Il Videogioco non lo posso toccare

Toccare VG 2

Ovvero l’impalpabile essenza dei videogiochi.

Perchè impalpabile? Che intendo?
Beh, provate voi a “toccare” il gioco. Ad usare il tatto.

E non fate i trolloni, la battuta sugli schermi touch la archiviamo in partenza.

No, quello che intendo io è che il videogioco, per definizione, è virtuale.
Non ha consistenza.
E ribadisco, non stò parlando di interfacce: se vostro cugino vi ha obtumefatto un occhio con la solidissima racchetta di plastica appiccicata al WiiMote, o se il rumble pack dei vostri Joypad sollazza le vostre parti intime, state sì interagendo fisicamente, ma non siete “Dentro al gioco”.

Ed a livello tattile, non lo sarete mai nemmeno con Oculus Morpheus, nemmeno se vi fanno un sensore per percepire le rughe della Milf con cui sperate di copulare nel futuristico videogioco giapponese di incontri.
Perchè quella Milf non esiste, è solo una copia digitale, fatta di sinapsi di chip che rimbalzano da 0 a 1, aperto/chiuso.
Nessun reale atomo di materia.

Fino a qui l’acqua calda.

Allora dove voglio andare a parare?

Ad una semplice domanda: vi è mai passato per la mente di voler “toccare” il videogioco?

Quando videogiochiamo oggigiorno puntiamo tutto sull’immedesimazione: ” impersono Aiden Pearce agendo come farei io se mi trovassi in quella situazione” oppure “come vorrei si comportasse Aiden in quella situazione” o semplicemente “come penso imponga il gioco per superare le sue sfide”.
Guido una Ferrari come vorrei farlo nella realtà, perchè cerco di essere lì, di entrare in quell’abitacolo.
Quindi sono io che stò cercando di diventare virtuale, di vedere me stesso trasposto in quel mondo simulato.

Ma vi è mai capitato invece, anche solo per un attimo, di voler toccare quello che c’è su schermo?
Come si trattasse di un gioco, non di un videogioco.

Toccare VG 1Scattate un fermo immagine alla vostra partita ad Assassin’s Creed o a Final Fantasy: non vorreste prendere in mano quell’Ezio come fosse un giocattolo, posizionarlo sul tetto del tal palazzo, come vi trovaste di fronte ad un Plastico di Firenze, o fargli eseguire una particolare mossa che nel gioco non esiste minimamante? O forse strapazzare un chokobo come fosse un Peluche?
Cristo! Quanto vorrei possedere tutte le auto di Forza Motorsport, non solo in un ipotetico kilometrico Garage, ma anche solo in scala 1/18.

Credo che le Action Figure, i pupazzi, i modellini e le stesse “limited edition” che li contengono puntino proprio a questo.
Forse è quell’anello di congiunzione che separa appunto la fase in cui si passa dal giocare con qualcosa di fisico ai videogame.
Quella fase che in un certo senso archiviamo, ma che un pò rimane sempre dentro di noi inconsciamente.

E allora mi viene anche da pensare ai pro ed ai contro dei “2 giochi”:  in un videogame ho l’interazione, ho una storia narrata, ho un’intero mondo rappresentato, non qualcosa che devo immaginare da zero. E per quanto sia bello esercitare la fantasia, è anche uno sforzo a tratti non indifferente.
Ho il feedback, delle regole e soprattutto la sfida ed un proseguio.
Con i giocattoli tutto questo me lo devo inventare. Se spengo la fantasia ho un tavolo, e un carroarmato grande come la mia mano. Toccare VG 3
Un pò limitante, a voler essere buoni.
Ma se invece accetto di mettere in moto la fantasia ho uno scenario completamente libero, che nemmeno un Free-Roaming, per quanto gigante, mi può dare.
Ed ho la tangibilità.
Quel carroarmato è finto, non spara proiettili veri, o se lo fa sono pezzi di plastica, non di certo qualcosa che esplode od in grado di bucare qualcosa di più rigido di una ragnatela.
Eppure quel carroarmato è reale. E nelle mie mani. Occupa uno spazio. E’ in grado di contundermi con la sua forma.

E’ un concetto banale sino al midollo quello che esprimo, e forse non prescinde da un certo piacere per l’estetica.
O magari è una semplice fase post-orale, viscerale quanto il desiderio di toccare un bel seno, in cui non mi basta il 3D virtuale, ma voglio quella forma di fronte al mio spazio 3D reale.

E voi allora?
Avete avuto episodi di questo desiderio?
Sapreste descriverli?
In che modo li avete sfogati (magari evitando parentesi volgari…)?

