempre di giocare..
          Come ho già scritto prima tu saresti capace di smettere di giocare con la ps3 per un periodo abbastanza lungo? (non ho specificato quanto perché per alcune persone è tanto stare senza videogiochi anche sole 24h..)
          p.s. “non devi muoverti per fare quello che vuoi” nel caso delle console è peggio allora, visto che le hai attaccate direttamente alla tv e non devi fare la fatica di spostarti dal divano..
          Come ho scritto prima il problema non è il mezzo ma l’utilizzatore..

  17. Tra le mille e passa dipendenze che ho avuto,questa e’ la meno dannosa e la più bella di tutte…

  18. Beh, i videogiochi creano sicuramente dipendenza. Basta ricordare un tuo vecchio video Farenz, dove se vedeva un demente che aveva giocato a CoD MW2 per 17 ore di fila… Io non saprei dire una soluzione ad un problema del genere… basterebbe che ci sia un’altra persona in casa (madre, padre, fidanzata, moglie…) che obbligi una persona malata di videogiochi a non giocarci…

  19. Sebbene rimanga dell’idea che i videogiochi non creino alcun effetto negativo sulla psiche se uno si rende conto che stiamo sempre parlando di finzione, mi viene da criticare comunque chi spende tante ore di fila a scannarsi online. Sia perchè penso che prima o poi uno si rompe (o almeno si dovrebbe rompere), sia perchè dopo un po’ da rilassamento può trasformarsi in uno stress e causare mal di testa e stanchezza. Tuttavia questi sono limiti che la gente deve porsi da sola responsabilmente, senza che ci sia di mezzo alcuna legge. La legge deve semplicemente tutelare chi subisce torti, non impedire alla gente di passare il tempo come cazzo vuole (sempre ovviamente finchè non si fa del male agli altri)

  20. Probabilmente il mio sarà un post clichè, ma tutto crea dipendenza, dal videogioco al cibo. L’importante è secondo me quando una persona sa regolarsi.

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