Videogiocare fa perder tempo

Non t'arrabbiare 1
Wordpress mi dice che con questo titolo avrò il 70% di trollaggio.

Ok dai, posso accontentarmi.

Sgherzi a parte, scrivo quest’articolo per parlarvi di come i giochi mi provochino soddisfazione, vere e proprie iniezioni di serotonina, come nemmeno l’acido lisergico.
Ma di come anche possano provocarmi insoddisfazione, ansia, fame e depressione.

Parto dagli esempi pratici che hanno scaturito questo articolo.

Ieri sera:
Parto con una partita a Gran Turismo 6. C’è quella sessione di Drift in cui pare che cercare l’oro potrebbe essere assai difficoltoso.
Ho fatto due prove al volo domenica e deciso di rimandare ad una sessione in cui potevo concentrarmici sopra.
Eccomi qua. Mi conforta il pensiero che nelle scorse prove di drift è bastato intuire cosa richiedeva il gioco, interpretare meglio il controllo della vettura al limite, e quella che sembrava un’impresa titanica dopo le prime prove, si è tramutata in una prova si impegnativa, ma il cui traguardo si avvicinava pian piano ad ogni tentativo.

Ed infatti, sono bastati 4-5 tentativi a vuoto (proviamo con l’automatico per concentrarci su sterzo e freno a mano….no aspetta così mi cambia marcia quando non voglio, meglio tornare al manuale…forse se metto la visuale dal cofano ho riferimenti migliori) ed ecco che una prova che credevo mi avrebbe impiegato un’ora di tentativi e tanta frustrazione, riesco a liquidarla in 3-4 tentativi in un veloce crescendo prestazionale.

Soddisfazione.
Un altro mattoncino è stato posato, un’altra pietra per la strada che mi conduce al completare Gt 6 con tutti gli Ori.
Sono sereno e decido di passare ad altro.
Vediamo un po’…ah giusto, c’è quel Resistance da portare avanti, di cui mi sono ricordato giusto stamattina.
Ho la strada libera, posso anche qui impegnarmici senza venir disturbato, che la moglie è già a letto.

Riprendo il mio tragitto nella lotta contro gli alieni.
Un particolare livello mi mette preoccupazione: sembra che un tratto sia costellato da un continuo respawn di nemici.
Non mi ricordavo questo gioco avesse il respawn coddaro!
Beh vabbè, allora proviamo con l’azione di sfondamento run’n’gun (che spesso in COD risulta ahimè più fruttuosa di un preciso scontro a fuoco dalla distanza).
Niente, muoio 2-3 volte circondato da nemici, senza trovare il check-point.
Frustrazione e sconforto: mi tocca ripetere ancora la stessa parte con l’incertezza di mancare la soluzione.
Proviamo a rimanere ancora sulla difensiva, come se il respawn non ci fosse, poi vediamo come butta.
E difatti per fortuna mi sbagliavo: il respawn non è infinito, e di nemici ne compaiono delle belle manciate, ma è solo un incentivo ad ostentare una guerriglia al coperto per falciarne l’avanzata.
Una volta che i brutti ceffi dall’altra parte del ponte smettono di comparire, capisco che finalmente è giunto il momento di proseguire.
Completo altri 2-3 livelli, che in questo primo Resistance sono brevi, concentrati (ma con checkpoint leggermente più diluiti del solito) ed essendosi ormai fatta una certa è tempo che anch’io mi conceda le giuste ore di sonno (questa serotonina bisogna regolarla no?!).
Non prima ovviamente di aver sbirciato 2-3 recensioni e finito un fumetto sull’ipad prima di abbassare del tutto le pupille.

La mattina successiva sono ancora pervaso dal buonumore per la buona riuscita delle mie sessioni videoludiche.

Sento, percepisco, come quelle nette porzioni di gioco siano state archiviate.
Ho spuntato quei pezzetti di esperienzie.

C’è ordine nel cosmo, mi sento un bravo pilota, ed un bravo Marine che respinge l’offensiva del nemico.

Il buonumore contagerà poi il resto della mia mattinata lavorativa, imprimendomi un impeto positivo nell’affrontare anche le più noiose pratiche d’ufficio.

Ma non sempre è così.

Non mi è capitato di recente, ma ricordo ancora una maledetta sparatoria del primo Uncharted, affrontata ormai qualche anno fa, in cui impiegai più di un’ora senza poi riuscire a superare quel pezzo.

Mi andai a letto incazzato. Nervoso per aver “perso tempo” (risorsa che personalmente prezzo a peso d’oro).

