Il vero significato di collezione

SONY DSC

Mi è capitato già in svariate occasioni di ricevere mail che iniziano più o meno così:
“Farenz, ma tra la tutta la tua collezione di videogiochi accumulata negli anni….”

ALT!

Perché è questo il caso in cui sento necessario fare alcune precisazioni su cui sono ansioso di confrontarmi con voi.
La domanda da porsi è “Cosa significa per voi il termine collezione?”
Quando mi è capitato di leggerlo in riferimento al mio caso specifico, mi si sono lacerate le budella pensando ai VERI collezionisti.

Partiamo dalla premessa secondo cui una collezione, almeno per me, deve avere alcune prerogative:

1. Dev’essere riconoscibile, nel senso che chiunque possa comprendere facilmente quale sia l’insieme di oggetti a cui ci stiamo riferendo.
Esempio di collezione riconoscibile: possedere tutti i giochi appartenenti al brand di Uncharted.
Esempio di collezione poco riconoscibile: possedere tutti i platform usciti su PS3. La collection di Sly Cooper fa parte dei platform? I vari Sly Cooper sono solo platform? Ed essendo giochi originariamente per PS2, fan parte di una collezione di giochi per PS3?

2. Dev’essere finita: il numero di oggetti che la compongono cioè deve essere finito.
E deve essere finita a livello globale: il numero di “pezzi” che ne fanno parte deve essere lo stesso per me e per un altro collezionista dall’altra parte del mondo.
Esempio: la collezione degli Happypotami delle Uova Kinder di molti anni fa.
Esempio di collezione non finita: possedere tutti i giochi usciti su Nintendo DS. (Usciti in Europa? In Giappone? In tutto il mondo? Ne escono ancora?)

3. Deve avere dei limiti specifici, riconosciuti anche in questo caso a livello globale.
Non ha senso per me dire “Colleziono videogiochi”. Avrebbe più senso cercare di collezionare TUTTI i giochi usciti per NES, per esempio, ma collezionare videogiochi in senso lato, oltre a ritenerla una cosa veramente poco praticabile, la trovo poco plausibile.

Infine, anche se non si tratta di una prerogativa inderogabile, una collezione dovrebbe avere pezzi quantomeno rari.
E sappiamo tutti che il termine “rari” va a braccetto con “costosi”.
Il piacere della ricerca, il fascino del trovare il pezzo che ti mancava, l’essere disposti a tutto – anche pagare cifre considerevoli -pur di averlo, sono tutti elementi che a parer mio concorrono nella definizione stessa e nell’obiettivo finale di “completare una collezione“.

Io quindi non mi reputo un collezionista.
Non lo sono mai stato, mai lo sarò.

Io semplicemente mi reputo uno che non vende/non dà dentro i propri giochi perché mi piace conservare i titoli che per un quantitativo X di ore han saputo intrattenermi. Sì, anche Lost Via Domus.
Più che di collezione, parlerei di raccolta personale, di libreria farenziana.

Dire che “colleziono i titoli che gioco” mi sembrerebbe un po’ un utilizzo estremo del termine collezionare.

Ma per voi, che significa tale verbo?
Aggiungereste altre prerogative per arginarne il troppo ampio utilizzo?

farenz

 

 

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79 Più commentati

  1. Esatto, anche io la penso come te. Non mi ritengo un collezionista e non ho una collezione ma una raccolta di giochi. Sebbene a differenza tua non tenga per me tutti i titoli con cui gioco ma solo quelli che mi hanno veramente affascinato e che, chissà, magari un giorno rigiocherò per il gusto di farlo, oppure quei titoli a cui sono legato. Legherei al termine “collezione” anche altre caratteristiche come: confezioni sicuramente prima stampa, adeguata conservazione di custodia e libretto istruzioni, magari anche mai aperti …

