Il virtuale antisociale

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Ciao a tutti, tutto bene? Spero di si.
Oggi parliamo di un discorso particolare, probabilmente uno di quei discorsi che noi, videogiocatori, abbiamo gia’ vissuto almeno una volta nella nostra “carriera”…

Sentire chiamare la nostra passione antisociale.

Parliamoci sinceramente, da un certo punto di vista e in alcuni casi neanche troppo isolati e’ la verita’, non sono pochi quei ragazzi che si mettono davanti ad un pc o ad un televisore e ci passano ore e ore in solitaria ma bisogna dire che non e’ sempre cosi, io in primis pur giocando da sempre non mi sono fatto mancare nulla nella sfera “sociale” e come me penso che per la maggior parte di voi sia lo stesso, almeno lo spero.

Su una cosa pero’ penso che siamo d’accordo, questa frase “scomoda” esce spesso dalla bocca di persone al di fuori del nostro mondo, gente che spesso parla per sentito dire, per ideologie piu’ che per fatti veri e propri, insomma, gente che spesso fa di tutta un erba un fascio.
In questo caso pero’ a parlare e’ stato uno di noi, anzi, uno ancora piu’ dentro i videogiochi rispetto a noi, un ex dipendente Valve, un certo Fabian Giesen, che si e’ espresso proprio sulla strada intrapresa dalla sua vecchia compagnia.

In sostanza Giesen dice che la nuova strada intrapresa, quella della realta’ virtuale che si sta’ sviluppando attorno ai vari visori, e’ altamente antisociale, o meglio, che l’antisocialita’ e’ proprio il punto di arrivo di questa tecnologia e che l’intrattenimento, come lo conosciamo oggi, sara’ sempre meno condiviso con altre persone.

Si potrebbero prendere queste parole come quelle di un ex dipendente che ora, essendo stato sbattuto fuori dai giochi, inizi ad attaccare la mentalita’ dalla sua vecchia azienda, ma non faro’ cosi, voglio prendere la sua affermazione come un pensiero vero e proprio.

Facendo un po’ di passi in dietro con la memoria devo dire che fin dai primissimi tempi i videogiochi erano visti come antisociali, i miei genitori un po’ rompevano le palle ai tempi su questo tasto ma effettivamente non era proprio cosi, ai tempi c’erano le sala giochi e li effettivamente si socializzava, si giocava assieme, si battevano i record degli altri e ci si incitava a vicenda (o insultava in alcuni casi).
Arrivarono poi le prime console e i giochi proposti erano quasi gli stessi, se non proprio gli stessi, che erano presenti in quei luoghi, non c’era piu’ la baraonda di prima ma per la maggior parte dei casi erano titoli pensati per essere giocati in piu’ giocatori…. e questo ando’ avanti per molto e molto tempo.

Nel frattempo ovviamente ci sono stati titoli che facevano del single player il loro cavallo di battaglia, giochi che ci tenevano attaccati agli schermi/televisori per decine di ore senza permettere nessun tipo di interazione con gente estranea, ma onestamente posso dire che, dal mio punto di vista, il mondo videoludico non e’ mai stato veramente antisociale.

Questo almeno fino alla generazione appena passata.

Qui le cose sono un po’ cambiate, escludendo l’ exploit “party” dato dal Wii che come e’ nato e’ anche morto alla svelta, nella scorsa generazione si e’ visto un abbassamento abbastanza visibile della vita sociale legata ai videogiochi, mi spiego.
Tolti gli sportivi, che magari qualche serata con gli amici ancora la rubano, per gli altri generi la vita si e’ fatta dura.
Mi ricordo quando anche uno dei generi piu’ giocati, lo spara spara, dava la possibilita’ di dividere lo schermo in 2 (ma anche 3 0 4) per poter giocare assieme ad un altro, ora a dire il vero non mi ricordo neanche piu’ quale titolo lo permetta.

Per i giocatori PC o per i giocatori di alcuni giochi console l’unica soluzione per un multiplayer locale e’ la comodissima “portarmi il pc o console da casa e far passare cavi su cavi per collegare il tutto assieme”.

Per tutto il resto c’e’ Masterc….. ehm, volevo dire… per tutto il resto c’e’ l’online.

Da quando nel mondo console si e’ affermato l’online il multi locale e’ praticamente morto, perche’ sbattersi per andare a giocare a casa di un amico se con cuffia e internet puoi farlo in ogni caso? Ed eccoci qui, masse di ragazzini (o anche no visto il sottoscritto) rinchiusi in camerette o soggiorni a giocare da soli attaccati ad una cuffia.

