Voglio il nome, voglio il nome!

Ci sono momenti in cui un uomo spegne il cervello.
Ci sono momenti in cui un uomo deve liberare la mente e autocostringersi al ragionamento.

Ci sono momenti in cui un uomo non deve rimanere solo e pensare a ciò che ha appena letto ho sentito dire.

Oggi mi è capitato uno di quei momenti.

Stavo cagando.

E mentre espletavo i miei bisogni corporali da “codice marrone”, quale compagno migliore se non Gameinformer?
E’ una rivista strana, o meglio, il mio approccio con tale rivista è piuttosto insolito.

A volte mi rendo conto di leggere parti che normalmente uno non leggerebbe, mentre evito delle altre che qualcuno reputa importanti.
Un esempio? Le anteprime.
Mi sta sul cazzo leggere delle anticipazioni sui giochi, specie su quelli che sicuramente comprerò.

Ed è qua che vi volevo portare. L’anteprima di Dead Space 2.
Mentre sfogliavo le pagine mi è capitato di soffermarmi sulle prime righe riguardo l’anteprima di questo titolo (la cui uscita è per ora prevista per il 25 gennaio 2011).

Ebbene, l’autore dell’articolo diceva in pratica che, nonostante le critiche non esaltanti degli “espertoni” del settore, Dead Space 1 ha riscosso un enorme successo. E come dargli torto?

Proseguendo nella lettura, l’autore parla di un’unica lamentela riguardo il primo capitolo l’assenza: l’assenza dell’online.
Ma chi è il soggetto che si lamenta di questa mancanza? Il giornaliste scrive genericamente “I GIOCATORI”.

No, grazie.
Io non sono un giocatore allora.

Dead Space, come Resident Evil, Uncharted, Metal Gear, Bioshock, sono tutti giochi/generi che ovviamente potrebbero prevedere una componente online, ma non cred0 tutti la vorrebbero.

Chi la vuole?

Perchè non diciamo le cose come stanno?
Preferirei leggere “In Dead Space, la EA ha voluto inserire l’online per rimanere al passo coi tempi, creando un titolo che, se anche non dovesse raggiungere il top della qualità, offrirà comunque una grande rigiocabilità”.
Senza far cadere la “colpa” sui giocatori.

Certo, sono convinto che in molti si aspettano l’online anche negli ovetti Kinder, ma mi piacerebbe che anche coloro che non vogliono l’online ogni tanto venissero presi in considerazione.

“Ma Farenz, se non ti piace l’online, non ci giochi”.

Grazie, non ci ero arrivato.
Ribadisco per l’ennesima volta il concetto che sviluppare l’online ha dei costi per l’azienda.
In certi titoli, Bioshock 2 per esempio, avrei preferito che l’online non fosse nemmeno stato preso in considerazione, per dar luogo ad un investimento maggiore nello sviluppo della quest offline, vero punto debole di quell’obrobrio di gioco.

Fuori i nomi, per Dio!

Prova a cercare ancora!

viper5

Zelda Breath Of The West – Zelda sviluppato in Occidente

Se Viperfritz non va a Zelda, allora Zelda andrà a Viperfritz. Questo è un pò ...

Lascia un commento