  2. Sono d’accordo su alcuni punti: il giocatore medio che si limita a tenere i titoli che gioca, ha giocato, vorrebbe giocare o poco più, secondo me non si può definire affatto un “collezionista”. C’è da dire che la parola “collezione”, però, è usata spesso nell’eccezione del termine “insieme di oggetti di similare natura” quindi, volendo, ci può anche stare. Ma in linea generale sono d’accordo con te: definire collezione qualcosa di piccolo fa rabbrividire al pensiero dei veri collezionisti che spendono anni della loro vita e gran parte dei loro sogni per inseguire questo o quell’oggetto da inserire nella propria collezione.
    Però non sono d’accordo sui punti 2 e 3. Se la vediamo nei campi artistici, ad esempio, spesso si sente di collezionisti di arte che hanno collezioni variegate di dipinti e/o sculture, appartenenti a più generi e periodi, e per questo potenzialmente infinite, in costante aumento e impossibili a definire qual è il “numero finito” che dovrebbero raggiungere queste collezioni. Non per questo chi le possiede credo sia considerabile di meno un collezionista.
    Certo, poi esistono i collezionisti di un determinato oggetto/autore/categoria/chi più ne ha più ne metta e in quel caso i paletti ci stanno, ma non sarei così veloce nel dare questo limite al cerbo “collezionare” in generale.

  3. Bhè in realtà la tua è una collezione. Non specifica, non assimilabile ad alcun ordine globalmente accettato. Ma il fatto stesso di avere una “Raccolta ordinata di oggetti della stessa specie, che abbiano valore o per loro pregio intrinseco o per loro interesse storico o artistico o scientifico o semplicemente per curiosità o piacere personale” li rende una collezione.

    Ciò non significa che debba per forza essere accettata e compresa da chiunque.

    Poi se vogliamo parlare di problemi di accumulazione ossessiva compulsiva nella ricerca frenetica di una determinata tipologia di oggetto, allora è un altro discoro.

    Francamente a mio avviso una raccolta di videogiochi, giocati e non, è considerabile Collezione.

    E’ la tua Collezione di oggetti che ti hanno influenzato in negativo o positivo centinaia di ore della tua vita. Francamente direi più che quelli sono la prova tangibile del tempo della tua vita….

    Immagina tutti ordinati, e su ognuno il totale di ore di gioco spese…ci si ritroverebbe difronte a ciò che abbiamo deciso di spendere per Loro….il nostro tempo

    • esatto. il significato di “collezionare” è riconducibile alla semplice RACCOLTA di quegli oggetti, non prevede necessariamente il completamento.
      lì si tratta di “collezione completa”.
      solo che questa raccolta è puntata sul possedimento di tali oggetti, e credo che una persona è collezionista solo in parte, perchè se appunto ACCUMULA giochi è ok, se però li prende principalmente per giocare, e poi se ne ritrova a migliaia ma senza aver mai pensato di comprarli per far numero in questo caso non si è assolutamente dei collezionisti :)
      probabilmente farenz, quello che volevi sottolineare è quello che questa parola significa a seconda della persona, come dire che una persona ti ritiene un collezionista ma tu non sai come quella persona intende il termine “collezionista”, ed è quindi possibile che ti giudica per ciò che probabilmente non sei.

  4. mi dispiace leggere gli articoli dell’angolo e constatare che non son più quelli di un tempo!!
    troppi articoli inutili, spero si riprenda presto!!

  5. Per me una collezione è riguardante un brand specifico (es. tutti gli Zelda in tutte le edizioni e regioni) o un intera categoria di giochi (es. tutti i giochi SNES in edizione americana). Una collezione può non essere completa, ma si punta a completarla, al costo ci spenderci un patrimonio. Ribadisco comunque che non sono mai stato un collezionista, quindi sto facendo delle ipotesi magari sbagliate.
    Nel caso tuo e di molti altri secondo me è meglio indicarlo come “catalogo” di giochi più che di collezione, perché in breve c’è “di tutto un po’ “

  6. Concordo pienamente con te. Senza alcuna velleità di collezionismo mi limito a raccogliere e conservare tutti i giochi che ho giocato senza rivenderli proprio come fai tu. Non so esattamente cosa me lo faccia fare, ma mi piace poter riguardare anche solo la copertina e pensare che un domani se ne avessi voglia potrei rigiocarci, anche se con tutta probabilità non lo farò mai.

