Il troppo del nuovo

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Non è un articolo del Gatto. Sia chiaro.
Ma l’immagine mi sembrava ficcante e piuttosto rappresentativa del gioco che st(av)o giocando qua e là su console portatile, ovvero Dragon’s Crown su PS Vita.

Il gioco lo conoscevo e mi sembrava più che promettente già dai primi video che vidi in rete. Il fatto poi che fosse sia su PS3 che su Vita mi spinse a comprarlo per la console portatile, giusto per avere una buona scusa per verificare che dopo mesi di inattività funzionasse ancora.

Sì sì, lo compro… poi però esce questo titolo, poi però esce l’altro gioco… alla fine non lo comprai mai.
Fino a che, come sapete, qualche mese fa uscì gratis su PS Plus, proprio nella versione Vita.
In casa Farina, partirono i tappi di due bottiglie di spumante per festeggiare.
Ma di Asti Cinzano, perchè si è rabbini anche nel bere.

Mentre mi sollazzo in ferie, comincio il gioco.
Esattamente ciò che mi aspettavo. Un titolo interessante, molto arcade, molto “nostalgia portami via”.
In buona sostanza, è Golden Axe di questo secolo. Tra l’altro come personaggio principale ho pure scelto il nano armato di ascia, anche se forse sarebbe meglio parlare di gnomo.

Gioca un’ora.
Gioca due ore.
Gioca tre ore…

Ne avrò giocate almeno 5-6 e non ne posso più.
Ma non tanto per demeriti del gioco, quanto per un mio particolare feeling con giochi di questo tipo.

Facciamo un passo indietro, pensando proprio a Golden Axe.
Rigiocato oggi, probabilmente vedrei il Game Over attorno alla metà del gioco.
Con  le skill di un 12enne dei primi anni ’90 cominciavo e finivo il titolo con un solo credito. Per la durata di quanto? Un’ora? Forse meno.

Ma se oggi un gioco viene proposto in salsa anni ’90, mi chiedo io che senso abbia “farcirlo” di componenti a parer mio a dir poco inutili?
Compio una missione, devo tornare alla città per potenziarmi, per comprare e vendere equipaggiamenti.
Parto per un’altra missione, devo tornare alla città per parlare con Tizio, Caio e Sempronio.
Parto per un’altra missione, torno alla città per resuscitare Michael Jackson ed Elvis Presley.
E che cazzo.

Su un totale di 6 ore, credo di averne passate almeno 2 (ma forse anche 3) nella città, perdendo tempo in scelte di equipaggiamento e compravendite che, in un gioco di questo tipo, francamente avrei tranquillamente saltato.
Ed è ciò che mi fa incazzare in molti videogiochi di oggi.
Perchè renderli così “corposi” ad ogni costo, quando tutte queste parti potevano tranquillamente essere evitate per dar maggior risalto all’azione pura?

La risposta che istintivamente mi sale dal cuore è “allungano il gioco con questi mezzucci per giustificare il costo di 40 euro al lancio”. Ma sticazzi. Avrei preferito di gran lunga un titolo ben più breve, ma molto più “intenso”, non continuamente inframezzato da fasi di nulla.

Anche perchè, tendo a sottolinearlo, stiamo parlando di un arcade puro. Anche la trama è un di più su cui avrei cercato di soffermarmi il meno possibile.
Non dimentichiamoci inoltre della presenza di almeno 6-7 classi disponibili, che mi avrebbero fatto sicuramente venir voglia di rigiocare il gioco per testarle tutte (o quasi) e vedere come i diversi personaggi affrontavano le battaglie.
Ma no grazie, non con queste modalità e con queste tempistiche.

Avete giocato anche voi al titolo? Avete anche voi risentito di questo difetto?
Avete altri esempi

farenz

 

Prova a cercare ancora!

