Transformers Devastation: Recensione

devastation

Finalmente gli appassionati di Transformers possono ri-immergersi nella beneamata G1.
L’età dell’oro del Brand dei trasformabili che quando mette in mostra le zinne di Devastator o sfoggia la versione classica di Optimus Prime, manda in brodo di giuggiole persino chi in quegli anni ’80 non era nemmeno nato.

Ma questo è un semplice cappello di un articolo per prosciugare di click tutta l’internet italiana, quantomeno quella che da giorni attende la fantomatica recensione del gioco per avere maggiori dettagli ed un giudizio più concreto sul titolo in questione.
Già, perchè questa NON è la recensione di Transformers Devastation.

E’ piuttosto un deluso sbuffo di rassegnata indignazione, riguardo l’ennesima riprova di una “stampa specializzata” incapacitata a svolgere il proprio ruolo.
Ruolo supposto ovviamente.
Ahimè tocca ancora una volta rilevare come, all’alba del Day-One, più precisamente dopo l’intera mattinata alle spalle, non una singola recensione abbia fatto la sua comparsa in qualunque dei siti “specializzati” italiani.

Se voi andate a visitare qualcuno di questi, troverete magari pubblicità di Transformers Devastation, anche titaneggianti a tutto schermo.
Ma nessuna recensione, che inamidandosi il colletto e stringendosi il nodo della cravatta, stampi il tanto temuto voto, professandosi oggettiva.
A meno che le recensioni non abbiano recepito alla lettera il tema del gioco, e si siano nascoste in mezzo ad altro materiale talmente bene, da raggiungere un “Disguise” (termine tecnico Transformeriano) ineccepibile.

Questo voto potrebbe essere un 9 come un 5, senza aver completato il gioco non siamo in grado di presumere la qualità dello stesso,  e nemmeno conosciamo come il sito X.it intenderà soddisfare il suo pubblico, esplicitando un giudizio che ne rispecchi le aspettative in termini qualitativi.

Tuttavia, quel briciolo di conoscenza del settore, quell’averne vissuto per molti anni i retroscena, mi stimola la malizia per poter supporre che il Publisher, conscio di EVENTUALI mancanze del gioco, tali non tanto da renderlo un gioco privo di godimento, ma di potergli fare sfuggire quei rassicuranti “numeri alti” in sede di recensione, abbia optato per una strategia di marketing votata all’immagine, al centellinare i dettagli del gioco e a non permetterne un pieno approfondimento.

Almeno non prima che il famoso day-one abbia mietuto le sue vittime. Checchè se ne dica, a livello commerciale il primo giorno di vendite, fattura ancora numeri estremamente importanti.

Via allora con sequele di screenshot che fanno inumidire le mutande anche ai più eretici dissacratori Hasbro/Takara. Via con video e montaggi che fanno fantasticare l’immaginazione dell’utenza e ribollire il desiderio del bavoso osservatore.
Complimenti Activision, non ti si può dire nulla. Hai fatto lavorare al meglio il tuo ufficio marketing.

Non possiamo dire però altrettanto dell’informazione “specializzata”.

Intendiamoci. Una buona fetta di pubblico che acquista al Day-One, lo farà comunque, a prescindere da voti o recensioni, compreso il sottoscritto.
Ma quella fetta di indecisi, coloro che di fronte a qualche allerta, sia essa manifestata sotto forma di banale numero, o mediante dettami più espliciti (ad es. “occhio che il gioco ha una durata esigua”, “occhio che il dettaglio tecnico non è al passo con gli standard next-gen”, “occhio che il gameplay non è così strutturato o vario”…), può decidere di rimanere alla finestra ed informarsi un pò di più prima di versare il sudato, e magari non tanto frequente obolo…beh, forse nei confronti di questa fascia di pubblico, il publisher ha addottato la strategia migliore in suo possesso.

Ovvero manifestare il coltello dalla parte del manico, puntandolo nei confronti della stampa specializzata sotto forma di “il gioco te lo mando quando voglio io” oppure “l’embargo alla rece lo tolgo quando lo dico io”. Essendo una delle armi tuttora legittimate dal settore, senza nemmeno richiesta di porto d’armi, è la cosa più saggia che il publisher abbia potuto adottare.

Poi magari non ce n’era bisogno. Magari queste sono congetture maliziose che non troveranno riscontro nella conclamata ovazione che il titolo riceverà quando finalmente verrà permesso a questi siti di esprimere il proprio giudizio.

Rimanendo in curiosa attesa di quel momento, oggi andrò ad acquistare il gioco per poi incastonarlo nella mia personale collezione Transformers.
Ci si vede su Twitch o su queste pagine nei prossimi giorni, per un’informazione “non specializzata” in merito.

Ashtag #transformersgate

Viperfritz 2

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  1. Nota aggiuntiva: il day one su PC è stato il 6 Ottobre

  2. Ma ancora questo discorso? Davvero devi andare sul sito X.it per avere informazioni su un gioco? In questo caso specifico addirittura il gioco su PC è già uscito e ha il 95% di recensioni positive su Steam. Se ti fidi solo del parere di X.it allora aspetta i loro tempi e la loro recensione. Ma non lamentarti se non arriva quando vorresti tu.
    Questo discorso poteva avere un senso 20 anni fa, quando le fonti di informazione erano scarse e il parere della rivista X era autorevolissimo. Oggi secondo me di senso non ne ha più.
    Detto questo: c’è una sorta di “collaborazione” tra publisher e stampa fatta di embarghi (secondo me sacrosanti), favori, attese? Sì c’è. Può servire in caso di gioco brutto a fare abboccare quelli che comprano a scatola chiusa? Sì, può servire. Puoi evitare il giochetto se sai come funziona? Sì, puoi farlo. Quindi di cosa parliamo?

    • Puoi svincolarti dalle vecchie definizioni di “stampa specializzata”, ammettendo tutti questi retroscena, interessi, e che sei succube dei voleri del publisher?
      Vista la tua risposta, che condivide il mio punto di vista, si.
      Eppure la risposta a questa domanda oggi è ancora NO.

      Ecco di cosa parliamo.

