Tales of Zestiria

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Scrivo questo articolo in risposta ad una mail di Alessio, che mi chiede consigli su Tales of Zestiria, ultimo capitolo della saga di jrpg di Namco Bandai, disponibile per Ps3 e Ps4.

Diversamente rispetto a Playstation 2, l’offerta di Jrpg su console Sony si è notevolmente ridotta durante la scorsa generazione, tanto che i titoli di qualità appartenenti a questo genere si contano sulle dita di una mano.

Oltre alla, purtroppo deludente, trilogia di Final Fantasy XIII ed al bellissimo Ni No Kuni, sono davvero pochi i giochi di ruolo che hanno lasciato il segno e tra questi non si possono non citare i numerosi capitoli della serie Tales of, prodotti da Namco Bandai. Il supporto di questa casa produttrice alle console Sony è stato veramente impressionante e di altissimo livello. Basti pensare a Tales of Xillia, Tales of Symphonia Chronicles, Tales of Grace F e Tales of Hearts R, uscito per Playstation Vita.

A tutti coloro che volessero per la prima volta avventurarsi nel mondo dei Tales of consiglio vivamente di giocare Tales of Symphonia Chronicles, per la trama veramente stupenda, Tales of Grace F, per la profondità del sistema di combattimento, e Tales of Zestiria per i motivi che adesso vi dirò.

Quest’ultimo capitolo fa propri tutti quegli elementi che hanno reso indimenticabili Symphonia e Grace F ammodernandoli ed adattandoli alle esigenze di fruibilità ed immediatezza dei giocatori di oggi.

Tales of Zestiria riprende, dunque, la complessità a la profondità del battle system di Grace F inserendolo in una cornice narrativa che richiama le avventure vissute con Symphonia, il tutto mantenendo, comunque,  una propria identità ed anzi aggiungendo elementi innovativi che probabilmente verranno ripresi nei capitoli successivi.

Il primo di questi elementi è sicuramente il tentativo di avvicinarsi ad un sistema di combattimento in tempo reale rispetto al precedente sistema ibrido. Questo avvicinamento è stato realizzato azzerando i tempi di caricamento tra l’esplorazione ed i sottoschemi di battaglia, che non si svolgono più in un’arena avulsa dall’ambiente circostante, ma esattamente nell’area della world map o del dungeon che si stava esplorando. Purtroppo non si è ancora arrivati ad un sistema di combattimento in tempo reale vero e proprio, ma la “finzione” introdotta con Zestiria fa sì che tra l’esplorazione ed i combattimenti non vi sia soluzione di continuità. È stata poi velocizzata la funzione che permette di sostituire i membri del party durante il combattimento: ora tramite la croce direzionale è possibile “switchare” un compagno con l’altro e farlo entrare istantaneamente in battaglia. Questa funzione è utilissima perché consente di sostituire velocemente un compagno caduto e rimediare allo svantaggio numerico subito durante il combattimento.

Come sempre è possibile potenziare l’equipaggiamento e customizzare i vari membri del party. Le armi equipaggiate sono poi effettivamente visibili in game, a differenza delle armature, ma non temete! L’outfit dei personaggi è modificabile con una svariata quantità di frociate e jappominkiate.

Altra innovazione è la possibilità per i due protagonisti (spoiler!!!1) di fondersi con gli altri membri del party, creando un combattente potentissimo che dispone di spettacolari tecniche speciali.

Quanto alla trama è inutile dire che, nonostante i consueti stereotipi (l’eletto che deve salvare il mondo), anche questo Tales of riesce a stupire con numerosi ed inaspettati colpi di scena. I personaggi sono poi caratterizzati in modo quasi maniacale e questo aspetto, più che una peculiarità di Zestiria, è un vero e proprio marchio di fabbrica di tutti i capitoli del brand.

Davvero buono anche l’elemento esplorativo: nonostante la mancanza di mezzi con i quali esplorare la world map, questa non è comunque chiusa in comparti stagni ed è interamente esplorabile a piedi, cosa che accade piuttosto raramente vista la comodità e la velocità del sistema di teletrasporto. Non male anche la realizzazione delle città e dei panorami, anche se alcuni dungeon e rovine, in particolare quelle opzionali, soffrono del riciclo di ambientazioni.