Qui mi vengono in mente le domande per voi di cui sono curioso di leggere le risposte…

Premettendo che non penso, esattamente come lo e’ per me, che passiate tutta la vostra vita a videogiocare ma che abbiate i vostri amici per andare in giro assieme quello che mi chiedo e’….

In primis se effettivamente la realta’ virtuale sia il punto di partenza per questa tendenza accusata dal signor Giesen, perche’ a me sembra che il tutto sia gia’ partito e che, alla fine, essere da soli davanti ad un monitor, televisore o visore sia praticamente la stessa cosa.

Secondo, ma non per importanza, e’ se effettivamente il giocare online sia cosi antisociale, io chiacchiero, rido, scherzo e mi informo anche online, la presenza di un altra persona a fianco a me o in contatto con me fa differenza?
Ovvio che se ci passo 15 ore al giorno si, ma se parliamo di un oretta al giorno cambia qualcosa se questa persona non sia effettivamente al mio fianco? Perche’ a questo punto una realta’ virtuale mi permetterebbe un questo tipo di socializzazione ancora piu’ “reale”

A voi la parola o cari socialoni….

firma lodoss

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33 Più commentati

  1. Io sono antisociale anche nei videogiochi, prediligo quelli single player con la storia e una bella trama.
    Il problema è che mentre un film lo puoi anche guardare in compagnia e avere un dibattito al termine, con un videogioco è diverso, se uno si siede accanto a te per guardarti giocare si annoierebbe a morte.

    La socialità associata ai VG la trovo in un secondo momento, lontano dal pad, quando discuto con voi o scrivo sui forum opinioni e commenti.

    Diciamo che nel mio caso i VG sono lo spunto per essere social, non il medium attraverso cui relazionarsi.

  2. secondo me ha ragione il tizio… giocare a casa di un amico aveva e ha ancora un fascino e un divertimento tutto diverso e non paragonabile….

    (a proposito di cod: mi pare che fino a world at war lo schermo diviso in 4 esistesse ancora)

  3. Perchè si guarda sempre in modo cinico a una persona che videogioca? Perchè deve essere considerato un “tizio da solo con un monitor e una cuffia? Perchè non si può pensare che sia un “tizio che sta videogiocando con un suo amico, solo che non fisicamente vicini”?
    Io questo problema non lo vedo, nonostante sia un giocatore che prediliga il singleplayer e odi il multiplayer.
    Esperienza personale, come appena detto, odio la componente multiplayer, ma in questi giorni sto giocando con un mio amico in coop a Dark Souls 2 e mi sto divertendo da matti, ma perchè dovrei essere definito antisociale? Sto condividendo un’esperienza con un mio amico, senza dover usare benzina per arrivare da lui e senza avera la scomodità di un televisore diviso a metà. Così come avviene per Halo, Gears, Cod ecc ecc..
    Mi chiedo perchè porsi problemi che in realtà non esistono… Ok, anche a me spesso capita di stare 3/4 ore da solo perchè preferisco videogiocare in questo modo, ma quasi mai mi è capitato di dire di no ai miei amici che mi chiedono di uscire per stare a casa a giocare.

  4. ci sono momenti per giocate in compagnia e i momenti in cui si desidera giocare single, lodoss tu non senti a volte il bisogno di stare da solo e riflettere nella pace del silenzio ? Mentre altre volte si esce e si sta in compagnia… i videogiochi per me sono la stessa cosa… chi vuole patrlare male, lo fa e basta, non trovo motivi validi per dire che il gioco ci rende asociali…

  5. Lodoss secondo me il discorso è molto più ampio, non riguarda solo i video giochi ma lo stile di vita in generale che negli ultimi 10 anni è cambiato moltissimo.
    Molti di quei ragazzi che si trovavano per giocare ai tempi di ps1 e ps2 adesso se hanno un minimo di tempo libero non lo passerebbero certo chiusi in casa a giocare, quindi il videogioco non è più visto come un mezzo per socializzare.
    Inoltre con smartphone/tablet moltissime persone possono accedere ad un qualche tipo di videogioco e molti lavori ormai prevedono l’utilizzo di un pc in modo molto più intensivo rispetto a prima; quindi dieci anni fa magari non si vedeva l’ora di mettersi davanti la tv con un amico e giocare, adesso non si vede l’ora di staccarsi da un pc/smarphone e farsi un giro al mare con un amico.
    Secondo me sono i videogiocatori che non ritengono più il videogioco un mezzo per socializzare, a maggior ragione con la nascita di piattaforme apposite (twitter, Facebook ecc.)

