Vocabolario della lingua Padrina

vocabolario

Anche se ormai la maggiorparte di chi ci legge, chi ci ascolta, chi ci followa, conosce e maneggia piacevolmente lo “slang” angoliano, alcuni commenti mi hanno fatto considerare utile la produzione di un articolo come questo, che non vuol essere altro che il vademecum sulle accezzioni terminologiche che noi attribuiamo a certe parole.
Un Vocabolario sulla “lingua padrina” insomma.

Rosikare, spoilerare, spiluccare….ormai sapete bene tutti quello che si intende quando si utilizzano questi termini.
Però può essere utile mettere tutto bene nero su bianco, di modo tale che i nuovi arrivati, quelli che ci seguono da poco, o i professorini della domenica che puntualizzano sempre dizionario alla mano, possano comprendere immediatamente il significato dato al termine, se utilizzato nei prossimi articoli nelle puntate del podcast, eccetera.
Il significato, in quanto dato, o persino coniato interamente, dai padrini è PER FORZA quello corretto.

Ecco quindi il decalogo dei termini e la loro corretta definizione.
Se ne dimentico qualcuno, prego segnalatecelo pure!
Integrerò.

Trollone/Trollare: Uno dei termini più utilizzati a partire da quest’ultima decade, distingue un essere vivente od un atteggiamento, atto a creare dissapore, attraverso frasi, immagini, comportamenti tendenziosi. Il trollone sgretola l’animo di colui che è fatto bersaglio delle sue gesta, attraverso continue punzecchiate, sdrenanti stuzzicamenti, spesso celati sotto mentite spoglie.
Il soggetto è tipicamente sadico, con frustrazioni assortite ma soprattutto parecchio tempo inutile a disposizione.

Spoiler/Spoilerare: ormai una decina di anni fa, quando il sottoscritto ancora scriveva e conduceva podcast su altri lidi, cominciò a diffondersi l’utilizzo del termine spoiler tra le community di Internet, specialmente tra i forum. Il termine indica la tremenda e deprecabile pratica di anticipare fraudolentemente, e con tendenza a nuocere il prossimo, parti, porzioni, dettagli o anche l’intero contenuto di un qualcosa, che deve ancora rivelarsi ad un singolo individuo o all’intera comunità.
Finali di film, eventi inaspettati di un videogame, o anche solo piccoli dettagli che andrebbero mantenuti celati a chi deve ancora esperienziare quel qualcosa.
Con l’avvento dei podcast il sottoscritto cominciò a diffondere il termine spoiler con un’accezzione volutamente esagerata: il termine va urlato come un colpo di pistola non appena si ravvisi anche la minima possibilità di essere spoilerati.
Quando l’utilizzo della parola in termini di auto-difesa cominciava a vivere la sua fase calante, il Gatto ne ravvivò la fiamma, cucendoselo addosso per ogni occasione, ed attribuendosene persino la paternità illegittima per ciò che concerne appunto la versione “sparata”.

Ficcante/Ficcare: in un primo momento venne ritenuto dal Farenz un termine coniato ex novo (forse per la sua natura vagamente vulvare). Poi si accorse che il termine era già annoverato dalla lingua italiana e ne rimase imbarzottito. Il suo significato non intende solamente l’essere incisivo, il calzare alla perfezione, ma si estende ad altre accezzioni, quali il piacere, l’essere di rilevanza. Es. “Questa cosa mi ficca”: questa cosa mi piace molto, mi è gradita, mi titilla, mi stimola, mi fa godere, mi fa spruzzare davanti.”
Può degenerare, negli ambienti del vulgus, in qualcosa attinente prettamente alla meccanicità dell’atto suggerito.

Esperienziare: termine che deriva dalla manifesta volontà da parte dei padrini di sottolineare come il videogioco sia un termine persino restrittivo. Giocare è limitante, sfidare è limitante, provare e testare sono palliativi. Il videogioco per i Padrini è un’esperienza, una realtà in cui ci si sente ficcati da vivere, percepire, da fare propria. L’esaltazione di questo concetto ha coniato il verbo in oggetto. Io non gioco, io non provo, bensì io Esperienzio un videogioco. Il termine è poi applicabile ad altri contesti, quando si vuole manifestare il pieno vivere di un evento, un oggetto o qualsivoglia concetto esperienziabile.

