Il segreto di Nintendo

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Pare che le cose stiano andando meglio , per la casa di Kyoto.
Il controverso WiiU ha sfornato negli ultimi tempi un capolavoro dietro l’altro e nemmeno prima direi di aver visto software scadente, anzi.
Il problema , semmai, era l’esiguo numero di titoli a disposizione, non di certo la qualità di essi.
Ora pare che comunque la questione “WiiU has no games” si sia risolta, e qualunque persona volesse OGGI acquistare la console casalinga di Nintendo, avrebbe di che giocare.
Senza voler tornare sul trito e ritrito discorso sulla totale mancanza di titoli third party , vorrei che ci soffermassimo per un momento sulle esclusive: di certo , se andassimo in cerca di un gioco “da 9” capace di rivaleggiare con e addirittura surclassare un tripla A delle major che sviluppano su Ps4 e ONE, avremmo l’imbarazzo della scelta: giochi come Mario 3D World, Smash Bross, Zelda (ok WW è un remake, ma non facciamo i puntigliosi), Donkey Kong e compagnia cantante , non lasciano dubbio alcuno: il talento di Nintendo è ancora integro ed immutato.

Quel feeling così unico e particolare che abbiamo assaporato in giochi come A Link to the Past, Mario World, Yoshi’s Island,Mario 64, Ocarina , etc… lo si puo’ ritrovare anche nei titoli più recenti di Nintendo.

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Ma vi siete mai chiesti quale sia il segreto di questi giochi? Perché quando esce un nuovo titolo di queste saghe è sempre così bello? Capacità dei programmatori? Sicuramente, ma non solo.
Avete mai provato la sensazione di desiderare veemente di giocare ad un Mario o uno Zelda anche solo guardando le immagini in qualche anteprima? Avete mai sentito quella sensazione di immersione visiva e allo stesso tempo di pace e tranquillità solo guardando l’Hyrule Field di Ocarina, l’isola Taura di Wind Waker o le Donut Plains di S.Mario World? Io si. Perché?
La risposta me la sono data solo recentemente: è l’elemento bucolico.

Tutto nacque grazie a Shigeryu Miyamoto. Fu lui ad avere l’illuminazione: trasformare in videogioco le escursioni per campi e boschi della sua infanzia. Non c’è dubbio che in tenera età, vivere in campagna sia più che salutare e che andare a giocare immersi nel verde possa dare luogo, nella mente di un bambino, a molteplici scenari di gioco: ogni giorno c’è una scoperta, e tutto ciò che ci circonda è esteticamente bellissimo ed immersivo.

Io personalmente dai 0 ai 5 anni ho vissuto a Venezia, ma dai 6 ai 15 ho abitato in un piccolo paesino di campagna, e ricordo chiaramente queste sensazioni.

Miyamoto è riuscito a trasportare ciò in Zelda e anche tutte le sue più magnifiche e malsane fantasie hanno poi preso vita nei mondi di molte saghe Nintendo.

Il verde, la natura, il mistero e la scoperta…. avete notato che c’è tanto di tutto ciò nei giochi Nintendo?

Secondo voi anche questo elemento bucolico regala a certi giochi un fascino del tutto particolare?
Si, lo so: la mia mente è parzialmente malata.

Ciao!

omegashin

Prova a cercare ancora!

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Il Game Pass è il cancro dei videogiochi?

Beh? Mi sembra di aver scritto l’altro ieri l’ultimo articolo ed invece… Mi è nata ...

73 Più commentati

  1. marcellosantucci

    quello che dici è sacrosanto. È umo dei pilastri portanti sul quale si basa la Nintendo da sempre