  6. videogiocatori asociali? certo
    come ci sono musicisti asociali o sportivi asociali.
    anche la passione della lettura rende asociali alla fine,eppure non ho mai sentito allarmismo sulle bibblioteche XD

  7. ricordo le partitone a 2 giocatori a san andreas su ps2…..bei tempi xD
    Da un lato, se sei in compagnia, ti fai un sacco di risate, anche per niente (quando vedi bug strani ti diverti)
    mentre quando giochi tu da solo e ti capita un glitch ti inca***

    Dall’altro lato eviti le eventuali scorregge che il tuo amicone sdraiato sul divano ti rifila…..e capita spesso purtroppo

  8. Molti videogiochi sono per loro stessa natura antisociali. Ma possono essere anche social nel momento in cui quando esco mi confronto con un mio amico su quel videogioco. Ad esempio proprio adesso sto giocando a dark souls e un mio amico l’ha iniziato poco dopo di me così ci diamo consigli a vicenda. Quindi l’antisociale diventa sociale!!!

  9. ma allora quelli che stanno ore su fb twitter ecc. dovrebbero essere definiti sociali,a mio parere no.Chi definisce il videogiocatore antisociale non conosce il mondo del gaming, quasi tutte le cose possono far diventare una persona antisociale

  10. Io grazie ai videogiochi ho anche conosciuto amici che ho ancora adesso. Mi ricordo qualche anno fa, che dopo catechismo ci ritrovavamo sempre a casa di un amico a giocare con la 360 e qui ho conosciuto i sopracitati amici. Grazie ai videogiochi ho anche qualche argomento di cui discutere con gli altri, perché TUTTI hanno almeno un amico a cui piacciono i videogiochi, e ci scambiamo opinioni.

  11. che poi essere asociale é un male?i velisti in solitaria,gli scalatori,alcuni monaci(o altri religiosi),i guardiani dei fari XD,sono persone che molte a scelgono il proprio lavoro per assecondare l’avversione alla socialità,eppure sembrano persone felici

  12. Guarda Lodoss, io sono completamente d’accordo col signor Giesen.
    Ti spiego anche il perchè: un conto e giocare su una tv dove non sei completamente isolato, coi tuoi “Sensi”, quindi una persona “estranea” PUO’ ancora interagire con te. Mentre con un visore, e con qualsivoglia delle cuffie, ti isoli completamente, dalla realta’, in, appunto, un mondo virtuale, Teoricamente, dove nessuno puo piu’ interagire con te.
    Personalmente, i visori non mi piacciono, credo che mi toglierebbero quel momento di relax dove sto sentendo effetivamente la senzazione che sto’ solo giocando, un qualsivoglio visore potrebbe causarmi solo stress.
    per quanto riguarda l’associalità e i videogiochi, non credo che essi portano associalita’, non guardando i casi di ragazzi depressi o asociali anche senza videogame.
    I VG, personalmente, non mi fanno sentire associale, sto semplicemente impiegando il mio tempo in un qualcosa che mi diverte, in un servizzio che mi viene offerto da pinco e da pallo.
    se pensassimo che i videogiochi ti rendono associale solo perchè la maggiorparte del tempo dove ne usufruisci è in “solitudine”, allora anche farsi la doccia è da asociali, dato che ti chiudi comunque in bagno lol.

  13. Da questo punto di vista possiamo dire che dark souls è un gioco sociale allora, io e i miei amici discutiamo per ore del gioco e della lore

  14. Dico solo una cosa: giocare a Mario Kart o a Smash Bros o altri giochi di vario tipo (racing, action ecc.) in locale con gli amici per me è ancora infinitamente più bello di giocare online magari con sconosciuti. L’ online ormai dilaga, ma francamente non ne sento il bisogno di giocare in lobby online.. giusto giusto per qualche cooperativa.
    Giocare con amici inevitabilmente mi riporta a ricordi felici e quindi il fattore nostalgia è fortemente presente, ma anche cercando di adattarmi alla modernità, pur confessando di trovare certe modalità online veramente valide, io preferisco ancora insultare direttamente un amico di fianco nel divano piuttosto che sentirlo da una cuffia/skype ecc.

