Verso l’infinito marketing ed oltre

Buzz_Lightyear_out_of_the_box

A volte mi domando dove andremo a finire….

Verso quale limite estremo riuscirà a spingersi l’immaginario dell’uomo.
… limite?
Esiste davvero un limite? Ci siamo già giunti?

Non ci arriveremo mai?

Là… quel posto dove nessun nerd avrebbe mai pensato di approdare.

Ricordo ancora il casino di diversi anni fa.
All’interno di giochi come Splinter Cell Conviction o, ancora prima, nel (mi pare) secondo episodio di Devil May Cry trovavamo… chi se lo ricorda?

Esatto.
Pubblicità.

Che fossero cartelloni per strada, saponette Nivea da chinarsi e raccogliere nel bagno di Sam Fisher o attillatissimi jeans Diesel di Dante, ammettiamolo.
Un po’ le palle ci girarono. E giustamente direi.
Perché tutti noi pensavamo: “Cazzo ma se devono inserire pubblicità all’interno dei videogiochi (guadagnandoci) perché a noi poveri clienti finali non viene scontato leggermente il prezzo del gioco?”

Perché dobbiamo continuare a subire inevitabilmente tutte le scelte di marketing anche quando a noi, come in questo caso, non solo non apportano benefici (nono oserei mai dire guadagni) ma provocano puresolo rotture di coglioni?

Diversi anni sono passati.
Per fortuna quello che all’epoca temevamo tutti fosse l’inizio di un’era costellata da manifesti pubblicitari virtuali che sponsorizzavano assorbenti e 3X2 dell’Esselunga di Via Duca D’Aosta, beh… alla fine non si è rivelato essere così.
Le pubblicità nei videogiochi sono sempre state relativamente rare e il trend non è stato quello di scendere a compromessi, probabilmente per evitare di attirare tempeste di sterco attorno al publisher che avesse intrapreso una strada di questo tipo.

Ma c’è sempre qualcuno che caga sempre fuori dal tazza.
E chi… mi domando… CHI decide di andare controcorrente e legarsi a campagne pubblicitarie quantomeno discutibili?

That’s right!
Avete vinto un mappamondo.

Ubisoft.

Ma calmi, perché stavolta è qualcosa di strano.
Mentre in passato all’interno di un videogioco virtuale vedevamo cartelloni virtuali, rasoi bilama virtuali e fuseaux altrettanto virtuali, da oggi potremo godere di forme pubblicitarie da toccare con mano!
Non siete contenti?

206621_1aUbisoft ha stretto una partnership con Gillette, il meglio di un uomo, la famosa azienda di prodotti per la rasatura e creme profumanti per i giocatori a cui piace la bega.
Avete una pelle sensibile?
Avete una pelle ultrasensibile?

Bene. Comprate la schiuma da barba Gillette e avrete l’opportunità di avere le guance come il culo di un bimbo e scaricare contenuti bonus esclusivi.
DLC in cambio di saponi per la faccia.

La domanda è piuttosto scontata… cosa ne pensate?
Personalmente?

Non mi va di gridare allo scandalo, anzi.
Non vi nascondo che come forma di pubblicità. seppur per ora non ancora confermata per il mercato italiano, credo possa funzionare.

Tra le due possibilità, secondo i miei gusti questa ha più senso rispetto ai cartelloni della Nivea in Convinction.
Qua decido IO se aderire o no a questa campagna pubblicitaria, decido IO quindi se acquistare o no il prodotto in questione.

Non subisco passivamente un cartellone di merda mentre svulazzo tra un grattacielo e l’altro con Spider-Man.

Fermo restando che questa pubblicità per il videogiocatore angolare è completamente inutile.
La barba non va mai tagliata.

 

farenz

 

 