  2. Nintendo è inimitabile: magica, unica e per me imprescindibile, però anche certe volte troppo orgogliosa e chiusa in se stessa, a differenza di Sony e MS che si dimostrano aperte nelle nuove tecnologie e servizi.
    Però i titoli alla fine fanno il netto vero e proprio delle console, e Nintendo praticamente si sta badando sui suoi fan ed esclusive che porteranno a tenerli ben stretti… ma la massa, cosa sa di Wii U? tralasciando un attimo il comunque buon trend DS/ 3DS, Wii nella scorsa gen é stato un fenomeno unico ha portato a vendere 100 milioni di pezzi, la maggior parte di utenza casual… ora con smartphone e tablet la gente è migrata verso quei sistemi snobbando totalmente Wii U (anche per colpa di un marketing quasi masochista) vendendo ora sui 7-8 milioni in 2 anni. Tralasciando Wii, dall’era SNES ad oggi in numero di console vendute è sceso progressivamente, e ora Nintendo può contare poco sull’utenza casual per mantenersi attiva sul lato finanziario. Quindi, cosa riserverà il futuro? new 3ds fa capire che si vuole portare il ciclo della fortunata portatile ancora a lungo, ma dopo Wii U, che cosa farà Nintendo? Si vocifera della fantomatica console fissa portatile, un’idea che potrebbe risolvere il problema delle vendite di due sistemi diversi, ma per ora, per come vanno le cose, perlomeno quest’anno arriveranno ottimi titoli dopo un 2014 veramente in salita, seppur molto relativa rispetto al passato

  3. Un po’ quello che dici, un po’ la voglia di mettere sul mercato giochi di ottima fattura, con attenzione al dettaglio e al level design, privi o quasi di bug, prendendosi tutto il tempo che serve per tirar fuori il nuovo capitolo “ufficiale” di una delle saghe citate

  4. Sono d’accordo che l’elemento bucolico sia molto importante ma credo anche che il gameplay dei classici brand Nintendo sia essenziale…il gameplay è di base sempre quello fantastico dei primi capitoli ma ad ogni nuovo capitolo si aggiunge quella piccola novità che non ci permette di valutarlo come uguale ai precedenti e quindi di annoiarci

  5. Sono d’accordo, ma controbatto con una domanda, rivolta ad Alvise così come a chiunque altro.
    L’elemento bucolico, l’esplorazione delle foreste, delle grotte e tutti i cazzi e i mazzi connessi alla vita fanciullesca di Miyamoto li conosciamo (e li associamo più o meno consciamente ai giochi) proprio perché stiamo parlando DI Miyamoto. Ciò che significa?
    Che stiamo parlando cioè di uno fra i più longevi e famosi game designer che conosciamo oggi.
    Ma se non stessimo parlando di lui?
    Quanti altri giochi potrebbero suscitare in noi tali considerazioni se solo sapessimo “più cose” riferite a chi ha sviluppato tali titoli?
    E’ una prerogativa di Nintendo oppure molto semplicemente proviamo quelle sensazioni solo perché conosciamo meglio Miyamoto di molti altri game deisgner?

    • La seconda che hai detto. (cit.)

    • Anche secondo me è “la seconda che hai detto”.
      Di sicuro molti game designer ripropongono nei videogiochi elementi derivanti anche dal vissuto personale, ma il bello di Miyamoto (e forse anche di altri, ma per ora ne sappiamo appunto solo di lui) è che il vissuto che egli ha poi riversato nei videogiochi appartiene alle esperienze della sua infanzia , periodo della vita in cui l’immaginazione fa incredibili voli pindarici; a differenza invece di un Kojima che invece ha dato vita a sceneggiature dal sapore totalmente diverso , partorite sicuramente in età adulta.
      Diciamo che Miyamoto ci ha mostrato il suo lato fanciullesco che una parte di noi stessi avverte sentitamente.

    • Non penso che le emozioni siano legate al fatto che noi conosciamo i motivi per cui miyamoto abbia messo quegli elementi all’interno del gioco, se no non si spiegherebbe perché da piccoli giocando ad uno zelda si percepiscono quei sentimenti di libertà e spensieratezza legati secondo me al suo intento bucolico, nonostante non conoscessi chi fosse miyamoto.

  6. Secondo me le esclusive Nintendo giocano tanto su 2 cose:
    1) hanno acchiappato la nostra infanzia, penso non esista persona videogiocatrice che da bambino non abbi giocato ad un titolo Nintendo. Perciò hanno sempre dalla loro parte il fattore nostalgia.
    2) a differenza di altre case, riescono a trovare in ogni gioco la giusta formula di nuove aggiunte e gameplay familiare. Per esempio, ogni gioco di Mario. Sebbene siano tutti abbastanza diversi sono tutti facili da prendere e giocare. Stesso si può dire per Zelda.

    Ciò non significa che nintendo sia priva di giochi brutti, ne ha fatti di titoli dimenticabili (e non conto gli infami giochi del cdi), però fa uscire talmente tanti giochi di qualità che la nostra fiducia non cala.
    La forza di Nintendo sta nel mettere sempre i fan davanti quando si tratta dei titoloni principali.