  7. be io faccio esattamente il contrario, i titoli che mi hanno intrattenuto, finiti al 100% li considero chiusi e li vendo, quelli meno belli o comunque non chiusi li tengo per poi completarli… ovvio magari in coda … é una cosa istintiva non posso farci nulla…

  8. La penso esattamente come te! Un giorno collezioneró tutti i final fantasy usciti u.u e tutti i giochi per Snes e Ps1.

  9. come dici tu stesso la tua non é una collezione , ma sono giochi accumulati, ti rimando ad una serie televisiva interessante si intitola… accumulatori seriali…. :)

  10. anche io la penso come te farenz: sono giochi accumulati. E ti dirò di più: fra quei 3 punti da te elencati aggiungerei anche il possedere tutti i generi videoludici esistenti. Io (collegandomi a quest’ultimo punto) non mi reputo un collezionista proprio perché ci sono dei generi che non mi piacciono affatto come ad esempio gli strategici e i giochi di ruolo (non odiatemi pls) e poi se ci sono giochi che mi annoiano, che mi hanno deluso e che non rimetterò mai più nel lettore della console, li vendo e con questo decade definitivamente il termine “collezionismo”

  11. aspetta un minuto Farenz. Ma tu non avevi venduto il primo F.E.A.R. proprio perchè non ci avevi capito una mazza della trama? XD

  12. Caro Farenz, ti scrivo…no…peró vorrei farti un esempio. Io non sono un collezionista, ma compro molte cose (videogiochi, libri, articoli sportivi) e li accumulo, cosí, tanto per avere molte cose diverse da poter comprare di volta in volta. Ad esempio, ho molte maglie da calcio/rugby/football. Detto ció, mi fa incazzare, e parecchio, uno youtuber che, a suo dire, “colleziona videogiochi”: cioé si accatta pure la merda, cercando di spendere il meno possibile, per averne di piú degli altri, e fare il figo. Questo é collezionismo???

  13. collezionare qualcosa è in pratica accumulare qualcosa,io lo faccio per i fumetti vg e carte da gioco di vario tipo.
    Poi ci sono quelli che collezionano solo roba piu rara e costosa e chi invece no penso pero che siano entrambi collezionisti alla pari

  14. Credo che il collezionista si trovi in una posizione al limite tra passione e malattia mentale.
    Ne ho conosciuti parecchi di collezionisti e vivono veramente male,non si godono i nuovi acquisti sempre con la testa fissa su quello che gli manca e che una volta comprato perde di colpo ogni attrattiva.
    Non parliamo poi dei malati che neppure aprono i giochi ma li conservano nel cellophane originale,tipo il protafonista del film 40 anni vergine..
    Tempo fa avevo stilato con un amico una lista coi vari gradi della malattia,riguarda i collezionisti di fumetti ma penso si possa adattare anche a quelli di videogiochi

    1.lettore occasionale
    2.lettore abituale
    3.chi non butta via mai niente
    4.l’accumulatore
    5.il lettore/collezionista
    6.il collezionista/lettore
    7.il collezionista
    8.il mezzo maniaco
    9.il maniaco completo

    personalmente nei miei vari hobby non sono mai andato oltre il livello 3,4 coi fumetti mi pare che anche tu Farenz sei in una situazione simile ;-)

  15. Che prolificità da un pò di tempo a questa parte!
    Ogni giorno un articolo nuovo!
    A cosa è dovuto?

  16. Oh cielo Farenzo, che ricordo mi hai tirato fuori!

    Io avevo tutte le Tartallegre, le Ranoplà, i Miaogizi.. Begli anni, altro che Steam e Origin..

    E quando ne trovavamo 3 in una singola scatola di 3 ovetti? Esultanze da Mondiali 2006.

