Videogames e pop corn

Pop-Corn-Hoodie

L’inchiesta di oggi parte dalla mia tanto recente quanto insipida esperienza con Brothers – A tale of two sons, di cui ho già parlato abbondantemente nella puntata 18 di The GameFathers Live.

La maggior parte dei videogiocatori si sono masturbati sulla trama e sui significati intrinseci che il gioco nasconde.
Lodoss è rimasto deluso dal titolo.
Io sono rimasto in posizione piuttosto neutrale, nel senso che anche io non ho trovato una trama particolarmente profonda e il significato intrinseco del titolo è intrinseco solo per chi ha evidentemente più sensibilità di me.
O per chi deve dimostrare di saper cogliere significati intrinseci dove in realtà non ce ne sono.

Ciò che invece ho apprezzato del titolo è la maniera, del tutto inaspettata, con cui ho potuto affrontare il gioco stesso.

Quando qualche giorno fa Lodoss mi “consigliò caldamente” di provare il gioco per sentire cosa ne pensassi, la combinazione volle che quella stessa sera mia moglie avesse un appuntamento con un’amica che non vedeva da tempo.
Pizza più quattro chiacchiere nel dopocena.

Nella speranza che l’amica non si chiamasse Mandingo.

Una serata intera con un televisore a mia disposizione??? Meglio della fellatio con Sasha Grey.
Almeno 3-4 ore libere… uhm… perfette per poter cominciare e portare a termine il gioco suggerito da Jury.
E così feci.

Titolo cominciato e finito in un’unica sessione.
Non mi accadeva dai tempi di To the Moon.
Fantastico.

E mi è venuto quasi naturale paragonare una fruizione di un videogioco con queste tempistiche a quando anni fa, ahimè, verso le 18/18:30 di sera si usciva, si andava da Blockbuster e si noleggiava un film, magari accompagnando i l’operazione anche all’acquisto di schifezze dall’inenarrabile composizione chimica.
Pizza, birra, divano, pop corn (o Pringles, volendo) e film.
Il tutto si esauriva nel corso di poche ore.

Non vi nascondo che vorrei avere sotto mano più spesso giochi affrontabili con queste tempistiche.
Abbiamo davvero bisogno di videogiochi dalla durata sempre maggiore?
Noi sappiamo che nel 99% dei casi (gdr a parte) i videogames vengono bollati come “della durata giusta” solo quando raggiungono circa 8-10 ore. Ma siamo sicuri che in questi casi il comparto narrativo non sarebbe potuto essere raccontano magari nel giro di 5 ore, magari in maniera più diretta, più d’impatto, piuttosto di sbrodolate inserite solamente per giustificare i brillanti 69.99 euro in copertina e per evitare che la gente rompa i coglioni a prescindere basandosi solo sulla durata e non sui contenuti effettivi?

Non credete che la “formula Blockbuster” possa essere adattabile anche ad un videogioco?
Ma soprattutto non pensate che in certi casi ben specifici il videogioco stesso possa trarre vantaggio da una versione economy della sua durata?

farenz

 

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  1. Mah, l’argomento è molto complesso ed andrebbe sviscerato nella sua interezza. Onestamente io sono per i giochi extra lunghi, ho diversi salvataggi di giochi con 100+ ore, un 300+ (Final Fantasy VII) ed un Borderlands 2 ancora in progress da 200+ ore (singolo gameplay)
    Se poi vogliamo parlare di replay allora la lista si allunga parecchio (prima degli scontati commenti sul tempo libero a mia disposizione tengo presente che lavoro 8 ore al giorno 5 giorni su 7 quindi nella media).
    Di norma tendo a non considerare giochi la cui durata effettiva è inferiore alle 20 ore perchè preferisco giochi in cui è presente sia una buona trama che un gameplay solido e non ripetitivo e, secondo me, una durata inferiore sacrifica l’una o l’altra componente o quantomeno la riduce sensibilmente.

    Detto questo ci sono ovviamente le eccezioni, ad esempio adoro the Binding of Isaac la cui durata va dalla mezz’ora all’ora. Questo però è un gioco action roguelite tutto incentrato sul gameplay con poco background (anche se è più profondo di quanto ci si aspetterebbe) ed ha una replayability stellare (90+ ore sulla mia libreria Steam).

    Giochi tipo Stanley Parable, Gone Home (provato, delusissimo) non fanno proprio per me, mi piace perdermi nelle trame/ambientazioni che si dipanano piano piano.

  2. Severus Dumbledore

    Ti dirò, anche quando ho poco tempo da dedicare ai videogames (purtroppo invece ho parecchio tempo libero), non riuscirei mai a stare più di 2 ore a giocare un titolo, preferisco sempre che il tutto sia diluito in modo adeguato, ergo no, i giochi devono essere duraturi, ma ovviamente fatti come si deve, inutile allungare il sugo se il titolo ha già detto tutto.

  3. Una durata così breve penso si adatti bene a giochi che basano quasi tutto sulla trama e ad un prezzo contenuto. Tipo come può accadere a semplici episodi dei titoli di Telltate (Farenz provati The Wolf Among Us a breve uscirà il terzo episodio).

    Per altri giochi come gli RPG invece la durata deve esserci perchè sono giochi che si comprano per l’esplorazione, per la crescita del proprio personaggio e/o del mondo di gioco e questo per ovvie ragioni richiede più tempo.

  4. Sono d’accordo. Molti giochi vanno troppo per le lunghe annoiandoti in una maniera improponibile.
    Ad esempio sto facendo davvero fatica a portare a termine Thief non solo per la monotonia delle meccaniche del gioco stesso, ma sopratutto per la storia, che essendo così scialba di suo, diluita poi in 8 capitoli non fa che peggiorare le cose.

    • Si, ma, secondo me, il problema può essere visto anche nell’altro senso. Non è che il gioco deve essere più corto perchè la trama è scialba, semmai l’errore sta proprio li, la trama non sarebbe dovuta essere scialba. Thief è un gioco che sarebbe potuto benissimo durare 20/30+ ore, se solo avessero sviluppato di più la trama ed offerto side-missions più elaborate di una stanza con dei tizi dentro (e nemmeno sempre) dove l’oggetto è in bella vista.
      Per le meccaniche monotone sono d’accordo ma anche qua non è un problema della longevità perchè se fosse più corto avresti un gioco breve con meccaniche monotone invece di un gioco normale con meccaniche solide. Anche in questo caso il problema è proprio la monotonia, si poteva fare di meglio, non è che perchè il gioco si chiama Thief tu debba per forza sempre rubare qualcosa, tanto per dire…

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