Quindi Tales of Zestiria è un titolo di qualità, che vi consiglio di giocare, anche se è passato un po’ in sordina vista la concomitanza con l’uscita di titoli molto più altisonanti.

Spero di aver risposto a tutte le domande di Alessio, che saluto e ringrazio. Lascio quindi a voi la parola. Avete provato questo titolo? Avete apprezzato le innovazioni introdotte con questo ultimo capitolo o ritenete che il brand debba innovarsi ulteriormente ed adottare definitivamente un sistema di combattimento interamente in tempo reale?

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17 Più commentati

  1. Della serie Tales of ho provato solo il Phantasia per GBA e il Xillia e mi sono piaciuti molto. È dall’epoca Gamecube che sono ripromesso di recuperare il Symphonia ma non l’ho ancora fatto. in effetti vorrei proprio la versione per il cubo ma su internet ha prezzi folli. Proverò questo Zestiria ha un’ambientazione che mi ispira molto

  2. Il genere dei jrpg, ma anche quello degli rpg nipponici, è stato uno di quelli che meno ho approfondito nella mia carriera da videogiocatore, anche per colpa della barriera linguistica ma non solo….
    Da come hai descritto tu questo gioco, sembra davvero da Avere!

    @Paolo, io sto giocando Dragon Quest Heroes, che a quanto mi sembra di leggere ha qualche similitudine col gioco che hai recensito, è così?
    Premetto che l’ultimo jrpg di casa Square-Enix, mi sta piacendo molto, devo dire che è stata una piacevole sorpresa.
    L’avevo più che altro comprato per giocare qualcosa di esclusivo su play 4, data la penuria di software, ma….mi sta piacendo, si lascia giocare che è una bellezza, anche se la trama almeno fin dove sono arrivato io, è tutt’altro che memorabile.

  3. Grande Paolo e gran gioco! Mi riprometto di giocarlo quest’anno, del resto l’avevo preordinato su Steam per l’offerta Zestiria + Symphonia.
    Segnalo a tutti i PCisti dell’angolo che + già disponibile la MOD per giocarci a 60 fps.
    Non fatevi sfuggire questo gioco; a detta di molti appassionati, merita davvero molto.

  4. Ammetto che quando sotto Natale ho voluto regalare ad un amico un JRPG, mi sono rivolto proprio a Paolo chiedendogli quale fosse il miglior gioco di questo genere presente su PS4, e mi rispose proprio Zestiria.
    L’ho comprato al mio amico, aspetto che finisca Fallout 4, aspetto che finisca Zestiria e me lo riprenderò.

  5. Io in questi giorni sto completando vesperia (l’unico capitolo della serie ad essere su 360) e devo dire che mi ha piacevolmente colpito, sopratutto perchè non è un jrpg con combattimenti a turni ma un ibrido (non mi è mai piaciuto quel tipo di meccanica, l’ho sopportata solo per provare titoli importanti come FFX mentre negli altri casi non mi interesso per niente al titolo, questo è un mio limite come videogiocatore).
    È un peccato che non ci siano dei remaster dei vecchi capitoli su ps4 perchè mi piacerebbe molto provarli ma non ho voglia di comprare una ps3 solo per quelli, sicuramente però comprerò zestiria e probabilmente anche berseria quando uscirà

  6. Lo sto giocando proprio in questi giorni. Davvero carino come gioco. Mi dispiace solo un pò per la poca mobilità del pg quando agganci un nemico, mi si impalla un pò la telecamera a volte. Però ha un combat di tutto rispetto e un’atmosfera niente male. E’ un’ottima serie, ho giocato tutti quelli localizzati in ita e mi hanno sempre divertito molto. Ci sto trovando tutti quegli elementi che mi tenevano incollato alla console da giovane con i vari final fantasy. Una buona alternativa secondo me.