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60 Più commentati

  1. Finchè rimangono pubblicità di prodotti commerciali ci posso anche stare, ma qualcuno si ricorda che in Burnout Paradise c’erano cartelloni di propaganda per le elezioni USA del 2008? Lì diventa davvero troppo. Comunque queste cose non mi fanno né caldo né freddo. I soldi portano ai soldi, è normale. Tuttavia io parlerei di un’altra questione da te sollevata: ” perché a noi poveri clienti finali non viene scontato leggermente il prezzo del gioco?” A tal proposito mi viene da pensare a quello che fu il mercato mobile, paragonato a quello che è adesso. Non so se ti ricordi, ma prima molti giochi funzionavano con la formula “scarichi gratis ma hai le pubblicità”, altrimenti paghi quei 2,99 e giochi senza vincoli. Cosa è successo a questa formula? Guardando la situazione attuale dei vari store mobile, vedo sempre più free-to-pay (no, l’emissione della “L” è voluta), dove è impossibile proseguire senza sborsare, stracolmi di pubblicità, o in alternativa, come mi è successo con Real Racing 3, pago 4,99 e ho un grosso banner pubblicitario nella splashscreen del titolo. Ecco, questa è la pubblicità che bisognerà temere all’interno dei videogiochi. Per ora non mi interessa se la ghigliottina in Unity è una 5 lame pro-glide.

  2. Personalmente la pubblicità nei videogiochi non mi ha mai fatto nè caldo nè freddo, e anche in questo caso questi prodotti mi faranno lo stesso effetto. Mi divertirò guardandoli e basta. Come sempre.

  3. l merchandising c’è sempre stato, da Star Wars a questa parte è entrato nella vita di tutti noi, ricordo ancora le polemiche fatte all’uscita de “la passione di cristo” in cui davano dei “chiodi” o una roba del genere… DIOOO!!!
    Forse anche li era un DLC, mentre Gesu soffriva nel film tu potevi usare i chiodi per provocarti dolore e partecipare meglio agli eventi?

    Fino ad ora nei VG queste cose si erano limitati ai pupazzetti da mcdonald e poco altro, la vera novità sta nel fatto che ora i prodotti “a marchio” danno un bonus ingame sotto forma di DLC. se questi DLC sono acquistabili dallo store anche senza comprare il prodotto in questione non ci vedo nulla di male. (a parte il fatto che i DLC sono IL MALE).

    Io la spingerei su un livello ancora più estremo… pensate alle vecchie raccolte punti: ogni confezione del prodotto X contiene un codice di un certo valore all’interno, più il prodotto costa, più punti si accumuleranno… una volta raccolti XXX punti si potranno scambiare per il DLC di nostra scelta. così il bambino squattrinato chiederà alla mamma di comprargli le merendine X per avere i DLC, così come noi chiedevamo le mulino bianco per avere la radiosveglia a forma di mulino.

  4. Non vedo dove sia il male fintanto che si limitino a contenuti bonus marginali come vestiti, spade e cazzate varie; a me spaventano e fanno incazzare i dlc che aggiungono trama fondamentale. Concordo con te che meglio questo tipo di pubblicità che lo spot nel gioco ma temo siano due cose differenti che possono benissimo convivere ahimè.

  5. Fortunatamente non ho mai visto un fenomeno di publicità nei videogiochi (o l’ho ignorato completamente), ma la cosa mi farebbe incazzare e non poco perchè snaturerebbe una qualsiasi ambientazione. C’è chi dice che invece le pubblicità potrebbero favorire l’immedesimazione nel contesto… E sono d’accordo, ma solo finchè sono fittizie. Le pubblicità in GTA le ho sempre trovate un ottimo modo per rendere la città “più viva”, ma perchè erano inventate di sana pianta così come un po’ tutto il resto nel gioco (e inoltre, erano e sono dannatamente divertenti e politicamente scorrette).
    Se si parla del contrario, ossia dei “videogames nelle pubblicità”, beh, secondo me può funzionare…
    Nel particolare, penso che sia un affarone per Gillette in questo caso, che rende i suoi prodotti preferibili alla concorrenza per una certa fetta di acquirenti… Io ad esempio usufruirei dell’offerta ben volentieri.
    Ma Ubisoft… Meh, secondo me ci perde. A parte che l’Assassino penso sia già pubblicizzato più che abbastanza, ma come così appare proprio come atto di svendita totale… Stanno prostituendo il brand più che mai, snaturandolo a più non posso come dice più su oldschoolnerd, e a me la cosa non scompfiffera per nulla. Poi, beh, de gustibus…

  6. Non mi dispiacerebbe se tanti prodotti utilizzassero personaggi dei videogiochi come sponsor come nel caso che hai riportato, ma preferirei oggetti più in tema con il gioco…tipo i chupachups di bayonetta o i lassativi di lost via domus

  7. A me sinceramente non me ne frega un cazzo.

  8. Ecco, la solita Ubisoft maschilista, non ha incluso la schiuma per la patata…

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