  17. se l’insieme dei giochi di cui sei ancora in possesso non lo chiami collezione, o personale collezione, come lo chiami in una parola? Giochi accumulati fa cagare come termine

  18. Dire “Io colleziono videogiochi” e un po’ come dire “io colleziono libri” oppure “io colleziono figurine” è normale che ci deve essere una categoria in cui operi. Però bisogna dire che esiste anche il termine collezione personale, quindi sarebbe stato più corretto se la persona/e che ti hanno inviato l’email l’avessero definita così. Alla fine ognuno di noi è collezionista, o meglio dire completista in qualcosa

  19. il collezionismo vero e proprio è una malattia :P della serie si prendono dei pezzi incelofanati e non si toccano per paura di usurarli , io sono più portato all’ammucchiata godereccia , prendo un po’ di tutto tranne alcune categorie di giochi che non sopporto.
    l’unica cosa che non faccio mai e rivendere i giochi acquistati, anche quelli brutti , hanno arricchito la mia esperienza nel bene e nel male abbandonarli nelle mani di qualche bimbominchia con le mani ricoperte di nutella mi fa piangere il cuore T.T

    • Il collezionista vero è un povero disgraziato,uno che compra giochi solo per il gusto di possedere.
      Spende una barca di soldi per avere la propria copia incellophanata di FF7 per poi metterla sullo scaffale e osservarla estasiato.
      No fortunatamente non faccio parte di questa categoria e anche io mi limito a conservare i giochi che acquisto.

  20. Io mi reputo un collezionista di ricordi. La mia raccolta di titoli è abbastanza limitato a dirla tutta (in media due titoli al mese) e mi piacerebbe ampliarla a manetta, e se devo dare indietro qualcosa per delle promozioni talvolta lo faccio perché mi basta la rimembranza di quei momenti.

  21. Articolo interessante anche se puntualizzerei un paio di cose, ovviamente IMHO.
    Se leggi la definizione di Wikipedia, e qui occorre capire quanto valore gli diamo, la collezione è una raccolta di oggetti della stessa categoria. Quindi tenere tutti i videogiochi ed averne un numero consistente, può essere considerata una Collezione.

    Poi ovviamente entrano in gioco la raffinazione come hai descritto tu. Sul numero finito ovviamente dipende molto dalla collezione. E’ possibile, come è stato fatto, collezionare tutti i giochi PAL usciti su PS2 perché sono in un numero finito e tale valore è uguale che tu sia Tedesco o Italiano.
    Poi ci sono le collezioni finite ma ancora in corso. Ho tutti i giochi di Zelda fino ad oggi, Luglio 2014. L’anno prossimo dovrò comprare Zelda su WiiU per tenerla “in pari”. Tuttavia posso considerarmi un “collezionista dei giochi di Zelda”.

    Non sono d’accordo sul discorso che dire “Colleziono videogiochi” sia sbagliato. Okay che scendere nel dettaglio sarebbe meglio ma ogni collezione esistente può essere racchiusa nella macro-categoria di appartenenza. Mio padre colleziona le specialità dei francobolli ovvero quei francobolli che hanno dei difetti. E’ vero che dovrebbe dire “Colleziono le specialità” ma non possiamo NON DIRE che “Colleziona francobolli”.

    Anche io nel mio piccolo “colleziono videogiochi” nel senso che tengo anche le cartucce dell’Atari 2600 e non do mai niente a Gamestop o vecchi retrogame se non li ho doppi. Poi è ovvio che se devo spendere 50 euro in retrogame, preferisco spenderli per un gioco per MEGA DRIVE che rappresenta la mia “Collezione NELLA collezione”.

    Quindi a mio parere uno può definirsi collezionista se:
    1. Possiede un numero consistente di oggetti della stessa categoria;
    2. Se tali oggetti rispondono ad un criterio o raggruppabili in sotto-categorie (collezione nella collezione);

    Non reputo necessaria la presenza di pezzi “rari/costosi” perché come i tizi di Affari di Famiglia ci insegnano, il valore di un oggetto collezionabile la fa chi lo compra, non l’oggetto stesso.
    Io posso collezionare lacci delle scarpe che non valgono un cappero e costano 1 euro l’uno (per esempio). Il fatto che non abbia un laccio da 100 euro non significa che la mia collezione sia scadente (ma probabilmente che sono l’unico a farla :P ).