      • E’ proprio qui che la pensiamo diversamente. La risposta a questa domanda oggi è SI.
        Io non leggo alcun sito/rivista specializzata (o meglio, voi siete specializzati?) eppure penso di essere abbastanza informato sul mercato videoludico.
        Se vuoi staccarti dai siti specializzati, con le loro distorsioni, PUOI farlo. Ci sono tantissimi canali “indipendenti” su youtube. Ci sono forum di discussione. Ci sono le recensioni di Steam. C’è metacritic, che al di là del voto aggregato non sempre veritiero fa quantomeno un sunto delle varie recensioni specializzate che tu puoi andare a guardare. Insomma c’è una GROSSA pluralità di informazione che mi fa ritenere l’inciucio tra publisher e rivista preferita meno dannoso. Nonostante io stesso sappia che ci sia.

        • Perdonami ma non ti seguo, o meglio.. spiego con parole mie ciò che hai detto tu. Dimmi se ho inteso male.
          A causa del fatto che oggi grazie alla rete c’è una vasta scelta di modalità con cui ottenere informazioni, è meno importante che una rivista o un sito “specializzato” abbia inciuci coi publisher?

          • Attenzione, io non considero la gravità del fatto dal punto di vista dell’etica professionale. Da quel punto di vista è irrilevante il contesto: gli inciuci, soprattutto se ai danni degli utenti, non andrebbero fatti e basta.

            Io però sto parlando di quanto questa eventuale mancanza di etica possa danneggiare me come utente. 20 anni fa mi danneggiava moltissimo perché erano poche le fonti di informazione. Oggi mi danneggia veramente poco perché le informazioni vado a cercarmele io dove so che difficilmente saranno falsate. E se anche dovessero esserlo me ne accorgerei perché non guardo solo una fonte, ma almeno 4-5.

            Quindi io capisco il ragionamento di Francesco dal punto di vista etico, ma non capisco il volere rimarcare che tra stampa specializzata e publisher esista un “rapporto di pesi”. E’ un po’ come dire “lo sapete che gli incontri di wrestling in TV sono tutti truccati?”. Sì, ma chi li guarda non li guarda di certo con quell’aspettativa lì. E chi paga per vederli dal vivo di certo non si sente truffato dal sapere che sono truccati, semplicemente perché non cerca l’imparzialità ma lo spettacolo.

          • uakiki ti faccio un esempio: fai caso che tu sei un appassionato della saga videoludica del Nonno Geppetto, ok? bon.
            Adesso, a causa di accordi presi coi publisher, le testate non recensiscono i titoli del nonno Geppetto che inizia a perdere in popolarità e le vendite calano o comunque son poche. Il produttore decide quindi di abbandonare la saga perchè non vende una ceppa , perchè non è sponsorizzato o comunque preso in considerazione abbastanza, come lo è invece un assasin creed a caso tipo. moral della favola, tu uakiki ce l’hai in culo perchè non puoi piu’ giocare al nonno geppetto.

          • @Omegashin, il tuo discorso è sensato, ma parte secondo me da un presupposto non totalmente vero. Cioè parte dal fatto che il successo o meno di un prodotto sia determinato da quanto la stampa ne parli bene. Ripeto quanto ho detto prima: al giorno d’oggi non è necessariamente così, proprio perché i canali di informazione sono molteplici e non tutti “controllabili” da un’abile campagna pubblicitaria. Per farti un esempio lampante ti cito Mad Max, gioco che è stato maltrattato dalla stampa (non senza motivazioni condivisibili) ma amato dall’utenza.

          • No qui il generalizzare non voleva essere uno sparare alla cieca, ma avere gli occhi ben aperti su TUTTA la situazione.

            Hai provato a farti un giro ieri per i siti di informazione del settore?

            A partire da Multiplayer, Spaziogames scendendo fino ai minori…non ce n’era uno che non avesse banner e spazi pubblicitari titaneggianti riguardo Transformers Devastation.
            Spazi acquistati da chi? Dai Publisher.

            Publisher che ovviamente decide LUI per TE (te, sito di informazione) quando farti far uscire la recensione del gioco. Ed infatti in nessuno di quei siti contenenti massicci investimenti pubblicitari, presenziava poi alcuna recensione del gioco.

            Pertanto, quando è il Publisher a “regolare” in questo modo le tempistiche dei tuoi contenuti, per me SEI un catalogo in mano al publisher, non una testata d’informazione con la propria autonomia.

            Ah, poi, IMPORTANTE! Non confondiamo l’affidabilità dei contenuti, dei recensori, con questa autonomia.

            Le redazioni danno piena libertà ai propri redattori di scrivere apertamente il loro pensiero, liberi da influenze (dirette…poi su certa “sudditanza” si può sempre discutere), perchè i Publisher non si sognano minimamente di poter pretendere di “pagare” o “imporre” contenuti in questo modo.
            Almeno questo possiamo sperarlo con una discreta probabilità a favore.

            Quello che però il Publisher può fare è appunto impedirti di fare informazione secondo i legittimi tempi che ti permettono di fare informazione in tempo utile, prima dell’uscita di un gioco.

            Quando questo avviene, avviene perchè si sa che le recensioni, ovvero gli articoli che trattano in maniera approfondita del prodotto finito, possono influire su una certa fascia di videogiocatori, i cosìddetti indecisi (come in politica, c’è chi ha già il voto stampato prima di andare a votare, c’è chi invece si fa convincere dalle campagne pre-elezioni).

            L’esempio di questo Transformers Devastation calza a pennello: se non si fosse trattato di Transformers, col cavolo che informazioni quali “il gioco dura molto poco” oppure “il gameplay è ripetitivo e poco curato” non mi avrebbero influenzato.
            Sicuramente avrei potuto decidere di non acquistarlo, quantomeno non subito, magari con conspiqui cali di prezzo.

            Si può obiettare il videogiocatore indeciso potrebbe aspettare comunque.
            Se non aspetta le recensioni, ma effettua comunque l’acquisto…CAZZI SUOI!

            Bene.
            Sono daccordo.

            Ma infatti qui non si sta discutendo della capacità razionale del videogiocatore, o dei suoi comportamenti giusti o scellerati. Stiamo parlando di videogiochi, non del mutuo sulla casa, sappiamo che è un settore consumistico particolarmente volubile.

            Qui si stà discutendo invece della capacità dei publisher di influire sulle vendite, agendo mediante il controllo dei contenuti sui siti di informazione.

            Controllo che ho appena illustrato in che modo si esplica ed agisce.

          • @Viperfritz

            Guarda sull’analisi della situazione siamo PERFETTAMENTE d’accordo: molti siti non sono abbastanza “forti” da resistere alle pressioni del publisher, e molti lo fanno pur millantando indipendenza. OK.