    Non come Square che ultimamente è talmente palese nel suo cash grab da essere quasi insultante. Come se dicesse “sisi, sappiamo che sono giochi mediocri, ma tanto pagate lo stesso”, cosa che ha rovinato saghe mitiche come Kingdom Hearts e Final Fantasy.

  7. Concordo pienamente con te in tutto *-* Nintendo magari non avrà multipiatta o tripla A di nicchia che ci sono su Xbox e Playstation, ma sa sempre come rendere bellissime le sue esclusive. Sarò io che sono cresciuto con Nintendo e passato a Ps2 solo all’età di 13-14 anni quando ormai la Ps3 era alle porte, ma Nintendo ha sempre quel fascino capace di fartela amare coi suoi giochi e soprattutto di far divertire famiglie intere. Per quanto mi riguarda Nintendo è l’unica capace di unire famiglie intere da anni e far divertire tutti, anche i genitori che magari sono meno esperti coi videogiochi (ricordo i tempi in cui giocavo a Pokemon Cristallo o Mario Kart 64 insieme a mia madre)

  8. Sono d’accordo con te ed è una cosa che ho notato anch’io.. i giochi Nintendo hanno un fascino tutto loro.

  9. Quindi alla fine è vero che Nintendo fa giochi per bambini… ma per il bambino sognatore dentro ognuno di noi. *sottofondo di pianoforte* *dissolvenza*

    • io non concordo invece. O quantomeno aspetto a concordare.
      Perché per fare ciò dovrei sapere che intendete voi per “gioco per bambini”, sia dal punto di vista stilistico che contenutistico.
      Super Mario 3D World è per bambini perché, come tutti i Mario, è puccioso e senza spargimenti di sangue?
      Allora direste lo stesso anche per un rayman legends, un child of light e un to the moon? Non credo proprio.
      Per quanto riguarda il mio punto di vista, si può parlare di determinati tipi di scelte visive, ma chiamarle “da bambini” mi sembra sminuente, indipendentemente che si tratti di bambino piccolo o di adulto rimasto piccolo dentro.

      • sicuramente lo si puo definire un prodotto adatto a tutti come magari non lo puo essere un GTA.

      • Noi giocatori navigati sappiamo bene che non è così, il problema è che il bollare i giochi “per bambini” è un dato generalmente dalla massa di giocatori occasionali che seguono il trend dei vari periodi comprando i soliti blockbuster, senza cercare titoli particolari o vere e proprie perle ludiche come alcuni dei tuoi esempi citati. Il fatto è che però non solo questi titoli, anche se sembrano innocenti a prima vista, contengono spesso temi molto più maturi rispetto ad altri titoli tripla A superpompati, ma questo può essere capito solo provandoli

        • “contengono spesso temi molto più maturi rispetto ad altri titoli tripla A superpompati, ma questo può essere capito solo provandoli”
          premettendo che non capisco cosa intendiate tutti con “Temi maturi”
          non mi sembra che nei giochi N siano presenti,ora puoi dire quello che vuoi ma io metto tra le cose “Mature” il sangue e la violenza ecc mentre le altre cose no.
          Con questo non voglio dire che i giochi senza sangue e violenza siano infantili ma di solito se si parla di TEMI MATURI devono perforza di cose seguire CONTENUTI e TEMATICHE di un certo tipo.

          • io per lato fanciullesco di un videogioco ho sempre visto la parte più ispirata dal punto di vista artistico.
            il fattore violenza si o violenza no non l’ho mai associato al gioco maturo o da bambini.

            sangue e violenza tra l’altro , sono oggigiorno più ricercati dai giocatori più giovani, mentre il giocatore anziano sa anche andare oltre, almeno dai pareri che sento in giro.

          • ho fatto l esempio del sangue per dire che secondo me alcuna gente usa le parole “TEMI MATURI” in maniera non proprio esatta se si parla di temi maturi ci devono essere anche contenuti maturi e spesso tali contenuti sono il sangue la violenza ecc proprio per definizione quasi derivativa ,personalmente non ho mai badato al lato “artistico” di un vg preferisco soffermarmi su cio che veramente mi interessa ovvero il gameplay e se c è anche su una bella trama.

          • travis89touchdown

            Quindi secondo il tuo ragionamento, un gioco come To The Moon (in cui non ci sono né sangue né violenza) non è un gioco maturo….