    Bye

  22. Infatti collezione forse è esagerato, a me piace semplicemente tenere da parte quelli che mi sono piaciuti di più, così in futuro anche solo guardando la copertina mi verranno in mente i ricordi e il tempo trascorso giocandoci.

  23. Io come te, Farenz, non ho mai venduto (salvo piccolissime eccezioni) i giochi che ho comprato e giocato. E c’ho ancora conservate le cartucce per il MegaDrive, o il Gameboy, Gamegear eccetera eccetera, però anche se non intendo una collezione come può essere “finire la serie di tartarughine pucciose degli ovetti kinder” o addirittura “avere tutte le serie di tutte le sorpresine fighe degli ovetti kinder”, mi ritengo in qualche modo un collezionista, o forse sarebbe meglio un collezionatore. Specie durante la passata generazione di console ho avuto modo di prendere più d’una collector’s edition e alcune limited, ma realmente limited, che ancora oggi su ebay si trovano a prezzi addirittura maggiori che al dayone in un comune negozio.
    Mi piace tenere le cose, cose che mi hanno intrattenuto, che talvolta mi hanno disfatto il portafogli, che mi hanno divertito e qualche volta che mi hanno pure frantumato i coglioni.
    Certo che rispetto a chi invece i giochi poi li rivende, al GameStop o a privati, ci risparmia o meglio ci ritorna almeno un po’ nelle spese. Per fortuna però io ho un amico che gliene frega nulla di tenersi i giochi, però ne gioca tanti e spesso gli stessi che piacciono a me, quindi a volte usiamo il metodo della “comproprietà”, ovvero compriamo un gioco in due, se lo gioca prima uno e poi l’altro, di solito inizia lui oppure io se ha già altro a cui sta giocando, poi alla fine resta a me, così io continuo la mia collezione e lui spende uguale come se lo comprasse e rivendesse. Strano che tipo tu con Avo non l’abbia mai fatto.

  24. Io colleziono le serie di Pokémon, Final Fantasy, Dragon Quest e Kingdom Hearts. Nel senso che compro TUTTI i giochi facenti parte di questi brand, anche quelli usciti solo in Giappone e America. Per gli altri giochi faccio come ha detto Farenz, ovvero mi creo la mia “biblioteca videoludica” che non si può definire una vera e propria collezione.

  25. Secondo me c’è un’altra cosa che distingue il collezionista dal semplice videogiocatore che accumula i videogiochi che ha giocato: il collezionista fa un acquisto col fine di collezionare l’oggetto, quindi nel caso dei videogiochi il collezionista magari nemmeno lo apre per tenerne intatto l valore (ovviamente se si tratta di edizioni particolarmente rare del gioco ecc). Mentre un videogiocatore non collezionista compra i videogiochi per usufruirne, poi magari tiene tutti i giochi ma questo non lo rende un collezionista.

  26. non credo che il “collezionista” sia una persona che accumula,più che la quantità si preferisce la qualità.
    rientro fra la categoria dei folli collezionisti eppure scommetto che ho meno giochi del videogiocatore medio.
    sul discorso “collezione finita” invece sono totalmente in disaccordo,oltre un certo livello il collezionista non vuole la cosa rara,la vuole unica.
    come esempio il “collezionista medio” di fumetti ha la sua simpatica serie completa di Dylan Dog,334 numeri forse costosi ma alla portata di tutti,il “collezionista pro” cerca le tavole originali