            E’ sulla sintesi della situazione che non siamo d’accordo. Tu sostieni che i suddetti siti debbano fare marcia indietro e mettere alle strette i publisher con aut aut del tipo “se non mi arriva la copia per il day one me la compro da solo e recensisco lo stesso”.

            Io sostengo invece che questi siti possono fare come vogliono, in quanto IO UTENTE decido se leggerli o meno. Tu mi hai chiesto se mi sono fatto un giro su multiplayer o spaziogames. La risposta è NO, perché io quella roba, mi spiace, ma non la leggo. Con tutto il rispetto ovviamente per chi ci lavora. Se io vado su un sito il giorno del day one e trovo solo pubblicità e niente recensione (o almeno un “hands on”), per me quel sito è automaticamente cancellato dalla lista dei siti da consultare.

            Tu potrai obiettare che io non sono l’utente medio in quanto sono più attento e non compro praticamente mai al day one, mentre invece molti fanno proprio così. Giusta obiezione ma… quindi? Vuoi eradicare l’idiozia/dabbenaggine dal mondo? Buona fortuna, io ci ho rinunciato perché si perde un sacco di tempo con scarsi risultati.

            Un paio di considerazioni sul concetto di “indecisi” che si lascerebbero influenzare dalla campagna pubblicitaria.
            Uno: questo è proprio lo scopo della campagna pubblicitaria! Se non riuscisse a condizionare gli indecisi sarebbe inutile.
            Due: secondo te un indeciso che non trova la recensione sul suo sito preferito al day one cosa fa? Corre lo stesso a comprare il gioco? Se io sono indeciso aspetto finché la mia indecisione non passa, cioè aspetto la recensione. Il paragone con le elezioni è un po’ forzato: in quel caso devo decidere per quel giorno, non posso aspettare di votare la settimana dopo.

        • Il “Puoi” non era riferito a te utente Uakiki, ma ad un “tu, sito di stampa specializzata”.
          Puoi, tu, sito di stampa specializzata, svincolarti dalle vecchie definizioni di “stampa specializzata”, ammettendo tutti questi retroscena, interessi, e che sei succube dei voleri del publisher?
          Evidentemente no, perchè continuano a non voler svincolarsi, continuando a negare l’evidenza che tu stesso stai ribadendo.

          Il problema quindi non è che io, te e gli altri, ci riscaldiamo l’acqua sul bollitore, rimescolando il risaputo.
          Io la mia copia del gioco sapevo già di acquistarla a prescindere, non avevo bisogno nè di numerini nè di approfondimenti che mi insegnassero se il gioco è valido o meno.

          Il problema è che si manifestano risposte come quelle di Mark91 ed altri, per i quali, come vedi, la questione è tutt’altro che scontata.
          Che figurano una situazione del settore ben distante dal reale.
          Dove questa mano direzionale da parte dei publisher, sul lavoro di questi siti, non viene adeguatamente esplicitata.

          E allora quando si legge questo, un pò dispiace.
          Si vorrebbe che oggigiorno non ci fosse bisogno di negare tutto questo, quanto uscire alla luce del sole.

          • @Viper: ok, non avevo colto il “puoi” giusto.

            La risposta secondo me è sempre: SI, tu rivista specializzata puoi svincolarti dal publisher. Però ovviamente non è una cosa che debba decidere la redazione o il singolo redattore sul singolo gioco. Dovrebbe essere una politica aziendale quella di dire: cari lettori sappiate che noi non ci facciamo blandire dai publisher, se non ci mandano il gioco noi vi diciamo che non ce lo hanno mandato e voi ne traete le conseguenze, se ce lo mandano noi lo recensiamo come se fosse l’ultimo che ci mandano.

            Una politica del genere è più difficile da perseguire poiché rischia di non avere esclusive e contenuti dai publisher (interviste, anteprime ecc.). Però crea una base utenti di fiducia che alla fine è un asset per quella azienda. In altre parole si punta a essere inflessibili, piuttosto che a offreire tutti i contenuti possibili. Chi lo fa questo? Lo fanno in pochi, generalmente “i grossi” quelli che hanno le spalle abbastanza larghe da sapere che un publisher non si sognerebbe mai di escluderli, vedi tipo EDGE.

            Quello che tu stai dicendo è: ma allora quelli che non lo fanno perché non lo dicono? Ma che domanda è? Non lo dicono perché non gli conviene dirlo. Perché il ristorante non ti dice che usa la pasta del discount? Perché il politico non ti dice che ha comprato i voti? Che sia sbagliato è evidente, che ci sia un motivo è altrettanto evidente. L’importante è che tu abbia i mezzi per capirlo. Poi puoi anche metterti fuori la porta a urlare “qui servono pasta del discount!”, io preferisco semplicemente andare in un altro ristorante.

          • “Ma che domanda è? Non lo dicono perché non gli conviene dirlo. ”

            Bene Uakiki.

            Il fatto è questo.
            Parli di evidenze.
            Sono evidenti questi aspetti a te, ed a me.

            Come vedi per molti altri non lo sono.
            Se questo aspetto fosse evidente per tutti, non avrebbe più bisogno il sito di negarlo, questi articoli di ribadirlo.

            Si prenderebbe i siti di giochi per quello che sono: cataloghi gestiti dai publisher, con un’autonomia redazionale contingentata, che può esprimere un’opinione personale, anche scarsamente influenzabile, ma pur sempre secondo tempi e condizioni dettate da qualcun’altro.

            Oh, sia ben chiaro.
            A me questi cataloghi piacciono eh!
            Mi godo volentieri lo sfogliare questi siti, e se guardi alcuni miei video, non lo nascondo.

            Ma me li sfoglio come cataloghi, raramente mi capita di captare informazioni in recensioni, di cui io non sia già in possesso.

            Per questo mi rammarico solo che ancora non si riesca ad accettare ed ammettere di etichettare nel giusto modo ciò di cui si stà fruendo.

          • @viperfritz

            Secondo me non tutti i siti “specializzati” sono cataloghi dei publisher. Altrimenti tutti i giochi avrebbero voti dall’8 in su. Sicuramente alcuni siti rientrano in questa categoria ma ci sono varie sfumature. Quello che dico io è che ognuno si debba fare un’idea di chi è affidabile e chi no. La pappa pronta non esiste e la lettura acritica è male a priori.