  7. Forse recuperero quello x psvita questi giochi non so per quale motivo ma me li gusto di più su console portatile

  8. Mi duole sempre il cuore che tra i giochi che hanno lasciato il segno leggo Ni No Kuni, gioco sopravvalutato in maniera indecente ma i Neptunia che stanno avendo un grande successo ora grazie all’uscita su steam no, valkyria chronicles che è forse il miglior jrpg disponibile su ps3 no, Eternal sonata che ok è uscito 2 anni dopo che su 360 ma i contenuti bonus valgono la pena di essere giocati e nonostante stia per avere un seguito ancora nessuno si ricorda di nier, sigh.
    Comunque zestiria è l’unico tales of che devo ancora giocare insieme a xillia 2, ora purtroppo non ho molto tempo ma appena riesco a incominciarli spero davvero che non mi deludano

    • xillia 2 l’ho trovato un po’ meh

    • Io ho apprezzato Ni No Kuni, quindi non capisco da dove arriva tutto questo disprezzo che spesso gli vedo attribuire… Ok, non era un gioco perfetto, ma ho visto tanto di peggio…

      Il problema dei vari Hyperdimesion Neptunia è che sono ESTREMAMENTE giapponesi e nerd. Quindi apprezzabili sì, ma sono una nicchia nella nicchia. Non li consiglierei a chiunque.

    • Xillia 2 non è da buttare, eh. È l’unico Tales of a cui ho giocato e mi è piaciuto moltissimo, poi rispetto agli altri può anche essere inferiore, ma un pensierino fallo lo stesso.
      Nier non ho mai avuto la possibilità di giocarci, però ho le aspettative a mille per Nier Automata, sembra davvero figo.

  9. Non mi sta prendendo allo stesso modo degli altri Tales Of, ragion per cui me lo sto giocando a piccoli bocconi e molto diluiti nel tempo. Non so, sarà la mancanza di un healer fisso (anche se Mikleo ha le abilità che più fanno pensare a lui come curatore), sarà che i serafini debbano essere per forza linkati agli umani e ciò si riflette in una poca varietà del party, sarà che l’armatizzazione è un po’ troppo OP rispetto al combattimento semplice, boh… Comunque storia piacevole, skit di livello e combat system sempre più evoluto, nel complesso un buon JRPG che tutti i possessori di PS4 dovrebbero provare.

  10. Ciao Paolo, ho letto con interesse.. e mi hai fatto venir voglia di esperienziare un capitolo di questa saga che non ho mai toccato con mano, questo non è il periodo adatto ma prossimamente lo proverò (magari in estate). Ero già tentato da Tales of Xillia ma alla fine ho skippato anche quello.
    Consigli quindi di giocare direttamente questo, essendo come dici un capitolo che mescola gli aspetti migliori degli altri? Considerando che non avrei tempo/forza di recuperare i precedenti e vorrei magari buttarmi su un solo capitolo. Da come hai descritto il combat system, è qualcosa di paragonabile a FFXII (che ho apprezzato)?

    • Xillia come storia è decisamente più profondo. Questo lo trovo molto più shonen. Il combat, per fartela proprio semplice, è affidato a due tasti. Uno per l’attacco normale e la X per le arti. Avanzando di livello sbloccherai altre arti, che dovrai andare a personalizzare in un apposito menù.

      Ad esempio, puoi mettere un’arte che si lancia premendo X, un’altra invece premendo la levetta su e X, un’altra ancora premendo la levetta destra e X. Quindi una levetta che, associata ad X, ti permette di crearti il tuo stile personalizzato.

      Gli altri più o meno sono così. La novità di questo capitolo è che non c’è il cambio di scenario quando tocchi un nemico. Ha quindi aree di gioco più grandi e quando combatti lo fai sul posto in cui ti trovo, in tempo reale quindi. Un’altra aggiunta sono le fusioni.

      Il mio consiglio è sempre quello di partire da Xillia, che si è rivelato uno dei più amati in questa saga. Il due pure è bello, però hanno riciclato quasi tutti gli scenari. Da giocare dopo una grossa pausa dal primo. Però se magari hai una ps4 e vuoi un tales, questo potrebbe essere la scelta migliore essendo disponibile anche su questa console.

  11. Sono l’unico che non ha apprezzato il sistema di equipaggiamento?
    Con la scusa che è più efficace avere le varie abilità in combo rispetto a caratteristiche migliori sull’arma mi ha fatto perdere il classico sistema di progressione dato dal classico ciclo del “nuovo villaggio, nuova arma, più danni”.

    • A me nemmeno fa impazzire, anche per quanto riguarda le fusioni dell’equipaggiamento uguale. Non ci sto capendo nemmeno molto a dir la verità, avrei messo solo l’arma che aumenta di livello con l’uso, semplice e senza troppi casini e statistiche da tenere d’occhio.

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