  27. 4) la collezione deve esser giocabile, e già questa la dice lunga sulla mia definizione di “collezione”. Per me non ha senso avere 10000 giochi “di annata” che non giocherò mai più, è come se un cacciatore mettesse sul caminetto il vecchio fucile da caccia, che tuttavia non funziona più. Quel fucile invece deve essere in grado di sparare sempre e usarlo all’occorrenza, così come non ha senso avere 100 giochi ps2 ma non avere la console in questione, oppure non avere nessuna intenzione di rigiocarsi i titoli del passato. A mio avviso, possono passare anche 5 anni, ma mi capita sempre di ritornare sul luogo del delitto, rigiocare (perchè al giorno d’oggi non trovo ancora titoli come li facevano una volta) un kotor, un deus ex, un hitman 1, un dragon age origins etc…

  28. Non sono mai stato un collezionista, non per i videogiochi e non per fumetti, film o altro.
    A me interessa il fatto di esperienziare e di sfruttare l’oggetto in quanto tale.
    Solo se avessi fantastiliardi di dobloni allora mi metterei a fare qualche collezione ma solo come passatempo.
    Cmq Farenz la definizione che hai dato del collezionista mi sembra adeguata e completa.

  29. Su un sito dove bazzico c’era un tipo che affermava di avere una grandissima collezione di giochi…su Steam.
    Si arrabbiava molto quando gli facevamo notare che un qualcosa di intangibile non può essere considerato una “collezione”, non riconosceva la differenza tra il possedere i giochi con tanto di confezioni e libretto e averli in bella mostra sulla libreria… e l’aprire Steam e vedere la sfilza di figurine relative ai giochi in dd. Per lui era la stessa cosa, erano entrambe collezioni e valevano allo stesso modo.
    Non ho mai capito se lo credesse davvero e se lo volesse credere a tutti i costi.

    • gli facevamo notare che un qualcosa di intangibile non può essere considerato una “collezione”” non capisco il senso dell’obbiezione.
      Non è un accumulatore, ok. Sì può discutere che un collezionatore debba avere un certo lato feticistico per l’oggetto in sè e che quindi debba essere fisico, ok. Si può discutere sul vero possesso di un oggetto che in digital è tuo ma parcheggiato altrove, oppure è tuo in un tipo specificio di comodato d’uso, ok.
      Ma dire che una persona che abbia migliaia di ebook non ne abbia una collezione, anche per il solo significato letterale, mi sembra veramente una gran cretinata.

  30. Same here… Come te non sarò mai un collezionita, nè riesco a comprendere più di tanto chi invece è collezionista fino all’osso. A me m’importa poco… Quello che “colleziono” magari sono esperienze dei titoli giocati o degli ostacoli videoludici superati… Piccole cosine non tangibili ma che mi danno gran soddisfazione. Tipo, non so, aver giocato tutta la saga di CoD fino ad oggi, aver giocato tutta la saga di Monkey Island, aver platinato tutta la trilogia originale di AC… Cose così insomma.

    E poi secondo me bisogna fare una distinzione… Il collezionista come lo si intende di solito è poco più di un accumulatore amatoriale, non gli interessa di avere tutto e di averlo raro, ma magari ha piacere a collezionare tutta una saga o una serie di uscite simili, tipo un videogiocatore affezionato a un brand… Quello che segue i 4 punti che descrivi tu invece è il collezionista vero e proprio, “il maniaco”, che cerca oggetti rari, unici e costosi in grandi quantità e che si preme di creare un qualcosa di invidiabile e di valore. Secondo me la differenza è che il primo guarda con pacata soddisfazione a ciò che ha e cerca di espanderlo senza però prendersi troppi affanni, mentre il secondo si mangia le mani e rosica pensando a tutto quello che gli manca e forse (e dico FORSE) trova soddisfazione solo una volta che la collezione è finita..

    • Non credo troveranno mai soddisfazione, stiamo parlando di una psicosi compulsiva alla fine.
      Conosco persone che vanno da Gamestop e…acquistano. Sempllicemente acquistano. Tornano a casa, sistemano ciò che hanno acquistato, lo osservano, tornano alla scrivania, depennano dalla lista e si arrovellano il cervello ragionando su ciò che non hanno.
      Chiaramente non toccano la maggior parte di ciò che acquistano.