            Quello che non capisco del tuo articolo è lo scopo. Cioè se tu avessi detto “il sito XYZ.com è inaffidabile perché ho saputo che…” allora ok, ne avrei compreso il fine. Ma dire “i siti specializzati lavorano a braccetto coi publisher” è banale. Dire “i siti specializzati fanno solo quello che dicono i publisher” è generalizzare. Capisco la volontà di mettere in guardia gli utenti più sprovveduti, però è come se stessi dicendo “guardate che alcuni politici sono corrotti! Guardate che in alcuni ristoranti si mangia male”. Si vabbè… ok! Ma che contenuto informativo c’è in questo?

      • Mi è venuto un deja vu del Sonic Gate, anche in quell’occasione sono sicuro che questa discussione è saltata fuori

  3. Per quanto ne so la redazione non ha voce in capitolo sulle campagne pubblicitarie che vengono stabilite dalla proprietà del sito (spesso con buon anticipo). Per quanto riguarda la recensione, arriverà quando arriverà, per come la vedo io non sono un ente pubblico che DEVE erogare un servizio altrimenti hai pagato le tasse per niente, sono una società che ha delle politiche, delle priorità, magari anche personale ridotto (a Spaziogames sono praticamente in 3).
    Moltissimi giochi indie non sono nemmeno recensiti o la recensione esce quando c’è tempo, non mi pare che se ne sia mai fatta una tragedia. Secondo me se i ritardi non diventano eccessivi (eccessivi=diverse settimane) non è giusto che la redazione compri il gioco. A quel punto potrebbe davvero esserci dubbio di parzialità perchè alcuni giochi arriverebbero gratis e alcuni no. Tutti i giochi secondo me devono arrivare in redazione allo stesso modo (forniti dalla sh) e se la sh ritarda o si aspetta a comprare (cosa che non fa mai male) o si compra a scatola chiusa o ci si fida di qualcun altro (vi prego non ditemi che fare affidamento su Metacritic, è affidabile quasi meno di Tripadvisor per i ristoranti)

    • Concordo con mark qua sopra. Cioè ragazzi, ma nel 2015, con tutti i mezzi che ci vengono forniti, dipendiamo ancora da un misero numero per acquistare o meno 1 gioco?. E un altra cosa detta da un fa come me di lunga data( dal video delle psp per intenderci): avete già fatto una pessimo figura già col polverone che avete alzato per sonic, ora volete ripetervi? mah! Comunque nn capisco tutto questo astio che ha Viper nei confronti di questa “stampa specializzata”! Ti hanno fatto qualche torto all’epoca quando lavoravi? XD Un saluto!

    • Rispondo su Metacritic perché l’ho citato prima.

      Metacritic è uno strumento, sta a te saperlo usare e “farci affidamento”. Se tu vai lì e leggi che un gioco ha preso 73 per cui lo etichetti come “merda” questo è un problema tuo.
      Se invece vai lì e ti leggi i sunti delle principali testate, controlli se c’è molto divario tra critica pagata e critica degli utenti, ti vai a leggere i link esterni che sembrano più interessanti ecc. e deduci che quel 73 per te è un 90 perché i difetti di cui parlano le recensioni per te sono minori o sono addirittura pregi ALLORA lo stai usando in maniera corretta.

      Stesso discorso per TripAdvisor.

      • uakiki, stai descrivendo esattamente il mio pensiero, ma al 100% eh.
        La questione pero` che e` emersa anche oggi nel nostro gruppo privato riguarda: a fronte della situazione, lapalissiana, che hai descritto, quanto diritto ha chi scrive in un sito di VG di affibiarsi il blasone di giornalista?
        Puo` definirsi giornalismo questa cosa?

        • ma non ci arrivate che la disinformazione puo’ in realtà danneggiarvi? se una saga che vi interessa non viene cagata dalla stampa, ha di conseguenza una scarsa pubblicità, rimane sconosciuta se non a una semplice nicchia, e finisce con l’esser cancellata.

          Il discorso “eh ma a me non mi tocca perchè io so e non ho bisogno delle recensioni” significa non aver una visione d’insieme.

          • ma vedi qua sbagli Omega: perche` il fatto di non avere avuto una recensione e` una mossa di marketing di Activision che gioca a favore del suo prodotto, quindi c’e` il rischio che escano nonno geppetto 2-3-4 a cadenza annuale.

          • no questa è fantascienza. per dar vita ad una saga non faccio recensire un titolo che temo esser brutto e ne faccio un seguito perchè la gente l’ha comprato perchè non ha potuto sapere che era brutto grazie al fatto che non ho fornito il codice e quindi non l’ho fatto recensire? eeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhh????????????

        • @ Ale: diciamo che dal mio punto di vista di utente definire qualcuno giornalista o no ha poca importanza. Però volendo farlo, la cosa fondamentale è dare una definizione a priori di giornalismo. Se il giornalismo è essere pagati per produrre contenuti allora sì sono giornalisti. Se invece è dare un’informazione imparziale allora creado che quasi nessuno sia giornalista, poiché anche il più sfigato youtuber che i publisher mai si sognerebbero di pagare HA uno suo bias, una propensione che lo rende parziale.
          Io penso che ognuno debba trovare le SUE fonti tra questi due estremi.

      • Metacritic è sì uno strumento ma “usarlo bene” è più frustrante che altro. Non è tollerabile che un gioco abbia la media del 7 data da solo 0 e 10, quando 9 recensioni di utenti su 10 sono confusionarie e scritte palesemente da casual gamer (senza offesa ma come puoi giudicare il gameplay di un gioco se provi 2 titoli all’anno e non puoi confrontarlo con altro?) con poca esperienza e senza la minima idea di cosa siano gameplay, profondità, ecc. Diventa una perdita di tempo quando devo leggere 50 recensioni prima di trovarne una esaustiva. A quel punto preferisco avere il sito “di fiducia” dove conosco i gusti personali e la mentalità de redattore ed incrociando quello con l’articolo che scrive posso farmi un’idea generale del gioco. Ho abbandonato le “recensioni amatoriali di gente a caso su internet” da molto tempo e finora ne ho tratto giovamento.

        • Metacritic è un aggregatore, per cui non va usato come un sito “redazionale”. L’approccio deve essere “ok questo sito ne parla bene, vediamo perché, quest’altro ne parla male, vediamo perché”. Mi pare che il tuo approccio sia invece “fammi trovare il mio sito di fiducia così leggo solo quello che dice lui”.

          Il problema del tuo approccio è che un giorno il sito di fiducia dirà una cosa che non ti piace e ti ritroverai a scrivere sui forum che il voto secondo te deve essere alzato/abbassato.