      • Concordo con farenz, un tropical freeze non lo consiglierei ad un bambino inteso come infante come uno dei primi giochi, poiché nonostante gli elementi pucciosi e coloratissimi delle famose scimmie, il dolore fisico e mentale dovuto alla difficoltà del gameplay potrebbe scoraggiare parecchio. E’ un punto di vista mia.

      • Contenuto e stile a mio parere sono due parti del gioco che non dipendono necessariamente uno dall’altro. Per spiegarmi meglio faccio l’esempio di un gioco uscito anni fa du N64 “Conker’s Bad Fury” della ahimé ex Rare. Quel gioco definirlo violento era riduttivo. Conteneva tutte le tematiche, se possiamo definirle così, “adulte” che si potesse immaginare: a partire dal sesso fino alla violenza fisica, e tutto era nascosto da una grafica apparentemente pucciosa e “bambinesca”. Non so se gli sviluppatori lo avessero fatto proprio con l’intento di sfatare il mito del “i giochi per nintendo sono per bambini” ma sta di fatto che ci sono riusciti secondo me.

        • è quello che dico anch io per definire un titolo con temi maturi bisgna valutarne il contenuto.Ora uno non mi puo venire per esempio e dire “eh ma in zelda ci sono contenuti maturi!11!” si ma quali? Capisci il punto del mio discorso.

          • Per contenuti con tematiche mature intendo qualsiasi prodotto che ha delle tematiche non adatte, o perché troppo complesse o perché troppo violente, ad un pubblico giovane. Di certo non vedremo mai un Link inchiappetarsi con Zelda (scusatemi) ma semplicemente perché il gioco é più adatto ad un pubblico di massa che può fare a meno della violenza e delle tematiche forti. Le uniche tematiche più adulte sono quelle riguardanti i viaggi nel tempo la morte, cose del genere ma che non sono a mio parere infruibili dai più piccoli, certo avranno più difficoltà a capirne il perché ma non urtano la loro sensibilità. Ma detto questo non vedo quale sia il problema. Io acquirente di nintendo non compro i loro giochi per la violenza né tanto meno per le tematiche , io acquisto i loro giochi per l’esperienza videoludica che mi viene offerta. L’unica cosa che non accetto é l’equazione che viene fatta (videogiochi senza violenza) = (videogiochi per bambini)

      • Chiunque può creare un gioco che parla al “bambino dentro di noi”, semplicemente Nintendo ne ha fatto un fondamento del suo parco titoli, dando vita a mondi con spazio e tempo indefiniti (caratteristica delle fiabe) e topoi ricorrenti (l’eroe senza macchia che salva la principessa).

      • Per quanto mi riguarda il definire un gioco “da bambini” è un mix delle componenti di grafica, tematiche e linguaggio con cui si esprimono le tematiche.

        Questo significa che non possiamo limitarci soltanto a uno dei singoli elementi per classificarlo in quel modo, come nell’esempio di Farenz, anche se Super Mario 3D World ha una grafica pucciosa come To The Moon, io quest’ultimo non lo definirei da bambini, perchè le tematiche che tratta non mi sembrano adeguate ai più piccoli.

        Anche le tematiche mature però, se espresse con un determinato linguaggio, possono essere tranquillamente inserite in un gioco “da bambini”, basta pensare a tutti i cartoni animati della nostra infanzia per vedere che si tratta comunque di tematiche “forti”, ma usando un linguaggio che non vada a ferire un bambino. Il classico esempio del “è volato in cielo” invece di “è morto”.

        Quello che volevo anche rendere chiaro, che ho come l’impressione che sia qualcosa di sottinteso nei vari discorsi che si fanno, è che se un gioco è “per bambini” non significa automaticamente che sia una schifezza.

        Nello stesso modo in cui possiamo analizzare un film Disney, anche se il target è evidentemente quello delle generazioni più giovani, cioè non toglie che non possa piacere anche agli adulti, che coglieranno il piacere magari da altri elementi, doppi sensi, ironia o anche solo dal banale rilassarsi e godersi qualcosa di semplice per una volta.