      • psicosi compulsiva?
        mi pare esagerato,il collezionista di oggetti rari o unici sa che non potrà mai finire la collezione,é questo il bello,la ricerca,le discussioni e molte volte i viaggi portano non solo a conoscere l’oggetto ma le storie e le persone che ci sono dietro.
        quello che invece compra e accumula soltanto credo non abbia un vero interesse per l’oggetto ma provi piacere nel posseso

        • Si beh, i collezionisti che descrivi tu sono quelli sinceramente “appassionati”, non i “maniaci”. Secondo me c’è differenza… Perchè i maniaci in quanto a psicosi compulsiva non hanno niente da invidiare agli accumulatori senz’anima…

        • Come dire… è un po’ la differenza fra il Collezionista di toppi e l’Otaku giapponese ossessionato dalle statuette… Sono due mondi differenti.

          • ma l otaku gapponese è un po una persona malata,di solito i veri otaku hanno paura e fastidio nel uscire di casa di rapportarsi con il mondo ecc ecco perche tutti quei bimbiminkia magia merda che diconono “Sono un otaku111!!!” vorrei prenderli a calci sui denti.

          • sono dei malati che nel periodo 80/90 hanno dettato molte mode e gusti che ci godiamo in questi anni,che hanno vinto premi oscar e modificato narrativa,cinema e fumetto.
            non confondiamo otaku con hikikomori ; )

          • No no infatti… Anche se “Otaku” a quanto ne so in Giappone ha comunque un connotato un po’ dispregiativo… Ma qui da noi no.

          • si é dispregiativo ed era riferito non solo alla passione sfrenata per un unica cosa ma anche alllo stile di vita basato su lavoro precario,sul non mettere su famiglia e su molti altri fattori.
            adesso é sempre dispregiativo ma a perso alcuni riferimenti ad abitudini,anche perché molte sono diventate diffuse anche al resto della popolazione

          • ti prego dimmi che non hai pensato al lavoro precario e il non mettere su famiglia per le mode che ho citato prima XD

          • azz belle mode -.-

          • @akerem91:

            “ma l otaku gapponese è un po una persona malata,di solito i veri otaku hanno paura e fastidio nel uscire di casa di rapportarsi con il mondo ecc ecco perche tutti quei bimbiminkia magia merda che diconono “Sono un otaku111!!!” vorrei prenderli a calci sui denti.”

            ti vorrei abbracciare (NO HOMO)

            @RanXeroX: non confondiamo “anime/manga” con “otaku”, i primi, sì, UN PO’ hanno contaminato la cultura mondiale e AD ALCUNI DI ESSESI(molto pochi) dobbiamo moltissimi e bellissimi film, libri o fumetti occidentali, un solo esempio: Pacific Rim. L’otaku è, in giappone ma non da noi a quanto pare, uno scarto sociale, un fallito, che di giorno lavora chiuso in qualche sottoscala per gudagnare i soldi necessari per potersi comprare statuine di donnine ignude per potercisi masturbare sopra la notte. Ed è così in giappone, gli “Otaku” sono una irrisoria minoranza e non “la norma”.

          • no non confondo anime e manga (prodotti) con gli otaku(esponenti di una sottocultura degli anni 80/90).
            cultura che ha influenzato non solo il fumetto e l’animaziona ma soprattutto l’estetica,la narrativa e l’arte.grazie al cacchio che non tutti hanno avuto influenza,mica bastava partecipare alla beat generation per diventare Ferlinghetti ; )
            il discorso statuine é una cazzata,se invece delle donnine uno conprasse trenini non sarebbe un otaku?
            giusto per concludere,qualsiasi italiano che si crede otaku é un idiota

          • si può apprezzare qualcosa anche senza essere Otaku.

      • Io acquisto e tolgo dalla lista molte cose lo faccio spesso con i vg non gioco a tutto cio che acquisto.

    • “aver platinato tutta la trilogia originale di AC”

      mi sà che ti sei perso qualche capitolo qui e là, e comunque: NOOB, J’ai rempli toutes credo de l’assassin de jeux.

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