Non t'arrabbiare 2“Gioco di merda in cui han voluto mettere sparatorie fatte alla cazzo.”
Cercavo ovviamente di giustificare il mio insuccesso, e maledivo il momento in cui avevo optato per l'”hard” come difficoltà in quel frangente.
Me la prendevo con gli sviluppatori bastardi che avevano voluto mettere  nemici che spuntavano da ogni angolo.
Mi accorgevo che molto spesso mancavo la vittoria nello scontro a fuoco per poco, e se questo aveva incentivato i miei primi retrial, poi ero passato a bestemmiare per quel pizzico di “culo” che il gioco pretendeva tu avessi dalla tua parte.

In un’altra sessione riuscii a passare quel punto e completare il gioco, ma quell’ora “persa”, quell’ora in cui non avevo conseguito alcun progresso, nel frattempo mi pesò.
La mattina successiva feci colazione normalmente, ma ricordo nettamente che durante il tragitto in auto, in cui ogni tanto vago con la mente alle mie esperienze videoludiche per distrarmi e farmi passare un po’ di più le routine lavorative del quotidiano, la mente ri-captò immediatamente l’esperienza della sera appena passata, e la mancanza di quel tassello, il non aver posato “nuove pietre” nella strada delle mie esperienzie videoludiche, mi coceva. E mi ingrigì un po’ il resto della giornata.

 

 

Questo per dire cosa?

Che Uncharted è forse un gioco di merda?

Ovviamente no!
Così come Resistance non è un capolavoro perchè al contrario non mi ha procurato quell’occasione di frustrazione (anche se c’è sempre da leccarsi i gomiti quando evitano di mettere il respawn infinito in questi giochi).

Eventualmente queste esperienzie esposte servono a ricordare che la possibilità di “customizzare” la propria esperienza in qualsiasi momento (alzando od abbassando il livello di difficoltà) può rivelarsi un bonus non da poco nel videogioco moderno.

Ma al di fuori di questa considerazione, quello che vorrei chiedere a voi è se vi capitino mai episodi come quelli descritti, in grado di modificare l’umore di una vostra serata o di una vostra giornata di lavoro.Non t'arrabbiare 4

Giusto l’altra sera, registrando la puntata speciale di The Gamefathers con alcuni di voi utenti come ospiti, ho avuto conferma che questa cosa ha le sue possibili ripercussioni sull’umore
Che si tratti di nervosismo, o magari al contrario, di come una sessione estremamente positiva possa incidere negativamente sul nostro operato al lavoro, perchè manteniamo la testa che vaga in anfratti di quanto esperienziato e non vediamo l’ora di tornare a casa per rituffarci in questi mondi virtuali alternativi: comunque l’influenza c’è.

I miei disturbi bipolari e completisti mi portano a vedere queste esperienze come mattoncini da posare uno dietro l’altro, a costruire il continuum degli universi virtuali alternativi che esperienzio.
E quando non riesco a posarne uno nuovo, questa mancanza incide negativamente sul mio umore, spesso fino a quando non vi pongo rimedio.

E voi invece?
Quanto siete influenzati dall’andamento delle vostre sessioni videoludiche nel vostro quotidiano?

 

Viperfritz 2

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31 Più commentati

  1. Bah no, appena spengo la console resetto anche lo stato d’animo con cui ho affrontato il videogioco! Quello che succede con la console rimane nella consolle! Un po’ come quello che si fa a las vegas!

  2. Grande viper, succede lo stesso anche a me xD finché ho successo nelle mie sessioni videoludiche riesco ad affrontare al meglio il resto della giornata, quando invece fallisco… bestemmie e incazzatura lol (poi alleviata da una sana dormita o da un’uscita con amici)

  3. beh un po ti capisco! capita anche a me du ritrovarmi, la sera, ad affrontare momenti videoludici alquanto sconcertante impegnativi..soltanto che a me piace farmi coinvolgere dal gioco..ma trovo che ci siano alcune differenze a riguardo, ad esempio la tipologia di gioco a cui sto giocando: per intenderci a volte faccio un online a fifa e tiro tnte di quelle b***** che si mi lasciano l amaro in bocca ma non mi rovinano il sonno…altro caso invece l amato dark souls2, dove mi è gia capitato di arrivare alla domenica sera (il giorno dopo ovviamente lezione all uni) e di arrivare al solito boss di turno e il mio pensiero era solo uno ” non vado a dormire finché nob lo tiro giù” …lascio immaginare a voi a che ora staccavo :)

  4. Succede anche a me, ma solo dal lato positivo, cioè difficilmente le mie sessioni videoludiche mi lasciano di cattivo umore. Ripensare durante ad una giornata a quella parte difficile superata, a quello scontro multiplayer vinto, a quella trama emozionante finalmente portata a termine o a quell’ambientazione che mi ha colpito mi porta sempre il buon umore e tante volte uso quei ricordi come “consolazione” nel corso di quelle giornate faticose e stressanti.