  15. articolo inutile solo per attirare utenti per la visualizzazione pubblicità. alla terza riga ho lasciato perdere

    • Il “segreto” è di leggere le ultime 5 righe, di certo non iniziare con le prime, specie se vedi che il discorso non ti attira o ti fa capire che venga tirato in ballo qualcosa sprovvisto di chissà che margine di discussione.

  16. Il gamer non ha bisogno nè cerca rotture di balle, specie se si sta godendo un single player; ma non è antisociale, visto che non ha problemi a giocare in gruppo quando si tratti di qualcosa multiplayer.
    Il sociale che descrivi è l’ultima frontiera per il casualone, l’esibizionista, il cui posto è facebook perchè può condividere con altri informazioni che non fregano davvero a nessuno.

    Ecco a cosa serve tutto questo social della nextgen: a impoverire l’ambiente con giocatori di Farmville.

  17. -Da quando nel mondo console si e’ affermato l’online il multi locale e’ praticamente morto,-

    Grazie a dio, e te lo dico senza falsa modestia da esperto del multiplayer locale, no. Ci sono ancora sporadici titoli (diciamo il 90% dei miei giochi su xbox360) che portano avanti varie forme di gioco multigiocatore in local. Io personalmente adoro questo tipo di gioco (coop campagna locale) sopra ogni altro tipo di gioco, sopra anche il single player e ovviamente sopra l’online multiplayer. E lo dico sopratutto perchè ancora non ho trovato un gioco che sia brutto da fare in 2, non nel senso che non abbia giocato a schifezze in cooperativa, ma che con un amico vicino, soprattutto se un fottuto nerdone come te, non cè gioco che non riesci (almeno per noi è stato così) in qualche modo a renderti divertente.
    La wii (e occhio non intendo solo i party games) ha portato avanti parecchi giochi giocabili in multiplayer locale, e infatti ora l’unica casa che probabilmente continuerà a sviluppare questa modalità sarà nintendo.

    -perche’ sbattersi per andare a giocare a casa di un amico se con cuffia e internet puoi farlo in ogni caso?-

    I motivi sono vari e molteplici (tutti abbastanza soggettivi però lo devo ammettere)
    1) qui a straccionia non ci sono i soldi per pagare l’online
    2) sinceramente non ho frotte di amici con cui giocare online, unico stile di gioco che potrei ancora ancora capire, e giocare con sconosciuti sinceramente mi sembra divertente quanto se non meno del single player nel 95% dei casi
    3) con una sola xbox, e due controller posso vedermi con il mio amico, ci dividiamo il costo dei giochi (che quindi diventano ancora più economici dei gia economici prezzi a cui li prendiamo di quinta mano) invece di doverne comprare una copia a testa, avendo anche un televisore “da trasporto”, ogni posto con una cacchio di presa può diventare una sala giochi. Un garage, una cantina, una stanza. Ovunque. Mi basta mettere la mia bella xbox nella sua borsa e via si va.
    4) Qui a straccionia non abbiamo i soldi per una linea decente
    5) Giocare offline ti permette di avere tempistiche che l’online spesso non concede. Fermarsi, mangiare, andare su internet, guardarsi un video. Tanto se lo stai facendo sei daccordo con il tuo coogiocatore quindi non cè problema alcuno.
    6) Sono un vecchio nostalgico del cazzo (cosa ironica dato che gioco più in multiplayer ora che quando avevo 10 anni)
    7) Online ci può essere tutta una serie di eventuali problemi (lag, crash dei server, magari dovuti al gestore del gioco e non alla linea tua o del tuo coogiocatore) completamente assenti nel gioco offline.
    8) Mi sto scordando sicuramente qualcosa ma come best in the end, non mi resta che concludere con: ho giocato online, anche con la stessa persona con cui gioco spesso in locale, e non l’ho mai trovato, anche con titoli ottimi, anche con tutta la sua “comodità” divertente come giocare di persona.

    Ripeto son motivi personalissimi (oddio non proprio tutti) ma rispondono sufficientemente alla tua domanda.

    -Ed eccoci qui, masse di ragazzini (o anche no visto il sottoscritto) rinchiusi in camerette o soggiorni a giocare da soli attaccati ad una cuffia.-

    Ma anche no

    -Qui mi vengono in mente le domande per voi di cui sono curioso di leggere le risposte…
    Premettendo che non penso, esattamente come lo e’ per me, che passiate tutta la vostra vita a videogiocare ma che abbiate i vostri amici per andare in giro assieme quello che mi chiedo e’….-

    Ehm no. Io e i miei amici siamo abbastanza fieri del fatto che ci rompiamo il cazzo a fare qualsiasi attività non ludica quando siamo tra noi. Che sia vedere un film, giocare a un gioco da tavolo, o a un videogioco non siamo tra quelli che si sentono di giustificarsi con il restante modo dicendo
    “ma che davvero state sempre a giocare come sfigati?”
    “ehm. erm n-no andiamo anche in giro la sera, camminando senza meta alle 3 di notte o andando a sfarinarci in discoteca o al pub. Anche noi siamo sOcIaL 1!1!!11!”