        Detto questo e tornando a parlare della nostra cara Nintendo, io sono però uno dei primi a dire che non ho comprato la WiiU “perchè non ci sono giochi”.
        Non tanto perchè possiamo definirli da bambini, ma perchè non interessandomi i platform e non essendo fan di Zelda, la scelta di giochi interessanti sparisce in un colpo solo.
        Significa che i vari Super Mario & co che sono usciti siano brutti e la WiiU sia una console di merda? No! Ma non riesco a trovare un motivo per cui dovrei possederne una.

      • più che altro nintendo è l’unica che riesce a fare giochi belli che possono essere apprezzati sia da bimbi sia da adulti

    • c’è una differenza tra gioco per bambini e gioco adatto ai bambini (almeno per me).
      Un gioco per bambini è un gioco specificatamente mirato ad un target infantile. Un gioco adatto ai bambini è un gioco che ha contenuti safe e tematiche non complesse.
      Tipo un supermario, che può essere giocato a tutte le età ed è sempre divertente.
      Molti giochi nintendo sono adatti ai bambini, cosa che amplia molto il target di vendita (il che gli permette di vendere un fottio) ed è più facile che verranno giocati da gente di giovane età, la quale probabilmente crescerà in un nintendaro doc.
      Scherzi a parte, è una tattica vincente, soprattutto se unita alla cura con cui fanno i giochi.

  10. a me la “magia” Nintendo non mi ha mai colpito piu di tanto,sinceramente quello che posso trovare i un vg nintendo SE mi piace lo posso trovare in un qualsiasi altro gioco non ho questo grande attaccamento alla grande N e non riesco a vedere quest’aura di superiore nei suoi giochi.

  11. Concordo su quanto detto un po’ da tutti, ma non sottovaluterei la componente “nostalgia” che si fa forte in noi 30enni (e passa) di oggi, cresciuti fanciullescamente a pane e NES (o SNES).

    Nintendo punta molto forte anche su questo per me

    • Boh… io di anni ne ho tanti e la mia infanzia l’ho passata giocando a tutto tranne roba Nintendo.
      Durante la mia preadolescenza e adolescenza in Italia era l’era dei computer e si giocava con quelli… Nintendo l’avevo vista e giocata (poco) in sala giochi con DK, SMB e Excitebike (tutti giochi notevoli peraltro) e le console Nintendo erano prerogativa di pochissimi… penso di non averne mai vista una dal vero finche’ il mio vicino di casa (molto piu’ piccolo di me) compro’ uno SNES. Vidi Mario Kart li’ sopra e potevo avere gia’ quasi 20 anni… 20 anni da videogiocatore… e sinceramente quando vidi MK pensai che fosse un gioco della madonna.
      Da li’ continuai a seguire Nintendo da lontano… qualche recensione qui e la’… sempre voti altissimi e classici del videogioco. Continuai a pensare fosse una figata poter giocare coi giochi Nintendo ma per cultura, niente console e solo Amiga, PC e quant’altro. Poi vidi Ocarina Of Time… Mario 64… e Luigi’s Mansion… ogni volta che potevo toccare con mano un prodotto Nintendo pensavo: ma che razza di figata!
      E cosi’ approdai nell’era GC che ero un bel pezzo in la’ con gli anni.
      Pertanto nel mio caso no… il fattore nostalgia fanciullesca non esiste. Esiste il fattore qualita’ clamorosa del software che, da ex programmatore di videogiochi, non posso che ammirare e continuare ad ammirare.

  12. Secondo me la questione che hai sollevato alvise dell’ispirazione bucolica di miyamoto che ci viene trasmessa tramite le ambientazioni e tutto il resto é vera fino a un certo punto. Miyamoto ha preso l’idea dalla sua infanzia, ma non basta solo quello visto che dietro a un qualsiasi mondo di zelda ci sono tantissimi elementi (misteri, enigmi ecc…) che li farei ricondurre al buon gusto degli sviluppatori nel voler intrattenere nel miglior modo possibile il videogiocatore. Quindi l’atmosfera e le sensazioni che ci vengono date sono più riconducibili all’intero lavoro del team sviluppo nelvoler ricreare un mondo vivo e fantasy .

  13. Più che l’elemento bucolico, o il conoscere il passato di Myamoto, ciò che per me rende speciali i giochi Nintendo è proprio quella sensazione che ti danno di…giocare! A prescindere da trama (che può esserci o no) e ambientazioni (che possono essere più o meno bucoliche ma sempre ispirate e curate) è quel divertimento puro e semplice che ti danno che li rende particolari. Riescono a darmi quella coinvolgente spensieratezza che li rende indispensabili. Semplicemente questo, trovo i giochi nintendo divertenti e senza troppi fronzoli. Per me è questo il segreto della grande N.