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36 Più commentati

  1. i Beat em up anni ’90, in particolare Streets of Rage 2, Golden Axe, double dragon, Final fight e Ninja turtles mi piacciono veramente tanto, e ogni tanto rigioco al progetto indie Streets of Rage Remake, che per un fan dei 3 giochi per megadrive come me è una vera manna dal cielo.
    Questo dragon’ s crown speravo uscisse per PC per poterlo provare (non ho ps3 o vita) però se quanto dici è vero, ossia che hanno “rimpolpato” il gioco con fasi sostanzialmente inutili, penso possa dare fastidio anche a me.. la colpa “indiretta” è per i giocatori più giovani che eventualmente provano sto titolo sperando che oltre alle mazzate ci sia qualcosa di più.. per me potevano fare così: fare un “classic mode” con il normale svolgimento degli stage, niente di più e niente di meno, e una modalità “avventura” in cui sono presenti anche le fasi che hai descritto. Spero di poterlo provare in qualche modo, ammetto che mi interesserebbe anche solo una prova

    • … d’accordissimo. Aggiungo, tra i possibili colpevoli, coloro che rompono il cazzo perchè un gioco da 3/4 ore è comunque TROPPO BREVE. A prescindere magari dai contenuti che ti vuol proporre.

      • certo facendo così diventava un altro gioco…non sono meccaniche allunga brodo sono le meccaniche stesse del titolo…sarebbe come lamentarsi che in Watch Dogs ci sono le sezioni di guida e proporre di toglierle…

        • Perdonami, ma trovo il tuo commento ingarbugliato.
          Stiamo parlando di un evidente beat’em up “alla golden axe”, giusto?
          Già il fatto di aver piazzato risvolti ruolistici mi è sembrata una scelta (parlo a livello personale) infelice, proprio perché si andava a snaturare il gioco “picchia picchia” e a rallentarlo notevolmente.
          Tu mi vieni a dire che diventava un altro gioco senza quelle parti? Ma magari cazzo.
          Sarebbe stato il gioco che avrei voluto giocare e, perché no, rigiocare.

          • no non stiamo parlando di un semplice beat’em up “alla golden axe”…

          • A mio parere in questo gioco i risvolti ruolistici avrebbero potuto dare quel tocco in piu rispetto ai beat em up dando una rigiocabilità aumentata al titolo, dato che con ogni classe avresti potuto avere piu approcci al combattimento, io ho provato l’arcere e li avrei potuto basarlo su poche frecce forti o magari sul colpire in corpo a corpo velocemente, ma come dici tu il fatto di avere troppe cose a mio parere molto secondarie in un gioco del genere rallenta troppo il ritmo, anche perche almeno personalmente( io ho lo scaricato col plus per vita) intendevo giocarlo in sessioni non troppo prolungate che magari dedicherei a un gioco piu corposo, e non mi va molto di perdere 10 minuti se non di piu solo a comprare gli equipaggiamente o a decidere quale compagno resuscitare o tenere alla chiesa…

    • sfortunatamente non ho avuto possibilità di giocarci come Nintendany ma la cosa che effettivamente mi ah stupito é longevità, 4 ore sono davvero poche… é sicuramente uno dei colpevoli in prima linea

  2. Da buon quarantenne amante dei vecchi coin-op ho provato le stesse tue sensazioni nel giocarlo :-(

  3. anchio trovo dragon crown troppo “appesantito”, troppi discorsi e ritorni alla base per un gioco che poteva benissimo diventare un piacevole diversivo da giocare con gli amici nelle serate di pizza e birra in alternativa al classico street fighter e pes/fifa. peccato

  4. da quello che mi ricordo le parti in città servivano semplicemente a prendere le quest che se completate sbloccavano un quadro di artwork , dal mercante o dagli altri npc ci spendevo al massimo 20 sec , il prete che resuscita npc che ti aiutano non ci facevo un cazzo perchè andavo online stessa roba la taverna in pratica andavo solo dalla tizia con le tette gigantesche per identificare e vendere oggetti .
    boh sinceramente non ho riscontrato il tuo problema ma ho una mentalità Diablo friendly per cui se c’è roba da lootare tornare a casa per smerciare la roba l’ho sempre trovato normale in questo tipo di giochi.
    il gioco è breve ma è avvolgente e se non ricordo male una volta completato per 3 volte e battuto il bossone finale ti sblocca un dungeon con mob cazzutisimi a generazione randomica.

  5. a questo gioco è piaciuto moltissimo!
    Anche il fatto di renderlo piu un rpg mi è molto piaciuta alla fine sono gusti io ormai ai giochi troppo semplici non mi diverto piu avrei preferito anzi maggior spessore all esperienza ruolistica.

    • Perfetto. Allora lo fai diventare un gdr più corposo e più strutturato.
      Come diceva Basil prima, le fasi in città servono a poco/nulla se non a rompere il cazzo e il ritmo di gioco.
      O le togli o le rendi più interessanti/importanti.