          Niente in contrario a trovarsi siti di fiducia eh? L’importante è che siano più di uno, e continuare a cercare sempre. Per questo Metacritic può essere molto utile.

          • Se non conosco le idee, il background e il metro di giudizio del redattore trovo difficile comprendere a fondo una recensione. Per il resto….essendo grande grosso e maturo capisco che ci sia gente con idee diverse. Nel mio sito di riferimento trovo molte idee diverse dalle mie, giochi che apprezzo hanno preso 5, alcuni che ho detestato hanno preso buoni voti, ma se le recensioni sono ben argomentate le accetto tranquillamente. Eventualmente commento civilmente esponendo la mia opinione. Chi insulta a caso un voto in un buon articolo argomentato lo bannerei dal sito senza troppe cerimonie.

  4. Forse non hanno ancora ricevuto la copia review??? Molte sh forniscono la copia al day1. E anche se avessero acquistato il gioco su pc sarebbe difficile in 3 giorni completarlo e scrivere anche la recensione…

    • Il gioco dura poco. E se il tuo ragionamento fosse valido, allora varrebbe anche per tutti gli altri giochi di cui abbiamo avuto la recensione anche prima del day one.

      • Il problema sta nella decisione della sh di distribuire le copie review dei giochi prima del d1 o meno. La domanda maliziosa di viperfritz (legittima) è se la sh le da dopo il d1 perchè il gioco è brutto apposta per prendere i soldi di qualche indeciso. I siti purtroppo senza copia del gioco non possono farci nulla. E non c’entra nemmeno il fatto di avere la pubblicità sul sito per avere prima o dopo la copia. Io scrivo recensioni per un sito che aveva una mega pubblicità di Saint Seiya e mi hanno dato il gioco da recensire al day 1 europeo (d2 italiano) tanto per dirti. Quindi per forza la recensione è uscita qualche giorno dopo.

  5. Ma la situazione qui e` ai limiti del banale:
    -Activision preferisce che il suo gioco non venga recensito
    -le testate “giornalistiche” di VG, non hanno interesse nel recensire un titolo senza che la cosa venga richiesta dai publisher.

    Ora, e` giusto? E` sbagliato?
    No, e` cosi` e basta.
    L’errore e` considerare questo giornalismo.

  6. lasciando da parte tutti i possibili inciuci tra stampa e publisher ecc… Ma per voi sono i così detti utenti medi che usano la recensione per decidere se acquistare un titolo? Per me l’utente medio non sa neanche quali sono i siti di informazione italiani e non comprano transformers perché non sanno neanche che esiste…se in mezzo a una puntata di un the walking dead del caso mettessero la pubblicità di transformers sono sicuro che sposterebbe più vendute quella che 3-4 recensioni positive…almeno per me il peso che ha la stampa sul successo di una saga è veramente basso…

    • ok ma allora a che e a chi servono le recensioni? e a cosa servono?

      • Per me il 90% dei click che ha una recensione sono o di utenti di che già avevano intenzione di comprarlo o lo hanno comprato e scrivono “oh quanto sono stato figo a comprarlo”, se il gioco invece ha brutte votazioni si fa la console war di turno. L’altro 10% la utilizzano utenti per me che hanno gia informazioni se vogliono togliersi gli ultimi dubbi sull’acquisto.

        • Forse ho esagerato un po con le percentuali ma rimane il fatto che per me i principali fruitori dei contenuti di siti specializzati sono se vogliamo dire utenti “avanzati”…

        • Kudos per te ragazzo, concordo pienamente

        • sicuramente ci sono quel tipo di utenti, ma non credo possano solo essi raggiungere il numero indispensabile per tenere in piedi la baracca.

          • questo non lo so anche perché non so quanti siano i siti per lo meno italiani che riescono a stipendiare a tempo pieno delle persone e quante…poi sia chiaro non sto dicendo che i siti non abbiano una gestione sbagliata, ma solo che questa cosa non ha un impatto così rilevante sulla massa…

          • La baracca nel caso di un sito tra i maggiori in Italia sono 3 persone “fisse” e agli altri viene solo affidato un articolo ogni tanto e non lavorano quasi mai in redazione. Come ho scritto più sotto basta incrociare i dati di vendita con le views delle videorecensioni e commenti agli articoli.

  7. Mah, sinceramente trovo l’articolo un fiume di parole inconcludenti. È la medesima situazione del cosiddetto “Sonic Gate”. Il gioco non viene cagato di striscio dalla stampa specializzata o perché il publisher non ha provveduto ad inviare la copia conscio di avere tra le mani un prodotto scadente, oppure perché i siti hanno poco interesse ad analizzare un titolo minore in un periodo di uscite importanti. La questione è: e quindi? Il fan del brand provvede a reperire informazioni per proprio conto o a comprare a scatola chiusa, il non fan di certo non va di day one o comunque non si taglia le vene per non avere a disposizione la recensione di un titolo dall’interesse relativo. Se consideriamo poi che parliamo di videogiochi direi che si può tranquillamente soprassedere al tutto.

  8. Vabbe ma dopo uno scandalo come quello del gamergate in cui anche questi temi sono stati trattati, non è cambiato comunque nulla, quindi dubito cambierà mai.

    Basta ricordarsi quando c’era il caso sonic boom, e in una live di farenz un redattore (o uno che lavorava nel settore) diceva che queste erano dinamiche classiche interne al mondo del “”””””giornalismo videoludico”””””””. Che i pr che devono mandare i giochi fanno sempre pressioni in un modo o nell’altro ecc ecc

    Cioè con batman arkham knight la warner prese accordi per mandare solo versioni ps4 alle redazioni entro il day one, per farsi che recensissero solo quelle, e per fare in modo che le redazioni non chiedessero e segnalassero all’utenza che quelle pc non gli erano arrivate (per accordi presi consensualmente). Cioè ormai nel mondo delle recensioni non mi stupisco più di niente, ne da parte dei publisher che ormai proprio spudoratamente non mandano copie, mettono embarghi infiniti, hanno peso diretto sulle valutazioni, sia dalla parte dei “siti specializzati” che si piegano a queste cose perchè, (magari anche giustamente, non vogliono perdere il posto) che recensiscono a cazzo di cane.