  5. A proposito di TheGamefathers,quanto pubblichi il podcast #38 ? :)

  6. A me fa andare in bestia quando cerchi di fare quel livello impegnativo dove sai che puoi passarlo se non ti metti a pensare alle capre, o a quel finale di partita/gara che non devi sbagliare passaggio/curva finale, o ancora quel pezzo di gioco dove con un video chilometrico cerchi di capire la trama fino a quel momento rimasta misteriosissima e…

    ed entra qualcuno in stanza che ti vuole rendere partecipe dell’ultima cretinata che a te proprio non ne potrebbe fregare di meno. Magari resisti senza mandare a quel paese morosa, genitore, amico o chi che sia con un bel sorriso e un “ehh sisi”..

    ma poi una volta rimasto solo in stanza, con la consapevolezza di dover ripetere tutto.. e di aver passato gli ultimi 20 minuti concentrato per aver un risultato deludente.. scatta il bambino limitrofo che e’ in noi e che tanto vorrebbe avere l’orda di Gengis Khan per far tremare tutta la terra.

    Poi se ci metti che noi maschietti difficilmente possiam fare piu’ di una cosa contemporaneamente…. intruso parlante=mani in catalessi sul pad.

  7. Questo articolo è in realtà un messaggio subliminale di Viperfritz per far passare l’idea secondo cui è un bene che i videogiochi diano la possibilità di scegliere un livello di difficoltà adeguato alle nostre necessità.

  8. Questo è il mio stile di gioco. Se le mie sessioni di gioco sono positive, riesco ad affrontare anche il resto della giornata in maniera positiva anche se poi a lavoro ho la testa completamente altrove. Se le mie sessioni soni negative, non riesco a rimuovere quel senso di frustrazione e sto nervoso con tutto e tutti fin quando non riesco a passare quel punto o abbandonare il gioco se si parla di cose secondarie.

  9. a me capita esattamente il contrario,non sono le esperienze videoludiche a cambiarmi l’umore,ma l’umore a cambiarmi le esperienze.
    ci sono giochi che proprio non riesco ad affrontare con l’umore sbagliato,l’ultimo è short peace ranko tsukigime’s,la voglia è tanta ma l’umore sbagliato mi fa smettere dopo pochi minuti.

    • I Serpenti Non Vivono In Alaska

      Esattamente come me, se è tutto ok in altri ambiti della mia vita quotidiana riesco a videogiocare felicemente e come si deve, se invece qualcosa non va (litigi con la morosa, giornataccia lavorativa, la consapevolezza che l’indomani sarà una giornata pesante e stressante) la mia vita da gamer ne risente parecchio in negativo e, esattamente come te, non mi viene nemmeno voglia di giocare oppure, se la voglia c’è, le sessioni di gioco sono brevi e fatte male perché ho la testa altrove.

  10. mi succede rare volte soprattutto quando affronto un gioco impegnativo. ad esempio completare ff9 o un dragon quest mi da una soddisfazione enorme. anche vincere partite online a fifa mi da una carica enorme ma questo é anche il gioco che mi ha fatto incazzare di più in assoluto: una volta continuavo a perdere partite, mi é scattato un nervoso titanico e… HO SPACCATO IL CD!!! ovviamente poi l’ho ricomprato.

  11. Che i videogiochi mi influenzino mi succede spesso… Ma hanno un impatto minimo. Si, il successo mi può mettere un bel sorriso per la giornata, e si, l’ingiustizia o il bug mi possono fare incazzare e rabbuiare, ma questi effetti collaterali non superano mai la notte… E questo era così anche quando ero bambino e mi incazzavo come una scimmia sui punti difficili. La più grande influenza che i VG hanno su di me è quella “lenitiva”: se i videogiochi non riescono a farmi incazzare o gaudere più di tanto a posteriori, riescono però a rilassarmi un botto se vengo da un momento di stress. Indipendentemente dal gioco, se sono a palle girate e mi faccio una session di un’oretta sto fisicamente e psicologicamente meglio. Vi giuro, roba da inchiesta.