Rosikone/Rosikare: si tratta di una delle peggiori manifestazioni che affliggono il contesto videoludico moderno. In principio fu la ConsoleWar. E’ sempre stata la principale causa scatenante comportamenti Rosikanti: “Io c’ho la console Mediaset, pertanto la Console Sky deve per forza fare cagare”. In buona sostanza la rosikata è generata da un principale moto d’invidia, conscia od inconscia, che spinge il soggetto a rodersi per il non poter possedere tutto. Il possesso è la principale delle cause Rosikanti (famosa la massima “Il Rosikone rosika perchè non ce l’ha”), ma può non identificarsi univocamente in qualcosa di materiale, bensì riguardare anche situazioni (ti stai fikkando Belen? Cazzo Rosiko!!), o posizioni (sei uno youtuber con 1 milione di iscritti e io ne ho 3? Rosiko!) eccetera.
Per immaginarvi un Rosikone, soprattutto quando si tratta di un Rosikone su Internet, dovete immaginarvi un qualcuno che assiste ad un qualcosa, davanti ad un PC o altrove, e provando invidia, frustrazione, senso di inferiorità, durantela visione di ciò che lo fa rosikare produce schiuma dalla bocca e si autoflagella i genitali, per caricarsi di rabbia rosikante e venire a dimostrarla nell’internet attraverso commenti ai video, nei forum, negli articoli, per poi mettersi a rosikare qualsiasi cosa si trovi nei paraggi (gambe di tavoli, pad o console portatili, tastiere, pantofole) e soddisfi il suo apparto ortodentistico . Il Rosikare può manifetsrasi sia attraverso il commento grezzo, spontaneo “si vede che non capisci un c*** testa di m***, io invece si”; oppure attraverso il più subdolo trollaggio misurato, che nasconde in modo ipocrita il rosikaggio, attraverso un apparente raziocinio, che risulta però facilmente smascherabile. Si perchè il Rosikone è un pò come un serial Killer: innanzitutto è facile che non riesca a ben celare tutte le prove del suo rosikaggio; ma essendo seriale non riesce a trattenersi dopo una singola rosikata, ma deve invece replicarla. E più Rosika, più ci prende gusto, ma a quel punto diventa facilmente riconoscibile.
Ci possono essere tuttavia anche i Rosikoni minori, o i Rosikoni occasionali. Questo perchè qualsiasi essere umano ha avuto nella sua vita almeno qualche episodio in cui ha Rosikato. Tutti hanno rosikato almeno una volta nella vita, per questo in fondo, sebbene il Rosikone ed il suo Rosikare sia sempre da deprecare, non si può che avere un moto di compassione per chi manifesta questa debolezza logorante.

Lamer/Lama/Lamerare: l’accezzione internettiana del termine è stata più volte interpretata. Nel lontano 2006, quando nella prima impennata del gioco on-line attraverso 360 (in cui spopolavano le sessioni di Call Of Duty 2, GRAW e PGR) ci si trovava a chattare on-line tra amici, il sottoscritto promulgò ovunque il termine “lama”, con accezzione tipicamente romagnola. Dare del “lama” a qualcuno era un aggettivazione deprecante, ma con fare amichevole. “Sei proprio un lama” “sei proprio un lamerone”, lo si diceva a destra e a manca un pò come dare del “patacca” all’amico che aveva appena commesso una cazzata, o per irriderlo di qualche piccola inezia.
L’host ha scazzato nel settare le impostazioni della stanza? “Sei proprio un lama!!”
Il compagno s’è fatto cecchinare alla distanza perchè aveva trovato una postazione fighissima che solo lui poteva immaginare, ma che è stata sgamata dopo 3 secondi? “Sei proprio un lamerone!”.
Proprio come il “Patacca” il lamerone è colui che, più tipicamente, vorrebbe fare lo sburone ma non lo sa fare. O che si auto-trolla dimostrando la sua goffaggine pubblicamente.
Se si vuole utilizzare il termine con fare più dispregiativo si può, ma in tal caso meglio ricorrere all’originale, e meno bonario, “Lamer”.