 

.
E sì…posso fare outing…ho ripreso a collezionare Transformers…

 

Viperfritz 2

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34 Più commentati

  1. Guarda, pensando a tutti quei ragazzini e non solo che giocano a Dead or Alive la risposta sul cosa si vorrebbe toccare e’ piuttosto ovvia… E anche il modo in cui sfogarla… LoL

    Finendo qui la parte volgare si, mi e’ capitato di voler toccare, o meglio, riposizionare un pg, soprattutto quando non riesco a superare un punto per colpa di comandi inadeguati

  2. mi capitò la stessa cosa anni fa, quando giocai al primo kingdom hearts, precisamente nel punto in cui si doveva scegliere tra la spada, lo scudo e lo scettro. Comunque stavo lì minuti interi a fissare quella spada senza poterla toccare, non so perché ma ne ero affascinato. Ed il mio unico modo di “sfogarmi” era appunto il fissarla per minuti interi ed elogiarne la bellezza.

  3. Il primo compromesso che mi viene in mente fra gioco e gioco “toccabile” è stato The Eye of Judgment in cui interagisco con carte vere all’interno di un contesto completamente virtuale. Oggi si può pensare che lo scettro di questa tipologia di giochi se lo aggiudichino i vari Skylanders e i Disney infinity, in cui utilizziamo mini action figures dotate di chip che interagiscono nel gioco stesso.

    Per quanto riguarda me, l’idea di toccare… mi spaventa.
    Perché COSA potrei toccare?
    Come potrei toccare?
    Gli sviluppatori come inserirebbero il “poter toccare” all’interno dei videogiochi?
    Perché sarebbe il primo passo verso l’autodistruzione dell’umanità.

    Perché mettere il naso fuori di casa quando posso tranquillamente soddisfare i miei bisogni primordiali palpando il culo di Lara Croft per poi passare ad una versione iberica, per non dir spagnola, con Bayonetta?
    L’umanità avrebbe i giorni contati.
    Milioni di videogiocatori col cazzo incastrato nel Samsung 46 pollici.
    Perdonate i vari francesismi.

  4. L’unico momento in cui desidero veramente “toccare” il videogioco, come credo ben tutti, è quando compare qualche gnocca nel videogioco stesso, in altri casi raramente, perchè mai dovrei desiderare di toccare ezio…mica sono finocchio…comunque, apparte gli scherzi, se devo essere sincero, meglio cosi.

  5. Bhe ottima domanda Viper ma secondo me dovresti provare a rivolgere anche agli sviluppatori di giochi e chiedere se loro lo possono toccare con mano, d’altronde è una loro creazione, e se noi videogiocatori creassimo noi il gioco potremmo dire anche noi “si sto toccando il gioco”??

  6. Da ragazzino, na anche ora, mi é capitato molte volte di desiderare che alcuni oggetti/personaggi nei videogiochi diventassero reali. Ad esempio ho sempre sognato che si materializzasse dinanzi a me il Jetboard di Jak II, o il keyblade di kingdom hearts, o ancora meglio la spada.di shinobi oppure il lancer di GOW Un esempio recente sono le armi di Borderlands 2… Chiamatemi bimbominkia ma sono fatte cosí bene, sopratutto,quelle leggendarie che ti viene proprio la scimmia di possederne una. Alla fine questo che ho elencato sono desideri che si colmano attraverso l’acquisto delle figure del gioco, ma l’idea che il gioco diventi completamente reale mi spaventa tanto, boh forse sono influenzato da matrix

  7. da collezionista di armi….credo che non mi farei mancare nessun fps!!!!!!

  8. e sempre la figa dell’lg…mah…

  9. mi sarebbe sempre piaciuto prendere il personaggio del final fantasy di turno e fargli sfondare quelle dannate porte chiuse con una vigorosa spallata! altrochè chiave:)

  10. Colleziono action figure e gadget vari…
    servono a qualcosa ? No
    Ci gioco? No
    Ho bisogno del contatto? No
    Continuerò a farlo? Sicuramente
    Quello che cerco non è il contatto ma l’illusione, la prova fisica dell’avventura virtuale completata

  11. Il massimo che mi immaginavo era di vivere io stesso l’avventura del gioco a cui giocavo, ma come personaggio extra, mai al posto di un personaggio specifico.
    Questo è il massimo della concezione che posso dare alle parole “toccare il gioco”.
    Tutto il resto lo rovinerebbe secondo me, perchè i giochi sono “”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””perfetti”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
    così come sono.