  14. Bellissimo articolo e molte risposte interessanti.
    La questione “per bambini” penso sia meglio definibile con una stimolazione di certe corde emozionali.
    Non consiglierei neanch’io DKCRTF a un bambino, perche’ il suo gameplay ha un tasso di sfida troppo elevato. Pero’ io ci gioco con mia figlia e mia nipote di fianco e loro si esaltano e si immedesimano tantissimo. Per loro il gameplay non ha nessun senso o importanza. Conta quanto vedono e quanto sentono… e Nintendo e’ brava (secondo me piu’ brava di altri) a toccare certe corde che abbiamo noi adulti (e che vengono dalla nostra infanzia) e che hanno ovviamente i bambini stessi. Non vale sempre per tutti i prodotti, ma non so… nella cultura di Nintendo c’e’ ancora questa anacronistica tendenza a non tirare via, a cesellare il gioco curandone tutti i particolari, tutta questa dedizione traspira e crea un link emezionale col gioco che non si puo’ negare.
    Ovvio che poi non tutti si fanno trasportare e non tutti sono interessati, de gustibus.
    Non concordo minimamente col fatto che tematiche adulte necessitino di sangue e violenza… ma proprio no. Conosco bambini di 7 anni che nella testa hanno solamente sangue e violenza e mi fanno sinceramente anche un po’ pena… sangue e violenza mezzi espressivi che non necessariamente portano a tematiche adulte.
    Trovo che, seppur diversi nello stile, Nintendo sia quanto di piu’ miyazakyano esista nel mondo dei videogiochi… parla ai bambini e agli adulti. Si Alza Il Vento, l’ultimo film di Miyazaki, parla della depressione del Giappone prebellico, dello struggimento di una storia d’amore e della divisione di un uomo tra l’inseguimento del suo sogno e la realta’ che gli crolla attorno… questi sono temi adulti… e sono tutti trattati senza spargimenti di sangue e violenza.
    Pressoche’ ogni Zelda e’ un viaggio iniziatico, la fine dell’infanzia o dell’adolescenza e l’inizio dell’eta’ adulta, dell’affrontare il mondo, del prendere le proprie responsabilita’ e far leva sulle proprio forze per affrontare i problemi derivanti da precedenti scelte errate… c’e’ in gioco la speranza che le nuove generazioni possano correggere o migliorare i problemi generati dal passato. Questi per me sono temi adulti… il discorso che fa il Re di Hyrule a Zelda e Link alla fine di WW è un tema adulto. Il tutto senza alcun spargimento di sangue e con un livello di violenza decisamente controllato.
    Per il resto, nei tanti giochi Nintendo dove non c’e’ una trama o non ci sono tematiche in gioco, rimane questo senso di avvolgimento dato, come dicevo, da un crafting quasi artigianale del prodotto che lo porta a livelli stellari dal punto di vista stilistico, rendendone piacevolissima la fruizione… e sicuramente la dimensione bucolica menzionata da Omegashin e’ una componente molto avvertibile.

    Per fortuna non c’e’ solo Nintendo a fare grandi giochi, questo e’ chiaro… ma certe prerogative nello sviluppo del gameplay e delle atmosfere sono davvero peculiari della casa di Kyoto.

    • Il tuo commento mi ha fatto riflettere su come alcune volte si sbagli ad usare alcuni termini e si venga facilemente fraintesi. Io per tematiche adulte ho sempre inteso forse erroneamente tutte quelle tematiche che riguardavano la violenza che non potrebbero(e sottolineo potrebbero ) essere fruiti dai più giovani, ma no perché non siano facili da comprendere ma perché urterebbero la loro sensibilità. Mentre le tematiche a cui ti riferisci parlando di Zelda e delle opere di Miyazaki (il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la responsabilità delle proprie azioni e del proprio passato ecc…) le ho sempre considerate tematiche universali molto più alte e difficili da comprendere, a mio parere dai bambini, ma non per questo non fruibili visto che non capendo il messaggio pee via della loro età, non c’é modo che venga urtata la loro sensibilità, e non le ho mai definite adulte, ma universali.