    -Secondo, ma non per importanza, e’ se effettivamente il giocare online sia cosi antisociale, io chiacchiero, rido, scherzo e mi informo anche online, la presenza di un altra persona a fianco a me o in contatto con me fa differenza?-

    Forse giocare online non è antisociale, non so dirlo con certezza, ma è molto meno “sociale” che giocare con qualcuno vicino. Questo è innegabile.
    L’avere una persona fisica vicino per quanto può sembrare riduttivo è differente dall’avere una voce nelle orecchie, per quanto poi magari fai con quella persona che hai vicino le stesse cose che fai online.
    Nonostante ciò sono proprio due forme di interazione diverse ed è innegabile che è più sociale quella diretta che è se vogliamo un ampliamento di quella solo online. Ovviamente il fatto che una sia più sociale dell’altra non rende antisociale quella meno sociale; tuttavia conoscere una persona virtuale spesso limita (e in alcuni casi può essere anche un bene) quella persona solo al suo essere virtuale. Se conosci un americano dall’altra parte del globo su un gioco online difficilmente farai con lui qualsiasi cosa che non siano un gioco ( o attività strettamente simili online).

  18. Personalmente il tempo dedicato a videogiacare lo vivo come un momento intimo, un momento che dedico a me stesso e preferisco perciò rilassarmi con giochi in single player ed immergermi nella storia. La vita sociale la vivo lontano dai videogiochi (a parte magari qualche partita a fifa con qualche amico ogni tanto). Non ci vedo nulla di male sinceramente nel giocare in solitaria, al contrario reputo molto più malato utilizzare un cod per mettersi in mostra ed avere aggressivamente il proprio riscatto sociale, come fanno molti che popolano server, non dissimilmente poi, da quanto fanno molti utenti frustrati dei forum. È l’interagire da dietro uno schermo che falsifica l’interazione in sé, senza contatto, e non c’è VERA attività sociale senza contatto. Il resto a mio avviso, è semplice comunicazione.

  19. Io preferisco di gran lunga giocare da solo in single Player per cavoli miei. L’unica volta che gioco online è solo se lo richiede qualcosa secondaria per finire il gioco al 100%. Delle volte però mi prendono delle crisi per via del fatto che da piccolo, se invitavo amici a casa o mi bloccavo avevo sempre loro vicini che bene o male mi davano una mano. Adesso è passato di moda o almeno gli amici che mi ritrovo si rompono di stare lì semplicemente a fissare lo schermo e in caso mi blocco dire ” magari se provi a fare così puoi riuscirci, prova a prendere quel determinato oggetto, prova a fare questa mossa qui” ecc. Non ho mai adorato i giochi di sport e gli sparatutto quindi mi ritrovo sempre a giocare da solo siccome i miei cavalli di battaglia sono tutti generi d’avventura e quando organizzo serate film a casa mia, mi ritrovo senza poter giocare a nulla con loro

  20. Per me non ha tutti i torti quel signore ma non è un male cioè il bello di alcuni giochi è proprio stare soli davanti la console e per un oretta isolarsi dal mondo certo se poi si passano 15 ore al giorno è un altro contro come si dice quando si esagera si sbaglia sempre sia che si parla di videogiochi che i altro . Per quanto riguarda l online invece trovo che aiuta i videogiocatori a giocare insieme anche se virtualmente .

  21. anche io odio il multiplayer online. Lo detesto perchè sono convinto che sia tutta un trovata commerciale fatta apposta per vendere più copie di uno stesso titolo. In questa generazione ho amato alla follia i rayman origins e legends che giocati in cooperativa erano un vero spasso. Potevi schiaffeggiare, rubare i powerup, rallentare il tuo compagno… poi però dovevi strisciare quando avevi bisogno di ritornare in vita e lì uscivano i migliori insulti XD

  22. Io sono nel mezzo, odio il multiplayer online? No, odio il multiplayer offline? No.
    Come detto sono nel mezzo, io ogni giorno ormai mi trovo a giocare online sia qualche volta a giocare in multi locale, sarò fortunato io ma conosco di persona alcuni amici che volentieri si fanno una partita con me e ancora più volentieri parlano del videogiocare quindi non l’ho mai sentito qualcosa di asociale, gli unici che lo sentono invece sono chi mi sta intorno e non ha nulla a che fare con il mondo videoludico, dove lo stare al pc magari anche senza giocare effettivamente è uguale a rincretinirsi a furia di chissà quali giochi, cerco di ignorare ogni volta ma alcune volte giuro che avrei voluto urlargli contro di tutto.