  12. Io invece se piove gioco male,non so perche sono influenzato dal meteo se c è un brutto tempo faccio tutto male ma cmq i vg mi liberano dallo stress mi diverto sempre al massimo se il gioco mi annoia lo cambio :D

  13. A me capita spesso con fifa, solo quando gioco contro l’ai al massimo livello, perché mi da la sensazione che il livello di difficoltà sia impostato sul dare vantaggi alla CPU rispetto al giocatore. Ed in genere quando succede divento particolarmente nervoso, alcune volte sarei tentato di rompere qualcosa a caso per sentirmi meglio, ma per fortuna il neurone buono alla fine prevale sempre. Però in generale per almeno una mezz’ora rischio di essere un po’ intrattabile e dal nervoso facile.

  14. Vorrei fare un discorso leggermente diverso: il “posare le pietre”
    Di recente ho giocato a dark souls 2
    Mi capita spesso di completare un “livello” in circa un’ora e sentirmi soddisfatto al punto di spegnere la ps3, come se avessi avuto già la mia dose quotidiana. Al contrario quando mi blocco in un qualche punto sono capace di passare ore davanti alla console prima di raggiungere l’adeguata soddisfazione.
    Proprio per questo motivo raramente poso più di una “pietra” al giorno, perché altrimenti l’esperienza di soddisfazione si inflazionerebbe e dovrei giocare tantissimo ogni giorno per essere soddisfatto. Personalmente adoro questo approccio perché mi fa durare tantissimo i giochi senza influire negativamente sul gioco stesso :D

    • Concordo in pieno! sto giocando ora a Demon’s Souls, quando sconfiggo un boss, sono soddisfatto e spengo. fino al terzo boss è andato bene ed il buonumore e la soddisfazione sono durati tutto il giorno. poi arrivato al quarto boss infuocato ci ho provato e riprovato decine di volte senza successo, quando poi mi sono reso conto di aver finito le erbe curative ho spento arrabbiatissimo. il solo pensiero che per riprendere in mano il gioco dovrò necessariamente rifare pezzi già fatti nel solo tentativo di recuperare delle altre erbe curative è assurdo e totalmente NON appagante. mi fa venire voglia di lasciare li e di mollare il gioco, al tempo stesso sento di avere un conto in sospeso con quel maledetto boss… quindi è da ieri pomeriggio che vivo malissimo. sgrunt!

  15. I Serpenti Non Vivono In Alaska

    Alla fine i videogiochi sono solo dei piacevoli passatempi, niente più, non mi spiego come possano arrivare ad influenzare intere giornate. Ok, se non riesci a passare un livello magari ti incazzi e passi i minuti prima di dormire a pensare “Cosa ho sbagliato?”, “Come minchia devo fare per passare questo punto?” ecc, magari può perfino capitare che te lo sogni di notte…ma addirittura rovinarsi una giornata intera per una sessione videoludica andata male mi par folle, non esiste proprio.

    • Penso il discorso fosse più rivolto alla rabbia per aver perso un’ora (o due) infruttuosa.

      • ogni minuto che ho speso a giocare ad un videogame è stato tempo perso XD
        credo che i risultati nei videogiochi non possano essere proficui per la mia vita reale,che abbia giocato per un ora davanti ad un boss senza configgerlo o abbia fatte decine di livelli in pochi minuti,non avrà nessuna influenza sul come mi sentirò una volta spento il gioco.
        il fatto stesso di giocare mi basta

      • I Serpenti Non Vivono In Alaska

        E’ anche a questo che mi riferisco. Se in quel lasso di tempo ti sei messo a videogiocare -sia che la sessione videoludica sia andata bene che male- vuol dire che comunque avevi del tempo libero che giustamente, dopo le fatiche della giornata, hai deciso di dedicare allo svago, non è tempo rubato ad altro, è tempo che comunque avresti dedicato al meritato divertimento. Per questo non la vedo come una perdita di tempo ma come un qualcosa di meritato e fatto, come ho già detto, per svagarsi a fine giornata. E il fatto che una sessione possa andare male ci sta e non deve influenzare l’umore in generale, anche sbagliare serve a crescere e quando riesci a superare un livello che ti ha fatto dannare ti senti ripagato e capisci che ne è valsa la pena e che i tentativi precedenti non sono stati semplice perdita di tempo. O almeno questo è il mio punto di vista.