  12. LOL! Farenz fa sempre la battuta EPICA che non ti aspetti!

    Io mi sono fatto le “pippe” con la modalità autovista di forza motorsport, però non desidererei le stesse auto in formato modellino, al contrario di te forse non ho fantasia, non me ne farei niente della macchinina o del carro armato, io voglio premere dei tasti e vederlo in funzione “come se” fosse reale, non mi interessa se non lo posso toccare. premo RT, sento salire il numero dei giri del motore, ingrano la prima e lascio una virtuale scia di gomma bruciata sull’asfalto… mi dispiace per i gommisti e i carrozzieri, gli tolgo tutto il lavoro. :D

  13. io mi ricordo una puntata di Jessica Fletcher incentrata su una realtà virtuale fighissima, a metà strada fra Cluedo e Wolfenstein

  14. Da notare come quasi tutti vorrebbero palpare tette e culi grazie a questa feature ipotetica.

    Avete la mia stima XD

    • Probabilmente sarebbe l’unica feature ad avere senso, da qui il mio discorso di poco sotto non lo sta facendo l’industria del porno -> non lo vedremo.
      Realisticamente, tirando da parte la componente sessuale, cosa puoi farci?
      Il bambino che accarezza l’animaletto virtuale? E’ più una risposta specifica che ti da la robotica che un ipotetica macchina che possa dare una risposta diversa a seconda della domanda.
      Vuoi sentire dolore/caldo/freddo? Ne dubito.
      Vuoi sentire superfici liscie/ruvide/armi in mano? Fanno controller custom apposta.
      Qui probabilmente il fine è di avere una collezione virtuale di qualcosa che non si limiti ad essere virtuale, ma da poter toccare fisicamente. Di cui personalmente non capisco il fascino nè il bisogno.

  15. La realtà semplice e cruda: è bello essere un Dio spaccaculi o un guerriero armato di spadone, ma nessuno vorrebbe sentire 300 colpi di spada in petto o portarsi in spalla uno spadone da mezzatonnellata veramente.
    Quindi la risposta è no.
    Nessuno vorrebbe veramente “toccare” i videogiochi (tranne alcune sconcie parentesi).

  16. E’ difficile rispondere visto che la risposta al tatto è qualcosa che varia così tanto da poter essere tutto e nulla: sensazione di caldo o di freddo? sensazione di dolore? sensazione di toccare fisicamente un oggetto o un dispositivo che possa cambiar forma? Se al di là dei modellini usufruibili hai altri esempi in mente, prova a fornirli.
    Personalmente non ne ho mai sentito la necessità, probabilmente perchè nessun tipo di intrattenimento (film, libri, videogiochi, musica,…) è pensato per stimolare il nostro senso del tatto, ma la nostra mente.
    Alcune prove di “bassa lega” son state fatte (dalla vibrazione del dualshock a dispositivi che dovrebbero simulare i comandi di una macchina a cabinati), viceversa avere un dispositivo universale che modifichi materia per prendere in tempo reale la forma/proprietà/movenze di uno specifico oggetto mi sembra qualcosa di fisicamente molto vicino all’irrealizzabile, sia per i costi che apparentemente per l’interesse che possa suscitare. Se e quando riusciranno a produrre effetti del genere saranno intrinseci in realtà sensoriali e virtuali alla Martix, quindi risposte chimiche del cervello, più che qualcosa che centri direttamente col tatto.
    Voglio dire, applicazioni pratiche ci sarebbero e sto proprio pensando al porno, prima ancora al bambino che può accarezzare un cucciolo di leone, visto che parliamo di un settore fiorente, con portafogli molto profondi e che abbia potere di imporre scelte che influenzano molti altri settori (vedi all’epoca la scelta delle Vhs come mezzo di distribuzione al posto di altre soluzioni), il fatto che non siano neanche in cantiere dei progetti per un ambito simile è significativo della realizzabilità, considerando l’alta domanda.

  17. A me viene in mente il playroom, su PS4, e simili che c’erano anche per la 3 ma non solo.
    Certo non è che lo tocchi realmente ma il tatto altro non è che un impulso nervoso che ti fa percepire il contatto. Con l’occhio un po’ ti “dimentichi” che quello che vedi nello schermo non lo stai veramente toccando ma più o meno il senso è quello.

  18. C’e stato un film che ha espresso parte di questo concetto, the gamer, gia anni prima era stato presentato per un possibile futuro il poter interagire con diversi sensi, usando appendici elettroniche da collegare a dispsitivi piazzati vicini al cervelletto (johnny mnemonic)..non oso pensare con una ripèroduzione decente di Necromancer.
    L’alienazione degli essere umani non dovrebbe essere la peggior paura, messo a confronto del business/vita che si potrebbe creare nel mondo dentro un possibile spazio virtuale reale per la nostra mente ed i suoi sensi.
    Ho piu paura per quello che potrebbe proporre besson con Lucy.XD

  19. DILUIIITE LE VOSTRE DROGHE!

  20. Io si sarei voluto entrare nel mondo di Final fantasy (soprattutto il X) e Kingdom hearts……. ma anche negli anime tipo Bleach oppure Gto!!E come dici tu…. possedere un oggetto che fa parte di quei “mondi ” mi fa sentire più vicino ad essi.

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