    Come è stato detto prima del day one, leggete metacritic (con tutti i suoi problemi) guardatevi più recensioni possibili (magari tra siti distanti tra loro) e traete le vostre conclusioni, post day one guardatevi i gameplay (fatelo anche prima se tante volte fossero disponibili prima) e traete le vostre conclusioni. Purtroppo invece vedo che tra i giovani (anche qui sull’angolo qualcuno di questi fenomeni è uscito fuori più volte) cè un dilagare di gente che ha il “santo sito sacro” o “il redattore messianico” che vanno seguiti sempre, che la loro parola è legge, e che non gli sfiora l’idea che possano avere interessi.
    Ormai della stampa di settore non ci si può più fidare, neanche quando concordo con le loro valutazioni.

  9. sono 2 i giochi non inviati senza recensioni in un solo giorno..
    – Tony Hawk’s Pro Skater 5
    – Transformers Devastation

    il pippone lo fanno.. SI..
    per scrivere che una Beta gira a 720p su XboxOne e a 900p su Ps4,
    ah il giornalismo moderno.

    • Ma l’alternativa quale sarebbe caro mio? Sono serio, se non passi dai publisher come fai a recensire un gioco prima che esca? Se Tony Hawk non te lo manda Activision, come fai a giocarlo e criticarlo prima che esca?

      • Transformers è disponibile dal 6 di ottobre in versione pirata per tutti..
        in 3 giorni la recensivo. (se non ricevevo la mia copia review)

        intanto non c’è differenza tra copia review aggratis e copia scaricata da torrent.
        non c’è differenza tra un copia aggratis e un’altra copia aggratis.

        ma questo è il mio punto di vista e modo operandi,
        si avrei scaricato la copia pirata per non far rimanere la mia utenza a bocca asciutta.

        • Si ma questo compromette del tutto il rapporto con il publisher, la prossima volta CoD non ti arriva una settimana prima come a tutti gli altri. “Rompendo il giochino” rischi di non avere DEL TUTTO l’informazione, non solo su Transformers. Se Activision ti manda a cagare, non recensisci più nulla prima del day1, non so quanto gli utenti possano essere d’accordo

        • @FreeEdition il modus operandi che proponi è una stronzata colossale. A parte tutti gli effetti collaterali che questa cosa porterebbe (quindi il diffondere un messaggio sbagliato, il fottersi completamente i rapporti con un publisher e il probabilmente subire qualche procedimento legale), rischieresti anche di recensire un gioco incompleto, perchè le copie pirata innanzitutto sono prive delle componenti online (e oramai questo renderebbe pienamente recensibili, quanti? 5-6 giochi all’anno?), e poi possono inoltre soffrire di bug o cazzi vari dati da un repack fatto male o dal fatto che non vengono patchati finchè qualche gruppo di hacker non rilascia una nuova release.
          Quindi per soddisfare una non meglio identificata “fame” dei lettori gli rifileresti una recensione parziale di un gioco potenzialmente incompleto, perdipiù uscendo fuori dai limiti legali entro i quali puoi operare. A occhio, non mi sembra un buon affare.

          • @Manny95
            – Le copie review si possono vendere?
            NO ma lo fanno.
            – È legale?
            Beh è tanto legale come scaricare una copia pirata.
            – Le copie review hanno gli stessi bug delle copie pirata?
            SI hanno esattamente gli stessi difetti.
            – Vengono recensite con i bug senza patch le copie review?
            SI.
            – Vengono penalizzate per i bug del dayone?
            NO. Dicono sempre la stessa solfa, al dayone lo metteranno a posto con una patch, altrimenti AC Unity avrebbe preso un punteggio molto inferiore al 8.
            -Le copie review hanno l’online?
            NO, perche nel momento della recensione, i server non sono operativi.

          • Free senza offesa, ma ti rendi conto vero che il tuo odio verso le copie review ha raggiunto livelli paranoici vero? (tutti abbiamo un odio innaturale o esagerato rispetto a qualcosa) XD

            Per caso da piccolo sei stato rifiutato come reddatore di un sito, i cui attuali redattori vendono le copie review appena recensite? XD

          • @Drake
            internet è pieno di copie review messe in vendita, dovrebbero vietarle…

            gli sviluppatori dovrebbero accendere 1 server con dentro il gioco da scaricare 2 settimane prima del dayone, (tramite key inviate per posta elettronica) ti scarichi il gioco.. e poi dopo 1 settimana dal dayone la key perde l’accesso.
            (come il sistema delle beta)

            ci sarebbero solo vantaggi. e molti meno costi.

      • Ma l’alternativa quale sarebbe caro mio?
        Quella di non comprare al dayone indiscriminatamente e praticamente a scatola chiusa, cosa che di fatto stai facendo indipendentemente dall’avere o meno una recensione fatta col modus operandi attuale, che è ben lontana da un genuino commento sul titolo.

        • Caschi male, l’ultimo gioco da me comprato “al buio” è stato Dragon Age 2, quattro anni fa, e chi lo conosce sa il perché. Il tuo commento non risponde al mio: qui tutti si lamentano che Publisher e giornalisti sono grandi amiconi e io ho umilmente chiesto quale sarebbe l’alternativa alle 2 situazioni proposte: grande amicizia e recensioni al day1 quasi sempre assicurate vs giornalista che fa il cane da guardia e deve comprare o piratare i giochi per recensirli una o due settimane dopo.

          • Domanda: perchè fai una domanda generale (‘qual’è l’alternativa a non avere per tempo recensioni’) e prendi una risposta altrettanto generale come fosse una critica personale, cosa che non è? Ti rendi conto che è irrilevante (oltre a non fregare a nessuno) quali possano essere le tue abitudini di acquisto?
            La mia era una risposta generale, sul fatto che non avere una recensione oppure averne una pilotata, vuol dire fare un acquisto potenzialmente incauto a scatola chiusa, ergo l’unica alternativa è non acquistarlo al dayone, aspettando commenti da fan, che risultano molto più attendibili di quelli della stampa di settore (visto che il core di una recensione è se il titolo sia buono o faccia cagare).
            Questa è l’alternativa che permetta a noi clienti di tutelarci, l’unica su cui abbia un senso ragionare, visto che il funzionamento del rapporto tra redazioni e distributori è di ben rodato mutuo beneficio (per loro) dalla notte dei tempi.