  16. Mah, per quanto mi riguarda dipende molto. Per dire: l’altro giorno stavo giocando a fallout 3 broken steel, dopo un’ora di gioco (già di per se un po frustrante) faccio un salto, cado e mi ritrovo incastrato tra dei bidoni, mi incaz*o e spengo tutto; ma dopo una mezzoretta di rabbia furiosa poi mi passa. Cosa che invece è opposta quando la giocata è positiva: sento di aver accumulato dante nuove cose e abilità, umore alle stelle e non vedo l’ora di tornare a giocare. A forza 5 è un pò che ho tolto tutti (quasi) gli aiuti ed ogni gara per fare tutti oro è una bellissima faticata.

  17. Si capita anche a me. E il fatto di aver perso del tempo senza riuscire a superare un punto mi fa incazzare talmente tanto da farmi abbandonare il gioco per sempre…

  18. nah. Per me il mondo reale e quello virtuale sono due cose completamente separate. Certamente come ogni videogiocatore mi arrabbio se non riesco a passare un livello, però la soluzione è semplicemente quella di spegnere la console e pensare a tutt’altro :)

  19. Io sono una persona che, come te, viene molto influenzata dall’andamento dei propri hobby. Non mi riferisco solo alle sessioni videoludiche, per esempio se vado in palestra o se dipingo (gli altri miei hobbies) con profitto, per il resto della giornata sono felice e produttivo. Altrimenti, come a te, sale l’incazzatura, soprattutto perché sono nella tua stessa situazione: il mio tempo vale oro e l’idea di perdere un’ora dietro a una sparatoria o un boss difficile spesso mi trattiene dallo scegliere le difficoltà più alte (con le dovute eccezioni… ultimamente Dark Souls mi sta solleticando sempre di più e sono lì, lì per cedere).
    Un’ unica considerazione da te fatta mi trova in profondo disaccordo. La serotonina, se iniettata, non provoca assolutamente piacere. Va ad eccitare i nocicettori e induce uno stimolo nervoso dolorifico molto intenso!

  20. a me succede solo nei giochi competitivi quando con una partita particolarmente ispirata o delle giocate importanti faccio vincere la squadra :P .
    un po’ mi da fastidio quando gioco male e allora vado a ripensare se avessi fatto quella cosa anzichè quell’altra la partita sarebbe andata diversamente.
    nei giochi single player non mi succede mai :I , magari in alcuni punti faccio un po’ di fatica ma tutti i giochi odierni si possono finire con un minimo di impegno.

  21. Mi è capitato di provare rabbia e frustrazione anche dopo aver smesso di giocare, ma mai per tutto l’arco della giornata. Solitamente è una cosa passeggera e che con i vari pensieri quotidiani tende a scemare in fretta.

  22. Sì, capita anche a me.. ma l’influenza sulla successiva giornata lavorativa è più lieve. In certi casi, anzi, lo stato umorale positivo o negativo che sia si limita alla giornata in oggetto, magari fin quando mi addormento, per poi sfumare la mattina successiva.
    “Perdere tempo” con un gioco, ora che di tempo libero ne ho poco, è una cosa che mi fà effettivamente imbestialire per un certo lasso di tempo. E’ anche per questo, ad esempio, che evito di giocare ad un Dark Souls o qualcosa di simile XD.. se ritaglio (a fatica) le mie 2 orette per giocare in una determinata giornata ed al termine di quelle 2 ore sono stato lì a far tentativi su tentativi per superare una determinata fase di gioco, o peggio a dover ripetere e ripetere lo stesso pezzo di gioco, dopo divento intrattabile! Devo sapere di aver fatto un qualche tipo di “progresso” nel gioco, è quello che lascia soddisfazione.
    Ieri pomeriggio mi son ritrovato a bestemmiare in una fase di Zelda Skyward Sward di per sè banale ma resa frustrante dai controlli (che fino a quel punto avevo apprezzato..). Sono rimasto scontento fino a sera per aver “buttato” quell’oretta..

  23. Bè io UNCHARTED lo finisco sempre a diff massima (anche quello per Ps-Vita che non è proprio intuitivissimo a livello di comandi ma per fortuna bestemmiando un pò si riesce a fare anche se in diff assima non è facile porpio per qquesto)

    Però in Resistance mi sino rotto le palle perchè ho trovato sbagliati i checkpoint.

    Quindi la difficoltà è soggettiva e pensiamo a ciò che affrontano gli sviluppatori per cercare di mettere tutti d’accordo.

    Detto questo più che influenzarmi mi da fastidio dovere rifare 300 volte i giochi per sbloccare i trofei delle varie difficoltà quando vorrei passare ad altro e quando cerco di finire un titotlo solo per la storia.

    Quindi quello che mi frega è il fattore completismo trofeistico, e completismo di storie.

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