      • La parte della città poteva essere fatta molto meglio è vero nulla da dire è stata resa troppo dispersiva.

      • al massimo la prossima volta compra tu un gdr più strutturato…o un action vecchio stile puro…la cosa che non è piaciuta a te è la peculiarità propria del titolo.

        • la peculiarità del titolo è tornare in città dopo ogni missione?

          • no non devi tornare in città ad ogni missione…almeno solo nelle prime ore lo devi fare…se lo hai giocato tutto così hai sbagliato tu non il gioco…primo tornare in città diminuisce i bonus, gli oggetti che trovi e l’esperienza che prendi che invece aumentano se prosegui senza fermarti, secondo dopo poche ore sblocchi delle bag che vanno riempiete con equipaggiamento aggiuntivo e che permette proprio di non tornare tutte le volte a riparare l’equipaggiamento terzo essendo nato per giocare in 4 sullo stesso televisore avere un compagno che rompe i coglioni ogni 3×2 dentro un menù per valutare un oggetto spezzerebbe il ritmo del gioco che per sua natura non permette pause quindi ogni tot si torna in città e TUTTI si ripara e valuta ciò che si è trovato UNA sola volta…senza contare i tre livelli di difficoltà che non sono solo un mero riempitivo ma parte integrate del titolo così come i piani della torre da affrontare sempre in base al proprio livello…Dragon’s Crown è un titolo vasto complesso e tecnico un perfetto mix di molti generi che tu purtroppo hai affrontato nel modo sbagliato non per colpa tua ma semplicemente perché hai comprato un titolo diverso da quello che credevi da qui però a criticare un titolo avendolo affrontato in modo superficiale ce ne passa.

        • @Images la parte della città era una rottura di coglioni suvvia questo è vero :D

  6. Non ho giocato al titolo di cui parli.
    Però ho giocato e finito Mercenary Kings e grosso modo soffriva di una cosa simile.

    L’inizio ricordando molto un gioco anni ’90 mi divertiva assai, poi l’eccesiva durata mi aveva annoiato. Tanto che lo portai a completamento un po’ a fatica.

  7. Non è più tempo per quel genere di arcade, sarebbe come far uscire Pong HD e sperare che venda. Il mercato si evolve e i generi si mescolano, e Dragon’s Crown lo fa bene ed è un gran bel titolo. Per i giochi poco profondi ed immediati ci sono gli smartphone, mentre per chi vuole videogiocare in un certo modo e con una certa quantità di contenuti è giusto aspettarsi di più di un semplice revival di vecchie glorie.

  8. Basta pensare che anche su fifa adesso bisogna farmare per far su crediti a meno che non si voglia spendere cash per acquistare le bustine del fut. Ormai l’aspetto ruolistico é sempre piú presente é un dato di fatto…

  9. Ho iniziato questo gioco, quando me lo regalarono con platino) con l’idea di finirlo con tutti i personaggi, godermelo a lungo durante le mie fasi sul trono di ceramica e magari farci scappare anche il platino senza troppa fatica. Prendo il paladino (o guerriero, non ricordo al momento) ed inizio la mia avventura, ma fin dagli inizi capisco quanto sarebbe stata pallosa la fase di potenziamento è ricerca di compagnia. Difatti ho finito forzatamente la fase del mio eroe e l’ho lasciato lì, nella ps vita, a prender polvere con essa è ripetendomi che l’avrei ripreso un giorno, più in là. ora credo di aver creato una nuova specie, mischiando polvere e vita

  10. non ho notato nulla di quello che hai avvisato tu…giocato e finito innumerevoli volte, il mix è quello tra Shadow Over Mystara e Diablo per il loot degli oggetti, ma rispetto al secondo, che mi ha annoiato a morte, l”ho preferito in tutto, con in più una spruzzata di dungeon crawler…in effetti può stancare chi non ama il genere. Certo è che forse bisognerebbe un attimino informarsi prima su cosa si sta comprando da ogni parte era scritto che non era certo un action puro…

  11. Comprare oggetti, buildarsi il PG et similia, a mio avviso, é un pregio in qualunque gioco. Qualunque.

  12. Cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno, visto oramai l’anacronismo del gioco, è già tanto che esca ancora qualche arcade del genere, e soprattutto così curato.