  10. Ho due commenti da aggiungere:
    1) la MASSA (>75%) dei videogiocatori non si informa, dai siti “specializzati” passa solo una piccola parte di giocatori, basta incrociare le vendite in Italia col flusso di utenti e clic nei siti.
    2) non confondiamo un servizio pubblico con un sito privato che fa recensioni. Ci sono anche siti stranieri (abbastanza grossi e considerati “d’elite”) che recensiscono BENE solo i giochi che interessano ai redattori o comunque quelli secondo loro “meritevoli di perderci del tempo”. Ci sono siti senza linea editoriale che lasciano completa libertà a tutti e magari un gioco viene recensito 2 volte in tre giorni prendendo sia 6 che 8. Ognuno ha la propria politica e per come la vedo io vanno valutati i contenuti che ci sono, non quelli che non ci sono.
    Alcune notizie non vengono trattate da certi quotidiani come non tutti i ristoranti propongono tutti i tipi di carne. Motivi di spazio, di tempo, di idee del redattore/cuoco, accordi col macellaio di fiducia? Non vedo niente di male se non trovò una recensione o se non trovò la bistecca di cammello, valuto e assaggio quello che c’è.
    Se poi cerco un determinato contenuto a tutti i costi mi rivolgo altrove oppure ne aspetto la disponibilità.
    Finchè i contenuti sono buoni ed esaustivi secondo me è stato fatto un buon lavoro.
    Attenzione, questo non vuol dire che il giornalista deve scrivere cose con cui sono d’accordo, l’importante è che tutti i contenuti presenti siano di qualità e ben argomentati.

    • si certo come no.. peccato che..

      se all’entrata di un ristorante c’è un cartellone pubblicitario della carne.. che ne so.. bovina..

      dentro al ristorante tu ce la troverai la carne bovina!

      • Le redazioni non sono proprietarie nè gestiscono la pubblicità. Almeno per quanto riguarda i 2/3 maggiori siti in Italia.

        • non ha senso, è una stronzata.. mi spiace..
          è una stronzata pubblicizzare un gioco che “non hai”

          è come se ci fosse nel sito di Playstation la pubblicità di Halo 5 per XboxOne

          e per di più la pubblicità di un gioco che “non hai”
          ti reindirizza a comprarlo dalla concorrenza che anche tu hai da vendere.

          è al quanto contorta come cosa :-s

    • Ma dove le trovate tutte queste percentuali? Tipo il 90% di chi legge una recensione ha già deciso di comrpare il gioco, o il 75% di chi compra un gioco non si è informato prima sul gioco stesso.

      Sono veramente interessato. Ricordate però che se sono percentuali sparate a caso non è che aiutino molto la credibilità del vostro commento eh? O almeno nel 98% dei casi è così.

      • C’è differenza tra il citare una percentuale e usarla per esprimere un concetto…contando che la persona a cui era rivolta la risposta ha capito puoi anche far meno lo splendido…

        • “C’è differenza tra il citare una percentuale e usarla per esprimere un concetto…”

          Ehm… no, non c’è nessuna differenza. L’unica discriminante è se la percentuale è esatta o buttata lì a caso. Comunque chiuso qui il discorso, credo sia inutile continuare dopo la tua risposta.

      • Per andare sul banale (e rimanendo sul mio commento). Fifa 15 l’anno scorso ha venduto circa 4 milioni di copie solo nella prima settimana. In un anno intero la videorecensione di ign ha fatto 300mila views con poco più di 3000 commenti sul sito. Quelle italiane ferme sotto i 50mila views. Una videorecensione è più facilmente fruibile di un lungo articolo, ma mettiamo anche che lo sia alla pari e assegniamo lo stesso numero di views. Capiamo facilmente che in media la maggior parte degli acquirenti non ha guardato nè letto una recensione.

        • Guarda, sarei tentato di descriverti la fallacia logica di questo tuo ragionamento. Però facciamo che lo lasciamo come esercizio al lettore e che ognuno spari percentuali come più desidera, così restiamo pure IT.

          • Non ho fatto conti precisi, ma i numeri in gioco sono talmente distanti da essere indicativi. I dati di vendita numerici non sono sempre pubblici ma, per quello che ho trovato, in confronto alla base installata di console le visite ai siti specializzati e le views alle videorecensioni sono molto molto inferiori.

  11. 1) Esci con la recensione quasi sempre al day1, tranne quando il publisher non ti manda il gioco.
    Oppure
    2) Esci con la recensione sempre una settimana dopo il day1, comprandoti il gioco da solo

    Pur non essendo un giornalista, non vedo la terza via. Se vuoi la recensione al day1 o giù di lì, devi passare per il publisher, e “chiedere” la copia review. Se poi voi vedete un modo di ottenere un gioco prima che questo esca nei negozi, che non sia farselo mandare dal distributore oppure rubarlo, vi prego di illuminare questo umile appassionato.

  12. 1 – tutte le copie dei giochi vengono acquistate dalle redazioni: le rece escono da una a più settimane dopo il lancio.
    2 – tutte le copie vengono regalate e arrivano X giorni prima (situazione ottimale)
    3 – qualcuno regala la copia in anticipo e qualcuno non lo fa e viene ignorato finché non arriva e comunque poi la si fa con comodo.
    4 – qualcuno regala la copia in anticipo e qualcuno no, le copie mancanti vengono comprate al dayone dalla redazione.
    Voi auspicate la 4 al posto della 3. Ma se vi dicessero “gioco X ci è arrivato gratis e in anticipo di 3 settimane, l’abbiamo finito 2 volte e giocato online, invece gioco Y ce lo siamo dovuti comprare a spese nostre e fare la recensione in pochissimo tempo per non uscire dopo la concorrenza e questo inconveniente ci ha anche spezzato i programmi degli altri articoli da fare” (uscire giorni dopo gli altri è come non esistere in un mercato fatto di news, ancor più se devi anche ammortizzare 50€ di acquisto) vi fidereste ancora della bontà e imparzialità sulla seconda recensione? Non so quale sia la risposta giusta ma non è scontata.

    • Dipende, noi spesso facciamo così facendo anche run assurde di una notte o facendo quasi solo quello se la copia arriva al d1 o poco dopo. Il giudizio è sempre obiettivo, sia che la copia arrivi due settimane prima sia che arrivi due giorni dopo il day one.