  23. io preferisco il multiplayer locale infatti il wiiu mi sta dando molte soddisfazioni perché mi permette di farlo grazie ai.suoi giochi e la sua compatibilità

  24. Secondo questo ragionamento ogni hobby in solitaria è “antisociale”, ma finché c’è la moderazione è una stronzata… che dovrei fare, passare tutte le ore di tutti i giorni a ciondolare in piazza con i primi che trovo?
    La realtà virtuale poi non penso farà differenza… quello di cui possiamo parlare è di come si presenti più “assuefacente” e portata a distruggere la moderazione nel dedicarvisi, ma finché c’è questa non vedo dove stia il problema.

  25. In sintesi, ci si sta chiedendo se un ambiente di gioco alla Sword Art Online sia antisociale…

    …ed io dico “ma anche no”: alla fine, un visore per la realtà virtuale non è ciò che può rendere il gioco sociale o antisociale, IMHO.

    Quello che rende un gioco sociale o meno, IMHO, è il modo con cui è stato concepito: se per un gioco in single player non c’è neanche bisogno di porsi domande in merito, è più interessante valutare nei casi in cui esiste un multiplayer:

    E’ una semplice aggiunta ad un gioco palesemente single player?
    E’ una modalità fatta in modo da continuare l’esperienza della modalità a giocatore singolo, magari permettendo a più giocatori di partecipare alla stessa sessione di gioco?
    O più semplicemente, è un gioco che è nato per essere multiplayer-only?
    Ed in tal caso, ciò consiste nel far giocare tot illustri sconosciuti contemporaneamente, oppure esistono delle forme di aggregazione?

  26. Per me la realtà virtuale è un altro passo verso l’antisocialità dei videogiochi. Speriamo che, così come è accaduto con le prime console e con l’online, i programmatori trovino il modo di rendere i visori una realtà più sociale possibile. Per il secondo quesito rispondo sì, il giocare online è molto antisociale, per ora è il modo di socializzare più antisociale che conosca. Anche solo andare a prendere un gelato con un amico per me è molto più sociale di giocare per ore online, perché il contatto diretto con una persona è essenziale nel concetto di socialità.

  27. Non so quanto possa essere strana la mia concezione, ma io considero videogiochi e vita sociale come due cose totalmente diverse. Ovviamente le avventure in single player vanno godute da solo, altrimenti le emozioni provate non sono le stesse. Per quanto riguarda invece il multi locale, esso è sì divertente, regala sì diverse ore di risate e divertimento, ma solo a patto che esso sia molto raro. Cioè, se una volta un amico mi dice “vuoi venire a casa mia a farti una partita?” io dico di sì molto volentieri, ma immaginate di dover giocare ogni giorno a tekken, a cod o a fifa con gli amici, sai che due palle? Tuttavia, anche io tengo molto alla vita sociale e non voglio farmi mancare niente da essa. Come conciliare quindi le due sfere? Ma tenendole separate, ovviamente. Se sto a casa e non ho nulla da fare gioco, poi magari la sera piglio e vado a farmi un giro con gli amici

  28. ricordiamo che molta gente si è sposata tramite WoW…e molti di loro sono ancora felicemente sposati!

  29. secondo me l’online è l’antitesi del social, io ci ho provato ma non mi piace stare ore davanti a uno schermo a videogiocare in cuffia. Quando voglio giocare social mi vedo ancora coi miei amici e si, mi scomodo anche a fare 10-20km ( o faccio scomodare loro XD) ci mettiamo tutti davanti alla console e chiacchieriamo, giochiamo a turno i single player, in coop, in versus, o in arcade ( fai il record e passa il controller). questo per me è videogiocare social, il contatto umano non puó essere sempre mediato dalla chat vocale. se siamo tanti è divertente anche guardare e commentare mentre si aspetta il proprio turno, ma ecco chi spende delle ore in chi conference xall mentre gioca online lo vedo veramente asociale.

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