      • Grazie per la risposta.
        Grande post, chiarisci bene la cosa e mi trovo daccordo.
        Mi basavo in effetti sull’idea di fruibilita’ piuttosto che sull’effettivo effetto di certe tematiche.
        Per adulto intendevo proprio qualcosa che potesse essere compreso a fondo solo da persone formate. Ma forse la tua definizione calza meglio.

    • nulla da aggiungere….bravo!

  15. mi si rivolta la tomba di Robin Williams se continuate a dire che i giochi Nintendo sono per bambini.

    oggi come oggi COD e GTA è giocato da più bambini che adulti,
    che giochi come Ni No Kuni e Mario & company.

    quindi riflettiamo sul fatto che cosa siano e sono giochi da e per bambini.

  16. quelli di nintendo sono dei maestri a creare ambienti suggestivi e complessi(vedi mario kart).

  17. Omegashin non ti nascondo che uno dei motivi per cui amo zelda sia proprio l’esistenza di un elemento bucolico, in quanto io vivo in una contrada di un paese, quindi in una zona periferica e conosco, dunque, la natura. Vivo una situazione analoga alla tua, se zelda fosse ambientato in una città caotica dubito che mi piacerebbe così tanto.

  18. D’accordo con l’articolo ma non vi nascondo che sarei curioso su una virata dark della Nintendo,
    stile tipo Nightmare Before Christmas.

  19. La mia visione delle cose sulla N-difference é diversa: I giochi N, essendo adatti a tutte le età, sono spesso giocati dai piú piccoli, costituendo per molti (soprattutto per i nati negli anni 80 e 90) la prima vera esperienza con il mondo videoludico. Rimanendo il concept dei giochi N inalterato, giocare ai nuovi titoli N porta un forte sapore di piacevolissimo deja-vu, che ci fa sentire di nuovo piccoli e spensierati: Questo é il segreto Nintendo! Crescerti, accompagnarti nelle fasi piú importanti della vita, farti sognare. Chi cresce con N, sotto sotto rimarrà sempre nintendaro.

  20. Io controcorrente dico che la nintendo ha creato i fanboy meno coerenti di sempre. Videogiocatori (non dico nintendari perchè difficilmente lo ammettono) che magari si stancano col 3° gears of war o col 3° uncharted in pochi anni ma che da 20 anni continuano a giocare allo stesso mario in 2d, allo stesso donkey kong in 2d, allo stessa zelda 2d e 3d, allo stesso pokemon… Dai, un pò di coerenza.

  21. Concordo con l’articolo. Aggiungo anche Satoshi Tajiri che ha inventato i Pokémon ricordando i tempi in cui collezionava insetti. Sono queste esperienze di vita vissuta che messe in un videogioco ti danno l’impressione di essere così realistiche e affascinanti.

  22. Signore Del Vuoto

    Il segreto di Nintendo è lo stesso di Zoolander.
    Fa sempre la stessa faccia ma nessuno se ne accorge.

  23. Leggere questo articolo mi ha fatto pensare: ‘ma com’è che Nintendo vinse la console war dell’epoca contro Sega??’
    googlando ho trovato questo articolo carino ht tp://storiaepolitica.forumfree.it/?t=70037317 (tralasciando le varie cause legali).

    Quanto al mio pensiero è già riassunto nei post di loziolambe e dano poco più sopra.
    Personalmente avevo il megadrive…forse ce l’ho ancora da qualche parte..o forse è stato buttato quando si è trasferita qua la morosa :-

  24. Quanto a mungere le proprie mucche, Nintendo non è seconda a nessuno

  25. Mi sorge solo una curiosità: quando Miyamoto verrà a mancare, gli eredi sapranno mantenere questo elemento qualitativo?

  26. Sai una cosa? Non ci avevo pensato, ma… sì cazzo, per me il fattore bucolico conta assai! Leggendo l’articolo e facendo mente locale, ho rammentato che molti giochi che definisco le mie “pietre miliari videoludiche” avevano proprio questo: grandi ambientazioni mozzafiato, nel quale perdersi, esplorare, osservare il paesaggio. Certo, se l’ambientazione non mi dice nulla vabbè, ma se mi ci perdo il gioco entra nel mio cuore… e mentre scrivo mi vengono in mente le profondità del Blackreach in Skyrim, oppure le notti nel deserto messicano in RDR… bellissime. Sono però immagini bucoliche ben diverse da quelle nostalgiche dell’infanzia di Nintendo… e a dirla tutta, quelle mi fanno poco effetto, chissà perchè.