  13. In generale: premesso che sono d’accordissimo con uakiki quando dice che oramai con tutte le fonti disponibili e con tutte le vie di formarsi un’opinione critica e dei filtri personalizzati presenti, episodi del genere non tangono quegli utenti che decidono di informarsi, vedo un ingigantimento della cosa e un astio che onestamente non comprendo. Quello dei siti recensori di VG è un giornalismo un po’ strano, ma è pur sempre giornalismo, anche se scricchiola con tutti i retroscena poco corretti del caso (inciuci, incentivi a essere clementi/bastardi sui voti, copie da recensori mandate solo per la console su cui funzionano meglio, ecc.). E questi fatti accadono e sono scorretti, siamo d’accordo. Direi però che ciò che questi recensori fanno non è un servizio pubblico, non hanno nessun altro obbligo se non quelli morali di essere il più oggettivi possibile e di presentarti la recensione quanto prima… ma questo non significa necessariamente al D1! Anche se la recensione esce entro una settimana dall’uscita non cambia nulla, perchè solo l’estrema minoranza dei videogiocatori che si informano ne verrà condizionata, mentre i fan, i random impulsivi o quelli che non si informano lo compreranno lo stesso al D1 senza battere ciglio. E se la SH non invia loro le copie da recensire, e loro pubblicano sul loro sito l’avviso “non ci hanno mandato la copia da recensire, quindi non lo recensiamo” per me tanto basta, hanno fatto la loro parte senza fare alcuna disinformazione (al massimo non-informazione come dice Ale, ma potrebbe essere opinabile); poi certo, se si comprano indipendentemente il gioco e lo recensiscono chapeau, ma una volta che ti hanno detto come stanno le cose (e messo in allarme, se si ha esperienza) e che con tale avviso ti hanno di fatto spinto a cercare info sul titolo altrove (visto che le alternative ci sono), hanno fatto il loro lavoro, punto. Se poi divinizzi il sito/rivista tot, allora sono problemi tuoi.

    In particolare: per TD credo ci siano stati effettivamente dei disguidi. Ora, parlo da ignorante, da ingenuo e da non-conoscitore del meccansimo, ma tralasciando la parentesi PC, visto che nei giorni scorsi le recensioni sono di fatto uscite su diversi siti internazionali (in inglese) e che nessuno in Italia a quanto pare ha detto nulla di un rifiuto di spedire le copie da recensire (anche per Sonic Boom si sapeva già da prima), magari hanno solo scazzato con consegne o boh. Nel senso, una volta che la review buona/cattiva/meh è su colossi come Destructoid, credo che ci voglia un po’ di malafede a pensare che le copie per recensori siano state volutamente ritardate in altri paesi per creare un non precisato boost alle vendite… but that’s none of my business.

    • -E se la SH non invia loro le copie da recensire, e loro pubblicano sul loro sito l’avviso “non ci hanno mandato la copia da recensire, quindi non lo recensiamo” per me tanto basta, hanno fatto la loro parte senza fare alcuna disinformazione-

      Chiarissimo. E se invece omettono anche questa informazione perchè glielo ha detto il publisher? Ossia non fanno uscire una recensione e non ti dicono il perchè (perchè hanno preso accordi specifici per non dirtelo) anche in quel caso “tanto di cappello”(mi rifiuto di usare lo slang dei mangialumache che mi da al cervello) alla redazione? O in questo caso la non informazione è stata differente?

      Siamo tutti capaci, come hanno fatto quasi tutti i siti di stampa, a dare addosso a sega quando non ci manda sonic boom e la gente ci chiede dove sia la recensione. Siamo tutti capaci a fare i leoni e dire “quei buffoni di sega non ce l’hanno inviata la copia, traetene voi le conclusioni”.
      Un po meno facile dire prima del day one “sul nostro sito non apparrirà la recensione di arkham knight per pc perchè la warner ci ha detto che per avere la versione ps4 e fare la recensione anche noi, non dovevamo mettere bocca sulla versione pc, e far intendere il meno possibile che le due fossero ben distinte.”
      Anche la non informazione (chiamiamola così anche se per me è sempre disinformazione), ha lati diversi.

      • Quello che tu descrivi è il sottile confine fra appunto non informazione e disinformazione o anche truffa vera e propria. Se tu non ti spingi oltre i tuoi obblighi di recensore ma me lo comunichi adducendo le (vere) motivazioni, io non ti posso accusare di nulla nè rinfacciarti doveri non adempiuti (io inteso proprio come me che la penso così, perchè giustamente c’è anche invece non trova corretto il fatto che tu non recensisca un gioco non ricevuto dai canali professionali classici… a ognuno il suo). Se poi compri il gioco e me lo recensisci lo stesso, solo in quel caso “tanto di cappello”.
        Se però c’è da parte tua un insabbiamento è tutto un altro paio di maniche, perchè di fatto stai negligendo i tuoi doveri giornalistici aiutando il publisher di turno a tirarmelo in culo… e questo ovviamente è sbagliato.
        Ci vorrebbe più trasparenza su queste questioni meno di facciata? Certamente, anche se la verità è che diversi retroscena non li sapremo mai senza essere invischiati nel giro. Dico solo che non capisco l’incrollabile malafede e le derivanti accuse che regnano in molti animi su internet per ogni singola piccolezza del settore quando in realtà, anche se ogni sospetto fosse confermato, le inculate sarebbero facilmente dribblabili con un minimo di ricerca fra le fonti. Tutto qui.

  14. il problema delle riviste di settore non è la mancanza di recensioni di giochi minori , ma le recensioni fin troppo positive di alcuni tripla A , seriamente chi se lo incula un Sonic boom o un gioco sui Transformers? Cioè nei telegiornali o nei giornali vedete fatti di cronaca del tipo padre prende a schiaffi il figlio perché ha preso 4 nel compito di matematica? Ovviamente no ! vedrete cose del tipo marito massacra di botte moglie figli cane e suocera perché la sua attività è fallita.
    Vorrei ricordare che pochi anni fa è scoppiato un merdone mediatico ( velocemente insabbiato) che ha colpito TUTTE le maggiori riviste di videogiochi internazionali , in pratica i recensori si mettevano d’accordo tra di loro per dare lo stesso tipo di valutazione sui tripla A in uscita prendendo mazzette dai publisher…

  15. Ma io sono l’unico pirla ad aspettarmi una rece dei transformers?

  16. Caro Viper innanzitutto ti posto il link della nostra recensione (http://ilovevg.it/recensioni/transformers-devastation/) visto che l’abbiamo fatta uscire oggi (si, tot giorni dopo il D1 per motivi abbastanza validi).

    Come seconda cosa ho visto che nei commenti hai visto che in tutti i siti italiani di videogiochi hai visto comparire il banner pubblicitario di tale gioco (grandi e piccoli….) beh nel nostro non c’è e ti invito a leggerlo giornalmente per scoprire un sito dove tutto (dalle news alle recensioni) è scritto con il cuore e completando i videogiochi per poter dare il miglior giudizio possibile anche se ciò vuol dire uscire dopo il Day One.

    Ciao, un abbraccio.

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