  13. Anche io ho giocato Dragon’s Crown su Psvita sfruttando il plus. Ho finito la main quest in circa 8-10 ore con il nano (Rosario!). La componente arcade del gioco è fatta molto bene, a differenza di quella ruolistica, che anch’io ho trovato noiosa e lentissima. Un altro difetto secondo me è che la quest principale, dalla seconda metà in poi, ti costringe a rigiocare una parte dei livelli già superati: avrei preferito degli schemi totalmente nuovi.
    Trovo poi assurdo che il gioco richieda il pagamento (sempre maggiore) di gold ogni volta che si lascia la città per affrontare il livello desiderato…bah.

  14. Premetto che anche quando avevo la vita (mi tocco sempre le palle nel dirlo) non avevo mai giocato a quel gioco, solo sentito parlare e letto recensioni online (che ovviamente dicevano che era un gioco OTTIMO)
    Comunque…da quel che ho capito, un arcade/rpg? ma non è un ossimoro? XD
    un arcade dovrebbe essere qualcosa di veloce, diretto e adrenalinico.
    Un rpg te lo devi giocare con tuuuuuutta la calma del mondo se vuoi godertelo.
    Come fai a unire questo 2 cose? è impossibile, era ovvio che uscisse una merda :/
    Davvero molte volte vorrei essere nelle teste di chi crea questi giochi, solo per curiosità e vedere come cazzo fanno a tirarsi fuori stronzate simili.
    Comunque vuoi altri esempi di giochi a cui ho giocato e che data la loro natura mi han fatto cadere i coglioni dopo 6-7 ore? (alcuni anche MOLTO prima)
    Gravity Rush, Zelda Skyward sword, Cronovolt, Resistance 3…Bioshock 2…e ora altri non mi vengono in mente ma ce ne sono…

  15. Breve ma intenso… Dunque… Vanquish.

  16. Io sto giocando in questi giorni al “prequel” spirituale di Dragon’s Crown, Odin Sphere, su ps2 e mi sta piacendo davvero molto. Le uniche fasi lente sono quelle dove parlano i personaggi ma per il resto non ha punti morti. Visto quanto mi sta piacendo avevo già la mezza idea di prendere anche questo di cui parli, mi piacerebbe di più averlo su Vita ma non avendola mi accontenterò di quella ps3 xD Solo che da quanto dici non vorrei che anche a me venisse a noia proprio per i troppi punti morti..

  17. L’ho preso per ps3, non son riuscito a giocarci per la frustrazione: nelle fasi piu’ concitate e contro i boss perdevo di vista il mio personaggio e mi ritrovavo a pestare tasti a caso. L’ultimo titolo che ho giocato che mi ha dato il giusto feeling arcade rimane ancora Castle Crasher

  18. scaricato e provato per pura nostalgia… abbandonato per gli stessi motivi da te citati… sono rimasto proprio deluso, se si fossero evitati tutte ste menate e ci avessero lasciato liberi di menare Goblin a più non posso mi sarei perso nel continuare a giocarlo.

  19. durante la fase iniziale tornare al villaggio per far andare avanti la “””””trama””””” è rompipalle a dire basta poi fortunatamente nella fase di potenziamento meno si torna al villaggio e più ci si guadagna.
    il problema del gioco a parer mio è che per giocarlo bene (cioè alla golden axe) hanno deciso di fartici passare troppo tempo mentre la fase iniziale, cioè quella che devi giocare per forza e quella che giocheranno tutti, è proprio la più noiosa.

    bel gioco ma che resta tale per una decina di ore mentre gli sviluppatori lo hanno progettato come se dovesse durarne giorni.

  20. Boh, io ho amato tantissimo questo gioco, soprattutto facendolo con un amico.
    Poi la città era si pallosa ma non da arrivare a svalutarne il gioco stesso.

    Forse cercavi qualcosa di diverso e l’hai scoperto dopo!

  21. si si non lo nego l’ho preso per ps3 e poi gratuito su psvita per via della maga tettona e mi è piaciuto un sacco !! un seguito ancora più tettoname lo prenderei volentieri

  22. avevi delle aspettative sbagliate Farenz,questo gioco discende più da Princess’s Crown/Odin’s Sphere e Muramasa: The Demon Blade

    che sono esattamente come questo o pressapoco,questo è multiplayer,crei il pg…ecc.

    quindi boh,avevi le aspettative sbagliate v_v

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