    Per il discorso “niente sangue e viulenza”=”gioco da bambini”… No. Dipende dalla maturità dei contenuti, sangue e viulenza sono solo un contorno, e quando diventano uno scopo il risultato spesso è triste più che di impatto (vedi Hatred). Per cui, per me un ipotetico SuperMario in cui l’idraulico pesta tutti a sangue con una spranga rimarrà di fondo pur sempre un gioco da “mente semplice”, mentre magari un This War of Mine in cui il sangue praticamente non compare rimarrà sempre un gioco con un certo spessore nei contenuti.

  27. Ora che ci penso, un’altra cosa avvantaggia tanto nintendo: il fatto che fanno giochi sulle loro stesse console.
    In questo modo le conoscono più che bene e possono ottimizzare i giochi al meglio

  28. L’elemento bucolico e “scanzonato” riesce sicuramente ad infondere una sensazione di pace e relax se non fosse che grazie a Nintendo o meglio a donkey kong,super mario bros U e ultimamente anche a bayonetta 2 ho perso di diritto l’ingresso non solo al paradiso ma anche al purgatorio!
    Centinaia e centinaia di invocazioni ai santi per colpa loro!

  29. ma se nintendo piace cosi tanro e i giochi suclassano le esclusive ps4 e one come che in 2 anni nn ha venduto nulla?

    • Perchè anche se di alta qualità, sono giochi che interessano solo a una ristretta cerchia di appassionati.

      • Non solo, io credo che anche il famoso discorso sull’assenza delle terze parti abbia scoraggiato potenziali acquirenti, in stile: “perché devo spendere 300 euro per una console che ci gioco si e no un paio di settimane ogni 6 mesi quando esce uno dei pochi giochi, anche se belli? Tanto vale che mi piglio la ps4/one.” In effetti, Nintendo non è che abbia sfruttato proprio benissimo il suo anno di vantaggio.

    • Perche’ da che mondo e’ mendo non e’ assolutamente detto che la qualita’ superiore si traduca in vendite. Fosse cosi’ il VHS sarebbe morto e sepolto essendo il peggior sistema audio/video concepito dalla mente umana. L’MS-DOS non sarebbe durato un anno essendo anch’esso forse il peggior sistema operativo di sempre.
      Piu’ che il prodotto conta il time-to-market e il marketing… i prodotti bisogna saperli vendere.
      Nintendo ha cannato totalmente tutti gli aspetti legati alla promozione del prodotto (e non solo) e si e’ smerdata di brutto. Per fortuna, sono tra i migliori sviluppatori del mondo e almeno riescono a forza di qualita’ a risollevare un minimo il prodotto (Wii U a oggi ha comunque un installato di circa 9 milioni di console, poche ma non sono il nulla). Ma ormai, in termini di scontro con la concorrenza, questa generazione per Nintendo e’ andata… se sono intelligenti supporteranno al massimo Wii U per altri 2 anni per poter costruire un ponte alla nuova console. Per Wii U, tra le altre cose, sono stati assolutamente deleteri i 2 anni di (quasi) NULLA su Wii… 2011 e 2012 Wii era una console morta e sepolta e tutti si sono dimenticati… hanno perso interesse… e Nintendo se ne arriva con un diretto successore.
      Insomma cappelle a profusione che non hanno nulla a che vedere con la qualita’ del prodotto e dei giochi che ci girano sopra.

  30. A nintendo manca la varietà
    se non ti piacciono i platform non hai nulla da giocare
    di zelda ne esce uno ogni generazione (e nessuno più è stato a livello di Ocarina).
    Smash bross non è un gioco che può stare in piedi da solo, o lo giochi in compagnia o viene a noia
    idem per mario kart..
    Mancano i forza, i dark souls, i dragon age, i final fantasy (o simili), i gears of war, i the witcher, gli assassin’s creed ecc.. al massimo ci sono dei surrogati (tipo bayonetta).
    E’ dal nintendo 64 che la situazione è questa ed è l’unica causa del non successo commerciale (a parte il marketing che ora mi pare molto migliorato).
    L’ideale sarebbe avere un WiiU affiancato a PS$ o One e non tutti se lo possono permettere sia economicamente
    che a livello di tempo disponibile.

    p.s.
    per levare ogni dubbio di “haterismo” ho acquistato tutte le console nintendo fino al wii

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