Why so serious?

David Jaffe, creatore di God of War e Twisted Metal, ha di recente dichiarato che, secondo lui, le produzioni videoludiche di questo ultimo periodo sono troppo “serie”, a differenza dei vecchi tempi in cui il gioco era sempre scanzonato e spensierato.

A questo punto mi viene da chiedermi, Jaffe ha ragione o no?

Sicuramente l’evoluzione dei videogiochi, anche quella tecnica, ha portato alla creazione di giochi più seri. In effetti è ben difficile essere seri quando la tecnologia non ti permette niente più di Pong. Ma il mercato è così impregnato di esperienze serie? 

Prima di rispondere dobbiamo fare una premessa: cosa si intende per serietà. Io personalmente reputo un gioco serio se ha una trama intensa, ben strutturata e ben narrata. Questa condizione non può essere applicata, però, a tutti i giochi. Ci sono determinati generi, infatti, che per struttura una trama non ce l’hanno proprio e sono considerabili seri in quanto il loro gameplay si ispira il più possibile alla realtà per dare un senso di immersione nel gioco superiore, come ad esempio i giochi di guida simulativi.

Date queste condizioni ho dato un occhio alla mia collezione di videogiochi e, in effetti, di titoli che possono essere considerati seri ne ho un bel po’, sicuramente più di quanti ne avessi nelle generazioni precedenti. Direi che di giochi “spensierati”, da giocare alla leggera e senza pretese ho solo i picchiaduro, Modnation Racers, 3d Dot Game Heroes e poco altro. Tutti gli altri, con un livello di qualità più o meno alto, propongono delle storie seriose e impegnate, anche se magari banali.

Allora vi chiedo: sono io che, un po’per l’età che avanza e un po’per l’innalzarsi delle mie esigenze videoludiche, mi sto spostando più su questo genere di titoli oppure è proprio il mercato ad aver imboccato questa strada? E se la risposta è la seconda, come giudicate questa tendenza?

Prova a cercare ancora!

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