Bagashino/Bagashina/Bagasha: ciò che ha dato origine al profuso utilizzo di questo termine, ha radici albanesi.
La cronaca vuole infatti che, un gruppo di tale stirpe, frequentasse lo stesso campetto da calcetto del sottoscritto. Si trattava di ragazzi simpatici, alla mano. Insomma, niente a che vedere con “spaco botilia, mazo familia!”.
Nel processo di integrazione che vedeva partecipi i ragazzi diversamente adriatici, avveniva spesso che questi prendessero alcuni termini, sentiti pronunciare dalla nostra comunità, in tv o altrove, e li applicassero in modo completamente avulso dai contesti tipici della società.
Ecco quindi che bagasha o bagashina non aveva più accezzioni negative, ma era semplicemente il modo che loro avevano adottato per comunicare che avevano visto una bella ragazza. “Oh, guarda quella, è proprio una bella bagashina!”.
Nel giro di breve si passò a fenomeni di pubblico scherno ed oltraggio, basati sulla buffa applicazione di questo termine, con fare totalmente buonista: “tua mamma è una bagasha” “Anche la tua”, potevano essere semplici cenni di saluto, quasi come voler dire un “salutami a casa”.
Ecco perchè oggigiorno ancora il termine viene utilizzato con ingenua frequenza, e senza alcuna malizia negativa. La bagashina di tizio può platealmente essere tradotto con “la ragazza di tizio”.
Bagasha invece viene utilizzato solo se c’è intesa di reciproco scherno: “tua mamma è una bagasha” “anche la tua” può essere uno scambio solo tra amici di larga intesa, un pò come il termine “nigga” viene accettato se pronunciato solo tra un “nigga” e l’altro.

Spiluccare/Spiluccamento: con questo termine si intende l’azione di assaggio, di prima esperienza. Ovviamente in campo videoludico si identifica questo spiluccamento con le prime ore di gioco. Una sorta di anteprima, più o meno approfondita.

Grauclo: neologismo che aggettiva un qualcosa in modo estremamente positivo, sebbene indefinito. Un pò come un gargantuesco, ma non limitato alle sole dimensioni. Se un gioco è Grauclo, prestategli attenzione. Se dite “grauclo” di un joypad, è sicuramente anche masculo. Se dite grauclo ad un pisello….mmmh!!! Intenditori!!

Padrino: la figura più autoritaria ed autorevole in campo videoludico. Ahimè, l’essere un padrino non significa automaticamente essere masculo.

Masculo: con questo termine si aggettivizza qualsiasi comportamento, individuo, cosa che possieda esplicite componenti mascoline, da vero uomo, univocamente eterosessuale. Ovviamente i primi fattori che lo contraddistinguono sono l’apprezzare donne e motori. Queste sono le uniche componenti che ne accertano la masculaggine. Ce ne sono altresì altre, che possono presupporre la mascolinità, ma non darla per certa: ad esempio lo sport, il porno, le armi, il combattimento, l’ascoltare The Gamefathers…
Altrettanto ci sono alcuni apprezzamenti che tolgono punti masculinità in modo più o meno grave: come ad esempio osservare culi maschili, adottare pettinature o abbigliamenti emo, apprezzare giochi Emo, apprezzare caratterizzazioni puffettose, pacioccone e tenerone.

Komodo: il Komodo è una specie estremamente rara di videogiocatore. Ma tanto è rara quanto pericolosa, velenosa, obtumefacente. Se doveste incontrare un Komodo che si aggira su internet, spegnete tutto immediatamente. Se lo doveste incontrare invece dal vivo, sarà estremamente difficile che possiate fuggire dalle sue grinfie.
Il Komodo non attacca tutti indistintamente, ma se capisce che sei un videogiocatore, e che può sottrarti punti vita, lo farà con tutte le sue forze.
E’ veloce, scaltro, e sa mimetizzarsi con capacità quasi camaleontiche. I sintomi tipici dopo che si è stati morsi da un Komodo sono: sudore disidratante, allucinazioni di ogni tipo, balbuzia o perdita della voglia di parlare, perdita della voglia di vivere, perdite dalle sacche scrotali, oblungamento delle sacche scrotali, diabete.

Completista: il completista è un individuo tipicamente dotato di megalomanie. E’ in continua ricerca del tutto, dove questo tutto può essere declinato e personalizzato secondo le preferenze e tendenze dell’individuo. Può trattarsi di completismo capitalista (possedere tutto), completismo curiosista (esperienziare tutto), completismo platinista (completare tutto) eccetera…
Il completismo può essere poi associato ad un secondo disturbo (la cosìdetta doppia-diagnosi) come ad esempio il disturbo bipolare, che associato al completismo sfocia in manie ossessivo compulsive, in teorie dell’assurdo ed in megalomanie dell’inapplicabile (ad esempio la concezione di tempo infinito).
Il completismo bipolare è stata riconosciuta come malattia invalidante, ma a tuttoggi non si è ancora individuata una terapia efficace.

Croccante: il termine croccante, tipicamente derivante dalla semantica culinaria italiana, viene applicato nella lingua padrina come accezzione positiva. La giusta croccantezza è positiva, quindi giocare ad un gioco croccante non potrà che esprimere quel gusto di addentare qualcosa che soddisfa il palato e, in questo caso, i polpastrelli.
Differisce dal ficcante per il tipo di godimento procurato che il termine suggerisce.

CastelFranco: Estate 2012. In occasione di un ritrovo tra angolisti e discepoli a Padova che si andava organizzando qui sull’angolo, un utente se ne uscì innocentemente con un “Matyas che è di Castelfranco Veneto non potrebbe venirmi a prendere a Conegliano? D:“. Come se fosse la cosa più normale del mondo, come se Matyas facesse servizio trasporti o taxismo. La situazione si prestava ad una lollata, ed a renderla esplosiva fu Lodoss che colse la palla al balzo, e di fronte ad un commento che suggeriva la sua presenza all’evento (se non sapete che Lodoss vive in australia, disiscrivetevi dall’angolo) scrisse: “se Matyas che e’ di Castelfranco mi passa a prendere…..“.
Da allora CastelFranco è un luogo di culto per i padrini. Non importa che si tratti di Castelfranco veneto, Castelfranco emilia…qualsiasi Castelfranco è un posto che rievoca piacere e sollacchero, ed in quanto tale va venerato. In buona sostanza, si può affermare che tutte le strade portano a Castelfranco.

La Salsa Pirelli: sempre Estate 2012. In occasione di quel raduno a Padova, il Gatto e Cloro portarono Viper e Farenz ad assaggiare la tipica cucina padovana…ovvero in un fast food/steack-house di cui non riproponiamo il nome. Ignorando le caratteristiche e le tipicità di questi piatti, andai un pò a caso. La pietanza, per quanto bisunta e fegatofoba, risultò affrontabile. Quello che però alterò i nostri piani, le nostre percezioni, il nostro stato psico-fisico, fu la salsa che accompagnava questa pietanza. Spacciata in tal luogo come salsa “barbecue”, in realtà produceva un odore ed un sapore lacrimevole da manifattura petrolchimica. Venne rinominata “Salsa Pirelli” proprio per il gusto rievocante un barbecue di copertoni della famosa marca.
Tuttavia sono in corso alcuni studi, perchè alcuni test attesterebbero che la salsa, ad oggi, sarebbe l’unico antidoto efficace per il morso del komodo.

Spruzzare Davanti/Dietro: espressione verbale che indica particolare godimento o disgusto, a seconda della provenienza direzionale dello spruzzo, che rievoca con parole la manifestazione fisica involontaria, ma particolarmente violenta ed incontenibile, che avviene sull’individuo. Questi è passivo nei confronti di questa manifestazione, determinata dall’assistere, dal provare, dal percepire qualcosa e reagire di conseguenza. Evitiamo ulteriori termini tecnici descrittivi, ed invitiamo il lettore ad una ricerca personale riguardo i modi e le parti interessate allo spruzzo frontale o tergale.

Lollone/Lollare: Il Gatto / Fare il Gatto

Questi, come anticipato, sono i termini con significati univoci che la lingua padrina vuole stabilire.
Tuttavia è palese, se ascoltate la dialettica dei padrini, che la lingua padrina è fatta di intesa. Le parole del vocabolario italiano vengono usucapite, e se ne plasma il significato. Ciò che può sembrare non corretto, oppure fuori contesto nella lingua italiana, ha un significato esplicito in quella padrina.
E ciò si esplica appunto nell’intuizione del significato, più che in una determinazione univoca dello stesso.
La lingua padrina estende i significati di un vocabolario precostituito, aggiungendo sfumature o casistiche completamente opposte, ma sempre mantenendo il criterio dell’intuizione.
Il linguaggio utilizzato quindi per comprendere, per capirsi, e non per la forma.

Viperfritz 2

 

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41 Più commentati

  1. Sono commosso.ho aspettato questo articolo a lungo.servirebbe una versione cartacea da portare sempre dietro

  2. massimo rispetto per il nostro viper !

  3. Bell’articolo!!!
    Però va sistemato il grassetto su Spoiler…
    e non mi è chiaro il concetto di Komodo (mai sentito) dato che non è spiegato xD

  4. l’unico vocabolario che ho letto fino ad ora

  5. Devo ancoa finire di leggere ma per correttezza Viper il termine Spoiler/Spoilerare (oltre a non essere in grassetto) dovrebbe essere posto a seguito della definizione di “Esperienziare” in quanto quest’ultimo termine è utilizzato nella spiegazione del primo.
    In ogni caso…. sto articolo è da pazzi! O.O

  6. Viper crea un’app per portarsi sempre dietro questo utile vocabolario XD

  7. Meglio ‘esperire’, dai.

  8. Parlo con accento romano da 22 anni, ma questa volta ho letto tutto l’articolo con la voce di Viperfritz e con accento emiliano. Credo di avere grossi problemi…

  9. E io che credevo che con croccante si facesse riferimento allo status delle mutande dopo aver esperienziato un giuoco particolarmente ficcante.

  10. “Matyas che è di Castelfranco Veneto non potrebbe venirmi a prendere a Conegliano?”

    Cristo pure lui abita dalle mie parti? Abbiamo un Angolo molto Veneto a quanto vedo! :D

    Comunque Viper sappiamo tutti che la “Salsa Pirelli” non è nient’altro che la Salsa Barbecue dell’Old Wild West di Limena! ;)

  11. Questo articolo è proprio… Grauclo.

  12. In questo vocabolario mi sento leggermente preso in causa, sarà la mia mania di protagonismo!

  13. bell’articolo ma colgo l’occasione per criticare l’utilizzo, molto frequente, del termine “nigga” (vedi maratona E3).
    il termine ha origini decisamente dispregiative e razziste e, almeno personalmente, trovo difficile ascoltarlo anche in tono scherzoso, considerando anche il fatto che i vostri video/podcast si mantengono sempre su un tono sostenibile anche per minorenni eccedendo davvero solo con quel termine, non ci crederete ma….i ragazzi vi stimano (anche io) e vi imitano, date un bell’esempio!

  14. Spero che questo articolo giunga ai posteri, testimonianza ad imperitura memoria del vertice creativo che il genere masculo fu in grado di offrire al mondo.

    PS: sulla definizione di croccante concordo con i dubbi dell’utente kentaromiura.

  15. Domanda sulla BBQ dell’old wild west : ma a voi piace la BBQ o non la avete mai mangiata ? se si spero prendiate la HP.

  16. Diciamo che ascoltando il podcast avevo già intuito la maggior parte delle cose… Forse solo Komodo e Salsa Pirelli mi erano sfuggiti, sarà che non sono cliente dell’Old Wild West

    Comunque, veloce domanda OT: come cambio l’immagine del mio avatar qui nell’angolo? Grazir

  17. A “diversamente adriatico” sono morto XD

  18. articolo molto utile, qualche termine mi era sfuggito anche se sono un listener veterano XD scritto in maniera completa, da vero COMPLETISTA quale sei viper

  19. Il termine “usucapite” mi ha fatto morire, grande viper!
    Non sapevo la storia di Castelfranco e visto che la nominava Cloro nel video della song “il più grande spettacolo dopo l’E3” pensavo che lì ci abitava lui, LOL.
    Invece sto komodo non ho ancora capito di che tipologia di essere disumano si tratta.

  20. Nonostante abbia ascoltato tutti i podcast quest’articolo chiarisce alcuni dubbi residui.. davvero completista!
    E comunque, Viper, rappresenta uno dei punti più alti raggiunti sull’angolo. Mitico!

  21. @viperfritz Per la verità io detesto i neologismi del buon viper, ma quei maledetti si sono insinuati in me a tradimento… Ora mi ritrovo ad utilizzare in contesti professionali la triade esperienziare/ficcante/gaudere nello stupore generale…. Esiste un gruppo di recupero per Angolisti Anonimi?

  22. Che cazzo vorrebbe dire “obtumefacente”? :D Ti prego, Viper, illuminami.

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